mercoledì 24 febbraio 2010

Giù le mani da 8 e mezzo


Come direbbe il grande Totò ovvero il principe Antonio de Curtis pussa via...gli americani traducono Nine per il grande schermo ovverossia la versione "Musical" di 8 e Mezzo del grande Fellini, un compitino ben fatto, ricco di balletti scenografie, lucchichii colorati kitch e poi...poi al centro abbiamo Guido Contini (Anselmi x Fellini) interpretato da un Daniel Day Lewis, una delle peggiori performance della sua carriera, il suo personaggio è ossessionato dalle donne - Fellini ha saputo tradurre alla perfezione l'universo femminile, ma anche l'animo di Guido - che non riesce a girare un film, non ha uno straccio di idea nè tanto meno una sceneggiatura, così si traduce l'italia secondo Rob Marshall, un uomo mammone, donnaiolo, con moglie amante, senza delineare i personaggi femminili, i loro pensieri, i loro sogni, tutte le donne di questo film si genuflettono alla volontà del protagonista, Guido, Fellini ha avuto molto più pudore, le donne in otto e mezzo rappresentano il punto di forza di Guido, e non solo le donne, ma anche gli uomini, uno su tutti il padre, ma poi abbiamo anche le matrone, saraghina, un universo profondo, ricco di poesia che Marshall, ahinoi non ha saputo tradurre sul grande schermo, certe volte mi chiedo cosa lo ha spinto a girare questo film, non c'è niente che parli di lui, non c'è un alter ego, forse - come dissi in un forum con cui sto dialogando con una utente che ahimè non ha capito cosa voglio dire, spero che lo capisca quando le farò leggere questo mio articolo - è proprio Nine l'alter ego di Marshall, ovvero cosa pensa dell'italia e degli italiani...
Nine è un film da bere, ma non azzardatevi solo ad accostarlo all'opera di Fellini, che è surreale, profonda disincantata, struggente, malinconica, unica, ma forse come dico io l'unico difetto del film di Marshall è che ha cercato di rifare otto e mezzo in chiave musical, e non è tutta colpa sua, forse la colpa è degli americani che hanno voluto trasformare in musical un film così profondo non capendo il senso dell'opera e ovviamente chi l'ha diretta.
La migliore del film è la cotillard, che è brava solo anche a lasciare uno sguardo verso Guido, e sa esprimere anche con pochi gesti la malinconia e la solitudine di una donna che ha rinunciato a tutto per il marito, Nicole Kidman mi chiedo perchè ha accettato di fare questo film, non mi è piaciuta affatto tranne quando canta (mi ha fatto rimpiangere Moulin Rouge) La Cruz è brava, eccentrica e vivace, e tutto il resto e noia, un film d'attori che non fa rimpiangere l'opera di Fellini, anzi vorrebbe essere otto e mezzo ma si limita a stare rinchiusa nel suo guscio di stereotipi dell'italian style.
Federico Fellini da grande maestro del cinema ha raccontato se stesso, il suo mondo, i suoi sogni, in una geniale metafora sul cinema, ricca surreale, gioiosa, malinconica, per la prima volta ha raccontato il grande circo del cinema come solo i grandi autori sanno fare, ha raccontato le sue donne, forti, che sanno anche perdonare, e il girotondo finale è la consapevolezza che ormai tutto nella sua vita è andato apposto, a Nine manca quel girotondo, manca la forza delle donne di Guido che alla fine scelgono di lasciarlo, non di stargli vicino (la moglie e l'amante) poi che si vedono al finale (ma a chi vogliono prendere in giro, prima sono sul punto di lasciarlo e poi si vedono alla fine???)
Se Fellini ha dato il guizzo di genio a otto e mezzo, mettendo il suo alter ego Marshall non ha il talento necessario ancora per avere un suo alter ego, ma soprattutto non ha la capacità come l'aveva Fellini di raccontare i sogni, le fantasie, le donne, ma soprattutto l'amore, come solo un genio sa fare, non è stato capace di dare un suo punto di vista alla storia, dalla sala esci con mille domande, chi è Guido? Chi rappresenta? Perchè Marshall ha diretto questo film? Cosa lo ha spinto a girarlo, Contini è un alter ego? E se si di chi? Mi ha lasciato davvero con l'amaro in bocca, ma forse è perchè gli americani la vita la vedono tutta in musical, o forse è solo la mia immaginazione che vaneggia dopo la visione di questa opera pasticciata, poco fa ho visto un ora di otto e mezzo, tutto un altro film, tutto un altro mondo, che un operetta mediocre chiamata Nine non è riuscita ad esprimere, in poche parole Nine è un americanata che tenta di rendere omaggio all'italia ma sbaglia di grosso perchè non c'è niente dell'italia, e cosa peggiore, non c'è niente di Fellini, questo non è il mondo creato da Fellini. è il pensiero degli americani che hanno dell'italia, niente di più.
Un commento in conclusione
A FEDERI' QUANTO CE MANCHI

lunedì 22 febbraio 2010

An Education


Scritto da Nick Hornby, e diretto dalla regista danese, Lone Scherfig, è la storia di Jenny, una studentessa che incontra per caso David, un uomo sui trentanni che la attira per i suoi modi e per i suoi interessi, Jenny però ha quasi 17 anni, e sogna di vivere ma soprattutto di crescere con gente che ha più o meno i suoi stessi interessi, l'incontro con David sarà per lei la soluzione adatta per uscire dal grigiore della sua vita, e della rigida scuola, così con David e due suoi amici, frequenta locali, va a delle aste, partecipa a delle feste, insomma fa la vita che ha sempre sognato, con buona pace dei genitori con cui David è entrato in sintonia, ma ci sono cose nella vita di David che Jenny non sa, e il risveglio dalla realtà e dai suoi sogni la porterà a rientrare verso il college e alla vita che si era prefissata di seguire...

Un film interessante, dal punto di vista sociologico (è ambientato nella londra del 1961), si vede questa giovane, l'attrice protagonista è bravissima, che incontra una persona più grande di lei, con cui può parlare e confrontarsi su tutto, si innamora di lui, ci fa l'amore per la prima volta, tutto sembra andare per il meglio, fa le esperienze che ha sempre sognato di fare, i viaggi che ha sempre voluto fare, ma tutto questo porta delle conseguenze, Nick Hornby si ispira alle memorie della giornalista inglese Lynn Barber, per portare sullo schermo un piccolo racconto di vita che è un piccolo grande film, dalla parte delle ragazze, c'è la vita in questo film, la vita e anche i suoi imprevisti, entrambi i protagonisti, lei con il suo entusiasmo e la fretta di cominciare la sua vita, lui con i suoi abiti eleganti e il suo aspetto da giovanottone sono entrambi fuori tempo, il messaggio del film è proprio quello non di vivere la vita come si presenta, ma imparare che a tutto c'è un tempo stabilito, da antologia la scena in cui Jenny entusiasta della richiesta di matrimonio di David lascia la scuola, ma la scena migliore è quando la professoressa le dice di non lasciare gli studi, perchè le spezzerebbe il cuore, nel volto dell'attrice c'è il dolore della perdita di Jenny segno che lei ci teneva veramente ai suoi studi. Da vedere assolutamente.

sabato 20 febbraio 2010

Avatar

Ho visto Avatarrrrr...che dire, mi ha incollata allo schermo per tutto il tempo della visione, una pellicola che io definisco un capolavoro assoluto, molti dicono che è il film che cambierà per sempre la storia del cinema, sapete che ci credo? Bene, il film diretto da James Cameron, che ritorna dopo il grande successo di Titanic e che nemmeno con questa pellicola smentisce la sua fama di grande regista che molti accostano (ma io credo che esagerino anche se Avatar è l'eccezzione alla regola) a Cecil B De Mille, per quanto riguarda che non bada a spese, ma parliamo del film che è ricco di avventura, magico, e naturalmente in 3 D, non mancano scene entusiasmanti, se con Titanic vi siete impressionati vedrete con Avatar quello che succede, gli umani invadono il pianeta Pandora, dove vivono i Na'vi, la popolazione indigena che abita il pianeta, e mandano sul posto Jake Sully, un marine che ha sostituito il fratello nella missione, l'obbiettivo degli umani è di colonizzare Pandora per prendere un minerale prezioso per la terra, quando Jake ottiene la fiducia dei Na'Vi e si innamora di Neytiri, una guerriera della tribù Na'Vi che lo ricambia e lo guida nella vita del pianeta, ben presto le cose precipiteranno quando la tribù considererà Jake un traditore perchè gli umani della RDA li hanno invasi facendo crollare la loro dimora, Jake non avendo colpa alcuna fa il tutto cio' che gli è possibile per ripristinare la fiducia di quel popolo verso di lui, combatterà persino i suoi stessi compagni per salvare i Na'Vi, in un susseguirsi di scene d'azione e d'avventura in cui non mancheranno anche gli usi e i costumi di questo grande e fiero popolo. Alla fine Jake riconquisterà la fiducia nei Na'Vi riappacificandosi con Neytiri, riuscendo a salvare pandora, alla fine rimarrà con Neytiri e lascerà il suo corpo umano.
Considerazioni, lo voglio dire perchè me le sento nel cuore, dopo il signore degli anelli uscito nel 2001 e che ho trovato allora straordinario, adesso Avatar adesso merita un posto di riguardo proprio come la trilogia di Jackson, si lo so sono due film totalmente diversi ma per i contenuti, per la trama etc...li ho trovati straordinari, sia il primo uscito a inizio terzo millennio che per me è un capolavoro , che Avatar uscito quest'anno, in poche parole per me sono due grandi film che meritano di essere visti e collezionati, premetto che non è un paragone, ma solo un indicazione per dire ehy dopo la trilogia di Jackson Avatar è uno dei miei preferiti, anche se Avatar rispetto alla trilogia di Jackson è più innovativo e gli effetti speciali sono rivoluzionari, Cameron si conferma un grandissimo autore, non mi stupirei che Avatar un giorno venisse citato tra i capolavori assoluti del terzo millennio.

giovedì 18 febbraio 2010

Sherlock Holmes


Non Conosco molto Guy Ritchie, l'unico film che ho visto oltre questo è stato Snatch - lo strappo che non mi è piaciuto proprio, prima di vedere questo Sherlock Holmes avevo il timore che non mi sarebbe piaciuto, e invece, sono state due ore e passa di divertimento acuto, brillante, coinvolgente.
Questo Sherlock Holmes, interpretato da un Robert Downey jr in forma smagliante è assolutamente sopra le righe, completamente diverso da quello inventato da Conrad Doyle, ma pur sempre efficace, sdrucido, volgare, spettinato, e assolutamente combattivo (vedi la scena dove fa il duello a torso nudo) ma intelligentissimo, vivace, e più segugio del personaggio di Doyle, questo Sherlock Holmes non dice mai elementare Watson, ma si concentra nei dettagli, lo giuro anche se seguivo il film non riusciro a catalizzare tutti gli indizi che riusciva a scovare lui.
Il film è supportato da una robusta sceneggiatura e da una regia accattivante e matura che fanno del film un opera da gustare fino all'ultimo fotogramma, Jude Law è il perfettino Watson che si limita solamente a fare da spalla a Holmes, limitandosi a fare una buona interpretazione e nulla più, da osservare attentamente anche i cattivi soprattutto quelli che...hehehe calmiamoci, altrimenti facciamo spoiler ^^
Consigliatissimo se vi volete divertire, giocando a fare i detective questo è il film giusto.

mercoledì 10 febbraio 2010

Brood la covata malefica

Un film incredibile, qualcuno direbbe un film per stomaci forti, io credo sia il capolavoro di Cronenberg, qui la mutazione fisica e psicologica è alla sua massima espressione, sin dalla fotografia marcatamente cromata, genera angoscia nello spettatore, come se la storia, i personaggi e l'ambientazione siano da contraltare a Nola, che è in cura da uno psichiatra il Dott. Raglan, per una terapia, la psicoplasmia, una cura a metà strada tra una seduta di ipnosi e una recita, in cui i pazienti fanno uscire le loro pulsioni distruttive, la donna che è psichicamente instabile, si sottopone a questa cura alternativa, per superare le sue turbe psichiche, e per curarla la tiene reclusa in una stanza. Un giorno Frank, vestendo la piccola figlioletta, Candice, nota delle strane echimosi sul corpo della bambina e decide di non portarla più dalla madre, da allora avverranno strani omicidi, prima moriranno i genitori di Nola, poi persino il marito rischia la vita, ma ucciderà una strana creatura nana priva di denti, di ombellico e di organi genitali, e la fa visionare da un esperto, il mistero si infittisce ancora di più, così cerca in tutti i modi di rintracciare gli ex pazienti del Dott Raglan e scoprirà che sono affetti da strani bozzi nel corpo, quando anche la maestra della bambina viene assassinata da queste piccole creature, tutto si complica, Candice sparisce e Frank deve ritrovarla il prima possibile, anche per salvarle la vita, quando raggiungerà la moglie scoprirà una verità agghiacciante, le creature sono in realtà frutto della rabbia e delle pulsioni di Nola...Il film è un susseguirsi di tensione fino all'epilogo finale, io dico che è il film più cronenberghiano, ma anche e soprattutto molto psicologico, se siete particolarmente forti non perdetevi la scena finale - non nascondo che anche io ho avuto problemi nell'osservarla soprattutto quando Nola fa nascere un altra creatura con le sue mani...- non dico altro per non impressionarvi ulteriormente e per non farvi perdere la sorpresa finale, film sconsigliatissimo ai minorenni - le scene sono particolarmente forti - meglio che a visionarlo siano persone dai 18 anni in su - consigliatissimo ai veri amanti del genere horror, ah una precisazione, - lo so che non centra nulla ma lo faccio ugualmente - nell'ultima scena ho pensato moltissimo ad Eraserhead di Lynch, avete presente quando Harry taglia in due suo figlio? Anche se qui si tratta di tutt'altro genere, ma ho avuto la sensazione di una certa somiglianza con la pellicola Lynchana, anche se è molto diversa da Brood, solo per questo piccolissimo particolare, sarà una casualità?
In Brood Cronenberg mescola sapientemente, mutazione fisica e pulsioni psicologiche umane, in un crescendo di tensione che avvolge lo spettatore nell'incubo, dopo la visione di un film del genere si rimane impressionati dall'abilità registica di Cronenberg, e dall'impatto della storia su chi la visiona, una considerazione, poi finisco, primo film di Cronenberg ad avere nel cast attori importanti, da Oliver Reed, nel ruolo del Dott, Raglan e Samantha Eggar nel ruolo di Nola.




martedì 9 febbraio 2010

David Cronenberg, La metamorfosi al cinema si fa arte

Era da molto tempo che volevo approfondire David Cronenberg, anche perchè visionando Exsistenz, Spider, dopo averli registrati in tv, volevo approfondire, non ho mai avuto tempo, un po' per la scoperta di altri autori, un po' per altri motivi ho sempre rimandato, adesso ho trovato - per fortuna - l'ispirazione giusta, prima avevo paura a visionare i primissimi film, adesso che ho avuto la fortuna di averli visti - e anche recensiti - vedi il demone sotto la pelle, rabid e scanners, posso dire che è un grandissimo autore, io dico sempre Cronenberg è il cantore del corpo umano, e della sua mutazione, sia fisica che psicologica, l'esplorazione dell'essere umano, del corpo umano in particolare, è il tema centrale del suo cinema, in molti lo accostano a George Romero, ma io credo che Cronenberg ha il talento di eroticizzare il corpo umano, detto così può sembrare strano, ma è la sensazione che ho provato visionando appunto i film che ho recensito alla fabrica, i primi film sono solo l'inizio di quello che viene comunemente chiamato body horror, non si nasconde che alcuni film sono raccapriccianti, vedi Brood la covata malefica che recensirò tra poco, oppure addirittura Videodrome, forse è il più gore tra i film da lui diretti - non sono un amante del genere, ma devo dire che mi ha impressionato parecchio videodrome, ma mi ci vuole un altra visione magari con calma secondo me è il film più polemico di Cronenberg nei confronti della società sempre più assuefatta dalla televisione.
Continuando a parlare di eroticizzazione del corpo umano, avete notato che nelle pellicole di Cronenberg, il corpo umano è sempre messo in primo piano davanti alla telecamera? Quasi come fosse un oggetto del desiderio, nonostante ciò anche se avvolte ho chiuso gli occhi non ho provato ribrezzo, anzi mi ha affascinato, il suo modo di filmare, il suo modo di palpare quel corpo, quasi come se si suonasse uno strumento, la stessa sensazione l'ho provata vedendo una pellicola come Crash, anche se vi erano scene erotiche, ma quelle ferite, le automobili e gli incidenti erano molto ma molto erotici, Crash è un film incompreso che molto presto recensirò con un bellissimo articolo, in cui James Spider fa la migliore interpretazione della sua carriera.
Scoprire il cinema di Cronenberg è stata una sorpresa, e auguro a tutti di intraprendere questo viaggio come l'ho intrapreso io, perchè secondo me ne vale la pena, non lasciatevi prendere dalla paura per le scene troppo forti, perchè secondo me questo è il bello del cinema di Cronenberg.

sabato 6 febbraio 2010

Cinefilia - parte prima - come nasce una passione?

Primo special extra per raccontare l'inizio di una passione e dei film che in un certo senso mi piacevano e guardavo, un modo per entrare in sintonia con chi segue la fabrica e mostrare tutti i film che in un certo senso hanno segnato il cammino verso quella che possiamo dire cinefilia pura, nella mia vita ho visto tantissimi film, ho perso il conto di quanti film ho visto ma sono davvero tanti, alcuni li guardo ancora con affetto, altri sono in vhs nella mia stanza, altri ancora li ho dimenticati ma avvolte gli do una sbirciatina per ricordare i bei tempi di quando ero una cinefila in erba, è bello prendere ogni tanto l'album dei ricordi, iniziamo proprio stasera, ho preso qualche film che ho in videocassetta, li voglio ricordare insieme a voi, magari li avete visti e direte oh ma guarda l'ho visto, mi ricordo di questa o quella scena quanto mi ha divertito, perchè il cinema è anche questo, puro divertimento, quando si inizia il cammino è facile immergersi in film che ti attirano o ti ispirano, come ad esempio la signora in rosso, chi si ricorda di Gene Wilder? O del tifo che abbiamo o avete fatto per quell'incontro proibito con charlotte, donna dei sogni, bellissima che poi finisce con una burla, miticissima la scena dell'incontro dove lei gli dice questo momento l'hai sognato da tanto tempo eh? La scena in cui si spogliano e si guardano incollati è comicissima, per non parlare della canzone messa in sottofondo, loro due che assaporano il momento tanto atteso, si avvicinano al letto, lui tira le mutande sulla lampada nel comodino, lei gli dice toglile da lì altrimenti prende fuoco, lui si alza (cuscino per coprirsi) e le toglie, si mettono finalmente a letto e...SUONA IL CAMPANELLO, arriva il marito di lei pilota gelosissimo e lui rimane fuori con l'accappatoio del marito a chiedersi ma che ci faccio qui? Natualmente che succede? La gente si chiede cosa cavolo ci fa lì persino la moglie lo vede, poi d'un tratto una ragazza lo fotografa e lui ricade in tentazione...il resto va da se, film divertentissimo diretto proprio da Gene Wilder, colonna sonora di Stevie Wonder che con una canzone ha reso ancora più mitico questo film...I Just called to say I love you....oppure del primo approccio fallito con Charlotte in cui risponde la segretaria racchia e brutta eccitandosi tutta...insomma un film da scompisciarsi di brutto e il divertimento è così grande che rivederlo è sempre un piacere.
Orchidea Selvaggia aaaaah è un film erotico patinato, che ogni tanto rivedo, uno di quei film usciti sotto l'onda del successo di nove settimane e mezzo di cui parleremo a breve, in questo film l'eros oltre ad essere patinato è a tratti esplicito ma non troppo, da noi è vietato ai minori di 18 anni ma mi sono chiesta sempre il perchè anche se Basic Instinct è ancora più esplicito di questo, mah misteri della censura, apparte che qui Mickey Rourke (attore di cui ho avuto una cotta e ho conosciuto su facebook personalmente, poi vi racconterò) qui è davvero bellissimo anche se il personaggio in se è un vero patatone incapace di prendere l'iniziativa per - si dice - traumi infantili, ma da come veste e si pettina attirerebbe persino una suora, continuando a parlare, il film non è un capolavoro ma - e scusate se lo dico - a me piace, apparte Jaqueline Bisset e Rourke non ci sono molti attori famosi, la regia è di Zalman King, regista che con la moglie ha scritto la sceneggiatura di 9 settimane e mezzo, l'ambientazione Rio de Janeiro in cui una donna d'affari - la Bisset appunto - è decisa a comprare un albergo ma a farle le scarpe arriva Wheeler, il tutto condito dei soliti giochi che sembrano un po' patetici, sesso wojerismo, e musica, tanta musica - quanto mi piace la canzone di Ofra Haza - e naturalmente, mare, sole e i colori di Rio - La scena che preferisco è ovviamente oltre al carnevale di Rio quando Wheeler e Emily fanno l'amore - scena che ho potuto vedere per intera comprando la vhs originale del film in edicola - poi sono usciti altri seguiti che ho visto solo in tv...ma come si dice, il primo film è il migliore...
Continuiamo con Blind Date? Ma si dai, in italiano Appuntamento al buio, la prima volta che l'ho visto avevo 15 anni esatti, ero a casa di mia nonna, d'estate, non sapevo assolutamente il titolo ma quel giorno mi sono divertita un mondo, la storia prende alla berlina gli ambienti bene americani e il mondo raffinato dei ricchi e snob Walter ha bisogno di qualcuno da presentare a una cena con un importante Tycoon giapponese pur di ottenere la sua compagnia che vuole vendere a una azienda americana, così Nadia lo accompagna però c'è un problema, quando Nadia prende anche una goccia d'alcool perde il controllo, e in effetti al ristorante Nadia ne combina di tutti i colori, da antologia la scena in cui parla alla moglie del tycoon giapponese o si lamenta del menù che è scritto in francese, naturalmente poi arriva anche il turno di Walter che ormai licenziato perde il controllo anche lui, ci mettiamo anche David il fidanzato mollato di Nadia? Se volete un film slapstic, dove non manca l' umorismo da torte in faccia allora appuntamento al buio è il film per voi, ma attenzione alle risate potreste piegarvi in due dal mal di pancia per quanto continuano, film d'autore (la regia è di Blake Edwards) con una Kim Basinger e Bruce Willis bravissimi... alla fine nonostante David, scopriranno l'amore...
E' il film più celebrato degli anni ottanta, tanto da diventare il simbolo di un decennio, e anche il film che ho agognato di vedere da tanto tempo, quando diedero la prima in tv l'ha visto l'italia intera incollata al teleschermo, io l'ho visto a 16 anni a casa dei miei nonni paterni, di notte, quando giocavano a carte con i miei genitori mi sembra, si credo di si, ha segnato l'inizio dell'eros patinato e da copertina di cui parlavo pocanzi, nello spazio di orchidea selvaggia, qui c'è di tutto, eros sadomaso, autoerotismo, un po' di lesbismo, e una passione che brucia nell'arco di nove settimane e mezzo, con questo film Mickey Rourke e Kim Basinger diventano famosi, come anche you can't leave your hat on cantata con la voce da leone di Joe Cocker, che riottiene il successo dopo anni di oblio, una canzone che di per se è diventata un classico quando uscì il film e ancora oggi si ascolta con piacere, la scena dello spogliarello della basinger è ormai nelle scene più famose della storia del cinema, guardandolo attentamente è un film d'attori e di canzoni più che d'autore, un film di scene, dove le atmosfere contano più della regia, dove le luci contano più delle ombre, anche se le ombre avvolte fanno capolino nelle scene più ardite...rivisto oggi sembra un film molto pudico, ma è solo un impressione, alla regia c'è Adrian Lyne, regista che si perderà rifacendo Lolita di Kubrick, (la sua versione vicinissima al romanzo di nabokov risulta un pasticcio spudorato), qui invece è più ispirato...ormai 9 settimane e mezzo è considerato uno dei film cult degli anni ottanta.
Ancora Wilder, qui con Richard Pryor (l'avete visto in Strade perdute di Lynch?) in una commedia dove un sordo e un cieco sono testimoni di un delitto, riconoscono la colpevole solo grazie ai loro sensi acutizzati dalla mancanza dei sensi ancora funzionanti, scena cult, quando il poliziotto dice loro - tu non hai visto, tu non hai sentito, ma sono sicuro che voi avete visto e sentito tutto quanto!!! - da antologia anche la scena dell'inseguimento per sfuggire al cattivo - avete presente Kevin Spacey? Si esatto c'è proprio lui - quando con la macchina urtano i pezzi di carne appesi del mattatoio, oppure quando la sorella del cieco che viene rapita e loro la raggiungono per salvarla, un altro film divertente, una commedia spassosissima condita di giallo in cui è facile divertirsi, di film così ormai non se ne fanno più ed è un vero peccato perchè avvolte basta poco, e non c'è bisogno di essere grandi autori, avvolte un bravo attore (se veramente sa fare il suo mestiere) e un autore che è pratico nel creare un film davvero divertente esce fuori una pellicola capace di fare divertire anche il cinefilo con la puzza sotto il naso, perchè il bello del cinema è anche scendere dal proprio piedistallo di collezionisti e farsi delle sane crasse risate.
Continua...