lunedì 29 agosto 2011

Il Posto delle fragole

Cos'è il posto delle fragole? E' il posto della gioventù, della freschezza, dell'innocenza, il posto delle cose che vengono perse una volta diventati anziani, è anche il posto dove un professore anziano cerca di raggiungere per far pace con il passato, con la vita e soprattutto con se stesso...
Ingmar Bergman dirige uno dei suoi film più intensi e pieni di nostalgia in cui è impossibile non restarne affascinati, sin dalle sequenze oniriche che raccontano di un presagio di morte che avverrà molto presto, fa muovere il suo protagonista come fosse un fantasma in una terra ormai lontana, piena di ricordi, illusioni svanite, speranze ormai lontane, ma infondo è il grande cerchio della vita che scorre lenta, e che fa percorrere strade diverse da quelle che abbiamo sognato da giovani, ma è anche vero che bisogna accettare i doni che la vita ci fa, se pur semplici e umili, rappresentano un traguardo che una volta raggiunto può in qualche modo essere una speranza, ma cosa sono questi doni? I ricordi? Anche, ciò che sei e sei stato nella tua vita è qualcosa di assolutamente fondamentale, ed è anche un dono ritornare in quel posto, il posto delle fragole, per ricordare chi sei e chi sei stato e per non dimenticare la tua vita, e le azioni che hai fatto...
Bergman da allo spettatore una grandissima lezione di vita, dirige un capolavoro di assoluta bellezza e sincerità che colpisce più nell'animo che al cuore facendo ovviamente centro, e ha il pregio di non giudicare mai i suoi protagonisti, ma di filmarli per quello che sono, senza maschere, senza inutili farneticazioni, e questo è un grandissimo pregio, in cui lo spettatore riesce ad entrare in simbiosi con loro osservando le loro gesta, che quasi si ci identifica, non sono molte le pellicole del genere, ma del resto quando un piccolo e semplice film fa questo effetto vuol dire che è una grandissima opera da amare. CAPOLAVORO.

Miglior film di Truffaut è...I Quattrocento Colpi

Miglior film di Truffaut è I QUATTROCENTO COLPI
risultato abbastanza scontato, ma ovviamente come non far vincere questo grande film?
Truffaut ricordiamo aveva solo 27 anni quando ha diretto questo film, ambizioso e soprattutto autobiografico, ne farà una serie di diversi film, ma il primo resta comunque il migliore.
Film interpretato da un giovanissimo Jean Pierre Léaud vero e proprio alter ego di Truffaut, che con questo film racconta la sua infanzia, un film duro e commovente, che colpisce soprattutto per la sincerità con cui viene raccontato ma soprattutto viene interpretato.
Un opera da vedere e rivedere, per non dimenticare che avvolte l'infanzia può essere più dura di quanto si può pensare.

Harry Potter e il principe mezzosangue

Un capitolo oscuro, e tragico, delle avventure del maghetto più famoso del terzo millennio, che dopo l'ordine della fenice ritorna con un nuovo mistero da risolvere, trovare il misterioso principe mezzosangue di cui parla un libro di incantesimi che ha trovato per caso, dopo aver seguito Draco che con fare misterioso faceva delle cose sinistre con alcuni mangiamorte...
Che dire, capitolo dark che nonostante la saga duri ormai da un decennio a questa parte perde colpi, vediamo i nostri protagonisti ormai cresciuti, ma ahimè non è che siano veri geni della recitazione, come in tutte le cose, film telefilm etc...quando durano tanto perdono freschezza e originalità ma comunque credo e lo dico sinceramente che il tono dark abbia dato una spinta al film regalando momenti di tensione drammatica che nei primi capitoli mancavano, nonostante ciò resta sempre piacevole guardare Harry Potter, pur non essendo una fan ho visto quasi tutti i film della serie - che sicuramente paragonati ai romanzi perdono il confronto come in tutte le pellicole tratte da romanzi ovviamente - in questo capitolo succederà qualcosa di terribile a Silente, si Silente poveretto, il mio personaggio preferito, non dico cosa altrimenti faccio spoiler e vi tolgo la sorpresa a chi ancora non ha visto il film, in sostanza se gli attori perdono tono, e immedesimazione nei personaggi non succede lo stesso con gli altri, Alan Rickman ovvero Severus Piton è il protagonista quasi assoluto con cui i nostri amici dovranno confrontarsi, riusciranno i nostri eroi a risolvere il mistero del principe mezzosangue? Chi sarà mai?
Film piacevole, con qualche brivido, intrigante, con effetti speciali curati, ottimo se si vuole passare una serata spensierata.

Thor

E anche Branagh si arrende ai comics movie, autore classico per eccellenza ha toccato shakespeare, la commedia, e tanti altri generi cinematografici compresi il giallo, con Thor non si smentisce e lo vediamo dirigere un cast di attori tra cui spicca Sir Anthony Hopkins nel ruolo di Odino.
Ma veniamo ad esaminare la pellicola in ogetto, ovviamente non è il classico comic movie, anche perchè la storia del fumetto Marvel, ricordatelo quando lo andate a vedere il film è tratta dalla antica mitologia norrena, dove Thor il nostro protagonista all'inizio è il classico sbruffone che intende dimostrare la sua forza e il suo coraggio al padre, più per vanità che per valorosità, proprio questo motivo causerà l'allontanamento da Asgard di Thor da parte del padre Odino, che lo fa vivere tra gli umani, per imparare una grande lezione, non sapendo che Loki, il figlio adottivo preso e cresciuto da Odino per mettere fine alle ostilità con i giganti di ghiaccio, ma Loki geloso del fratello comincia a fare il doppio gioco, ed esercita sul padre e su Asgard la sua influenza collaborando contro di loro coi giganti di ghiaccio, nel frattempo sulla terra Thor fa conoscenza con Jane (Natalie Portman) e il suo gruppo di scenziati che studiano il cielo in cerca di qualche prova scentifica, sarà proprio grazie a Jane e grazie alla sua umanizzazione che riacquisterà l'onore perduto ma soprattutto diventerà valoroso e umile ma soprattutto saggio, riacquistando i suoi antichi poteri.
Un film divertente, intrigante che non è un semplice prodotto di intrattenimento, no, è diretto bene, è scritto benissimo, ed è molto curato, in sostanza un ottimo prodotto di intrattenimento che diverte, intriga e tiene incollati alla poltrona, non è certo un capolavoro ma si lascia guardare bene, anzi molto ma molto bene.


domenica 28 agosto 2011

Country Strong

Un piccolo film, capace di mostrare i sentimenti nudi e crudi, e capace di mostrare il lato oscuro di una persona, la tormentata Kelly Canten (una bravissima Gwyneth Paltrow, che non è nuova dall'interpretare piccoli film capaci di suscitare tanto entusiasmo vedi sliding doors per esempio) qui in un ruolo assolutamente complesso e più maturo in cui risulta credibile quando si rischia di non esserlo, e c'è anche Leighton Meester (la Blair di gossip girl) che si sta lanciando verso il grande schermo interpretando una ex reginetta di bellezza che si lancia nel canto...e attraverso la musica country che si intrecciano le storie di questi personaggi, che sono vicini, ma sono anche lontani, quasi a sfiorarsi, e qui prevalgono i sentimenti, sentimenti come l'amore che sembra essere tanto vicino da sfiorarlo, ma è più sfuggevole di quanto crediamo, e più lo cerchiamo più questa felicità risulta remota e lontana anni luce da noi, ci sarà mai una via di scampo per i nostri protagonisti? E come tutto accade nel mondo dello spettacolo non tutto ciò che brilla è oro, dietro i luccichii, dietro i brillantini, dietro i sorrisi, ci sono persone, ci sono cuori che battono, ci sono problemi, tristezze, depressioni, che rischiano di mandare in frantumi l'intera piramide della vita, ma c'è anche la speranza, la speranza di un nuovo amore, un futuro migliore, è il grande circo della vita che mischiata alla musica svolge un ruolo importante soprattutto in questo film, che per me è stata la sorpresa di questa estate.
Kelly Canten stella della musica Country da poco uscita dalla Rehab ha una relazione adulterina con Beau, nuovo, protagonista della scena, e cantante di successo, che fa da supporter insieme a Chiles Stenton, il tutto è stato organizzato dal marito per il ritorno alle scene di Kelly, ma le cose non vanno come aveva previsto.
Un film che sa di nostalgia, nostalgia di un amore perduto e ritrovato, nostalgia di una vita diversa, e cosa più importante che è anche la cosa che mi ha colpito più di tutta la storia, è la speranza, la speranza di nuove storie, nuovi amori che nascono, vite che realizzano i propri sogni, sogni ovviamente dettati dalla protagonista assoluta del film la musica, è il suono della musica che avvolge i nostri protagonisti, una delle scene migliori è quando Kelly suona una canzone a un bimbo malato, e anche verso la fine quando i nostri protagonisti capiscono veramente di chi sono innamorati...in conclusione, un film bellissimo, che merita un piccolo posto nel vostro cuore.


venerdì 26 agosto 2011

Incontrerai L'uomo dei tuoi sogni

Woody Allen, torna ai suoi temi preferiti, il disagio sentimentale, e lo fa narrando la storia di due coppie in crisi, Alfie e Helena, e Roy e Sally, nella prima coppia, Alfie si innamora di una squillo e pianta Helena sua moglie, nella seconda coppia c'è uno scrittore fallito, che pur di scrivere e pubblicare ruba il manoscritto a un suo amico, che è finito in coma, e la moglie di questi, Sally figlia della prima coppia si innamora del suo direttore della galleria d'arte in cui lavora.
Allen dirige un film intrigante, intelligente, acuto, sui desideri, e soprattutto sull'inseguire la mitica scintilla dell'amore che in molti sognano di provare, ma in pochi riescono ad acchiappare, bravissimi soprattutto Anthony Hopkins, (Alfie) che per essere ancora piacente usa il viagra, con la nuova compagna, e Gemma Jones (Helena) che si scopre innamorata di un uomo che ha incontrato da una maga Roy si innamora della vicina di casa, riuscirà a conquistarla? E cosa succederà a Sally? Woody Allen torna alla leggerezza di un tempo, dirigendo un opera di una freschezza vivace, mai banale, dove i sentimenti sono narrati per quelli che sono senza artifici, e senza banali lacrime che avvolte ci sono in opere sentimentali, i beatles dicevano tutti hanno bisogno d'amore, la loro canzone mi è venuta mentre scrivo la recensione, ed è proprio questa la filosofia che rende spudoratamente vera e sincera questa pellicola.



martedì 23 agosto 2011

L'ultimo Esorcismo

No dico, non c'è mai fine al peggio?
E' mai possibile che per fare un film horror bisogna pescare sempre nel già visto e rivisto? E' mai possibile che per far paura bisogna inventare un filone e poi ripeterlo centomila volte? Per i reality movies non mi sono ancora espressa, ma preferisco di gran lunga gli horror giapponesi a questa accozzaglia che di horror ha ben poco, almeno loro SI che gli horror li sanno fare, e gli americani ci fanno pure i remake, vedi te che originalità, per l'ultimo esorcismo la storia si ripete, protagonista è il solito predicatore fanatico che vende fumo e niente arrosto e fa credere alla gente di essere un esorcista, ma che alla fine capiamo che è tutto un imbroglio solo perchè lui non crede alla gente posseduta dal demonio, (vedi te che originalità un predicatore che non crede alla gente posseduta solo per questo ti viene voglia di ridere), insomma tra messe che sembrano feste di campeggio, e l'incontro - questo vero - con una ragazza posseduta sul serio di cui le cose ben presto gli sfuggiranno di mano, insomma nulla di nuovo sotto il sole, il solito reality movie pecoreccio tanto per far venire i brividi alla gente e terrorizzarla, ma imparate dai vecchi horror, quasi quasi mi viene voglia di rispolverare l'esorcista, almeno si quello faceva paura, questo sembra la parodia di tale film, non capisco perchè devono fare film che sembrano finti documentari per far venire la pelle d'oca alla gente, alla produzione c'è anche Eli Roth, mah fossi stata in lui avrei evitato di inserire il mio nome in questo filmetto  qualunque, credevo di spaventarmi e invece mi  ritrovo una versione aggiornata e corretta di paranormal activity, solo che a differenza qui ci sono preti, predicatori e imbroglioni...da evitare.


Vento di Primavera

Ambientato durante l'occupazione tedesca in francia, il film viene raccontato secondo il punto di vista di un bambino, e grazie agli occhi di questo bambino, occhi innocenti, che lo spettatore osserva da vicino l'orrore dell'olocausto.
Ma nonostante ciò è il primo film che parla di un capitolo raccontato solo nei documentari ma non al cinema appunto la deportazione degli ebrei francesi nei lager nazisti.
Nel lager vi sono un infermiera, che si prende a cuore gli ebrei, e un medico ebreo che li cura amorevolmente, ma è questa crocerossina, che arriva persino a mangiare come mangiano gli ebrei che si rende conto effettivamente di come sono trattati, tanto da scrivere lettere al prefetto per rimediare e farli mangiare degnamente, dapprima senza ricevere risposta, poi arrivando in prefettura sviene davanti alle suore, ed è lì che da la prima mano agli ebrei...
Ciò che colpisce di questo film è la disumanità dei nazisti nei confronti degli ebrei, ma soprattutto l'umanità della gente che subisce le loro angherie, i loro soprusi, impossibile non rimanerne colpiti, impossibile non restare sbalorditi, la regista Rose Bosch che nei titoli di testa mostra nel filmato di repertorio una Parigi quasi deserta, vuota, c'è qualcosa di oscuro che sta per accadere, e accadrà realmente, piano piano con i colori entriamo in contatto con gli ebrei che vivono a Montmatre, piano piano si accorgono che per loro la vita non è più la stessa, è vietato andare nei negozi, farsi persino vedere per strada, entrare negli uffici etc...una famiglia, di cui la figlia implora suo padre di scappare prima che sia troppo tardi - e ha ragione - ma il padre vuole restare a casa sua, ma quando si accorgerà che le parole della figlia avevano un fondamento sarà troppo tardi, tra le scene migliori segnalo quella in cui un pompiere da l'acqua agli ebrei assetati, e la gente beve come non aveva mai bevuto in vita sua, e la divisione dei bambini dalle madri, di cui non dico l'epilogo per non togliervi la sorpresa agghiacciante del film.
Un film da vedere, per riflettere, su un capitolo poco preso della seconda guerra mondiale, e per l'inumanità di una ideologia trapassata che ha solo sparso lacrime e sangue nel mondo, ma soprattutto per non dimenticare MAI!!!


lunedì 22 agosto 2011

Fast and Furious - solo parti originali

Vero e proprio sequel del primo capitolo di Fast and Furious che vede il ritorno di Dominique Toretto, e la sua banda di amici tra cui anche la sua storica ragazza Letty,  che dopo un colpo ai danni di un autotreno che trasportava benzina, se ne torna a Panama da lì grazie a una telefonata della sorella, riceva la notizia della morte di Letty, la sua ragazza, che era tornata a casa per ripulirgli la fedina penale, e così cerca l'assassino di Letty grazie a una collaborazione con la polizia e con Brian, che nel primo capitolo era il poliziotto infiltrato che si è invaghito di sua sorella, così entrano nel giro di un narcotrafficante Braga, che si suppone sia l'omicida di Letty...nonostante l'operazione si svolga a buon fine, la polizia non tiene conto delle buone azioni di Dominique e gli da 25 anni di carcere...
Ottimo sequel del primo capitolo, ritroviamo Jordana Brewster, Vin Diesel, Michelle Rodriguez e Paul Walker, scritto benissimo e recitato altrettanto bene, è un film adrenalinico che tiene incollati alla poltrona, aggiungiamoci anche quella ciliegina sulla torta della scoperta dell'omicida ed eccovi serviti di una pellicola di intrattenimento che rinfresca il franchise ripescando i protagonisti del primo episodio, un vero e proprio sequel che ha il pregio di essere accattivante e spericolato, e allo stesso tempo incentra l'attenzione sui sentimenti dei protagonisti, dall'amore tra Brian e Mia, alla perdita di Letty da parte di Dominique, i personaggi diventano grandi e quando si fanno passi diversi del solito si matura, e il percorso porta a cambiamenti in meglio rispetto alle azioni del passato.
Consigliatissimo per scoprire cosa è successo ai protagonisti principali, e anche se vi intrigano le storie adrenaliniche.


domenica 21 agosto 2011

La Versione di Barney

Un film d'amore acuto, toccante, mai banale, mai lacrimoso, ma che riflette il punto di vista del suo protagonista, - Barney, appunto, magistralmente interpretato da un Paul Giamatti in stato di grazia -   dopo che il suo migliore amico ne racconta la vita e i suoi amori, decide di dare lui una versione, e scava nel suo passato, che comincia nei meravigliosi anni settanta, quando sposa una ragazza incinta, per poi scoprire che il figlio non è suo, per poi sposare un altra donna che non ama, e scoprirsi innamorato perso di una invitata, infatti decide di piantare tutto per inseguire la donna di cui si è profondamente innamorato, non riuscirà a farlo subito ma dopo qualche tempo, quella donna è e sarà la donna della sua vita, costruisce insieme a lei una famiglia, ma anche stavolta le cose non vanno per il verso giusto, pur essendo ancora innamorato di sua moglie non riesce a riconquistarla del tutto...
La versione di Barney non è il solito film d'amore che invita il pubblico a mettersi confezioni di cleenex accanto, ma riesce comunque a catturare lo spirito attraverso i sentimenti dei protagonisti, qui portati all'estremo, grazie anche a uno script favoloso che colpisce per intelligenza e ironia, e anche alla bravura degli attori tra cui spiccano Paul Giamatti - ma quanto è bravo questo attore? In ogni film che ho visto mi sorprende sempre - Dustin Hoffman nel ruolo del padre di Barney, e soprattutto le donne, le mogli, ora frivole come Rachel Lefevre - nel ruolo della prima moglie di Barney - Minnie Driver che offre un personaggio sull'orlo di una crisi di nervi, splendidamente caratterizzato e che culmina nella scena in cui viene "pescata" dopo aver fatto sesso con il suo migliore amico, e soprattutto Rosamunde Pike che è il perno nel quale si concentra il film, ovviamente accade anche che il suo migliore amico muore in un incidente ma che Barney è il principale sospettato, come finirà? Beh per scoprirlo correte a vedere questo film meraviglioso.
Un film incentrato sugli amori, sugli affetti, sui fallimenti, e sulla vita di un piccolo uomo con un grande cuore MAGISTRALE.

sabato 20 agosto 2011

Non Lasciarmi

Un film lacerante, di quelli che ti spezzano il cuore in due, ecco cosa si prova dopo la visione di Non Lasciarmi.
La pellicola diretta da Mark Romanek e tratto da un romanzo di Kazuo Hishiguro, racconta di tre ragazzi, cresciuti in un colleggio che sono stati costruiti come cloni per la donazione di organi per i trapianti, le loro vite pur avendo le ore contate, cercano una normalità che non avranno mai, cercano una vita come tutti gli altri esseri umani, ma loro che sono stati allevati come polli da laboratorio vedono e vivono la vita in modo diverso dagli altri, soprattutto perchè nel loro mondo, nella loro società sono soltanto oggetti da ricambio come macchine per salvare vite altrui, il film mette in risalto la mancanza di rispetto verso la vita umana, ma soprattutto verso i sentimenti, e verso quella scintilla che tutti  gli esseri umani inseguono e agognano, l'amore.
La scienza non guarda in faccia nessuno, e per il progresso, e per poter dire di salvare vite altrui toglie la vita a dei cloni, degli esseri programmati che sono visti solo come pezzi da ricambio e nient'altro, e attraverso il triangolo sentimentale che i nostri protagonisti si illudono di poter vivere una vita loro, eppure loro che sono legati al doppio filo dell'amore e dell'amicizia, ma anche al doppio filo della morte, non esiste nessuna possibilità di una vita loro per loro tre, non c'è possibilità di un futuro come persone normali, devono solamente svolgere il loro compito di donatori di organi e rinunciare alla loro vita, ma a quale essere umano si può chiedere tanto? Ma a quale essere umano può venire in mente un tale abominio? E con le urla laceranti di Tommy colpiscono come un pugno allo stomaco, quando si accorge che non c'è possibilità di un rinvio, e che il suo destino è segnato come tutti gli altri.
Bravissimi la Knightley  (Ruth)- finalmente un ruolo maturo . Andrew Garfield (Tommy) e soprattutto Carey Mulligan (Kathy) già vista in An Education, l'ultima scena del film fa impressione ma non per la paura ma per la rassegnazione che per Kathy.
Mark Romanek torna dopo lo sconvolgente One Hour Photo con Robin Williams, e dirige un film complesso e inquietante che è capace di far riflettere sui limiti tra la vita e il volere della scienza, tra i sentimenti come odio, amore gelosia, rassegnazione, e capace di rimanere impresso nella mente e nel cuore.

Scene Cult - Magnolia (Wise Up Aimee Mann)

Darkness

Un film incentrato sulla paura del buio, dell'oscuro, ma anche incentrato su una famiglia e delle strane presenze che vivono nella loro casa, acquistata di recente...presenze che vengono percepite soprattutto dai figli, ma cosa è accaduto in quella casa? E chi sono quelle presenze che inquietano la loro quotidianetà?
Jaume Balaguerò regista spagnolo specializzato in horror con attori internazionali dirige un opera che strizza l'occhio allo shining Kubrickiano, ma sa rendere alta la tensione allo spettatore, supportato da una sceneggiatura scritta benissimo, che risulta originale e per nulla scontata.
C'è dell'oscuro nella vita di Marco (Ian Glenn), un segreto legato a una setta, e a un rito, peraltro interrotto, molto tempo prima, ma cosa c'è dietro questa setta? E come mai Regina e Paul, vengono contattati da queste strane presenze?
Il film non è un capolavoro, ma si lascia vedere benissimo e soprattutto mette paura, soprattutto l'inquietante figura del nonno interpretato da Giannini che - anche se la sua recitazione non è il massimo - farebbe rizzare i capelli a chiunque, per la sua aria prima di nonno dolce e poi...beh qui mi fermo altrimenti vi racconto il film e vi tolgo la voglia di vederlo, in sostanza un bell'horror psicologico che riesce a tenere inchiodati alla poltrona per circa un ora e mezzo, se avete il coraggio di vederlo vi divertirete.

domenica 14 agosto 2011

The Tree of Life

L'opera di Malick è una osservazione da vicino della vita, i personaggi si muovono come se galleggiano in un universo senza tempo, il film è incentrato sulla figura del figlio maggiore Jack, interpretato da Sean Penn che mette a punto la sua vita, ricordando soprattutto la sua famiglia e il rapporto conflittuale con il padre e iperprotettivo della madre...
Terence Malick dirige un opera complessa, ma nello stesso tempo intensa e coinvolgente, non perde mai di vista i sentimenti dei suoi protagonisti, tutti bravissimi, a partire da Brad Pitt - mai così sorprendente come in questo film - e Sean Penn che osserviamo intraprendere un cammino, attraverso la sua vita, la sua infanzia, le persone che ha amato e che ha perduto, osservandoli, captandoli come se vivessero accanto a lui.
Il film cominicia con una minuscola luce che piano piano si ingrandisce e tutto diventa più chiaro quando lo spettatore inquadra i protagonisti della nostra storia, è il ciclo della vita, con i suoi limiti, le sue contraddizzioni, i suoi drammi e i suoi dilemmi, che ci viene presentato, senza falsi pudori, avvolte il film può risultare pesante, ma soltanto se guardato con occhio diverso, perchè è la lentezza della vita la protagonista assoluta di questo film, l'amore, l'odio, i sentimenti, sono portati all'estremo con una sincerità quasi sconvolgente, la macchina da presa scivola navigando nell'oceano della vita rappresentandola per quello che è, non è un film facile, ma lascia comunque sconvolti e conquistati per la naturalezza con cui si affrontano certi temi, Brad Pitt interpreta il padre di Jack, e non è mai stato così duro e così spudoratamente sincero nell'interpretare un ruolo che mi ha sorpreso, Sean Penn anche se ha un ruolo marginale, - Jack da adulto - Osserva la sua vita e i suoi ricordi con una certa nostalgia che non può non toccare il fondo del nostro cuore.
Assolutamente un film da non perdere, un capolavoro da collezzionare, ne vale la pena;
Il finale? Eh Beh per quello dovete guardarvi il film!!!

sabato 6 agosto 2011

X-men L'inizio

Non un nuovo capitolo, ma un prequel, l'inizio qui ci sono due giovanissimi Eric Lencher (magneto) e Charles Xavier (Professor X) che sono due giovani pimpanti soprattutto il secondo e ottimi amici, all'inizio cercano di riunire tutti i mutanti e ad insegnare loro di non vergognarsi del loro stato e li aiutano, ma Eric Lencher cerca un pericoloso criminale nazista per ucciderlo, nel frattempo Xavier con la sua equipe viene arruolato dalla CIA per fermare Shaw che è una minaccia per i mutanti e vuole eliminarli...
Ottimo esempio di prequel, x-men l'inizio getta una nuova luce sui personaggi e rinfresca il franchise di x-men, storico fumetto Marvel, alla regia c'è Mattew Vaughn che recluta un cast di giovani attori che sono a proprio agio con i ruoli che interpretano, e comunque il film non presenta innovazioni registiche ma è nella storia che riesce a catturare il pubblico, già cominciamo a capire che Charles ed Eric sono amici e che Raven veniva considerata una sorellastra dal primo, ma ben presto le cose finiranno, e grazie alle divergenze di opinioni i due amici si separeranno (ma questo non è uno spoiler bensì e ciò che succederà e si vedrà nell'x-men uscito nel 2000) diventando antagonisti, ma non nemici, perchè loro saranno sempre amici, solo che la pensano diversamente.
Azione, divertimento, suspence e un po' di brivido ecco gli aggettivi giusti per descrivere questo film, che per essere un prodotto di intrattenimento direi che non scade mai nell'essere noioso e ripetitivo, anzi tutt'altro, ha la capacità di far stare nella poltrona le persone che lo vanno a vedere e questo direi che più un pregio che un difetto; Divertente.

lunedì 1 agosto 2011

Secretary

Lee Holloway è una ragazza timida con problemi di autolesionismo, di cui la famiglia è la principale colpevole  è appena uscita da una clinica psichiatrica e ora rientra nel mondo normale, così per non stare con le mani in mano si cerca un lavoro, e lo trova, nello studio dell'avvocato Gray.
All'inizio quasi hanno paura di scoprirsi troppo tutti e due, il lavoro va avanti come sempre, lei scrive a macchina i testi, lui fa il suo lavoro, ma poi un giorno scatta qualcosa, che è sia una scoperta per lei che una rivelazione per lui, l'avvocato Gray è un sadico a cui piace "sculacciare" quando si fanno errori e Lee prova un piacere enorme nell'essere "sculacciata" e si scopre masochista e badate è un piacere che va aldilà dell'atto sessuale in se, nonostante Lee abbia un fidanzato messole accanto dalla famiglia che non ha nulla con cui spartire e che è un suo vecchio compagno di liceo un po' imbranato.
Ed è proprio con l'avvocato Gray che nasce un rapporto che si trasformerà in amore con happy end finale, lei ha trovato il suo uomo ideale e fa di tutto per commettere errori solo per provare il piacere del masochismo, e passa dai banali vestitini con scarpe normali ai tailleur con calze e tacchi a spillo, nonostante la posizione dominante dell'avvocato è proprio Lee Holloway la parte forte della coppia che si rende conto del suo masochismo e lo accetta buttando via le limette con le quali si tagliava, ormai aveva scoperto una parte di se stessa a cui non era intenzionata a rinunciare in una delle scene più belle del film va sul ponte e butta le sue limette, una nuova era aveva inizio, ma come tutte le cose belle anche questa svolge al termine, Lee verrà licenziata per la paura dell'avvocato di andare troppo oltre...
Ma è grazie alla determinazione di Lee che pianta il fidanzato e con il vestito da sposa torna nello studio dell'avvocato per convincerlo a stare con lei, ci riuscirà?
Film che è una satira sulle molestie sessuali sul posto del lavoro, che al sundance film festival ha vinto il premio del film con il soggetto più bizzarro, inventato per l'occasione dal regista John Waters che si è innamorato di questa pellicola è stato un caso ed ha rivelato il talento di Maggie Gyllenhaal - attrice che ammiro molto - è tratto da un racconto di Erin Cressidra Wilson, film indipendente che è un vero e proprio oggetto di culto da collezionare per riflettere sulle mille sfaccettature dell'amore, il maggiore pregio di questo film è quello di presentare due personaggi che nella normalità possono apparire invasati nel modo più normale possibile, e gli invasati non sono loro, ma le persone che gravitano intorno a loro. MAGISTRALE





Machete

Robert Rodriguez torna al cinema e lo fa con una pellicola intrigante splatter e d'azione che è lo sviluppo del trailer fasullo che si vede all'inizio di Planet Terror.
Machete è un ex agente federale messicano coinvolto nell'eliminazione di un senatore degli stati uniti che è contrario all'integrazione dei messicani in america, al momento dell'attentato però qualcosa va storto e un altro spara al senatore al posto suo, grazie all'aiuto del fratello prete riuscirà ad incastrare chi lo voleva fregare...
Azione, adrenalina, violenza, divertimento, sono questi gli aggettivi che mi vengono in mente quando si parla di Machete, menzione speciale se la meritano Jeff Fahey, Robert De Niro nel ruolo del senatore e soprattutto Jessica Alba che è la ragazza che aiuta Machete Danny Trejo a scoprire chi lo ha incastrato.
Robert Rodriguez dirige il film a 4 mani con Ethan Maniquis e ne fa un piccolo oggetto per appassionati del genere, nonostante le scene splatter si lascia vedere e lo rende godibile, il film non scade mai nella scena scontata o facile, anche perchè è sostenuto da una brillante sceneggiatura scritta da Christopher Stull, e alla produzione l'amico di sempre Tarantino. Tra citazioni cinefile, omaggio ai b-movies anni settanta e tante altre chicche direi che ci troviamo di fronte a un vero e proprio revival di cinema anni settanta, e per chi è cinefilo consiglierei di non perdere questo film, e di gustarselo, se non vi impressionate troppo, comunque è un piccolo cult movie che vale la pena di collezionare.