venerdì 31 maggio 2013

Million Dollar Baby - Clint Eastwood Day

Secondo compleanno da festeggiare questo mese, la fabbrica celebra uno dei suoi registi preferiti, il mitico Clint Eastwood, che oggi compie la bellezza di 83 anni, e insieme a diversi blogger, a deciso di rendergli omaggio nel giorno del suo compleanno.
La fabbrica dei sogni ha scelto Million Dollar Baby come recensione collettiva per celebrarlo.
Bene innanzitutto devo dire che si tratta di uno di quei film in cui capisci subito di avere davanti un capolavoro, non tanto per il coinvolgimento della storia, ma perchè ha una cosa che a molti film manca: da emozioni.
E le emozioni che sono dentro Million Dollar Baby, sono autentiche e viscerali.
Protagonista è un vecchio allenatore di pugilato, Frankie Dunn - Interpretato dallo stesso Eastwood -  in cui un giorno si presenta nella sua palestra una ragazza, Maggie Fitzgerald - una bravissima Hillary Swank - che intende diventare una boxeur, all'inizio il vecchio allenatore è diffidente, secondo lui una donna non dovrebbe boxare, ma occuparsi di cose più vicine a lei, ma poi capisce il vero talento della ragazza - che nel frattempo con ostinazione si impone fino a convincerlo - e decide di allenarla.
Tra i due ci sarà un rapporto all'inizio difficile, ma poi piano piano si instaurerà un rapporto filiale che li legherà affettivamente, conoscerà anche la situazione familiare della ragazza, gente egoista e subdola che intende prendere soltanto i soldi di Maggie, questo manda in bestia Frankie, che nel frattempo si è affezzionato alla ragazza, e ha per lei un affetto che va  aldilà dell'amore, ma anche lui ha un segreto, sono molti anni che non vede sua figlia, e questo è per lui un chiodo nel cuore, e l'arrivo di Maggie gli ha un po' insegnato la cosa più importante del mondo: l'amore verso il prossimo. E non intendo l'amore fisico tra due innamorati, ma l'amore tra un padre e una figlia.
Ben presto Maggie diventa una campionessa nella boxe e cominciano ad arrivare i primi guadagni, e con tutto questo potrebbe lasciare il suo lavoro di cameriera per dedicarsi completamente alla boxe, ma le cose non vanno come vorrebbe lei, perchè durante un incontro, un altra pugilessa dopo che lei ha avuto la meglio, le sferra un pugno prendendola a sorpresa e maggie sbatte il collo sullo sgabello, per la ragazza sarà una paralisi permanente.
Ma la salute invece che migliorare peggiora, e Frankie prenderà una decisione difficile che lo segnerà per il resto della vita.
Un film immenso, cos'altro dire? Clint Eastwood, da quel grandissimo regista qual'è, dirige un film intenso e commovente, prendendo come protagonista la bravissima Hillary Swank, che con questo ruolo vince il suo secondo oscar.
Dopo Mystic River, Eastwood sforna un altro capolavoro degno di rappresentarlo come uno dei massimi registi mondiali di sempre, il film è dotato di una regia perfetta e di una recitazione che colpisce a primo colpo.
Qui si vede tutta la maestria del grande Clint Eastwood, che sceglie di dirigere un film difficile e complesso, ma allo stesso tempo toccante come pochi, mettendo il tema dell'eutanasia, per molti da condannare ma per altri forse una via d'uscita da una vita di sofferenze ingiuste per un essere umano.
Noi spettatori non possiamo giudicare, perchè la grande bravura di Eastwood è quella di creare l'empatia nello spettatore, e di cercare di farlo entrare dentro la storia, e provare le sensazioni e i sentimenti dei protagonisti, e ci sono proprio tutti, amore, odio, avidità, superficialità, tutti quanti.
Alla fine ti rendi conto che Frankie, fa la sua scelta per amore, e non ti viene mai in mente di giudicarlo o condannarlo, perchè lo spettatore ha vissuto fianco a fianco ai protagonisti del film, e se questo è poco...
In conclusione, un capolavoro, non c'è nient'altro da dire.
Buona visione.



giovedì 30 maggio 2013

Il grande e potente Oz

E anche oggi c'è un film di Sam Raimi che viene recensito...no no no non è una rassegna, si da il caso che ho voluto recensire un film al cinema in questo periodo e nella lista toccava a lui.
Non è come pensate voi il remake de Il mago di Oz, no, casomai è il prequel, ovvero come tutto ebbe inizio, in una terra fantastica, c'è una strega buona in pericolo e una strega malvagia che vuole prendere i suoi poteri per governare il mondo incantato.
Questa è la storia di Oscar Diz, un mago di paese, un illusionista, un imbroglione, che diventa protagonista dell'avventura più straordinaria di un essere umano.
Grazie a un incidente capitato con un rivale che lo voleva picchiare, vola con la sua mongolfiera che non è capace di riportarlo giù e arriva in un luogo dove due streghe si contendono il dominio: la strega buona, vuole vivere in armonia, mentre la strega cattiva vuole comandare con tirannia.
C'è anche una profezia su un uomo sceso dal cielo che ristabilirà gli equilibri...riuscirà a scmascherare la strega cattiva e salvare quella buona per regnare con pace e prosperità?
Per saperlo dovete guardare il film.
Sam Raimi riprende una fiaba e non fa un remake, come molti sospetterebbero, ma ricostruisce il tutto come è iniziato.
Protagonista è James Franco, vero e proprio attore feticcio di Sam Raimi, già ai tempi della trilogia di Spiderman, che recita al fianco di Michelle Williams e Rachel Weisz; Mila Kunis è invece la sorella di una delle streghe, all'inizio si fa prendere dal premio materiale, ma dovrà percorrere una strada personale per scoprire la verità dei fatti e cambiare così sia il suo destino, che il piccolo mondo incantato diventandone un re giusto amorevole e sconfiggendo la strega cattiva.
Una fiaba, senza se e senza ma, che bisogna prenderla per quello che è, ma devo dire che Sam Raimi, nel genere favolistico non si trova molto bene, il film non è male, ma sarebbe stato grande con qualche accorgimento in più.
Oddio, scrivere il prequel del mago di Oz è un idea originale non c'è dubbio, ma scenografie, effetti speciali e il tanto conclamato 3D lo rendono un po' pomposo, quando potrebbe essere molto di più, e conoscendo il suo autore che può fare questo e altro si rimane in parte delusi.
A salvare il film è la storia, e soprattutto la regia curata e ricercatissima, ma questo è molto poco, conoscendo Raimi che in passato ha diretto film diversissimi pur non abbandonando mai se stesso e il suo stile...comunque sia il film è un discreto prodotto di intrattenimento adatto a tutti, soprattutto a chi non ha mai smesso di credere nelle fiabe.
NON MALE.


mercoledì 29 maggio 2013

Darkman

Eh lo devo dire, Sam Raimi mi piace assai come regista, non tanto perchè pretende di essere un genio, ma perchè è capace di fare sia cinema di intrattenimento per divertire, sia piccoli oggettini di culto; più precisamente è un artigiano della settima arte.
Nel 1990 dirige questo cinefumetto, in tempi ancora in cui non era di moda, ma non è un fumetto tratto da famose riviste, no è un personaggio creato da Sam Raimi stesso, che reinventa un eroe e lo traduce per lo schermo cinematografico.
Co-protagonista anche un attrice che mi piace molto Francis McDormand, che affianca Liam Neeson nel ruolo della fidanzata dello scienziato che si trasformerà in Darkman.
Contrariamente a quello che si può presupporre, ci troviamo davanti a un film fatto abbastanza bene, c'è tensione, azione, panico e tanto altro ancora che rendono la storia sorprendente e intricante.
Potete magari etichettarlo come il classico film di intrattenimento, e in parte è vero, però ciò che più entusiasma lo spettatore è la storia che non solo è curata, ma anche non perde mai di vista le ragioni che spingono i protagonisti nei loro intenti, positivi o negativi che siano; evitando superficiali banalità.
Nonostante sia un film a grossi budget, possiamo tranquillamente dire di avere un ottimo prodotto di intrattenimento capace di tenerti incollato alla poltrona dall'inizio  alla fine, e vi sembra poco? Si e anche no.
Primo perchè questo film non pretende di essere un capolavoro o un film che andrà negli annali della storia del cinema, semplicemente perchè è stato fatto per il pubblico, grande, piccolo, che sia, per questo va preso per quello che è, eppure ha quel certo non so che che gli da un aria speciale da piccolo cult movie che magari sarà riscoperto negli anni.
Secondo la scelta degli attori, innanzitutto ci troviamo in un film che non richiede grandi nomi, alcuni sono famosi anche oggi, altri chissà, ma questo è di poca importanza, perchè è la sostanza che da qualità al film e non il contrario.
Terzo l'azione, la suspance, il divertimento non mancano, si può dire che siamo davanti a un film che sa come colpire a fondo, quindi perchè non guardarlo?
La trama racconta di uno scenziato, che sviluppa una scoperta della pelle sintetica che si modella a partire dalla fotografia, ma accade un incidente in cui è coinvolto il capo della sua fidanzata. A causa di ciò rimane sfigurato e la ragazza lo crede morto, ma grazie alla sua scoperta, lo scienziato si trasforma in Darkman, e scoprirà chi è il responsabile e di certo non la farà franca anche grazie all'aiuto della sua fidanzata che nel frattempo è tornata con lui.
Ragazzi da vedere e soprattutto da collezionare.
Buona visione.
APPETITOSISSIMO


Sugarland Express

Film considerato minore di Steven Spielberg, ma non per questo meno importante.
Intanto è tratto da un fatto realmente accaduto in america negli anni settanta, a una coppia che è finita in carcere e ha perso la custodia della figlioletta.
La moglie per riavere indietro la piccola, fa evadere dal carcere il marito per andarsela a prendere, ma le cose non finiranno come sperano.
Sinceramente un film toccante, lontanissimo dai blockbuster con cui Spielberg ha abituato il suo pubblico.
E' sicuramente un piccolo cult movie di quelli che con il tempo vengono riscoperti e portati alla luce dai cinefili, Goldie Hawn, solitamente attrice brillante, in questo film ha un ruolo drammatico ha fatto uscire un lato di se davvero inedito.
Ciò che colpisce è l'assoluto amore di questi due genitori, capaci di sfidare chiunque per ricostruire la loro famiglia, anche se dovessero trovare persino la morte.
Ma è anche rischioso perchè così rischiano di non riavere la loro bambina, ma loro non si preoccupano di questo, il loro obiettivo è riunire la loro famiglia, e lo fanno lo stesso.
Un film drammatico e tenero allo stesso tempo, uno di quei film che ti sorprendono con poche scene e che rimangono impressi nel cuore.
A suo tempo non è stato un successo commerciale, ma ciò che colpisce è l'assoluto amore di due genitori pronti a tutto pur di riabbracciare la loro bambina.
Steven Spielberg al suo meglio, e anche con questo piccolo film riesce nell'intento di colpire, anche se lo fa piano piano, come per sussurrare, piuttosto che chiedere la tua attenzione come succede con altri film da lui diretti.
Film minore si, ma che rivela un lato inedito e sorprendente di un regista che sta crescendo piano piano, il che non è poco, anzi...direi che è un bel passo in avanti, perchè di solito non è il successo a rivelare un autore, ma soprattutto quei piccoli film ignorati dal grande pubblico, ma capaci di colpire fin nel profondo che vengono riscoperti con gli anni.
APPETITOSO


martedì 28 maggio 2013

Indiana Jones e il tempio maledetto

E siamo al secondo capitolo della trilogia di Indiana Jones, ma più che sequel si tratta di un prequel, ovvero di cose accadute prima del primo episodio.
Così ritroviamo il nostro amico Indy, alle prese con una  maledizione da spezzare, ci riuscirà? Innanzitutto devo dire che questa seconda puntata è la più spettacolare della serie, lo si nota dalla scena musical iniziale, si avete capito bene, ma attenzione, non è  un musical, ha solo questa parte iniziale, ma l'avventura, l'azione e il divertimento sono garantiti.
Spielberg, da autentico maestro del cinema qual'è, conosce bene le regole di un film d'avventura, e soprattutto del cinema di intrattenimento, e confeziona un film avvincente sin dalle prime scene, un piccolo capolavoro nato grazie alla collaborazione di un altro maestro del cinema, George Lucas.
E ne esce fuori un franchise che ha fatto la storia del cinema degli anni ottanta e non solo, perchè la saga di Indy, è entrata di diritto negli annali della storia del cinema, esattamente come la Lucasiana di Star Wars, e non c'è da stupirsi di tanto successo.
Innanzitutto qui Harrison Ford è in forma smagliante, poi accanto a lui c'è anche Kate Capshaw, che era appena sposata con Spielberg, e fa la coprotagonista del film.
E così il nostro archeologo a caccia di avventura, sguaina ancora la sua frusta, per spezzare una maledizione che si trascina da secoli, e salvare il popolo di un villaggio vessato da un despota che controlla la maledizione e ne approfitta.
Indy e Willy, sono aiutati da un ragazzino cinese che li guida per spezzare l'antica maledizione e riportare il popolo del villaggio alla libertà, riusciranno i nostri eroi nel loro intento e ristabilizzeranno gli equilibri facendo in modo che il male vada via?
Per saperlo dovete prendere il dvd e guardarlo.
Buona visione.
DA NON PERDERE.


Bad Taste - Fuori di testa


E siamo arrivati a questo pazzo, folle e demenziale primo film diretto da Peter Jackson.
Sembrerebbe strano che l'autore del Signore degli anelli abbia concepito un film così splatter e schizoide, ebbene si, le sue prime pellicole sono caratterizzate da storie splatter, avvolte anche gore, ma assolutamente fuori dagli schemi.
Sono talmente folli, che nonostante ci siano scene impressionanti, si ride a crepapelle, grazie a un gusto della parodia che è assolutamente originale e ultrakitch, si perchè nonostante sia splatterissimo, allo stesso tempo fa il verso anche a diversi generi cinematografici, come ad esempio la fantascienza.
Si perchè la trama racconta di una banda di extraterrestri che scendono sulla terra per rapire gli umani e farne amburger per i loro fast food, e così i tranquilli abitanti della piccola cittadina, si ritrovano soli e vittime di questa banda di extraterrestri cannibali.
Come salvarsi le chiappe? Ci pensa un gruppo di ribelli sui generis che sono miracolosamente scampati alla mattanza, e cosa possono fare per evitare che questi alieni se li portino al loro pianeta?
Massacrarli è ovvio, non c'è nessuna altra cosa che si possa fare.
Un film irriverente e fuori di testa girato a bassissimo costo, girato da Jackson con alcuni amici, gli effetti speciali sono stati creati con mezzi di fortuna, la cosa incredibile è il fatto che Jackson stesso sia riuscito a creare un piccolo cult movie con pochi mezzi, e risultare ancora oggi originale tanto da essere riscoperto negli anni da tanti cultori del cinema di genere e dai cinefili.
Un piccolo film che sembra ricordare un altro esordio eccellente, La Casa di Sam Raimi, soprattutto per il modo in cui è stato girato.
Oggi di film così non ne fanno più, ma è interessante constatare l'assoluta libertà creativa che avevano prima i registi per poter far cinema, anche senza l'utilizzo del computer, che bene o male, ha cancellato la poesia realistica  del fare cinema.
Non ho nulla contro la tecnologia sia chiaro, solo che a vedere questo film mi sono divertita un mondo, e non ci sono scene paurose, ma piuttosto esilaranti, anche con semplici mezzi creati con mezzi di fortuna. Il fatto è che allora c'era molta più originalità e inventiva di quanto ce ne è oggi, che con l'aiuto del computer risultano avvolte artificiali e fasulle, questo lo dobbiamo dire.
In conclusione, un film tutto da vedere, se non siete piuttosto sensibili però eh? Ma se avete uno spiccato e demenziale senso dell'umorismo è il film giusto per voi.
CULTISSIMO


domenica 26 maggio 2013

La fabbrica di cioccolato - Helena Bonham Carter Day

La fabbrica dei sogni, come ogni mese insieme ad altri bloggers, celebra un compleanno di un attore o attrice famoso/a, questo mese addirittura due, uno  x Clint Eastwood, - tra qualche giorno - e oggi per Helena Bonham Carter, che apprezzo molto come attrice.
Innanzitutto questo è un film diretto da suo marito, il geniale regista Tim Burton, che ripesca un classico della letteratura per l'infanzia, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato.
Film che amo particolarmente e che a molti non è piaciuto, io invece l'ho trovato originale nel tratteggiare l'umiltà del bambino protagonista, con una certa critica all'avidità e alla superficialità che certi genitori trasmettono ai loro figli, che è evidenziata dagli altri bambini vincitori del biglietto d'oro.
E' un film particolare, che Tim Burton ha pensato bene a caratterizzare con il suo consueto stile, pur capendo che si tratta di una fiaba ha espresso tutte le caratteristiche, ma alla sua maniera il che può piacere o meno, ma che sottolinea la capacità che fino a poco tempo fa aveva Tim Burton di fare film eccezzionali.
Non metto in dubbio che il film sia completamente diverso dal classico degli anni settanta, che cercherò di vedere, non per fare confronti, perchè non c'è bisogno di farli, dato che Tim Burton ha fatto un film completamente diverso dall'opera interpretata da Gene Wilder, ma perchè è stato capace di sottolineare il suo punto di vista facendo un film che colpisce nel profondo.
All'inizio il Willy Wonka interpretato da Johnny Depp, può risultare antipatico e spocchioso, ho avuto questa impressione la prima volta che ho visto questo film, ma poi piano piano che la storia va avanti il personaggio riesce a conquistarti perchè si racconta la sua storia, quella di un bambino vittima di un padre dentista, che non gli faceva mai mangiare dolci e Depp, da autentico professionista quale è, riesce a creare empatia con il pubblico, e da qui, che nasce la sua fabbrica di cioccolato.
Ma poi ci sono gli altri bambini, uno goloso di dolci che si butta nel fiume di cioccolata rimanendo affogato, un altra diventa blu perchè vuole essere sempre la prima in tutto, un altra vuole gli scoiattoli e rimane gettata nella spazzatura eh...ooooh andiamo non voglio spoilerare, di solito non lo faccio mai, scusate.
Dunque in poche parole, è un film tutto da vedere, ma con un regista come Burton, non aspettatevi la copia del classico anni settanta, perchè da autore creativo, mette sempre il suo stile in ogni cosa, quindi il film ha delle reazioni diverse per ognuno di voi.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.






Ecco tutti gli altri partecipanti :)


Il Bollalmanacco di Cinema - Grandi Speranze
In Central Perk - La Dea dell'Amore
La Fabbrica dei Sogni - La Fabbrica di Cioccolato
Montecristo - Novocaine
Movies Maniac - Alice in Wonderland
Scrivenny - Il Discorso del Re
The Obsidian Mirror - Sweeney Todd
Triccotraccofobia - Frankenstein di Mary Shelley
White Russian Cinema - Fight Club

sabato 25 maggio 2013

Womb

Lo dico subito: E' un film particolare.
Si perchè è un opera che può piacere, come anche non piacere, perchè lo scorrere lento del film riduce e avvolte appesantisce la pazienza di uno spettatore.
Ma se siete abituati a opere più narrative che d'impatto, magari potrete anche rifletterci sopra e apprezzarlo maggiormente.
Il succo del film sta nel fatto di non accettare la morte di una persona amata talmente tanto, da addirittura clonarla e farla nascere di nuovo. Ma il clone non sarà mai l'originale.
Rebecca - interpretata da una Eva Green che è in un ruolo più adulto e complesso - si innamora di Tommy sin da quando era una bambina, ma le coincidenze della vita li separano, per poi farli reincontrare una volta cresciuti, si mettono insieme fino all'incidente di lui in cui perde la vita...e rebecca prende la decisione di usare i geni di Tommy per farlo rinascere, ma questa volta è suo figlio, non l'uomo che ha amato...e le cose si complicano una volta che il ragazzo è cresciuto, si innamora di un altra ragazza...ma quando la verità verrà a galla cosa succederà?
Come ho detto prima è un film particolare, innanzitutto devo dire che mi ha colpito molto, soprattutto per i temi trattati, per l'incapacità di accettare la morte, per restare legati sempre alle persone che più abbiamo amato e non volere accettare di lasciarle andare via.
La cosa che colpisce maggiormente è l'incapacità di Rebecca di voltare pagina e ricominciare daccapo, e così resta legata al ricordo dell'uomo che ha amato, senza vivere, e scoprire l'amore attraverso un altro uomo.
Il film sembra noioso, la prima parte è più coinvolgente e toccante, mentre nella seconda parte sembra piombare in una situazione di stallo, ma è solo apparenza, perchè il regista sceglie di narrare gli eventi, perchè deve fare entrare lo spettatore dentro casa loro, come fosse una persona che si avvicina e comprende le loro ragioni, noi dobbiamo capire che il peso della scelta di Rebecca si ripercuote nelle persone che ha accanto, soprattutto suo figlio, dire che è palloso è un po' superficiale, io l'ho apprezzato soprattutto perchè non è il classico film in cui tu devi stare a guardarlo per passare tempo davanti a un pacchetto di popcorn, no, è il film che deve esplorare interiormente i personaggi e raccontare i loro sentimenti allo spettatore.
In conclusione, questo film o lo si ama, o lo si odia, non ci sono vie di mezzo. Punto.
DA NON PERDERE.



venerdì 24 maggio 2013

Step Up 3D

Moose, arriva in città con Camilla una sua amica per frequentare l'università, ma si lascia coinvolgere una volta assistito a una gara di ballo, ad entrare nella crew i pirati capitanata da Luke, scoprirà che un suo ex amico, ha creato un altra crew con lo scopo di batterlo e fa entrare la sorella nei pirati...

Diciamoci la verità, è un film piacevole e divertente, che riesce a coinvolgere il pubblico, supportato anche dal 3D ed effetti speciali che praticamente fuori escono dallo schermo.
Il titolo è un blockbuster vero e proprio, fatto abbastanza bene, ma che non va oltre...
E' un buon film punto, e bisogna prenderlo per come si presenta, non aspettatevi grandi cose però perchè da blockbuster ha tutto ciò che gli serve, nè più nè meno.
Ma allora cosa c'è che non va in questo film? Innanzitutto ci sono i classici stereotipi di film da ballo, ormai a guardarli tutti uno ci spreca anche tempo, perchè bene o male, cambia la musica ma il prodotto è sempre uguale, poi di film sulle crew da ballo ne fanno fin troppi.
I pregi invece sono quelli che bene o male riescono a renderlo più o meno intrigante, c'è la paura del tradimento, di vedere le persone per come sono realmente, poi una certa comprensione psicologica dei personaggi che bene o male gli da una spinta in più per renderlo più originale rispetto agli altri film.
Poi ci sono i personaggi, con i loro sogni, e quello in cui credono, c'è il protagonista Luke, che si deve battere affinchè non perda il palazzo dove vive e si allena la sua crew, e dove Moose si unisce, poi deve fare i conti con la sua ragazza, e scoprire che bene o male le cose non sono mai come appaiono, la ragazza dovrà fare i conti con suo fratello, e scoprire una verità che vorrebbe non aver mai scoperto.
Tutto bene quel che finisce bene, l'importante è divertirsi soprattutto guardando i numeri da ballo che sono vertiginosi.
E questo fa si che sia un buon prodotto di intrattenimento.
NON MALE.





giovedì 23 maggio 2013

Il lato positivo - Silver Linings Playbook

Pat è appena uscito da una clinica psichiatrica, dove è stato ricoverato a causa di un disturbo bipolare, ora deve ricominciare la sua vita e per cominciare vuole ricostruire il suo rapporto con la sua ex moglie.
Il problema è che Pat ha perso tutto, moglie, lavoro casa a causa dei suoi problemi, e c'è una ordinanza restrittiva partita dalla moglie, come fare per ricostruire i rapporti? Ci pensa Tiffany, che gli fa una proposta: se lui la fa partecipare a una gara di ballo, lei manderà la sua lettera a sua moglie, il ragazzo deve fare i conti con un padre che non sa come prenderlo, e un fratello in cui sente troppo il peso della competizione...ma forse Tiffany ha in serbo qualcosa di speciale...

E' un film particolare, che mi ha colpito, non è facile ricominciare daccapo quando hai perso completamente tutto. Il protagonista interpretato da un bravissimo Bradley Cooper che era nella compagnia sicuramente di una notte da leoni, fa una interpretazione davvero sorprendente, altrettanto brava è Jennifer Lawrence, che con questo ruolo ha vinto il suo primo oscar come attrice protagonista.
Quello che più colpisce, non è tanto la storia in se, in cui ci possiamo identificare tutti, ma è la caratterizzazione dei personaggi, mi spiego meglio il plot è originale e intrigante, chi dice che la speranza è l'ultima a morire forse ha ragione, dato che Pat e Tiffany alla fine si innamorano, solo che per accettare la nuova storia bisogna chiudere con il passato e accorgersi che in realtà è ormai una storia chiusa.
Pat dovrà fare un percorso interiore e riacquistare fiducia speranza nel prossimo, è di fronte a un bivio, in cui ci accorgiamo che quello di cui abbiamo bisogno è lì accanto a noi, ed è questa la scintilla che fa ricominciare.
Da sottolineare la parte di Robert De Niro, che pur restando un personaggio di contorno, riesce a caratterizzare questo padre buono di carattere, ma che non sa come rapportarsi con il figlio, la madre anche lei cerca di stargli vicino ed è interpretata da Jackie Weaver.
In sostanza è un film tutto da vedere, che comunica speranza, comprensione e capacità di immedesimazione con il protagonista, inoltre è tratto da un romanzo di Matthew Quick, L'orlo argenteo delle nuvole.
L'origine letteraria forse farà storcere il naso a chi ha letto il libro, ma io dico rilassatevi e divertitevi davanti al film, che seppur con qualche taglio, è ovvio che il regista deve dare il suo tocco all'opera cinematografica.
In conclusione, film adatto a chi si trova davanti a un percorso personale di scelte e di cambiamenti, - io ne so qualcosa - e a chi non ha mai perso la speranza di una vita migliore.
DA NON PERDERE.




mercoledì 22 maggio 2013

Radio Days

Che Woody Allen sia un appassionato di musica è cosa ben nota, che racconti l'era delle radio ambientando il suo film niente meno negli anni trenta è qualcosa di unico e nuovo.
Il film è tutto incentrato su una famiglia, il cui padre lavora alla radio, e ascoltando alla radio - allora - si conosceva la vera musica, classici del jazz, del pop e tanto altro.
Woody Allen rievoca quei tempi storici, in cui ancora l'apparecchio televisivo era di la a venire e l'unica compagnia di una famiglia era la radio.
Il film ha il sapore di un ricordo d'infanzia di Allen, i cui protagonisti usano la radio come un mezzo per sfuggire alla realtà, ascoltando le trasmissioni musicali o di gossip su personaggi famosi.
Il figlio più piccolo, viene ispirato con le storie che la radio racconta, come The shadow che lo portano a fantasticare con la sostituzione del suo insegnante, o sulle stelle del cinema o anche la seconda guerra mondiale.
E' un film nostalgico e adulto, che mostra un Woody Allen in veste di Autore cinematografico con la A maiuscola, ispiratissimo e sincero nel mostrare i personaggi esattamente come sono, e soprattutto la capacità di abbandonarsi alla fantasia sfuggendo a ciò che ci circonda, anche solo ascoltando una canzone.
Un opera maiuscola, un piccolo grande film lo definirei, e secondo me è uno dei migliori, più autentici e onesti che abbia mai girato.
La radio, diventa non solo un piccolo elettrodomestico, ma anche un motivo per poter rendere la vita più leggera e piacevole, senza mai dimenticare le mille contraddizioni della vita.
Bellissima la colonna sonora con brani d'epoca, come spesso accade in ogni film di Woody Allen; e c'è anche una variopinta lista di attori più o meno famosi, che danno volto e voce ai protagonisti del film.
Sceneggiatura originale e spigliata, che tocca si la nostalgia, ma allo stesso tempo non ne rimane ingabbiata, riuscendo a risultare nuova con un soggetto ambientato in un epoca passata.
CAPOLAVORO.


I Vitelloni

Questa è una commedia sulla vita vera, ma soprattutto su un gruppo di amici che non ha voglia di crescere e prendersi le responsabilità che la vita ti chiede.
Sono convinti, chi più e chi meno che bisogna prenderla in modo gagliardo, cercando i presupposti per poter avere tutto quello che si vuole anche facendo piccoli imbrogli, ma se lo fai la vita poi chiede le conseguenze, come succede a Fausto, che messo incinta una ragazza, cerca di svignarsela, ma appane il padre lo sa si prende le sue responsabilità sposando la ragazza.
All'inizio gli amici lo prendono un po' in giro, ma il giorno delle nozze saranno tutti presenti.
E arrivano i primi doveri e le prime responsabilità, e trova lavoro presso un negozio, ma ben presto lo perderà, perchè dimostra tutta la sua immaturità cercando un avventura dietro l'altra, senza mettere la testa a posto, arriva pure il licenziamento...e saranno guai.
Alberto invece perde il suo tempo a giocare al biliardo, e chiede alla sorella - che è l'unica che lavora in casa - soldi, per poter giocare ancora, quando la sorella si accorge che ha speso i soldi nel gioco, lui dice alla madre che sta con un uomo sposato.
Il film è una allegoria di un gruppo di amici che stanno attaccati alla spenzieratezza, ma nella vita bisogna pur mettere radici e la testa a posto, per mandare avanti una famiglia con responsabilità, in poche parole bisogna crescere, e i nostri protagonisti dovranno farlo, e provare che quando si diventa grandi e ci sono responsabilità, bisogna capire che non si può restare fanciulli per sempre.
Un film sull'amicizia virile, e sulla fanciullezza che se ne va via...io lo definirei un film sulla sindrome di Peter Pan, che bisogna saper lasciare l'isola che non c'è per vivere.
Federico Fellini è al suo meglio, e tratteggia il ritratto di una gioventù in bilico con la spensieratezza della giovinezza e le responsabilità della famiglia, il lavoro e via dicendo, con una sincerità assoluta evitando banalità e stupidaggini, alla fine tutti quanti si ritrovano cresciuti e in un certo senso disillusi, perchè la vita ti chiede il suo conto e tu devi pagare, bisogna capire che c'è un tempo per tutto, e che lo stesso tempo non dura tutta la vita.
Sono i cambiamenti che Fellini descrive in maniera schietta e pungente, sottolineando una certa satira sull'italiano medio, cialtrone, fanfarone e sempre in cerca di divertimenti, i protagonisti che ci presenta sono spacconi, dentro sono dei ragazzini, ma che capiranno che bisogna crescere e mettere la testa a posto per poter andare avanti nella vita.
Il film ha un grandissimo cast di attori, da Franco Interlenghi, ad Alberto Sordi, che regala una interpretazione intensa e toccante.
CAPOLAVORO.





lunedì 20 maggio 2013

Piccole Bugie tra amici

E siamo giunti a recensire uno dei film usciti l'anno scorso che vagamente ricorda Il Grande Freddo di Lawrence Kasdan, interpretato da Jean Dujardin, François Cluzet e Marion Cotillard.
La trama racconta di un gruppo di amici, che per un contrattempo rischiano di non passare le vacanze estive insieme, uno di loro infatti ha un incidente, ma piano piano si riprende e il gruppo passa le vacanze dove le passano ogni anno da Max, il più ricco del gruppo, e anche un po' pedante.
Durante le vacanze escono fuori le frustazioni e le insicurezze accumulate durante tutta la vita, rendendo la vacanza un susseguirsi di problemi, e di equivoci che faranno venire alla luce piccole bugie che gli amici si sono detti durante tutto l'arco della vita.
Il film è un susseguirsi di scene esilaranti e originali, manca però qualcosa che renderebbe il film un grande film, ma forse è più un pregio che un difetto; ciò nonostante è capace di parlare senza falsi pudori di amicizia, di piccoli e grandi difetti presenti in tutti gli esseri umani, e di quel grande filo conduttore che ci lega tutti che è l'amicizia, che cancella piccoli e grandi incomprensioni che vengono a galle.
Il film è divertente e spigliato, e ha una freschezza che non cade mai nel banale, d'altronde bisogna accettare gli altri purchè questi altri ti accettano come amico, è forse questa la chiava per far nascere un amicizia?
Per il film si, anche se avvolte bisogna strillare, urlare, le cose che ci danno fastidio.
Ma d'altronde è la vita stessa che è così, non bisogna tenersi tutto dentro, ma bisogna anche moderare i toni...comunque sia alla fine, se l'amicizia è vera, nulla è perduto.
In sintesi è questa la tematica del film, che vede un gruppo di attori ben diretti con un film sincero, che parla in modo nudo e crudo dell'amicizia, senza correre il rischio di risultare antipatico, a differenza dell'opera di Kasdan, e questo è uno dei pregi del film, non c'è l'effetto nostalgia, si ride, si piange, ci si arrabbia, perchè anche l'amicizia è una forma d'amore, e bisogna custodirlo e farlo crescere, nonostante tutto.
APPETITOSO.


sabato 18 maggio 2013

La Frode

Ed ecco uno dei titoli che raccontano cosa si nasconde all'epoca della crisi economica.
Protagonista di questo La Frode è un sorprendente Richard Gere, che allontanando il personaggio romantico di tanti film d'amore, con questo film interpreta un ruolo più maturo e più drammatico.
Il suo è un antieroe, un capitalista, un uomo che ha costruito la sua ricchezza frodando gli altri, ma è anche un uomo che vive una doppia vita, ha una famiglia felice solo agli occhi di tutti, ma dietro la facciata ha una relazione con un altra donna, che ha un incidente stradale, e lui deve cercare di uscirne in qualsiasi modo possibile pur di mantenere la sua immagine limpida e cristallina, ma un poliziotto gli sta alle costole.
Film intrigante e coinvolgente con un grandissimo Richard Gere, che fa il verso al Gordon Gekko di di Wall Street.
Ci troviamo di  fronte a un film che mostra, con spudorata sincerità, il lato oscuro della classe capitalista americana che vive solo per costruire ricchezza, anche a costo di far del male agli altri perchè quello che conta è l'ambizione e la sfrenata avidità.
E se tua figlia ti scopre? Puoi sempre dire che la vita gira in un certo modo, e che non si può fare altrimenti per salvare la tua azienda dalla crisi, che devi fare qualunque cosa per salvare quel mondo che ti sei costruito, ciò che non conta sono le ripercussioni che gli altri subiscono e le principali conseguenze non vengono mai pagate dalla gente ricca, perchè? Perchè riesce a inventare infinite scappatoie  per restare quello che sei agli occhi di tutti.
Questa in sostanza è la tematica di questo bellissimo film diretto da Nicholas Jareki, in cui il divo Richard Gere, torna a lavorare con Susan Sarandon, dopo Shall We Dance.
E' un film in cui nulla è dato per scontato, la cui storia riesce a catturare lo spettatore dall'inizio alla fine,senza risultare mai banale o superficiale, in poche parole centra il bersaglio evitando falsi moralismi o sentimentalismi, ed è questo il principale pregio di La Frode, poi c'è la corruzione di una certa casta privilegiata, i cui altarini emergono per far risalire il marcio che si nasconde dietro lustrini, paillettes e sorrisi accattivanti.
In conclusione, un film nudo e crudo, che ha nell'interpretazione di Richard Gere il suo maggiore punto di forza.
DA NON PERDERE.





giovedì 16 maggio 2013

21 Jump Street

Se cercavate una versione cinematografica del celebre telefilm anni ottanta ne uscirete delusi.
Il film si differenzia per renderlo attuale davanti al pubblico, e perciò i due registi hanno diretto un opera che strizza l'occhio al pubblico.
Questo può essere un bene, - ci sono scene particolarmente divertenti, altre esilaranti - ma anche un male, perchè è un film all'opposto della storia raccontata dalla serie tv - storia e protagonisti assolutamente differenti, apparte l'entrata nella 21 jumpstreet con personaggi differenti etc...
Sembra che i due registi abbiamo voluto omaggiare il serial che ha dato la fama attraverso il piccolo schermo al divo Johnny Depp, che appare in un cameo.
Un film scacciapensieri, adatto per una serata di pausa tra un film impegnativo e un altro, per poter cazzeggiare forse e divertirsi con sano divertimento d'azione.
Eh si, perchè ci si diverte, presentando due personaggi che sono all'opposto, all'inizio non si potevano vedere, poi diventano compagni all'accademia di polizia e devono conoscersi per  poter lavorare insieme.
Alla fine si aiutano a vicenda e entrano nella 21 jumpstreet per combattere il crimine, e ne vedranno delle belle.
Il film è pieno di scene esilaranti che divertono e non stancano mai, l'idea di fare un film che in parte si distaccasse dalla serie è ovviamente sorprendente la personalizzazione originale che hanno dato i due registi, alla fin fine si tratta di un film cazzaro, da vedere giusto con un panino e una birra in mano in compagnia degli amici per farsi due risate.
Il film è giusto per del sano divertimento senza impegni e nè complicazioni, giusto per passare tempo.
Buona visione


mercoledì 15 maggio 2013

Jack Reacher, la prova decisiva

Tom Cruise di nuovo in un film d'azione.
Svestiti i panni dell'agente Ethan Hunt, ora veste quelli di Jack Reacer, principale indiziato dell'omicidio di cinque persone, che vengono uccise apparentemente senza alcun motivo.
Arrestato tiratore addestrato, che viene incastrato, questi prima di finire in coma fa un solo nome: Jack Reacher.
Allora la polizia si mette nelle sue tracce, e una ragazza figlia di un uomo politico potente che gli fa da avvocato e insieme a lui svolge le indagini con la polizia: quello che scopriranno andrà aldilà della loro immaginazione, Reacher è stato coinvolto in un gioco più grande di lui per coprire alcuni imbrogli orditi da personaggi coinvolti nella politica.

Sembrerebbe l'ennesimo film d'azione, eppure nonostante i difetti è un film che coinvolge parecchio il pubblico, certo Tom Cruise ha fatto di meglio, e il personaggio di Jack Reacher di certo non fa rimpiangere il suo agente Ethan Hunt, eppure l'adrenalina è palpabile.
Come prodotto di intrattenimento sa fare il suo lavoro, alla regia abbiamo un tizio come Christopher McQuarrie, che è conosciuto soprattutto per la sceneggiatura de I soliti sospetti, di Bryan Singer, con questo film che è di qualità discreta e piacevole, ottimo per una serata scacciapensieri, ma in un attore come Tom Cruise, che in passato ha dato prove magistrali, mi aspetto altro, perchè ha del talento, e nonostante fa il suo buon lavoro, si ha la sensazione che alleggi il fantasma di Ethan Hunt, per tutta la durata del film.
Brava anche Rosamunde Pike, nel suo ruolo di avvocato onesto, che prima cerca di capire la situazione, e poi diventa in un certo senso complice di Jack Reacher, per scoprire l'intricato ingrippo in cui è stato coinvolto.
Jack Reacher non è colpevole dell'omicidio di quelle persone, come si vuole fare credere, ma di altre, e dovranno usare tutti gli stratagemmi possibili per scoprire cosa si nasconde dietro questa falsa accusa.
Tra i difetti c'è uno stile piuttosto a rilento, certe volte ci sono scene che sarebbe stato meglio smaltire per rendere più fluibile la visione, una regia che vuole essere avvincente ma certamente non lo è, apparte questo credo che dosare nel modo giusto sarebbe stato meglio, il regista in poche parole vorrebbe fare un altro film tutto adrenalinico ma ci riesce in parte, perchè è incapace di dare una sua impronta e comprimerla con uno stile capace di bucare lo schermo.
Mi spiego meglio il film non è noioso, ma se si curavano alcune cose come quelle che ho elencato sarebbe stato ottimo.
NON MALE...


martedì 14 maggio 2013

Meeting Evil

Luke Wilson e Samuel Jackson in un thriller in cui nulla è lasciato al caso, lui John è un tranquillo padre di famiglia il quale ha appena perso il lavoro, sulla sua strada incrocia un misterioso individuo, lui lo segue ed è protagonista di una scia di omicidi il quale sembra impossibile riuscire a liberarsi di Richie, allora si trasforma in un padre coraggio e per salvare la sua famiglia farebbe qualsiasi cosa...
Ebbene signore e signori, ci troviamo di fronte a un signor thriller, di quelli al cardiopalma, che ricorda alla lontana the Hitcher, ma nonostante la storia non sia originalissima riesce a colpire per la tensione che si accumula man mano che la storia va avanti.
Samuel L Jackson è bravissimo, e mi stupisco della sua grandissima capacità di calarsi nei panni di Richie e risultare credibile e terrificante, i ruoli di bastardo gli calzano a pennello, ma anche Luke Wilson dimostra di saper uscire le palle, e da tranquillo padre si trasforma in difensore della famiglia, è capace di usare qualsiasi cosa purchè a loro non succeda nulla di male.
Ma è il male il vero protagonista della storia, una crudeltà viscerale che se non va presa per le palle rischia di risucchiarli tutti, e vengono fuori segreti e bugie che se non vengono messi per un attimo da parte ci rimettono  tutti la pelle.
Richie è bravissimo nel giocare sulla tensione e il regista punta tutto sulla tensione che rischia di fare esplodere il protagonista che si ritrova in una discesa agli inferi in cui rischia di lasciarci le penne sia lui che la sua famiglia.
Omicidi, inseguimenti, segreti e bugie vengono messi sul piatto d'argento, apparentemente senza alcun motivo, ma poi piano piano si scopre che è tutta una scusa per Richie di giocare con la sua vittima, e da autentico cattivo si gioca tutte le sue carte, per risucchiare John nel suo inferno...alla fine John scoprirà due palle quadrate che Richie ha sottovalutato in lui.
E' un film tutto da vedere, la descrizione analitica fatta in questa recensione suscita solo curiosità, il bello è guardare un film che peraltro vi consiglio con tutto il cuore.
APPETITOSISSIMO


lunedì 13 maggio 2013

Il Castello Errante di HOwl

Avete presente le favole quelle di quando eravamo bambini, i nostri genitori per farci addormentare ce le leggevano? Ebbene Il castello Errante di Owl ha il sapore di quelle favole, Hayao Miyazaki da grandissimo regista qual'è non sbaglia un colpo, e trasforma le fiabe in opere dal respiro epico e fresco, in cui tutti i personaggi sono perfettamente immedesimati al grande pubblico, che si riconosce in loro nella loro semplicità e nel loro animo.
Il Castello Errante di Howl è un capolavoro per una storia che esalta i sentimenti come l'amore, con una ragazzina come protagonista, che per cattiveria è vittima di una maledizione e dovrà lottare con il proprio cuore per spezzarla.
Si innamorerà anche di Howl, il giovane che ha un castello e gli farà da governante, dapprima lui non la riconoscerà ma poi piano piano lei si farà riconoscere con piccoli stratagemmi.
Grandioso, è un film che piano piano riesce a entrare nel cuore dello spettatore che viene coinvolto dalla prima all'ultima scena.
Sono piccole cose che Miyazaki mette in scena a fare innamorare lo spettatore della storia, e non è da tutti i giorni riuscire a colpire nel segno come fa lui.
Come ho detto prima è una fiaba, e per questo la si deve prendere, ma è anche un capolavoro assoluto che descrive con efficacia le paure, e i sentimenti di tutti i protagonisti; l'amore che è al centro della storia è come l'anello di congiunzione attraverso il quale i protagonisti si rapportano con gli altri, e viene descritto con una delicatezza unica, che non ha bisogno di effetti speciali 3D e via dicendo, in questo film c'è solo una storia, che vuole essere guardata e presa per come si presenta, una storia che ti fa tornare bambino per quasi due ore.
Le emozioni sono in primo piano, ma non c'è bisogno di prendere i fazzoletti, anzi lasciatevi trasportare dalla storia senza nessuna paura, lasciatevi andare alle sensazioni, e abbracciate i personaggi del film perchè è un viaggio dove una piccola storia diventa grande senza bisogno di artifici o grandi effetti speciali...
In conclusione, un piccolo grande film da possedere, per scoprire il grande mistero dell'amore .