venerdì 31 agosto 2012

Trainspotting

Scegliete la vita; Scegliete un lavoro; scegliete una carriera; Scegliete un maledetto televisore a schermo gigante; scegliete lavatrici, automobili, lettori cd, e apriscatole elettrici; scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e ad annientarvi lo spirito davanti a un telequiz. E alla fine scegliete di marcire; di tagliare la quoia in un ospizio schifoso, appena un motivo di imbarazzo, per gli idioti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi, scegliete il futuro, scegliete la vita.

Comincia così, con questa presa di coscienza, spiccia a sputtanata in faccia, uno dei film più importanti degli anni novanta, addirittura decantato come L'Arancia Meccanica degli anni novanta, oddio, i paragoni della critica avvolte si sprecano e sono esagerati, anche perchè l'opera di Stanley Kubrick con questo film non centra niente, ma sono molto simili, per la struttura della narrazione, più che per la trama.



Con questo film Danny Boyle, conquista il successo ai botteghini, e soprattutto conquista Cannes, dove il film ha gareggiato, e diventa un caso al cinema facendo scalpore, per quanto riguarda la droga, il film racconta di un gruppo di drogati cronici, è ambientato in scozia negli anni ottanta ed è tratto dal romanzo omonimo di Irwin Welsh, diventato un successo a poco tempo dall'uscita, al cinema diventa uno dei titoli di punta della stagione 96/97 anche in italia, e non solo, dove diventerà una pellicola che sbancherà i botteghini.

Ovviamente non mancheranno le polemiche, accusato di essere tenero con l'eroina, ma, che, ovviamente è ricco di messaggi antidroga, quindi le accuse sono solo un attrazione per attirare il pubblico, una scelta di marketing furba e ruffiana, oltre che trasgressiva, per farlo diventare un cult.
Perchè Trainspotting, nel bene o nel male è un film cult, qualsiasi parere gli si voglia dare, è ormai entrato di diritto nelle pellicole che hanno segnato il decennio d'oro degli anni novanta, c'è poco da fare, il film inoltre, ha rivelato il talento dell'attore Ewan McGregor, che qui interpreta Mark Renton, ovvero L'alex della situazione, e con i suoi amici cerca di procurarsi la dose, tra furti,  e cazzeggi vari, l'unico che non si droga, ma beve come una spugna è Begbie, interpretato da Robert Carlyle, che diventerà famoso l'anno dopo per Full Monty squattrinati organizzati.



La cosa più interessante del film è senza dubbio, l'incrocio tra la vita normale, dei genitori, o della gente normale, e la loro vita di tossici, infondo non è poi tanto diversa, solo che a differenza, loro essendo drogati, devono per forma diretta vivere in un altro modo rispetto a come vive la gente normale, il tutto è spiegato nella frase tra il migliore orgasmo della vostra vita, moltiplicatelo per mille, neanche allora ci siete vicini, capito il succo? Alla fine Mark, lascierà i suoi amici, per catapultarsi nella Londra, assennata, per una vita capitalistica, come un qualsiasi cittadino normale, e che succederà? I suoi amici lo raggiungeranno per un ultimo colpo...ma stavolta chi sarà il furbo e chi il fregato? Mark, ormai disintossicato dalla droga, è un cittadino pulito, ma fino a che punto è pulito? E che fine faranno i soldi dell'ultimo colpo?
Ode anche per la colonna sonora, firmata dai gruppi in voga in quel momento quali, Blur, Primal Scream, Pulp, che incrociano anche mostri sacri come Lou Reed e Iggie Pop.



Danny Boyle, con Trainspotting gira il suo primo capolavoro, è un opera geniale, acuta, grottesca, surreale, turgida, e chi più ne ha, più ne metta, ma non è un film per tutti, se avete la puzza sotto il naso evitatelo, perchè ve lo sconsiglio, ma se sapete vedere dell'ironia, nelle scene più grottesche e sapete farvi una risata, allora correte sul sicuro, perchè è questo che fa di Trainspotting un capolavoro.
In futuro Danny Boyle, sbarcherà in america, con film un po' più deludenti di Trainspotting, ma si saprà riprendere anche grazie a The Millionaire con cui vincerà l'oscar, ma c'è da dire e non sottovalutate film con più spessore ma snobbati al botteghino, come spesso accade, che sono Sunshine e Millions, che cercherò di recuperare, appena mi è possibile.
CAPOLAVORO.




mercoledì 29 agosto 2012

Biancaneve e il cacciatore

Beh, la saga di Twilight, è agli sgoccioli, ma le carriere dei suoi protagonisti sembra siano più vivide che mai, non a caso, Kristen Stewart, protagonista, della saga si è messa a lavoro, il suo film, quasi  post twilightiano è Biancaneve  e il cacciatore diretto da Rupert Sanders, che recensirò stasera.
Dunque vediamo, abbiamo una strega ancora più cattiva sia della fiaba dei fratelli grimm, sia del film di Tarsem precedentemente recensito, che ha rappresentato, seppur con qualche sbavatura, una deviazione sulla fiaba originale, qui invece abbiamo la rescrizione totale della fiaba originale, con il cacciatore che diventa non solo eroe, ma anche l'innamorato di biancaneve, e il principe? Solo un ragazzino ricco, viziato e buono, che vuole aiutare biancaneve, ma che non conquisterà mai il suo cuore, io dico, perchè devono cambiare le fiabe totalmente? Escono fuori prodotti che non hanno nulla a che fare con l'infanzia dei bambini, per non parlare degli attori che sono totalmente fuori parte, mai vista una biancaneve con la faccia da sfigata di Kristen Dunst che sembra una guerriera con le palle, ma che sotto sotto, non hanno nulla della vera Biancaneve, per non parlare di Charlize Theron, attrice che reputo fantastica, che in questo ruolo di cattiva non mi ha convinta del tutto, le avrei piacevolmente tagliato la testa, perchè non solo è tanto odiosa, da fare incattivire anche il più mansueto dei gatti, ma è talmente antipatica da risultare alquanto ridicola, nella sua avidità, per non parlare di come è stato costruito il film, come una tragedia tra horror e fantastico, che più che fare rincuorare i bambini li farebbe spaventare, davvero non scherzo, se fossi bambina mi spaventerei a guardare questo film, c'è troppa cattiveria, troppo testosterone nelle donne protagoniste, ma un minimo di dolcezza ci vuole, soprattutto in Biancaneve, che deve essere dolce ma allo stesso tempo forte, e tenere testa alla strega cattiva, qui m'hanno fatto fuori il principe, ma perchè? E' il principe il giovane che si innamora di Biancaneve, non il cacciatore, che ha pena per lei e la risparmia, no, mi spiace, non ci siamo, stavolta è pollice verso, non si può, smontare una fiaba in questo modo.




martedì 28 agosto 2012

Martyrs

Lo dico subito, non è un film per palati facili, e non è assolutamente, il tipo di film che piacerebbe a un grande pubblico, è un film allucinante, perverso, tanto simile a un torture porn, che a un semplice horror, e forse è anche più di un torture porn, almeno quelli sono gore e ti lasciano un po' di divertimento, questo film è inquietante, straziante, che ti lascia dentro un senso che non si può spiagare a semplici parole, racconta di un martirio che un gruppo di psicopatici, attiva verso persone, che vengono rapite, e martirizzate, una di queste, è una giovane ragazza, che scoperto il covo dei rapitori, li uccide a sangue freddo, una volta uccisi, chiama l'amica che è stata vittima di queste sevizie da piccola, e le chiede di aiutarla a ripulire tutto, la drammatica esperienza che si ripete, le ha segnate per la vita, e ancora risentono dei traumi subiti, sarà un viaggio per le due giovani donne, senza via d'uscita, in un inferno che le risucchierà entrambe.
Qual'è il mio parere su un film del genere? Ho visto di tutto, qualsiasi horror, più o meno impressionante, sinceramente questo film mi ha lasciata con un grande senso di strazio, sinceramente non so se mi è piaciuto o meno, è un opera sinceramente valida, ma resta uno sguardo terrificante sulla violenza al cinema, come non succedeva da anni, è un film per stomaci forti si, ma anche gli stomaci forti hanno i loro limiti, e per me che ho iniziato a vedere le opere di Lucio Fulci, credevo che assistere a questo film sarebbe stata una passeggiata, e invece mi ha sconvolta, si perchè è un film sconvolgente, ci sono scene di una violenza disarmante, che colpiscono come un pugno nello stomaco, è inutile girarci intorno, il finale poi è quanto di più raccapricciante possa esistere, non ci sono limiti, non si nasconde nè si censura niente, una lunga ballata di violenza raccapricciante che fa rimanere sbalorditi, forse è eccessiva, ma se si voleva raccontare il martirio era questa la musica da suonare, un film che forse non guarderò più, perchè la sua crudezza fa venire i brividi, e per una persona che bene o male gli horror riesce a digerirli e a guardarli parlare in questo modo, si vede che c'è qualcosa di vero, malgrado tutto, capisco che tutti i gusti sono gusti, di certo Martyrs, non è tra i miei horror preferiti, ma ne riconosco il valore sconvolgente.


domenica 26 agosto 2012

Dune, è uscita la mia nuova recensione da Robydick

Dune, oggi è uscita nel blog dell'amico Robydick, si tratta del film di fantascienza, forse tra i più incompresi della storia, ma che è diventato un cult movie con gli anni, diretto da quel geniaccio di David Lynch, i commenti per questo post sono stati disattivati, agli amici che mi leggono li invito a commentare direttamente nel post della recensione.
Presto ci sarà uno special su Lynch e il suo cinema, direttamente alla fabbrica dei sogni.

Recensione Dune click

Dreamgirls

Dreamgirls è un musical in parte ispirato alle supreme di Diana Ross, e interpretato da Beyonce Knowless, vera e propria star R'n'B per la prima volta in un ruolo importante, dopo la prova nel demenziale Austin Powers in goldmember.
Il film racconta di un gruppo femminile di tre cantanti, le Dreamettes, capitanate all'inizio da Effie White, interpretata da Jennifer Hudson, che per questo ruolo ha vinto da sconosciuta il suo primo oscar, dopo la partecipazione ad American Idols, che vengono scoperte dal manager senza scrupoli Curtis Taylor Jr, (Jamie Foxx) che le catapulta nell'olimpo delle star della musica, e allo stesso momento spianano la strada ad altri artisti afroamericani, che non avevano le stesse possibilità, ma la scalata al successo sarà spettacolare, ma per quanto la scena sia entusiasmante, c'è sempre un prezzo da pagare, per chi è corrotto, e Curtis, non ci pensa due volte, quando ha la possibilità di scavalcare Effie per dare la possibilità a Deena Jones (Beyonce) di fare la prima cantante, e l'immagine del gruppo, il tutto sia per fare di lei una star, sia per fare soldi, a palate, che non ha scrupoli a raccoglierne anche illecitamente, scende persino a compromessi con un gruppo di bianchi, che ha fatto una canzone scritta dal fratello di Effie, impadronendosene, non ci sono limiti per Curtis, che si prepara pure a soffiare anche un cantante James Thunder Early - un bravissimo Eddie Murphy, qui nel suo ruolo migliore - ma accettare di lavorare con Curtis equivale a firmare un contratto con il diavolo, James lascia il suo manager e finisce in rovina, nonostante le promesse di Curtis comincia la discesa verso una crisi artistica di cui non uscirà più, non vi dico come finirà per non rovinarvi la sorpresa, anche Effie, si vede costretta a lasciare la musica, quando capisce che Curtis ha una storia con Deena, viene buttata fuori, la ragazza è incinta, e deve provare a far fronte alle difficoltà aiutata dal padre, quando le cose si mettono male, e anche il fratello di Effie è stato fregato da Curtis, i due, che prima hanno litigato, si rimettono in gioco, ora Effie ha una bambina, e deve ripartire da zero, come ci riuscirà? Grazie all'aiuto del manager di James, che crede in lei, e le da una possibilità, ma anche per Curtis arriverà il prezzo da pagare, nonostante il successo di Deena e delle Dreamettes.
Un film sorprendente e spettacolare, che coinvolge dall'inizio alla fine, e racconta un epoca, quella d'oro dagli anni sessanta e settanta, dove le star erano veramente tali, da riuscire ad essere ispirazione per altri artisti, dove il dorato mondo dello show business, rivelava oscuri segreti, dove quello che è oro in realtà non luccica così tanto, diretta con grande maestria da un ispirato Bill Condon e interpretato da un cast di attori tra cui spiccano oltre la brava Beyonce, anche la sorpresa di Jennifer Hudson e Jamie Foxx, in un inedito ruolo di cattivo, menzione speciale va senza dubbio a Eddie Murphy, un attore che ha delle qualità eccezionali, che troppo spesso, non vengono prese in considerazione, lo ha fatto Bill Condon, regalandogli il suo ruolo più complesso e anche il più toccante e drammatico.
In conclusione, un film riuscitissimo, tratto da un famoso musical di Broadway ispirato alle supremes di Diana Ross, che dire, se non l'avete visto fatelo subito.
DA NON PERDERE.


Si riparte, ben trovati a tutti

E si ricomincia ad essere presenti nel blog, dopo la pausa estiva, dovuta alla caldissima estate che non vuole darci tregua, eccomi qui di nuovo, a scrivere di cinema, la nuova stagione porterà grandissime sorprese, prima fra tutte ve la rivelo adesso, una selezione di film usciti negli anni ottanta che formeranno un ciclo, che sarà messo nella lista di film che prossimamente verranno recensiti, con la tag the faboulous 80's, poi il gruppo della banda dei cinefili sognatori, di che si tratta? Eh è ancora presto per parlarne, a settembre lo rivelo, come ho passato questi giorni di pausa? Guardando film, ovviamente, li vedete gli ultimi film visti no? Ben presto saranno recensiti, nonostante la pausa sono stata presente, non spesso come faccio di solito, anche perchè lasciare la fabbrica per tutti questi giorni sarebbe stato un po' triste, l'ultima settimana la più calda dell'estate non ci sono stata, eh si, ora ricominciano i giochi, si riparte, si scriverà tutti i giorni, o due o tre recensioni, come faccio di solito, la stagione cinematografica si preannuncia calda, anzi caldissima - e si parla sempre di caldo hahaha - perchè ho in mente di recensire film al calor bianco pure...si parlerà anche di cinema erotico...ma, non vorrete scoprire tutto adesso spero, piano piano, col tempo...se avrete pazienza le sorprese arriveranno per tutti.
BEN TROVATI ALLA FABBRICA DEI SOGNI.

lunedì 20 agosto 2012

Shall We Dance

John Clarke è un uomo normale, ha una bella famiglia, una vita monotona, forse un po' noiosa, fino al giorno in cui vede una donna malinconica dentro una scuola di danza, all'inizio John si racconta, parla del suo lavoro, e mostra anche la sua famiglia che non gli da troppe attenzioni, fino al giorno in cui decide di entrare alla scuola di danza di Miss Mitzi, la stessa in cui ha  intravisto la donna malinconica, così entra, e si iscrive ai corsi, all'inizio le lezioni cominciano in modo un po' impacciato, per poi continuare in maniera fluida, e scopre che anche un suo collega frequenta i corsi di ballo, ma per non farsi riconoscere indossa una parrucca, il tutto fatto senza che la famiglia sapesse che frequenta la scuola di danza, finchè non arriva anche il momento di gareggiare...ma la moglie, astuta, scopre che c'è qualcosa di nuovo nella vita del marito, e credendo che la stia tradendo lo fa seguire...come finirà?
Richard Gere ci riprova, dopo la sua incursione nel musical con Chicago, ecco che qui interpreta una commedia danzereccia, e recita per la prima volta con Jennifer Lopez, che non è niente male nel ruolo di Paulina, la maestra di danza, che ha smesso di sognare e di sperare, perdendo la scintilla che le ha fatto amare la danza, l'arrivo di John sarà per lei una nuova fiamma che farà sbocciare di nuovo la voglia di rimettersi in gioco, anche se non sarà facile, ma andiamo al film, Peter Chelsom dirige questo remake, in maniera fresca, nuova, e divertente, non è il classico film sul ballo dove la coppia di ballerini alla fine si innamora, i film sulla danza sono tutti uguali, questo no, il protagonista John Clark, è un uomo di successo, che cerca nella danza le attenzioni che crede la famiglia  non gli da, ma in realtà è presa dalla monotonia quotidiana, come accade spesso nelle famiglie, ecco che la passione del ballo lo travolge, finendo per conquistare tutti, anche il cast di attori è molto ispirato, e si vede, potrà sembrare il classico film superficiale, e invece non lo è, merito di una regia accattivante e di una recitazione stuzzicante, che riesce ad attirare tutti i palati, e considerando che è un remake non è poco, cercherò di recuperare il remake e poi vi farò sapere.
Ah non dimenticate la scena del tango tra John e Paulina, una delle scene più sexy dei film da ballo, che da sola vale la visione del film.
APPETITOSO.






domenica 19 agosto 2012

Centomila grazie a tutti

Toh, sono in vacanza, e che cosa succede?
La fabbrica raggiunge le centomila visite, beh che dire GRAZIE A TUTTI, sia a coloro che cliccano per curiosità e poi vanno via, sia a coloro che mi leggono con affetto, e soprattutto ai nostri 73 lettori fissi, che ci seguono lasciando i loro messaggi sotto le recensioni, o anche a chi lascia qualche messaggio spontaneamente senza essere un lettore fisso.
La Fabbrica dei sogni è un blog visitato diverse lettere arrivano di persone che mi fanno i complimenti, e di questo ne sono contentissima, anche recentemente di chi voleva fare offerte in denaro, ma intelligentemente ho rifiutato perchè di questi tempi con la crisi che incombe è meglio andarci cauti, fattostà che questo blog a cui tengo particolarmente ha camminato ed è cresciuto con le sue gambe e continuerà a farlo, solo ed esclusivamente con una passione che ci accomuna, quella per il cinema, una delle arti più rivoluzionarie e soprattutto più libere che ci sono al mondo, oltre la musica e la scrittura.
Innanzitutto devo dirvi che le mie vacanze sono più che altro cinefile, e bene o male avete visto che ho scritto nel blog e ho visto parecchi film, che prossimamente vedrete recensiti, il blog riprende la sua strada regolarmente dalla prossima settimana, intanto domani cercherò di andare a mare...vediamo mi faccio gli ultimi bagni prima che venga l'inverno e mi troverete presentissima su queste pagine.
GRAZIE A TUTTI
Arwen Lynch.

sabato 18 agosto 2012

Il favoloso mondo di Amelìe

E finalmente sbarca alla fabbrica anche Amelìe, ecco a voi Il favoloso mondo di Amelìe, film che sprizza ottimismo e dolcezza da tutti i pori, senza essere melenso, è una commedia romantica francese, con una eccezzionale Audrey Tatou, che interpreta la nostra eroina Amelìe appunto.
Jean Piere Jeunet, che abbiamo visto anche in Delicatessen, in questo film abbandona il grottesco per una storia più sentimentale, anche se non rinuncia alle sue ormai famose scene comiche, tutto comincia quando Amelìe trova una scatola a casa sua, il giorno della morte della principessa Diana, e cerca il proprietario della scatola, per restituirgliela, anche se si nasconde per non farsi vedere, da quel momento, cerca di rendere la vita felice a tutte le persone buone intorno a lei...
Amelìe lavora in un bar, dove c'è un tizio che è geloso di una sua collega, e lei cerca di fargliela dimenticare facendo in modo di innamorarsi di un altra donna, quella che vende le sigarette nello stesso bar, ma se all'inizio la storia sembra andare per il verso giusto, alla fine finisce come la collega barista, aiuta anche il ragazzo che lavora dal fruttivendolo, continuamente vessato dal proprietario del chiosco, cercando di fargli un dispetto in modo che la piantasse di tormentarlo, aiuta anche la sua vicina di casa che cerca il suo amore perduto, e chi aiuta Amelìe a trovare il suo amore? Lo volete sapere? Guardate il film e capirete chi sarà l'artefice della felicità sentimentale della nostra eroina.
Con questo film Jean Piere Jeunet conquista il successo di critica e di pubblico, con questa commedia, semplice, fresca, colorata, romantica, riuscendo a centrare il bersaglio presentando una protagonista carinissima, in cui molte persone si identificheranno, una ragazza sincera, forse un po' impicciona, ma adorabile, ed è proprio lei Amelìe il fulcro del film, che con scene ora allegre, ora comiche, ora tristi, dipinge davvero come un quadro la vita, riuscendo a trasmettere al prossimo calore, umanità e soprattutto altruismo, il cinema francese ci ha regalato delle vere perle, e tra queste perle c'è la Amelìe interpretata da una bravissima Audrey Tatou, che in futuro girerà persino Il codice da vinci in america, Jeunet forse le regala il suo personaggio più sincero e più vero.
Un piccolo capolavoro che conquisterà tutti quanti ed è entrato di diritto nei miei film cult.
CAPOLAVORO.




Bed Time

Il ritorno di Jaume Balaguerò al cinema, dopo la parentesi di [REC] reality horror, fatto benissimo, ecco che vira verso il Thriller, e che Thriller.
Innanzitutto la locandina può trarre in inganno, facendo capire allo spettatore che si tratta di un horror, invece il film è un Thriller psicologico costruito abbastanza bene, è un film completo, scritto da Alberto Marini, scrittore italiano, che poi ha deciso di scriverci il romanzo, il film racconta la storia di Cesar, portiere in un palazzo, i cui inquilini non sanno nulla di lui, ma lui sa tutto degli inquilini, è un uomo profondamente infelice, o meglio incapace di vivere in modo solare e sereno la vita, con un problemino, è un sociopatico, e uno psicopatico estremamente pericoloso.
Quando nel codominio arriva Clara, giovane bella e solare, con il sorriso sulle labbra, Cesar, farà di tutto per cancellarle quel sorriso, arrivando a spingersi oltre il limite pur di renderle la vita impossibile.
Cesar, che è uno  stalker, non si limiterà a renderle solo a renderle la vita impossibile, lui vuole cancellare quel sorriso dalla faccia della ragazza, per sempre, perchè non ammette che attorno a lui ci sia gente solare, felice o ottimista, Clara per lui diventa un ossessione, e cosa fa? Lui avendo la chiave del suo appartamento, di notte entra a casa della donna, intrufolandosi persino nel suo letto, come vedremo già all'inizio, quindi non sto facendo spoiler eh? Jaume Balaguerò, grazie all'aiuto di Alberto Marini, che, come ho detto prima ha curato la sceneggiatura del film e in passato anche di altri film di Balaguerò, con Bad Time, ci troviamo di fronte a un buon film, costruito in maniera efficace, l'autore abbandona per una volta gli horror, per un film denso di tensione dall'inizio alla fine, vedere il finale per credere, non dico nulla per non rovinare la sorpresa, ma vi assicuro che è agghiacciante, Luis Tosar, è bravissimo, e solo per la sua interpretazione vale la pena di guardare il film da al suo personaggio il tocco inquietante di una persona all'apparenza di cui ti puoi fidare, la cosa che mi ha colpito di più è la contrapposizione del personaggio, quella bambina che lo ricatta, fa capire allo spettatore che Cesar, non è invincibile, ma c'è anche un sottointeso di due classi diverse, quella proletaria, rappresentata da Cesar, e quella borghese rappresentata dai condomini, la rabbia che si scatena in Cesar, può rendere simpatico questo personaggio di cattivo all'inizio, ma poi lo spettatore capisce chi sia veramente il cattivo e perchè.
Un Thriller ad alta tensione, con un finale  a sorpresa che non ti aspetteresti mai, ma che intuisci verso quasi alla fine, agghiacciante, di una cattiveria incredibile.
In conclusione, Balaguerò dirige un ottimo Thriller, che sia giunto il momento di sorprendere il pubblico con altre pellicole sorprendenti? Da lui, che apprezzo, da quando ho visto Fragile, che recensirò me lo aspetto.
DA NON PERDERE.


Film recensito anche dall'amico Robydick la recensione è diversa non è uguale a questa la volete leggere? click




venerdì 17 agosto 2012

Quella casa nel bosco

In questi tempi di magra del cinema di genere, ormai ti aspetti di tutto e di più, appena inizi a vedere quella casa nel bosco, parti già motivato che stai per vedere la solita boiata finto/horror che dai per scontato che ti annoierà, invece il film pur non essendo originale, calca il pedale della citazione riuscendo ad essere intrigante e coinvolgente, non da fare gridare al miracolo, ma sicuramente è un buon punto di reinizio, questo si spera, per il genere horror, Drew Goddard, segnatevi questo nome, parte con il pedale giusto, e cita Sam Raimi di la casa, pur restando ancorato alla trama del suo film crea un opera che parte come un teen horror, con alcuni amici che parte per un weekend, appena raggiungono la casa nel bosco iniziano un po' a cazzeggiare e soprattutto a giocare tra loro a obbligo e verità, e mentre giocano una strana botola si apre e dentro ci sono strani oggetti, ma a cosa porta la botola? Come mai vengono assaliti da degli zombie?
Costruito sul modello di un gioco, dove succede di tutto e ti puoi aspettare qualsiasi cosa, il film ha una trama sorprendente che gioca sull'indovinare cosa succederà ai protagonisti, che si trovano a combattere una battaglia più grande di loro, mentre un gruppo di persone sta a guardare cosa succede a loro, di certo da qui c'è un ottimo passo per far rinascere un genere che è ormai in declino, speriamo che altri registi seguano l'esempio di questo regista, che allontanandosi dal solito e ormai decrepito reality movie, fa un film vero e proprio, fregandosene per così dire delle mode, e vince, si perchè il film è da vedere, un ottimo esempio di realizzare una pellicola horror che sia tale, certo per far rinascere un genere un film non basta, ma è un discreto passo avanti per ricominciare oltretutto riuscire a girare un film alla vecchia maniera e ricevere ottime recensioni non è cosa da tutti i giorni ormai.
Tra Slasher movie, ironia sul voyerismo  e misteri, il film non smette mai di stupire, con una regia acuta e intelligente, una trama brillante e degli interpreti un po' sopra le righe, ma per la tipologia di film vanno più che  bene.
APPETITOSO.


domenica 12 agosto 2012

Il Dittatore

Come vi dicevo, anche se il blog è in pausa ogni tanto posso scrivere qualche recensione, oggi è il turno di parlare del film Il dittatore.

Ok lo ammetto, fino ad oggi non ho tenuto molto in considerazione Sacha Baron Cohen come attore comico, ora ho voluto vedere effettivamente che genere di film faceva, dato che è stato ampiamente pubblicizzato questo dittatore, ebbene, il film non è nulla di eccezzionale, la solita commedia demenziale condita di cattivo gusto? Forse, fattostà che nonostante la demenzialità, mi ha divertita, vedere questo dittatore che viene stronato da un sosia e fa il ruolo del popolo fa pensare a tante cose, lo spettatore crede che si ravvedi, e che diventi un tantino democratico, e invece no, non lo diventa, nonostante la riappacificazione con alcuni dissidenti fuggiti dal suo paese, e trapiantati in america.
Il film di Larry Charles ha parecchi buchi nella sceneggiatura, sembra voler divertire facendo del pollitically scorrect, se da un lato, grazie ad alcune scene ad effetto riesce nell'intento, da un altro punto di vista la banalità delle scene ne appesantisce un po' la trama che evidenzia diversi buchi nella sceneggiatura, d'altra parte il politically scorrect è presente in quasi tutto il film e ci sono certe scene esageratissime che non divertono affatto, altre scene più misurate ma divertenti, la cosa migliore del film? La performance di Sacha Baron Cohen, che, seppur non essendo all'altezza di altri comici più talentuosi, qui invece riesce ad essere acuto con una comicità tagliente tanto da rendere simpatico questo dittatore, il cui cattivo è lo zio impersonato da Ben Kingsley che cerca in tutti i modi di spodestarlo per i giacimenti di petrolio.
In un certo senso si ride e ci si diverte, ma in un altro la pellicola è quello che è, costruita intorno a Cohen, ne delimita gli spazi riservati agli altri attori, che sembrano macchiette senz'anima e prive di pathos, la regia sembra scodinzolare intorno al dittatore, cercando scene ad effetto che il più delle volte toccano il ridicolo involontario, in poche parole un film poco riuscito, che fa della satira, ma che non riesce a criticare il mondo che ci circonda, insomma in parole semplici è un film che dovrebbe fare della parodia e della risata una critica all'america, ma non è dissacrante, non è feroce, in parole povere si è voluto toccare la vecchia favola del principe e del povero, ma senza riuscire a colpire fino in fondo, ora alcune scene sono divertenti, altre no, la trama racconta di Aladeen, che non vuole la democrazia per il suo paese, e che deve rispondere dei suoi crimini negli Usa, appena arrivato dovrà fare i conti con lo zio che vuole mettere al suo posto un altra persona per arricchire il suo portafoglio con il petrolio che lui rifiuta di esportare agli americani...chi vincerà?
Una trama banale e poco originale, legata a una regia poco incisiva, che invece di esaltare una comicità intelligente fa della demenzialità il suo punto di forza.


giovedì 9 agosto 2012

La fabbrica dei sogni va in vacanza, ma ogni tanto potrebbe scrivacchiare qualche recensione

La fabbrica dei sogni va in vacanza, non c'è niente da fare, il caldo soccombe ed effettivamente non essendo  presenti tutti i giorni per recensire va a finire che molto spesso non scrivo nel blog, volevo essere presente per tutto agosto, per poter recensire film e parlare di cinema ma è meglio prendersi qualche giorno e ricaricare le batterie, fermo restando che ogni tanto - questo è sicuro - quando farà meno caldo qualche rece potrà uscire fuori, e se vado in vacanza anche io ci vanno anche le rassegne, che riprenderanno a fine agosto, noi invece ci vedremo regolarmente qui il 26 agosto, quando i lavori riprenderanno per tutti e anche per i cinema, intanto sguazzerò in spiaggia e cercherò di  divertirmi, chi poteva essere la madrina delle vacanze estive se non la divina Marilyn? Un abbraccio a tutti, starò in vacanza ma sarò presente ogni tanto e verrò a recensire qualcosa, quindi non sarò assente per molto tempo, ma scusate, una pausa mi ci vuole, ci vediamo il 26 agosto intanto vi auguro buone vacanze un abbraccio a tutti.


martedì 7 agosto 2012

Chronicle

Se cercate un film classico che parla di supereroi allora allontanatevi subito da questo film, se invece cercate un film che cerca di raccontare il lato negativo di superpoteri allora fermatevi pure e leggete la mia recensione, questo film racconta di tre ragazzi, Andrew, Matt  e Steve, che dopo essere stati esposti a delle radiazioni acquisiscono il potere della telecinesi, se Matt e Steve cercano di convivere imparando a controllare questi poteri a loro conosciuti, Andrew sembra quello per cui l'acquisizione assume una connotazione onnipotente, cercando una rivalsa contro tutte quelle persone che in passato lo hanno vessato e maltrattato, facendo uscire il suo lato oscuro, creando dei problemi con gli altri due ragazzi, il gruppo di amici in questo modo si divide, e ognuno va per la sua strada lasciando Andrew al suo destino, fino a quando le cose peggiorano ulteriormente e allora i due amici devono fare il possibile per salvare delle vite umane contro la rabbia incontrollata di Andrew che accecato dal suo potere vuole una rivincita su tutti...
Diciamocelo, non è il classico film per tutti, seppur con i suoi difetti è un film che fa riflettere parecchio sulla natura distruttiva di certi poteri che dando alla testa possono mettere in pericolo delle vite umane, con una riflessione sulla natura umana quando si trovano alle prese con dei poteri che possono dare tanto ma possono anche distruggere tanto se usati nel modo sbagliato, sul lato oscuro degli esseri umani sempre presente che non li lascia mai, e non si tratta dell'eterna lotta tra il bene e il male, si tratta di scelte, o fare quella giusta cercando di salvare vite umane, o quella sbagliata.
Il potere logora e a farne le spese sono gli ignari cittadini della piccola città in cui il film è ambientato, Andrew perde completamente il controllo, cercando la sua vendetta personale affinchè cercare di usare il suo potere per il bene del prossimo, egoisticamente lo cerca per se stesso, contro coloro che lo hanno fatto soffrire, e sarà una strada senza uscita, in cui non si potrà tornare indietro...
Un film curioso che si distanzia dal classico comic movie come lo conosciamo, inquietante e interessante nello stesso tempo il plot è la parte migliore del film, le cui riprese sembrano documentare i nostri protagonisti nelle loro vicende, il che rendono la visione un po' documentaristica diminuendo di fatto l'impatto emotivo della storia, d'altro canto non è certo un film d'evasione, ma è comunque un titolo da tenere d'occhio.
APPETITOSO.


Casinò

E' l'ultimo, ultimissimo film girato in coppia con Robert De Niro, per molti anni vero e proprio alter-ego cinematografico di Martin Scorsese, nonchè suo attore feticcio, Casinò può essere visto come la chiusura di una trilogia iniziata con Mean Streets e proseguita con   Quei bravi ragazzi, in questo film che ha scritto in coppia con lo sceneggiatore Nicolas Pileggi, peraltro tratto da un suo romanzo, che narra la storia del più geniale gestore di Casinò di Las Vegas Frank "Lefty" Rosenthal qui ribattezzato Sam Rothstein e interpretato  da un grandissimo Robert De Niro, qui in forma smagliante da Joe Pesci vera e propria mina vagante della storia nel suo ruolo dell'amico gangster Nicky Santoro, è inutile dire che la maestria di Scorsese la si scorge dall'inizio alla fine, ci troviamo di fronte un capolavoro assoluto, qui non ha mezze misure, sia per la violenza, - che a proposito io non capisco perchè tante lamentele, Scorsese non si limita a far vedere il gangster, ce lo fa vivere dal di dentro scene violente comprese, è piuttosto realistico e disturbante, ma è la mafia bellezza non è mica un pacchetto di popcorn...- che per le scene più legate ai personaggi, piene di passione e di pathos spinti talmente allo spasimo da risultare eccessivi se diretti dalle mani di un autore inesperto, nelle mani di Scorsese questo non avviene, neanche nelle scene in cui è facile cadere nel patetismo assoluto soprattutto quando è in scena Sharon Stone, qui nella sua prova migliore, dimostrando di essere oltre che un volto e un corpo anche una attrice con gli attributi che riesce a tenere testa persino a un grande attore quale è De Niro a loro due fa da contraltare il grande Joe Pesci, nel ruolo del ganster spietato che non guarda in faccia a nessuno per i suoi scopi, Scorsese non si limita a raccontare, il film è un autentico pugno nello stomaco, forse è la sua opera più polemica, perchè fa letteralmente a pezzi il sogno americano, dimenticatevi le casette con il giardinetto e il marmocchio che gioca con i bambolotti, qui costruisce questo sogno, per demolirlo completamente, in una discesa agli inferi che ricorda molto quei viaggi senza via d'uscita in cui è impossibile ritrovare la luce, a meno che non sei una persona integra che crede realmente a se stesso per uscire da quell'inferno, ed è proprio questo inferno caratterizzato da una spietata avidità il tema centrale del film, che alla fine divorerà tutti quanti Ginger (Stone), Nicky e tutti coloro che hanno mandato a putt*** quell'impero costruito per fregare i nostri soldi, come dice Sam all'inizio del film, che lui gestisce con severità, a lui non sfugge nulla, ha tutto sotto controllo, per questo quando ha iniziato la scalata al casinò oltre a raddoppiare le entrate e fare un sacco di soldi ha delle idee innovative per attirare il pubblico, come fare entrare le scommesse nei casinò e fare gli spettacoli, le cose peggioreranno con l'arrivo ci Ginger McKenna di cui Sam si innamorerà perdutamente e che sarà la causa di tante sfortune che accadono a Sam, Ginger è una truffatrice, e una prostituta, all'inizio sarà eclatante per lui sfoggiarla agli amici e nei parties, ma poi la sua avidità brucerà il mondo intorno a Sam rischiando di fargli fare una brutta fine, anche grazie alla liason con Nicky Santoro e con un vecchio amico Lester Diamond, un pappone, che le chiede sempre soldi e campa alle sue spalle, di cui lei è innamorata.
Un film magnifico e immenso, coaudiuvato da un cast eccezzionale e da una regia magistrale per un film che è sicuramente una delle migliori opere degli anni novanta.
CAPOLAVORO ASSOLUTO.




sabato 4 agosto 2012

Attack of the block

Ecco il film giocattolo su un invasione aliena contrastata da un gruppo di ragazzini che fanno i teppistelli in un quartiere, un film costruito benissimo la cui storia tratta un passaggio dalla fanciullezza e spenzieratezza fino alla maturità dei nostri protagonisti, che prima sono sfrontati, e fanno gli sbruffoni, poi capiscono che devono salvare il quartiere dagli alieni, ed ecco che qui scatta la voglia di unirsi tutti per la salvezza, dopo aver ucciso un alieno il quartiere di questi ragazzi viene letteralmente invaso dagli altri alieni, come fare per salvarsi la pelle?
Joe Cornish dirige un film per ragazzi, nè più nè meno, ma lo fa in modo intelligente e privo di pomposità dei film fracassoni ma vuoti di contenuti, qui invece i contenuti ci sono, e si vedono dall'inizio alla fine, i protagonisti entrando in simbiosi con lo spettatore, attraverso il loro viaggio che è una crescita interiore che cambierà il percorso delle loro vite per sempre, capiranno che nella vita ci sono cose ben più importanti che cercare di fregare il portafoglio a una ragazza, attraverso la chiave dell'altruismo arriverà per loro la maturità, e sarà per loro come perdere il cordone ombellicare, cercando anche un altra via d'uscita alla loro vita e conoscendo persino meglio i loro amici, soprattutto quando uno di loro verrà arrestato ingiustamente all'ultimo e chi darà una mano a loro per salvare il quartiere? Ma la ragazza a cui hanno cercato di rubare il portafoglio, anche se all'inizio con un po' di diffidenza cercherà di dare una mano ai ragazzi facendo in modo di sconfiggere gli invasori, e saranno soli contro tutti, e senza aiuti di nessuno, chiunque direbbe che potrebbero perdere senza mezzi a disposizione, ma sarà la loro amicizia che si cementerà l'arma a disposizione per sconfiggere gli alieni.
Un film divertente e coraggioso che non ha paura di mostrarsi per quello che è, un opera che va oltre l'intrattenimento riuscendo a mantenere alta l'attenzione dello spettatore divertendolo pure, cosa che non succede con moltissime opere, stiamo comunque parlando di un piccolo grande film che riesce anche a far riflettere, il che non è poco anzi, è più un pregio che un difetto.
DA COLLEZIONARE


Miracolo a Le Havre

Aki Kaurismaki, torna con la sua nuova pellicola che ho visto da poco tempo, e non smentisce i suoi temi che sono sempre presenti, questa volta gira una storia di solidarietà di una poetica senza pari, e di una semplicità e leggerezza che conquista a primo colpo.
Inno alla solidarietà e all'altruismo incentrato su un ragazzino nero figlio di clandestini che scappato dal gruppo dove doveva tornare con la sua famiglia trova rifugio nel quartiere degli abitanti di Le Havre e a loro cambierà la vita in meglio, anche se devono difenderlo da un poliziotto astuto che cerca sempre di riportarlo da dove è scappato alla fine saranno proprio le persone a cui ha cambiato la vita questo bambino grazie ai suoi gesti di generosità a coprirlo sempre, facendo anche in diversi momenti scappare il poliziotto.
L'uomo che si prende cura di lui ha la moglie malata di cancro, e rischia di morire, dopo l'arrivo del bambino e con i gesti di tolleranza e generosità che suo marito compie verso di lui e contagiano il quartiere qualcosa sembra migliorare, riuscirà a guarire?
Kaurismaki lo conosciamo alla fabbrica, dato che tempo fa ho recensito il bellissimo L'uomo senza passato dove è riuscito a sorprendermi, con questo film fa altrettanto, ma con una marcia in più, raccontando una storia di umanità e tolleranza verso un bimbo e quel bimbo ricambierà quella tolleranza facendo loro del bene, con uno scambio di valori che va aldilà di ogni pregiudizio, e di ogni cattiveria, riuscendo a colpire laddove si rischia di essere smielati e fasulli, quanti film escono e non sono capaci di commuovere, un esempio lampante è l'ultimo film con Tom Hanks, che a differenza è un polpettone senza anima che rischia di far venire l'orticaria a furia di toccarsi gli occhi ed asciugarsi lacrime forzate che non arrivano mai, Kaurismaki invece offre allo spettatore una storia semplice intrisa della sua poetica, molto toccante con una regia narrativa che si concentra più sugli esseri umani che su slogature di macchine da presa, eppure questo piccolo grande film perchè dobbiamo dirlo E' un grande film riesce oltre a tenere alta l'attenzione dello spettatore a commuovere conquistando persino i cuori più duri, un film che di questi tempi tutti quanti dovrebbero vedere, specialmente la gente che ha dimenticato quanto vale la tolleranza verso il prossimo, Aki Kaurismaki è qui a ricordarcelo, che siamo prima di tutto esseri umani, e non macchine, che avvolte è meglio fermarsi e guardarci intorno e vedere come stanno gli altri, ed essere anche un po' più altruisti verso il prossimo, perchè la vita sarebbe migliore.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.





venerdì 3 agosto 2012

Giallo/Argento

Ennesimo thriller di routine diretto da Argento, che dire, ormai le parole si sprecano per colui che è stato il maestro dell'horror italiano, dopo il terzo capitolo della sua trilogia delle madri, che avrebbe dovuto riportarlo ad antichi fasti, ma al contrario lo ha relegato ancora maggiormente nel baratro in cui è finito La Terza Madre, ecco che torna con un Thriller, stavolta sulla carta più misurato, ma non meno efferato, un tassista rapisce giovani modelle e le tortura uccidendole, una ragazza rimane vittima del maniaco, ma ha una sorella che vuole salvarle la vita ad ogni costo, ci riuscirà?
Ma io mi chiedo, Emmanuelle Seigner moglie di Roman Polanski, ha forse bevuto qualche bicchiere di troppo prima di accettare questo ruolo? E Adrien Brody, ricordate che ha vinto il premio oscar, dopo aver girato un film con il marito della bionda è ricaduto anche lui in un baratro di semianonimato, che per accettare questo film si è caduti decisamente in basso, d'altro canto Dario Argento, vuole fare un Thriller forse più impegnativo, ma non è all'altezza dei suoi film precedenti, è ora che si svegli e tiri fuori le palle e diriga un film come si deve, invece di perdere tempo con questi filmetti che non sono all'altezza del suo talento, io non posso credere che dietro la macchina da presa per girare questo film c'è lo stesso autore di Profondo Rosso uno dei Thriller più agghiaccianti che abbia mai visto, ma  Dario te la dai una svegliata, la sceneggiatura fa acqua da tutte le parti, la recitazione degli attori sembra incontrollata, non è capace di plasmare una storia e renderla degna del suo talento, impasta un concentrato di roba, ma è incapace di dare vita a una storia capace di farti saltare dalla sedia, stai davanti a questo film e non vedi l'ora che finisca, e mentre lo guardi non riesci a capire bene dove Dario Argento voglia andare a parare, ma davvero si capisce che non sa come imbastire la storia, il colpevole chi è? E' possibile che la soluzione sia quanto meno banale oltre che superficiale e anche fuori luogo? Ok non vi preoccupate non spoilero, ma le regole del thriller sono precise, lui con questo film le viola, ma è incapace di dare forma e contenuto a una storia che non regge il confronto con tanti film americani usciti anche di recente, è mai possibile che quando premi il pulsante stop ti viene voglia di imprecare?
Bene con questo film succede di imprecare, e se potessi dare le bottigliate di MrJamesFord ne prenderei a bizzeffe e gliele tirerei volentieri, ma qui siamo alla fabbrica, massacriamo allegramente il film, dunque dicevamo? Ah si, L'ormai ex maestro dell'horror italiano ne ha combinata un altra delle sue, con un film che si perde in un bicchier d'acqua, già con La Terza Madre che è il punto più basso della sua carriera, mi aveva delusa, con questo mi ha sconcertata, ormai dimostra che non è più capace di girare Thriller o Horror come si deve, in conclusione, spero che si ravveda e torni a girare film meritevoli e che siano ai livelli dei film precedenti.
DA EVITARE.



giovedì 2 agosto 2012

Marilyn

Ma diciamoci la verità, di film su Marilyn ce ne sono parecchi, questo film diciamo non è il capolavoro che tutti decantano a destra e a manca, questo film esce nientepopodimeno che al 50esimo anno dalla sua morte, Marilyn è un mito e ha una signora carriera a dimostrarlo, nonostante se ne sia andata a 36 anni è diventata un icona, oltre ad essere una diva, dello showbusiness, ma era una donna piena di complessi, e piena di problemi e depressioni, che facevano impazzire chi lavorava con lei, ma era bravissima soprattutto quando ha iniziato a recitare realmente, e questo film è perfetto, anche troppo, per questo c'è qualcosa che non va, e costruito e impacchettato per presentarlo agli oscar, apparte i soliti grandi vecchi come Judi Dench e Kenneth Branagh che regalano una interpretazione onesta e sincera, a salvare il film c'è la bravura di Michelle Williams ehilà ma da dove salta fuori questa attrice deliziosa? Qui è davvero molto brava, sentiremo parlare ancora di lei? Ne sono sicura, perchè la sua Marilyn in questo film è parecchio somigliante all'originale, coi suoi tic e le sue manie, e le sue ossessioni, la storia narra le riprese del film Il principe e la ballerina, che la diva ha girato con il grande Lawrence Olivier, la cui lavorazione è diventata un incubo a causa delle pressanti insicurezze di Marilyn e i suoi problemi, nonostante ciò il film si farà comunque e si finirà e sarà anche un successo, durante le riprese la diva si invaghisce di un giovane aiuto regista, e qui c'è la storia che cade in un sentimentalismo che si allontana dall'opera cinematografica, e vira pericolosamente in un opera semitelevisiva, il film non è perfetto, ma è una mezza delusione, anche perchè la storiella di Marilyn con l'aiuto regista sembra fasulla, un pretesto per sottolineare come la diva infelice cerca qualcosa che le dia la spinta per uscire dalla sua depressione e dai suoi problemi, che  non va mai aldilà del semplice abbraccio, no non ci devono prendere in giro così, se c'è attrazione la si deve esprimere nello schermo, ecco che qui Simon Curtis che dirige la pellicola è incerto sul da farsi, se è un flirt, con la bionda più sexy del pianeta, mi dici perchè lui non alza neanche un dito?
In conclusione un film dallo stile impeccabile, che si regge solo sulla bravura dei protagonisti, la cui regia non è capace di osare, limitandosi a dirigere un opera e impacchettarla per gli oscar, peccato.