mercoledì 23 giugno 2010

L'uomo che non c'era

E' il capolavoro massimo dei fratelli Coen, che costruiscono un noir in bianco e nero, la storia di un uomo anonimo, uno qualunque, un po' annoiato, che fa il barbiere con il cognato, e si lamenta continamente che questi parla sempre, e si lamenta anche dei clienti, come dice il titolo l'uomo che non c'era, e di fatti sembra sia invisibile, attorno a lui la vita scorre ma lui sembra non viverla fino infondo, ma la cosa sorprendente per dirla a parole semplici geniale, è sapendo del tradimento della moglie, lascia correre tutto per il quieto vivere, un giorno si presenta un certo tolliver e lo coinvolge in un affare, aprire una catena di negozi di lavaggio a secco, la cosa sembra appetibile, di fatti per racimolare il denaro, ricatta Big Dave in forma anonima e gli chiede la stessa somma che il tizio, Tolliver, gli aveva chiesto per truffarlo, Big Dave che deve nascondere alla moglie queste uscite falsifica insieme alla moglie di Ed i registri, e sospetta di Tolliver, lo trova e lo picchia a morte, ma non prima di aver scoperto il gioco di Crane, che inaspettatamente lo uccide con un coltellino, dell'omicidio è accusata Doris, la miglie di Crane, che si uccide in prigione per la vergogna, ma la beffa delle beffe è che dopo aver cercato di ricominciare a vivere dandosi una possibilità con Birdy, la giovane figlia di un suo amico avvocato, anche Crane viene arrestato per omicidio questa volta di Tolliver, e viene condannato alla sedia elettrica dopo una scenata del cognato rimasto completamente al verde dopo la morte della sorella.
I Coen costruiiscono un film perfetto, sono in molti che apprezzano Fargo (altro capolavoro di questa fantastica coppia di autori) io adoro questo film, che è ben scritto, ben recitato, diretto divinamente, che è costruito con una struttura causa effetto, grandiose le immagini all'inzio don Ed Crane che fuma una sigaretta e parla sottovoce guardando la vita intorno a lui.
Perchè a pensarci bene le azioni di Crane (Billy Bob Thornton, qui nella sua migliore interpretazione) vengono ripagate pane a pane come hanno pagato gli altri, se la moglie è stata ingiustamente accusata di omicidio, (in cui ha cercato di discolparla senza però essere ascoltato) anche lui alla fine sarà ingiustamente accusato, una beffa per l'omocidio commesso per pagare finalmente la sua colpa? Per questo reputo l'uomo che non c'era il capolavoro massimo dei fraelli Coen, perchè un film del genere non può non finire che in una beffa delle beffe.

martedì 22 giugno 2010

Bram Stoker's Dracula


Se Francis Ford Coppola è un genio forse lo si può capire guardando il suo Bram Stoker's Dracula, che è più di un film horror, è anche una storia d'amore che ha dato inizio al filone negli anni novanta di molto successo della rilettura dei classici dell'horror, poi proseguita con Frankenstein di Mary Shelley (che molto presto recensirò) e terminata con Mary Reilly, una breve stagione di grandi capolavori della letteratura ritradotti sul grande schermo, con questo film che ha segnato quel meraviglioso anno di scoperte che è stato il 1994 Coppola nel '92 ritrova i fasti del successo che era un po' in panne dall'ultimo capitolo della saga del padrino, se oggi amate Twilight e credete che quelli sono i veri vampiri allora un film del genere vi inquieterà gli animi e vi darà gli incubi, se amate l'horror e apprezzate gli effetti speciali mischiati con il romanticismo di una storia d'amore allora Dracula per voi è più di un cult, esattamente come lo è per me, Spettacolare la colonna sonora come la regia di Coppola, ma il vero merito di questo film va senza dubbio alla performance di Gary Oldman, che ci regala un vampiro non crudele, ma malinconico e con il cuore spezzato per aver perso la donna che amava, altrettanto brava Winona Rider, per nulla intimorita dal Conte Dracula, anzi è il contrario, come dice il sottotitolo l'amore non muore mai, e il cuore di Dracula, e di Elisabetta, poi reincarnata in Mina è più forte della morte Assolutamente da non perdere.

sabato 19 giugno 2010

Eyes Wide Shut

 L'ultimo e dico ultimissimo film diretto dal grande Stanley Kubrick pone l'interrogativo sul matrimonio, sui limiti e le contraddizzioni che circondano la vita coniugale, e lo fa attraverso il viaggio personale alla ricerca di se stessi di una coppia dell'alta borghesia di New York, Bill e Alice Harford, interpretata da una bravissima Nicole Kidman, un ruolo che sognavano in tante, ma per mio parere soltanto lei poteva interpretare.
Stanley Kubrick, che nella sua carriera ha toccato quasi tutti i generi, ed è stato un grande innovatore nella storia del cinema, con Eyes Wide Shut, opera per altro molto vicina ad un altro suo capolavoro (il mio amatissimo Shining che recensirò molto presto), che è tratto da un romanzo di Arthur Shnizler doppio sogno, Kubrick fa un opera molto simile a un quadro, da guardare e da ammirare, una volta lo lessi su ciak, io credo sia un film che ha parecchie chiavi di lettura, un film onirico, dove realtà e sogno si toccano fino a non capire dove comincia l'uno e finisce l'altro, dove l'erotismo ha il solo e unico limite dell'osservare, dove la morte è talmente vicina da reprimere ogni desiderio sessuale, dove ognuno nasconde qualcosa all'altro, dove sia lui che Alice hanno dei desideri che repressi, Eyes Wide Shut è tutto questo e anche molto di più, girano parecchie legende dietro questo film che è uscito postumo, si dice che a montarlo fosse stato Spielberg, si è detto che fosse un opera incompiuta, io credo che Kubrick ha lasciato al mondo intero il suo testamento e lo ha fatto prendendo i due attori migliori  in circolazione Tom Cruise e Nicole Kidman, allora marito e moglie e traducendo l'incubo privato di Bill che in una notte assiste ad un orgia in una specie di messa nera dove una donna si sacrifica per salvargli la vita, insidiando nella sua mente l'ossessione per la confessione di Alice sua moglie, che gli confessa dopo un divertentissimo collocquio tra le differenze dei sessi, in cui una naturalissima Nicole Kidman è talmente brava da risultare realistica, e sui desideri che un uomo e una donna possono provare per le altre persone, qui mostra come gli uomini siano così presi dai clichè che la  donna sia l'angelo del focolare e che non abbia desideri alcuni...una donna oggetto?
Ebbene lei gli racconta di aver desiderato un altro uomo, e che se lui l'avesse voluta anche solo per una notte avrebbe abbandonato tutto quanto, ma qualcosa si spezza nel loro mondo di famiglia felice, e allora comincia l'ossessione e soprattutto iniziano i sogni di alice molto simili a quello che ha vissuto Bill, coincidenze? Avvertenze? Oppure Alice era dietro una delle tante maschere in quella riunione e lui non lo sapeva? Quella notte è stata vissuta davvero da Bill o è frutto delle sue fantasie e desideri? Un gioco a incastri che è anche una guerra al gatto col topo in cui non sapremo mai effettivamente cosa è reale e cosa è sognato, questo Eyes Wide Shut lo tralascia lasciando allo spettatore una interpretazione dei fatti, alla fine come dice Alice c'è solo una cosa da fare scopiamo, una parola liberatoria, che è anche una possibile chiave di lettura? Magistrale.

Ritratto di signora


Già nell'incipt si nota la straordinaria bravura di Jane Campion, ci mostra un gruppo di giovani donne che danzano libere, e che stanno sedute in mezzo alla natura, e prima dell'incipt, alcune donne raccontano l'emozione del bacio, di quando i due volti si avvicinano, poi dopo il titolo tatuato sulla mano di una di loro inizia il film vero e proprio, vediamo lei, la protagonista Isabel Archer, giovane americana dallo spirito libero, che intente seguire i suoi sogni, e le sue aspirazioni, rifiutare una proposta di matrimonio di uno dei tanti uomini che le si avvicinano, ma più che seguire i suoi sogni, intende vivere la vita, e non sposarsi per restare intrappolata in un mondo grigio e senza emozioni, ma la vita è molto più insidiosa di quello che si aspetta, e non tutte le persone sono sincere come si fanno vedere, se l'apparenza inganna Isabel dovrà seguire un percorso per diventare una donna più insidioso di quanto si sarebbe aspettata, se il cugino daccordo con uno zio, le lascia una ricca eredità, questa sarà sia la sua fortuna che la sua maledizione, incontra per caso la misteriosa
Madame Merle, e Isabel incantata di come suona il piano inizia un rapporto di strana amicizia e ammirazione, per caso dalla vecchia zia di Isabel Madame Merle scopre che la ragazza è diventata ricca grazie a una eredità, e lo comunica al suo ex amante Gilbert Osmond, un uomo crudele e viscido che incanta Isabel e la fa innamorare di lui, ma lui le gira intorno solo per il suo denaro, così viene in un certo senso raggirata dalla coppia, se nella prima parte Isabel ha sempre rifiutato un matrimonio per interesse, o per sistemarsi prediligendo solo seguire il suo cuore, quando segue il suo cuore e si innamora di Osmond, e così lo spirito indomabile di Isabel,viene domato da Osmond, bellissima la scena del parasole quando lui le dice lentamente "sono perdutamente innamorato di voi" quel gioco di luci e ombre che avvolgeranno Isabel è già l'inizio della sua discesa verso una vita infelice, una vita infelice di donna, di moglie e di matrigna di una figlia senza spina dorsale ma soprattutto senza personalità talmente succube del volere del padre da rifiutare anche lei di seguire il suo cuore e sposare un giovane perchè il padre desidera per lei un uomo molto ricco, ma Isabel non si accorge che è dentro una prigione in cui sarà molto difficile allontanarsi, rischia persino la follia Jane Campion costruisce il mondo attorno a Isabel, a Gilbert e a Madame Merle, un triangolo invisibile e sottile, appena accennato, ma è soprattutto il mondo ipocrita a falsamente bonario che la Campion mette in luce in questo film, tra l'altro tratto dal romanzo di Henry James che la Campion personalizza e traduce letteralmente il suo punto di vista su Isabel e su coloro che la circondano.
Alla fine è proprio per seguire il suo cuore che Isabel resterà intrappolata, intrappolata in un matrimonio infelice dove ad amare è solo una persona, l'altra ovvero Gilbert Osmond, la usa solo come ornamento, tanto per dire che ha sposato una donna con i soldi, solo per i suoi interessi, non certo per amore, ma è proprio la personalità fortissima di Osmond che schiaccia tutti gli altri e li rende succubi il punto centrale di questo grande film, non ci sono vie di mezzo, non c'è scampo, perchè solo un cuore indomabile che ha realmente preso coscienza di se riesce a superare quelle barriere e ricominciare a vivere, il finale aperto lascia suggerire un nuovo amore per Isabel, io voglio credere che lei ricominci e soprattutto impari ad amare prima se stessa, perchè non si può amare una persona se prima non ami te stessa, e solo Isabel dopo aver scoperto l'inganno che non vi dico se non avete visto il film, per non rovinarvi la sorpresa, torna a vivere la sua vita, e abbandona il marito, la figliastra, tutto quanto, perchè nella vita, quando l'amore non si riceve e si vive in una prigione invisibile, dove devi essere succube di tutto non c'è niente di meglio che voltare pagina e ricominciare daccapo, è questo che dice Jane Campion, ed è proprio questo che io voglio credere straordinaria Nicole Kidman in uno dei suoi ruoli chiave mefistofelico John Malkovich, e altrettanto brava Barbara Hershey, film ingiustamente sottovalutato, avrebbe meritato maggiore attenzione quando uscì, resta uno dei capolavori di Jane Campion.



venerdì 18 giugno 2010

Quei Bravi Ragazzi

 Quei Bravi Ragazzi, per me è il capolavoro massimo di Martin Scorsese, un film estremo, violento, un opera tanto innovativa quanto viscerale. Scritta con Nicolas Pileggi e ispirata da un fatto realmente accaduto, non è il classico film di mafia come lo era il padrino di Coppola, Scorsese sceglie la strada opposta e sbatte in faccia al suo pubblico tutta la violenza della criminalità organizzata, non curandosi delle censure (per me esagerano perchè credo che opere di questo genere senza scene di violenza non sono realistiche per niente) nè di quello che dicono i suoi detrattori, con quei bravi ragazzi in cui recitano anche i suoi due attori feticcio Robert De Niro, e Joe Pesci Scorsese non si limita a raccontare la violenza di quel mondo, ma anzi ne sottolinea la psicologia delle persone che vi entrano, ne mostra i comportamenti, i rituali, i piani, le sorribande straordinario il mitico carrello con in sottofondo than he kissed me con Ray Liotta e Lorein Bracco che entrano nel ristorante, una scena già entrata nella storia del cinema, come il grandissimo colpo milionario ideato da Robert De Niro in cui il prezzo da pagare è più caro della vita stessa, ma è meglio che non dico niente per non rovinare la sorpresa a chi il film non l'ha visto, e così dai sottoboschi fino alle stelle con una discesa agli inferi da paura Scorsese ci fa entrare nella giungla della mafia, e ci fa restare senza fiato per un opera che non lascia spazio a nulla ma che non si dimentica facilmente, un opera spiazzante, sconvolgente, straordinaria, in poche parole un capolavoro che si dimentica difficilmente, così inizia il film con Harry che ammira i gangster e vuole entrare a far parte del loro mondo, e così ci entra da ragazzo e diventa insieme a Tommy De Vito un "Bravo Ragazzo" uno in gamba, perchè quelli che lavoravano secondo loro erano fessi, gente senza palle, ma loro che appartenevano a un gruppo criminale, erano veri uomini, uomini capaci di uccidere a sangue freddo e non sentirne alcun rimorso, di rubare di fare qualsiasi cosa tutto in nome del denaro, Quei bravi ragazzi è tutto questo e molto più volete provare che quello che dico è vero? Allora non vi resta che guardare questo film.

C'era una volta in america

S
 Sergio Leone era un grande regista, non lo conosco molto come autore e di questo me ne rammarico, ma ho visto C'era una volta in america, un film immenso non si può esprimere a parole semplici la grandezza di questa opera cinematografica, ma cercherò di farlo nel modo più semplice possibile, anche perchè per me questa sera è un impresa fare una valutazione di questo film, per il motivo che ho spiegato di sopra.
Sergio Leone ci lascia il suo film testamento C'era una volta in america, dove scrive la storia della vita, dell'amicizia, di due uomini, come comincia continua e finisce, e della donna che li divide, detto così sembra che dico ma è la banale storia di un triangolo, eh no, non lo è perchè la parte centrale del film è proprio il grande amore di Noodles per Deborah, interpretata da Jennifer Connelly da piccola e da Elizabeth McGovern da adulta, ma è proprio Noodles il personaggio che rende grande C'era una volta in america, interpretato da uno straordinario Robert De Niro, come anche Max interpretato anche da un grande James Woods, Sergio Leone fa un film di gangster alla sua maniera, allontanandosi completamente dal genere che lo ha reso famoso, e ci dona un opera monumentale, la storia di un amicizia virile tra Max e Noodles,una storia di rimpianti, di malinconie, di tristezza e di segreti, una storia d'amore, straziante appassionato, disperato, e mai del tutto approfondito tra Noodles e Deborah suo grande amore, iniziato quando Noodles bambino la spia mentre balla amapola con un tutù che le arriva fino ai piedi (una delle scene più belle del film) nella prima parte del film vediamo i due amici ancora ragazzi che iniziano la loro carriera criminale, sempre con altre persone di altre bande che stanno sul fiato sul collo, i piccoli criminali un giorno crescono e diventano uomini, diventano gangster, il film passa dagli anni 30 agli anni 60, Max diventa una persona importante quando fa credere all'amico della sua morte, Deborah diventa la donna di Max, Noodles viene dimenticato dal mondo, lo ritroveremo vecchio, pieno di rimpianti, e con il cuore spezzato, un ruolo del genere solo il grande Robert De Niro poteva interpretarlo, ma l'amore per Deborah in lui vivrà per sempre, in poche parole, un grandissimo film, un esempio di grande cinema che non si è mai più ripetuto nella storia, nemmeno i grandi Scorsese e Coppola sono riusciti ad eguagliarlo. Magistrale.

lunedì 14 giugno 2010

Videocracy - basta apparire

   Censurato il trailer di questo film nelle principali televisioni italiane, che poi sono controllate dal presidente del consiglio in carica Silvio Berlusconi che detiene il controllo sul 90% dei media nazionali, manipolando l'informazione e le menti di milioni di italiani, Videocracy affronta come il Berlusconismo abbia influenzato una nazione ma soprattutto il suo popolo, celebrato in tutto il mondo come dei più acculturati, come sia diventato sproporzionalmente ricco grazie a queste televisioni e a certi legami mai chiariti con la mafia, e lo fa attraverso la storia documentata di due ragazzi il primo Ricky che imita Jean Claude Van damme e Ricky Martin e tenta la strada dell'apparire in tv, e il secondo Fabbrizio Corona, il re dei paparazzi coinvolto nello scandalo vallettopoli, e c'è tutto un giro di superficialità ed arroganza che a molti potrebbe impressionare, a molti stranieri che vedono in Berlusconi come un anomalia e molti italiani invece lo venerano e ammirano per quello che ha costruito, ma la tv genera mostri come diceva un vecchio detto, sedici anni fa Berlusconi scende in campo ed entra in politica diventando un icona per alcuni italiani, ma anche grazie alla sua influenza sulla tv che ha sostituito la democrazia di un paese ormai, perchè come dice il sottotitolo basta apparire, e allora eccoli tutti lì al billionaire locale alla moda di Flavio Briatore amico di Berlusconi come anche di Lele Mora agente dei tronisti di uomini e donne che mostra orgoglioso le suonerie di faccetta nera di Mussolini, con svastiche e falchi, Erik Gandini mostra il barbarimento di una nazione ormai succube di un miliardario che non crede a nulla e degli italiani che per i loro 15 minuti di popolarità farebbero qualsiasi cosa, infatti la massima ispirazione per una ragazza è diventare una velina e sposare un calciatore come ci viene mostrato in questo bellissimo documentario, in pratica l'italia si è trasfigurata in un fenomeno da barraccone dentro una rivoluzione culturale iniziata trent'anni fa grazie a una trasmissione di spogliarelli che inizava di notte. Ma questa è l'italia plasmata da Berlusconi, un italia di tette e culi, superficiale, rozza razzista e fascista il cui unico interesse è diventare qualcuno dimenticando i suoi diritti fondamentali e questo è un grande dolore.

Velluto Blu

Prima di Twin Peaks Lynch dirige Velluto blu e scandalizza Venezia, Velluto blu è un opera inquietante e affascinante, è la storia di Doroty Vallens, interpretata da una brava Isabella Rosselini, allora compagna di Lynch, una cantante di night club masochista e vittima delle perversioni di Frank Booth, un criminale psicopatico che la sottopone alle sue perversioni e le ha rapito il marito e il figlio, lo scenario è quello delle cittadine di provincia, tanto care a Lynch soprattutto nella prima parte della sua filmografia sin dall'inizio il carrello mostra una ridente cittadina, con fiori nei giardini, pompe dei pompieri con il pompiere che saluta i cittadini, i bambini che vanno a scuola da soli, e lo mostra con l'assoluta consapevolezza che il pubblico inesperto non immagina ciò che succederà dopo, che sarebbe il classico pugno nello stomaco per chi non conose Lynch, che ci fa capire, può succedere in una cittadina così tranquilla tanta corruzzione e tanta perversione? La risposta è si, ed è tramite Jeffrey Beaumont, (autentico alter ego di Lynch soprattutto in questo film) giovane che viene affascinato dal lato oscuro della cittadina dopo aver trovato per caso in campagna un orecchio mozzato, così iniziano le sue indagini, ad aiutarlo c'è Sandy Williams (Laura Dern al suo primo film con Lynch) figlia del detective locale. Tramite le loro indagini Lynch mostra tutto il marcio della "ridente cittadina" e mescola l'innocenza dei due ragazzi con la perversione di Frank e Doroty, in un escalation che li farà apparentemente cadere in una voragine. Da non sottovalutare il voyerismo, il nascondersi per scoprire, che anticipa di gran lunga questa discesa agli inferi, ma è Jeffrey il punto cardine per risolvere il problema e riportare il tutto come era prima di questo inferno, e per farlo decide di aiutare Doroty per liberarsi di Frank, interpretato tra l'altro da un grandissimo Dennis Hopper, qui nella sua migliore interpretazione. Il tutto farà nascere anche il rapporto d'amore tra Jeffrey e Sandy, e Lynch da autentico genio del cinema qual'è mostra anche il desiderio di trasgredire da un lato fa nascere il rapporto tra Sandy e Jeffrey,  e dall'altro mostra il desiderio di possedere Doroty, ma sarebbe un rapporto senza futuro in quanto la donna che fa l'amore con lui per essere consolata, e aiutata, ma poi vuole da Jeffrey la stessa violenza di Frank, così Jeffrey l'aiuta, soprattutto quando viene pestato a sangue da Frank e i suoi scagnozzi, e si mette sulle sue tracce senza tregua fino a che per salvarsi la vita prende una decisione che non si sarebbe aspettato.
Un capolavoro, un opera scritta e diretta da un Lynch in stato di grazia che dopo il fallimentare Dune prende in mano un suo vecchio progetto e lo traduce per il grande schermo, e tra l'altro ottiene la sua seconda candidatura agli oscar, da sottolineare anche che con Velluto Blu è iniziato il sodalizio con il compositore Angelo Badalamenti che continua ancora adesso. Film che anticipa Twin Peaks per certi aspetti della vicenda e che gli dona il primo abbaglio di popolarità tra gli appassionati di cinema. Da collezionare. 

Miglior film di David Lynch

Ed ecco un altro grande sondaggio, ora votate il miglior film di David Lynch, avete tempo fino al 30 settembre, quindi tutta l'estate, vediamo quale film vincerà si va da Eraserhead, a INLAND EMPIRE qual'è secondo voi il miglior film di questo grande autore? A voi la parola io voto Strade perdute....

E alla fine hanno vinto loro


Ebbene si, Hanno vinto loro, Michael Douglas e Kathleen Turner, non ci sono stati molti voti ma come dico sempre io meglio pochi e buoni che tanti ^^

domenica 13 giugno 2010

Invincible

Invincible è tratto da un fatto realmente accaduto in germania nel 1932, ai tempi dell'ascesa dei nazisti e racconta di un uomo molto forte che viene scoperto e lanciato in uno spettacolo come sansone, in realtà lui è un ebreo, e nello stesso teatro lavora anche un ipnotizzatore, che sogna di fare un ministero dell'occulto nel terzo reich, il primo diventa una celebrità anche negli ebrei che dopo l'olocausto ne divenne uno degli eroi, il secondo muore in circostanze misteriose dopo che alcuni nazisti (nel frattempo hanno scoperto che anche lui  è ebreo) se lo portano via.
Invincible, è un film che mi ha sorpreso tanto, (non conosco molto Herzog lo ammetto, ho visto solo Nosferatu oltre questo) per la capacità di sottolineare due personalità che in realtà sembrano essere due facce della stessa medaglia.
Se Zishe (il forzuto) rappresenta il giusto, l'umile, la persona normale, (sottolineando) Van Hausenn rappresenta l'esatto opposto, imbroglione farebbe di tutto per racimolare soldi, eppure queste personalità apparentemente agli antipodi sono molto simili perchè hanno delle qualità che li rendono eccezzionali, fantastico Tim Roth  Jouko Ahola invece essendo un attore non professionista e questo si capisce fin da subito che non è mai stato davanti a una cinepresa prima di questo film non ha la dimestichezza degli altri attori, ma questo è un aspetto secondario che lo spettatore mette in secondo piano,
Werner Herzog dirige un opera interessante, molto lontana dalle solite storie sul nazismo, un opera affascinante che incanta lo spettatore, a me il film è piaciuto e tantissimo....vedetevelo e poi mi dite.

sabato 12 giugno 2010

Molto Rumore Per Nulla

Molto rumore per nulla, tratto da una commedia di William Shakespeare, è  la storia di un gruppo di soldati che tornati dalla guerra decidono di ammogliarsi, c'è il libertino Benedetto , che essendo innamorato di Beatrice donna astua ed intelligente lo nasconde molto bene e lei Beatrice non è da meno, in quanto ogni volta che si incontrano nasce una schermaglia, c'è  la dolce hero innamorata di Claudio e c'è Don Pedro, D'aragona, (l'unico che non si
sposa) il cui fratello geloso delle attenzioni che da a Claudio, fa credere a quest'ultimo che la ragazza che sposerà lo tradisce segretamente facendo salire uno sconosciuto alla sua finestra (che sarebbe poi un compagno d'armi di don Juan) che in realtà è entrato nei favori di Margherita la dama di compagnia di Hero, il giorno dopo la ragazza viene ripudiata dal giovane e non sposata più, allora il padre con il prete che li doveva sposare mettono in scena la sua morte e fanno credere che le parole del principe hanno ucciso per il dolore la ragazza, ma il momento della verità arriverà e quando Claudio scoprirà di essere stato vittima di un tranello il dolore lo trafigge e per farsi pedonare dal padre della  ragazza accetta di sposarne la cugina identica alla hero morta...
Kenneth Branagh si misura con l'immortale bardo riuscendo a fare una commedia spensierata tragica e divertente, molto fresca  che ricorda molto il suo otello bravissimi tutti gli interpreti specialmente Branagh e la Thompson da antologia la scena in cui tutti gli amici per fare mettere insieme la coppia Benedetto e Beatrice prendono come stratagemma una montagna d'affetto che li ricoprirà tutti quanti, e infine anche loro scopriranno nonostante i battibecchi di essere fatti l'uno per l'altra da non perdere assolutamente.


lunedì 7 giugno 2010

Monsters Ball - L'ombra della vita

Non è difficile apprezzare questo film, nelle quasi due ore che l'ho visto anche io l'ho apprezzato, e nonostante i difetti si guarda con piacere, ma è davvero molto poco per un cast di questa portata, nonostante un superbo Billy Bob Thornton che da solo vale la visione di questo film e un altrettanto bravo Heath Ledger, figlio che si distingue dal padre per le sue ideologie il primo è razzista di seconda generazione, il secondo non lo è e bla bla bla via dicendo non è difficile impostare un film con gli stereotipi sul razzismo, e sulla redenzione del padre dopo il suicidio del figlio quando muore il marito di Leticia, condannato a morte donna che ha un figlio obeso e che grazie a questo ora deve fargli anche da padre, Marc Forster invece di sottolineare la brutalità del razzismo, si incammina in una strada ancora più rischiosa è come se gettasse la pietra e la nascondesse al pubblico, dopo il suicidio di Ledger il film finisce, nel senso che la tensione emotiva termina per prendere il cammino di due anime che si incontrano e (nel frattempo muore anche il figlio obeso della donna) avendo provato lo stesso dolore (poi mi deve spiegare Forster perchè il padre non versa una lacrima davanti alla tomba del figlio e rifila al pubblico questa storiella della redenzione) si incrociano e nasce un sentimento amoroso; non è difficile anche intuire il perchè Halle Berry abbia vinto la statuetta, all'epoca quando uscì questo film c'è stato il crollo delle torri gemelle, quindi patriottismo a  gogo e rinnovamento ideologico dell'academy, ma è tutta propaganda, in poche parole anche se alla fine si redime, questa redenzione suona fasulla peccato per Thornton che ha accettato un ruolo troppo stretto per la sua bravura, ma che lo interpreta magnificamente, Monsters Ball, è un film prolisso, fasullo che non denuncia nè la pena di morte in america nè il razzismo, Halle Berry poi sembra che reciti leggendo il copione senza un anima, nulla nemmeno alla fine, e pensare che un altra attrice avrebbe meritato la statuetta quell'anno, la bravissima Nicole Kidman per Moulin Rouge, senza ovviamente essere razzista per carità sto parlando di talento, da vedere solo per la storia d'amore e come un diversivo e niente più

sabato 5 giugno 2010

L'altro Delitto

 L'altro Delitto è la storia di un amore, di un delitto, e di un mistero, chi ha ucciso Margareth Strauss? Roman suo marito riconosciuto colpevole? O c'è dell'altro? In un crescendo di tensione ricchissimo di colpi di scena, troviamo Grace, vittima di incubi in cui si sveglia di notte in preda a urla laceranti dicendo che qualcuno la vuole uccidere, del caso se ne occupa il poliziotto Mike, (interpretati da Branagh e dall'allora sua moglie Emma Thompson) che indaga per scoprire la vera identità di Grace che soffre di amnesia, un giorno un ipnotizzatore letto l'annuncio sul giornale bussa alla porta della casa di Mike, dicendo che può aiutare la donna a scoprire cosa le è successo, alla prima seduta cominciano a raffiorare i ricordi di Margareth (interpretata anche da Emma Thompson) e l'incontro con Roman i due si innamorano subito e si sposano, andando a vivere con Inga e il figlio Frankie, che hanno aiutato Roman a partire dalla Germania per arrivare negli stati uniti.
Kenneth Branagh dirige un opera travolgente, frammentizzata inoltre dal continuo passare tra presente e passato per ricostruire il mistero e trovare la soluzione al caso in cui non tutto è come appare e i sospetti man mano che si va avanti si moltiplicano, una scatola cinese, che si apre soltanto verso il finale davvero sconvolgente e inaspettato, Branagh ci sa fare anche confrontandosi con un opera di genere, e non cade mai nel banale o nel ripetitivo, ma anzi da un tocco quasi hitchcokiano all'opera, da sottolineare anche il cameo di Robin Williams che è il personaggio che mi è piaciuto di più da applausi poi Hanna Schygulla e Derek Jacoby l'ipnotizzatore che da al suo personaggio l'inquietudine ma soprattutto la fiducia di chi cerca delle risposte al proprio passato Travolgente.

King Kong

                                                         
E' nella straordinaria forza emotiva delle immagini il segreto di King Kong, che nonostante siano passati ben 77 anni riesce ancora ad ipnotizzare e a impressionare chi lo guarda, gli effetti speciali che all'epoca erano rivoluzionari (oggi ormai sono obsoleti ma questo è tutto un altro discorso) riescono tutt'oggi ad incollare lo spettatore, nell'ora e mezza di visione di King Kong, ero letteralmente impressionata soprattutto da King Kong - veramente stupenda la tecnica stop motion - e nonostante allora non c'era la computer graphic che  nel frattempo con l'opera di Peter Jackson che ha preso molto spunto da questo film, anche se vi sono molte differenze sostanziali, ma di questo ne riparleremo appena possibile - l'originale king kong non vuole intenerire lo spettatore, vuole terrorizzarlo, in tutto e per tutto, questo scimmione gigantesco che ha un anima ovviamente incute agli uomini solo ed esclusivamente terrore, nonostante le sue buone azioni per salvare la vita a Ann Darrow - stupenda Fay Wray - non viene mai compreso dagli uomini che addirittura lo portano fino in città per farne un fenomeno da Barraccone. Un film epocale, un capolavoro assoluto che a tutt'oggi riesce a spaventare lo spettatore forse anche più di ieri, immagginiamo quando uscì al cinema, dentro una sala buia, già penso ai brividi che una persona può avere davanti a un'opera del genere e li sento anche adesso mentre scrivo la recensione al film...Ann Darrow viene convinta a partire per un documentario da un giovane regista che deve girarlo, all'arrivo nella savana trovano una tribù che secondo una credenza deve trovare una moglie per Kong, e rapiscono Ann Darrow, da qui un susseguirsi di avventure mozzafiato, e di pericoli a non finire, straordinarie le scene con i dinosauri in quella che sembra proprio una terra perduta dove apparentemente non c'è via s'uscita Magistrale.

venerdì 4 giugno 2010

Green Card - Matrimonio di Convenienza

Una commedia Fresca, frizzante, mai banale, due persone si sposano per convenienza, lui ha bisogno della green card ovverosia il permesso di soggiorno per gli stati uniti, lei ha bisogno di una serra, si sposano all'improvviso e all'insaputa di tutti, con il preciso accordo che ottenuto quello che volevano avrebbero divorziato, non facendo i conti con il destino e l'amore che sarebbe nato, ognuno dei due piano piano conosce abitudini, sogni, speranze, tic della persona che ti vive accanto naturalmente l'amore nasce e li travolge  nonostante l'accordo iniziale. Peter Weir dirige dopo quello che per me resta il suo capolavoro assoluto l'attimo fuggente, la sua prima commedia romantica e sceglie il francese Gerard Depardieu e Andie McDowell come protagonisti, e così due mondi apparentemente agli antipodi si incrociano e si uniscono, assolutamente splendido il finale che non vi dico se non avete visto il film l'unica cosa che posso dire è che lascia una speranza di un futuro insieme, splendida la scena con i genitori di lei e lui che finge di essere l'idraluico, che resta la più ironica, quella che preferisco è quando si scrivono la lettera che si manderanno e mentre scrivono si parlano, che sottolinea il modo in cui il loro rapporto di "convenienza" è ormai diventato un rapporto effettivo, una storia d'amore brillante, diversa dal solito, che non vira mai nel sentimentalismo gratuito, nè fa sognare, ma i personaggi risultano simpatici al primo impatto, e Peter Weir che nonostante i suoi  precedenti film riesce a donare con la sua regia un impronta personale dell'amore da non perdere.

Affliction

Un film crudele e spietato, un ritratto di una famiglia vittima di un uomo che usa la violenza in famiglia, ma soprattutto il ritratto di un figlio succube di un padre padrone e dispotico per cui alla fine ne rimane la vittima cadendo in una voragine che lo ingoierà senza possibilità di risalire la luce, Paul Schrader firma con questo Affliction uno dei film più intensi e più tristi della sua filmografia, bravissimi tutti gli interpreti soprattutto James Coburn e Nick Nolte, qui nella sua migliore interpretazione in assoluto il suo Wade è un poliziotto che sta facendo delle indagini su un omicidio, per la prima parte del film crede che va tutto bene alla sua vita, le indagini proseguono per bene etc, nonostante abbia un pessimo rapporto con  la ex moglie e soprattutto non riesce a dialogare con la figlia piccola, si innamora di un altra donna (interpretata tra l'altro dalla sempre bravissima Sissy Spacek) le cose crollano quando decide di fare conoscere la sua nuova compagna al padre, che lo trova sempre attaccato alla bottiglia, solo, così sale di sopra e trova la madre morta, un incidente? Così piano piano l'ingombrante figura paterna fa riaffiorare vecchi dolori e vecchi ricordi tra l'altro frammentizzati in flashback delle violenze patite, molesta la compagna di Wade, tratta male e con disprezzo chi gli sta intorno, insomma un vero delirio, che Schrader non cade mai nel patetico involontario o nel grottesco, ma anzi analizza la psicologia dei personaggi facendoli conoscere al pubblico per come sono e non per come appaiono, Affliction è un film duro, sconvolgente, che è difficile che si dimentichi facilmente, il film per altro è narrato dal fratello di Wade, e racconta di come le cose siano precipitate e di come Wade sia scomparso nel nulla (forse morto?) questo non lo sapremo mai, l'unica cosa che so è che dopo la visione sono rimasta senza fiato.