martedì 28 settembre 2010

Ladybird Ladybird

Un film straziante, lacerante, Ken Loach racconta con il punto di vista della protagonista il tema della maternità, Maggie che per i servizi sociali è una madre inaffidabile solo perchè una  sera c'è stato un incidente di cui non ne aveva colpa è scoppiato un incendio a casa sua e le tolgono i suoi 4 figli, quando finalmente trova l'uomo giusto e con lui ha due bambine gliele tolgono pure, particolarmente straziante la scena della nascita della seconda bambina avuta dall'esule del paraguay ce si rivela essere quello giusto per lei, in  cui le tolgono dal ventre la bambina e non gliela fanno neanche abbracciare, qui rivela tutta la crudeltà delle "istituzioni" che invece di aiutare non fanno avvolte che peggiorare le cose Loach si rivela direttamente allo spettatore facendogli capire il dolore di maggie e soprattutto sottolineando cosa si farebbe al posto suo, perchè le domande fondamentali sono, chi può decidere com'è una buona madre? Chi può stabilire come si può comportare un essere umano per essere un buon genitore? Nessuno nasce genitore, ma lo diventa, e non esistono al mondo guide per essere ottimi genitori, ma tramite l'esperienza della vita e l'amore per i figli si cerca di dare il meglio di se, con tutti gli errori che umanamente si possono commettere, e Loach da uomo è capace di far provare allo spettatore tutti questi sentimenti senza falsi moralimi, o senza lacrime facili, ma spiazza, mettendo in scena la crudeltà degli esseri umani e la bizzarria della vita (cito la scena in cui maggie racconta di essere stata violentata dal padre e che allora nessuno gliela ha tolta) film tratto da una storia vera e interpretato divinamente da Crissy Rock, attrice comica qi alla sua prima prova drammatica che risulta davvero convincente, no che dico è bravissima altro che per non parlare della regia di Loach, autore che ha sempre un occhio di riguardo verso il proletariato inglese, la domanda più importante di tutte è cosa fareste voi al posto di maggie?
Da non perdere assolutamente.

Il Flauto Magico

Bergman si confronta con la lirica, più precisamente con il Flauto magico di Mozart e il risultato è questo film, ahimè non amo particolarmente la lirica e il seguirlo non è stato molto facile, - il film non si trova in italiano, ma con i sottotitoli - ma nonostante ciò l'ho trovato davvero molto bello, solo un grande autore poteva tradurre per lo schermo un intera opera originale così come l'ha fatta mozart, e Bergman lo  è sicuramente.
Suppongo che abbia amato l'opera lirica e soprattutto questa opera lirica, ma per tradurla in film bisognava dare al pubblico l'impressione di essere in un teatro, teatro filmato? Perchè no, infatti all'inizio c'è una musica e la mdp vola attraverso i volti degli spettatori per sottolineare le loro impressioni, e le aspettative, poi la scena si apre e lo spettaco comincia, in scena una principessa rapita da un re e un giovane che nel frattempo si innamora di lei dopo che la vede in fotografia che deve salvarla, ma non è tutto come appare e il giovane deve risolvere un enigma? Ci riuscirà? Nelle commedie come nel miglior cinema tutto è possibile, e alla fine l'amore trionfa sempre, sembra semplice no? Eppure non lo è come per tutto il cinema di Bergman, ma a differenza c'è un teatro e ci sono gli spettatori che assistono alla scena, le loro emozioni, i loro umori, quasi come se tutto fosse meccanico e irraggiungibile, la musica, i costumi, la storia tutto quanto, e gli spettatori assistono in silenzio e quasi rapiti alla scena.
Magistrale.

Bright Star

Jane Campion ritorna con Bright Star, un film che riprende lo stile con cui l'ho conosciuta, protagonisti sono il poeta John Keats (interpretato da Ben Winshaw, tenete da parte questo nome) e Abbie Cornish davvero molto bravi, nell'interpretare Fanny e il poeta Keats.
La Campion ritorna con un grande film dopo il passo falso di In The Cut e l'esplorazione orientaleggiante di Holy Smoke con Kate Winslet, si respirano atmosfere romantiche e poetiche, ma quello che colpisce di più sono i colori che in un certo senso avvolgono i protagonisti durante tutto l'arco del film, come per trasfigurare il loro stato d'animo, all'inizio vivi e accesi, poi piano piano più scuri  e cupi.
Fanny è una giovane ragazza con la passione per il cucito, un giorno incontra Keats e ne rimane affascinata, Così inizia a frequentarlo, si innamorano, si fidanzano nonostante le condizioni economiche indigentidi lui e con il benestare (soprattutto verso la fine dopo che anche la famiglia si è affezzionata al poeta) della famiglia di lei, e così nasce l'amore con Fanny che sarà la musa ispiratrice delle sue poesie che lo renderanno immortale tra gli appassionati diletteratura, come sempre Jane Campion sceglie il punto di vista femminile ovvero di fanny che ricorda piuttosto alla lontanta la Isabel Archer di Ritratto di signora.
Certamente una delle migliori pellicole di quest'anno, ispirata, romantica, passionale, realistica, vera Fanny come la Isabel di ritratto di signora dovrà ricominciare dopo questa grave perdita dell'uomo che ama a vivere e a ritornare ad amare.
Jane Campion costruisce un sottile triangolo tra Keats Fanny e Brown l'amico dello scrittore che vorrebbe che lui frequentasse persone diverse da Fanny, molto bella la fotografia come le scenografie e i costumi, la regia della Campion fa vivere i protagonisti aldilà dello schermo cosa rara in questi tempi ma con il pregio di saperli sorprendere senza false emozioni.

giovedì 23 settembre 2010

Il figlio più piccolo

Pupi Avati incontra Christian De Sica in un flm che si presumeva dovesse essere il primo film serio di De Sica, ma l'operazione riesce solo a metà Christian De Sica non riesce a crollasi di dosso il personaggio che interpreta sempre nei film di natale e gli altri attori compreso Luga Zingaretti e Laura Morante risultano stanchi e poco ispirati, mi disiace per Zingaretti, ma lo preferisco quando fa Montalbano non in questo film che è sprecato l'unico bravo attore è colui che interpreta il figlio più piccolo del protagonista, la cui recitazione risulta naturale e per nulla macchinesca come con gli altri attori.
A peggiorare le cose c'è una regia piatta e uno script poco incisivo in poche parole un operazione poco ispirata la cui nota stonata è Christian De Sica, che farebbe bene a tornare a fare i suoi film di natale e a lasciare ad attori ben più dotati di lui a fare film seri, il ciema italiano ha tanti talenti, e tanti autori interessanti se solo la smettesse di puntare sempre su nomi visibili al cinema uscirebbero piccoli capolavori che ci invidierebbero tutti...che peccato.

sabato 18 settembre 2010

Chloe - Tra seduzione e inganno

Un film magnifico, un ritratto di coppia ambiguo dove tutto non è come appare e per una volta (una delle poche volte a dir la verità almeno da quello che ho letto) migliore dell'originale, protagonista una bravissima Julianne Moore per la prima volta diretta da Atom Egoyan protagonista di un intricato triangolo amoroso che mette in scena per tastare il polso al marito farfallone (Liam Neeson, qui molto affascinante) Il gioco di seduzione messo in atto dalla moglie che ingaggia una escort per avere le prove di un tradimento da parte del marito, ma è la escort che dirigerà il gioco di specchi facendo scoprire alla moglie la sua identità sessuale ma Egoyan non si limita solo a condurre il gioco del triangolo amoroso, anche perchè il film non sarebbe stato credibile assolutamente,ma espone il ritratto di una famiglia, la psicologia, i rimorsi, i rimpianti, la vita, il dolore i pregiudizi, le gelosie, gli egoismi, la solitudine e la tristezza, rendendoli credibili agli occhi dello spettatore, riesce a fare entrare in empatia i personaggi del film facendo sentire tutte queste emozioni, in poche parole un ritratto dell'anima e dei sentimenti umani di una donna, di una famiglia e soprattutto l'ambiguità di certi giochi, che se ci sfuggono di mano possono  andare oltre, il finale è tutto da scoprire, ed è più sorprendente di quanto si possa credere, bravissimi tutti gli attori anche Amanda Seyfried (la protagonista del musical Mamma Mia! con Meryl Streep) nel ruolo di Chloe risulta naturale e credibile in un ruolo dark da femme fatale che la rende affascinante, Liam Neeson non c'è bisogno di dire quanto sia bravo anche in questo film no? Consigliatissimo.

martedì 7 settembre 2010

Le Fate ignoranti

Uscito nel 2001 è il film che ha rivelato sia il talento del regista Turco Ferzan Ozpetek che anche l'attore Stefano Accorsi, un opera interessante, ben scritta coinvolgente, una commedia che ricorda anche alla lontana certi film di Almodovar per le fate ignoranti Ozpetek sceglie come protagonista femminile Margherita Buy, la migliore attrice italiana nel ruolo di Antonia donna che dopo la morte del marito scopre casualmente delle carte che non aveva visto e crede che Massimo (il marito di Antonia) aveva un altra donna, la sorpresa non tarderà ad arrivare, ben presto capirà che suo marito non aveva un altra donna, ma frequentava un altro uomo Michele, (Accorsi) non nascondo nulla nel rivelarlo, nonostante la gelosia iniziale e cercare di comprendere il perchè di questa relazione Michele e il suo gruppo di amici la aiuteranno a ricominciare daccapo una nuova vita sorprendente la regia di Ozpetec che accompagna con leggerezza quasi con tenerezza lo spettatore verso quel mondo, tanto da far si che ti senti già dentro il film e accanto ai protagonisti da notare anche la partecipazione di Gabriel Garko (per altro molto bravo qui) nel ruolo del gay Malato di Aids, un ruolo sofferto che Garko interpreta con naturalezza...
Così Antonia intraprende un viaggio di trasformazione, e diventa membro di quella famiglia allargata che la aiuterà a maturare e a vedere le cose in maniera più ampia allontanandosi dalla vita borghese che conduceva, gli attori sono tutti bravissimi, bellissima anche la colonna sonora firmata da brani turchi e latini, naturalmente è travolgente anche la regia di Ozpetek, che ci regala un piccolo capolavoro da collezionare, uno dei tanti del cinema italiano troppo spesso messo da parte per filmetti fracassoni americani che fanno tendenza ma che non hanno lo stesso charme e la stessa forza emozionale - apparte il fatto che il film uscì nel 2001 ed è stato uno dei grandi successi della stagione - uno dei piccoli grandi gioiellini del cinema contemporaneo davvero da collezzionare, unica nota stonata (se vogliamo essere cattivi) la scena dell'incidente potevano farla benissimo in un altro modo non prendendo spunto da ti presento Joe Black.