sabato 29 giugno 2013

Trespass

Devo dire la verità, ho letto recensioni pessimistiche su questo film, altre recensioni lo massacravano proprio, alla visione mi sono accorta che nonostante i difetti, e ci sono, il film non era affatto male, soprattutto nella primam parte.
Allora qual'è il problema del film?
Innanzitutto la trama troppo esagerata, c'è troppo di tutto, il regista non ha saputo dosare la tensione, e l'emotività della storia, sinceramente il film si regge tutto su Nicole Kidman, che ancora una volta si sorregge tutto il peso del film, poi non la criticate se fa tutto da sola eh?
La regia è praticamente inesistente o meglio anonima, come è anonima anche la presenza di Nicolas Cage che apparte qualche titolo è ormai l'ombra dell'attore che ho conosciuto e ammirato, peccato.
Cosa si salva da un film pretenzioso e fine a se stesso?
Sinceramente in tutto questo magna magna la prima metà del film non è male, ma poi andando avanti si fatica a tenere il passo con scene che girano sempre su se stesse, e diventa un po' ripetitivo.
La trama racconta di un uomo che viene rapinato in casa - e non è tanto originale, si sono visti film migliori di questo genere - i ladri vogliono dei diamanti che lui tiene nascosti da qualche parte, ma non vuole cedere la presa, come finirà la storia?
Esatto come finirà? Si potrebbe dire qui, ma rispetto sempre la mia etica e non spoilero mai, casomai vi venisse la voglia di vederlo, dico solo una cosa,  è stata un occasione sprecata per Nicole Kidman soprattutto, sinceramente ha dato il meglio di se in ruoli decisamente adatti a lei, non so il perchè abbia accettato di recitare in questo film.
Decisamente un film deludente che fa acqua da tutte le parti, stavolta sono severa.
Voto: 3


giovedì 27 giugno 2013

Zombie 2 Flesh Eaters

E siamo allo Zombie Fulciano, primo film horror diretto dal maestro romano, che ha fatto imbestialire il grande George Romero, perchè ha impedito la continuazione della sua trilogia, ma come si dice ognuno fa quel che vuole nella vita e Fulci da grande maestro che era, ha risposto citando tutti i film di zombie usciti prima della trilogia Romeriana tanto per far capire, che lui non aveva copiato niente, ed in effetti è così, in questo film non c'è nulla del pensiero e delle tematiche presenti nella trilogia di Romero, anzi è più vicino ai film precedentemente usciti che alla trilogia precedentemente citata.
Non a caso è un virus che trasforma le persone in zombie famelici, che sono causa di un esperimento di uno scenziato pazzo che con le sue ricerche ha trasformato in zombie gli abitanti di un villaggio, fermarlo è un impresa quasi impossibile dato che il virus è arrivato anche a New York, come racconta l'incipt del film.
Orde di zombie famelici invadono la grande città e non c'è niente da fare, è una guerra assolutamente persa in partenza, si può solo scappare, mentre lo scienziato rimarrà vittima della sua stessa mostruosa creazione nonostante gli avvertimenti della moglie di lasciar perdere le sue ricerche, lui non l'ascoltava e andava avanti con la sua ricerca in segreto.
Gli umani rimasti devono imbracciarsi di fucile per poter sparare in testa agli zombie...
Primo horror fulciano, che segnerà il cinema di genere italiano, è un film di culto che anticipa quella che sarà la sua trilogia della morte che lo definirà il poeta del macabro tra gli appassionati del genere.
E' un cult movie girato in america, e ha definito il genere per cui Fulci diventerà famoso nel mondo del cinema, anche se diciamoci la verità ritento sia fatto molto bene, i trucchi artigianali sembrano davvero realistici, e considerando i tempi passati senza tecnologie facevano accapponare la pelle film assolutamente gore e splatter quindi se siete sensibili di stomaco non guardatelo assolutamente.
Cultissimo.
Voto: 7




L'uccello di fuoco

 Ed ecco l'anime giapponese ambientato in un futuro prossimo dove gli uomini sono concepiti in provetta proprio come è successo a Godo, il protagonista di questo film tratto dai 12 volumi anime di Osamu Tezuka, pubblicati nel 1954.
E' un film che ricalca la fantascienza, Godo è stato allevato da robot, e quando esce nel mondo lo fa per la missione speciale, non prima di un massacrante addestramento in cui viene privato della sua unica amica Il robot Olga, che poi gli salverà la vita una volta che la missione che deve svolgere rischia di metterlo nei guai.
E' un anime curioso affascinante, dove l'amore e l'avventura sono le protagoniste assolute, ma c'è anche la paura di perdere gli affetti, la lotta per conquistarli e via dicendo.
Non sono una fan di roba giapponese apparte Myiazaki, ma devo dire che questo film è un discreto prodotto di intrattenimento adatto a grandi e picccini.
Ma ovviamente l'origine del fumetto originale - o come viene definito in giapponese anime - ne intacca l'originalità del film, io non ho letto l'anime, ho visto solo il film e devo dire che non mi è dispiaciuto, è fantastico e coinvolgente.
Nonostante ciò credo che sia meglio leggere prima l'anime e poi guardare il film, così si entra meglio nello spirito dei protagonisti.
I Giapponesi hanno dato lezione di cinema e di cartoons a noi occidentali in diversi momenti, certo Sugiyama non è Myiazaki, ma se non vi aspettate il grande capolavoro credo che farà per voi.
In conclusione, un film discreto e piacevole da vedersi, che vi farà divertire sicuramente.
Voto: 6


mercoledì 26 giugno 2013

Una Bionda in Carriera

E stiamo per recensire il sequel de La rivincita delle bionde, ma come spesso accade, nei sequel non sono mai all'altezza dell'originale.
E' un film che vorrebbe calcare il successo del precedente, ma che ahimè resta solo all'ombra, di biondo ormai rimangono solo i capelli della protagonista, che qui si veste da paladina dei diritti degli animali.
Se l'inizio è carino e spiritoso, man mano che il film va avanti, abbonda di stereotipi e di un buonismo per tutto e tutti assolutamente fuori luogo, va bene i diritti per gli animali anche se gay, ma un po' di vetriolo soprattutto verso i personaggi negativi non avrebbe guastato affatto.
Una bionda in carriera è un film fuori spessore, nel primo capitolo vedevamo la protagonista combattere per eliminare gli stereotipi sulle bionde, questo film è una carrellata glamour che vorrebbe essere divertente ma non lo è, è superficiale smielata, e chi più ne ha più ne metta.
Il suo essere a favore della causa animalista non è sincero, ma è politically correct il che la dice lunga su alcune scene fin troppo a favore della causa, ok sta bene, ma un po' di critica verso gli animali maltrattati non c'è? Solo far chiudere lo studio delle sperimentazioni, per trovare la mamma del tuo cane mi sembra fin troppo poco, perchè non farla chiudere per TUTTI gli animali?
Il film fa acqua da tutte le parti, dalla regia fin troppo perfettina, dal plot che vorrebbe essere animalista, ma si limita solo a fare il suo compitino politically correct senza occuparsi di tutti gli animali, il messaggio che questo film da è altamente falso e superficiale, ci vuole un po' di cattiveria e sana critica - non verso gli animali per carità - verso chi maltratta gli animali, non per maltrattare la mamma del tuo Chiuauah.
Una bionda in carriera ha perduto il suo essere fuori dalle righe del primo capitolo e il suo sano umorismo e la critica verso una società che va contro le bionde per sostenere una causa in cui non crede, tanto per far contentino il pubblico, ma un film deve pur essere sensibilizzato alla causa animalista.
Un film deludente che è l'ombra del primo capitolo che lo ha preceduto, la stessa Reese Whiterspoon che nel primo capitolo era spiritosa e frizzante, qui è esattamente l'opposto, eh ma ormai siamo avvocatesse, quindi dobbiamo difendere gli animali per una buona causa, daccordo, ma ci vuole  la sensibilizzazione al problema baby.
Questa volta il mio voto è 4 e se lo merita tutto quanto.


martedì 25 giugno 2013

Le Streghe di Salem

Questo film è visionario...
Potrei terminare qui la recensione? No, tranquilli ecco, dico la mia, può non piacere ma sinceramente parlando io credo non sia tanto male però ha dei difetti, innanzitutto il soggetto non è che sia così originale, Rob Zombie si ispira palesemente ad altri registi più navigati di lui e lo fa capire in ogni scena, si ispira soprattutto al grandissimo Roman Polanski di Rosemary's baby per le atmosfere claustrofobiche, ma è innegabile che sia un opera molto alla lontana rispetto ai suoi lavori precedenti, e quindi secondo me è ingiusto marcarla come noiosa  e confusionale.
Invece è l'opera coraggiosa di un regista che si vuole rinnovare, e lo fa capire benissimo ad ogni inquadratura, protagonista assoluta di questo film è sua moglie Sheri Moon, che interpreta una Deejay che scova un vecchio disco dove sono nascoste delle tracce di un antico rito satanico che sta per venire alla luce perchè lei è una discendente di un antica stirpe di streghe, ma lei non lo sa...
Rob Zombie costruisce una trama ricca di colpi di scena che lo spettatore non si aspetta proprio, ma che lo porta a capire attraverso vari indizi disseminati dentro il film.
A primo impatto direi che l'ho bollato anche io, ma poi ripensandoci credo che sia - in confronto ad altri film che neanche meritano di chiamarsi tali - uno dei titoli migliori del genere horror, perchè qui è tutto giocato con la psicologia e la tensione che cresce scena dopo scena.
Non è un film sperimentale, non ho la presunzione di definirlo tale perchè mentirei prima a me stessa poi a chi mi segue, è un film che sicuramente verrà rivalutato con il tempo, un piccolo cult diciamo.
Certo in confronto ai film che escono al cinema, questo qui è una piccola goccia nel mare, ma non lo definisco un capolavoro, un film discreto si, ma un capolavoro no, primo perchè è il primo film di Zombie che si allontana dalle sue tematiche abituali, vediamo se ne fa un altro dello stesso tema e poi possiamo giudicare bene, poi, non lascia un impronta personale, forse per paura di lasciarsi andare ma bisogna anche rischiare, e questo Rob Zombie non lo fa, puntando tutto sulle sue ispirazioni, terzo, il film è incentrato tutto sulla moglie, gli altri personaggi sono meno importanti? Bisogna dare spazio a tutti i personaggi, soprattutto quelli che hanno collegamenti con i protagonisti.
Basta dico solo che ve lo consiglio ma non aspettatevi molto.
Voto: 6 e 1/2






Iron Man 3

C'è un proverbio che dice squadra vincente non si cambia, e quando un franchise è vincente mi chiedo perchè modificare il regista? Si è già visto con la saga di Batman negli anni novanta, appena hanno messo da parte quel genio di Tim Burton, la saga ha cominciato a zoppicare, e c'è voluto un regista come Christopher Nolan per riportarla in Auge, accadrà anche con questa saga?
Dal punto di vista personale credo che questo episodio di Iron Man sia piuttosto fracassone, un giocattolone di intrattenimento ricchissimo di effetti speciali, ma poverissimo di contenuti, e ci vuole ben più di questo per fare un film.
Il regista non lo conosco, ma si destreggia abbastanza bene con gli effetti speciali e la spettacolarizzazione con l'eroe che salva la fanciulla in pericolo, i primi due capitoli erano sopra le righe, ironici e divertenti, questo terzo capitolo mi sembra anonimo, vuoto e privo di spessore.
Decisamente un film di intrattenimento, senza se e senza ma, fatto discretamente che non va oltre la soglia del film di stacco tra una pellicola impegnata e non, da gustare con un pacco di patatine e popcorn e una lattina di cocacola e basta, non aspettatevi altro.
Nonostante ciò devo dire che la bravura degli attori salva almeno in parte questo film, Robert Downey jr è sorprendente, ormai ha caratterizzato Tony Stark e toglierlo dal franchise mi sembra una roba assurda, Gwyneth Paltrow, che un tempo faceva scelte coraggiose, ora si dileggia in blockbuster vari, non è male, ma da lei credo che qualcosina in più la si può pretendere dato che ormai ha una certa età e qualcosa di impegnativo non fa che giovarle, niente da criticare però va bene che fai blockbuster, ma tra un film di intrattenimento e un altro mettici un opera più impegnativa, invece si è buttata a capofitto in questi film che si bevono su un bicchiere d'acqua.
La regia, non è male, ma è poco incisiva, e troppo presa per gli effetti speciali, bisogna concentrarsi anche sui contenuti oltre che la forma.
Non male ma si poteva fare di più.
Voto: 5


lunedì 24 giugno 2013

Viaggio in paradiso

Un film d'azione riporta al cinema Mel Gibson, oltre questo dobbiamo dire che interpreta un antieroe, che viene arrestato dalla polizia e inserito in una prigione/villaggio chiamato el pueblito.
Qui fa amicizia con un ragazzino che ha voglia di vendicarsi della morte del padre per colpa del boss locale, che vuole salvarsi la vita con un trapianto di fegato e ha messo gli occhi ora sul ragazzino con cui il rapinatore ha stretto amicizia.
A El Pueblito, devi trovare i legami giusti per poter sopravvivere, e questo ragazzino dimostra di saperne una più del diavolo, ma per salvarsi la vita avrà proprio bisogno del rapinatore per non fare la fine di suo padre, e per lui salvare il bambino diventa una missione, ma prima deve convincerlo a smettere di fumare, e non sarà affatto facile, ci riuscirà?
Diciamocelo subito, il film non è originale, c'è il rapinatore che gli stanno sulle balle i ragazzini, poi c'è il ragazzino che farà di tutto per farsi accettare, c'è la figura paterna che mancha e via dicendo, quello che conquista di questo film sono i contenuti e la caratterizzazione dei personaggi che colpiscono fin dalla prima scena.
Un film che conquista senza dubbio, ma che non raggiunge i verici del capolavoro, mi spiego, è fatto abbastanza bene, con una regia efficace e una recitazione all'altezza, ma e qui facciamo il punto della situazione, resta più una pellicola di intrattenimento che si regge bene, anche se si poteva fare molto di più, il film gioca fin troppo sui sentimenti dei protagonisti, che possono essere un arma a favore, ma troppo sentimentalismo in una pellicola di genere diventa uno stereotipo che alla lunga può infastidire lo spettatore, ma questo è solo il mio parere, poi ognuno ha le sue reazioni.
Mel Gibson è bravo, ma qui sembra rifare un po' i personaggi che lo hanno reso celebre non aggiungendo nulla di nuovo, il bambino è bravissimo e il suo personaggio è quello che fa risaltare il film, come il plot, la regia come ho detto prima, è efficace ma ancora non è determinata, il regista sceglie Gibson come protagonista ma non sa creare il personaggio che deve interpretare, allora ripesca dai personaggi che ha interpretato, ma è molto poco rispetto a ciò che dovrebbe creare un regista.
APPETITOSO
Voto: 6
Ma il regista poteva fare molto di più.


Una Lucertola con la pelle di donna

Ed ecco un gradito ritorno tra le pagine della fabbrica dei sogni, oggi recensirò un suo film che - come tanti che ha filmato - è un autentico cult movie, amatissimo peraltro da Mario Bava, tanto che ad una proiezione lo applaudì.
Ci troviamo nei dintorni del giallo italiano, quello che ha fatto la fortuna di registi come Mario Bava, o il suo erede più diretto, Dario Argento, che l'anno prima esordì proprio con un film animalistico di cui questo ne ricalca la tendenza.
Questo giallo è giocato tutto sul sospetto, lo spettatore non capirà le cose fino a quando non ci sono le carte in tavole scoperte, Fulci sa giocare molto bene le sue carte e da autentico furbacchione, lascia intendere allo spettatore ma non si scopre fino all'ultimo.
Non sottovalutate affatto questo film, anzi guardatelo perchè innanzitutto merita tantissimo, per la costruzione di cui ho parlato poco fa, per la regia di Fulci, che sa giocare benissimo la sua partita dall'inizio alla fine, senza perdere il filo del discorso.
Questo è senza dubbio un film visionario, come anche alcuni suoi film, con questo film sa tenere lo spettatore sulla poltrona dall'inizio alla fine.
Florinda Bolkan, qui è protagonista del film, e interpreta una nobildonna che sogna il delitto di una sua vicina di casa, dalla vita dissoluta, il padre si autoincolpa dell'omicidio non appena riceve una telefonata  che intende svelare un segreto compromettente nella sua famiglia, ma il detective capisce da subito che lui sta coprendo qualcuno, ma di chi si tratta?
Un film avvincente dall'inizio alla fine, non annoia mai, è ricco di colpi di scena che arrivano quando meno te lo aspetti, come di solito fa questo grande regista da rivalutare, e se non l'aveta fatto fatelo, da queste parti è molto stimato dalla sottoscritta, che navigando tra i blog - soprattutto quello delll'amico Robydick - lo ha conosciuto e ha iniziato il suo percorso.
CULTISSIMO
Voto: 7




venerdì 21 giugno 2013

Il Grande Gatsby

Un altro gradito ritorno al cinema, ma questa volta come è successo con il suo precedente film Australia, che recensirò prossimamente, in cui ha richiamato Nicole Kidman, per Il grande Gatsby, tratto dal romanzo di Francis Scott Fitzgerald, ha ingaggiato Leonardo Di Caprio, che aveva già lavorato con lui in Romeo + Giulietta.
Sin dalle prime immagini si riconosce da subito lo stile eccesssivo, colorato e visionario del regista, che sembra essere tornato ai fasti della trilogia della tenda rossa, e ha raccolto con se un cast di attori strepitoso.
Inutile dire che il film mi è piaciuto vero? Ammetto di non aver visto la versione con Mia Farrow e Robert Redford - la recupererò molto presto - perciò mi limito alle sensazioni che ho avuto davanti a questo grande film.
Si perchè si tratta di un grande film, che Luhrmann racconta e personalizza alla sua maniera, prendendo sempre il suo stile postmoderno, e attualizzando la storia, la regia, i costumi, la scenografia curata da Catherine Martin moglie del regista, sono impeccabili.
Sembra che voglia tornare ai fasti dei film con i quali il grande pubblico lo ha conosciuto e lo ha ammirato, e allora imbastisce la sua visione del capolavoro di Fitzgerald.
E' la storia di un uomo che da povero, si costruisce una posizione diventando l'uomo più ricco della città, ma è anche un uomo innamorato, dell'indimenticata Daisy - Carey Mulligan, una dei giovani talenti recenti, qui è piuttosto sottotono, ma di solito questa ragazza sa regalare interpretazioni degne di nota.
Leonardo Di Caprio riesce a incarnare il mito di Gatsby, che grazie all'arguzia di Baz Luhrmann - ma non so se è presente nel libro che non ho letto - un uomo ambizioso, che pur di conquistare la donna che ama, riesce a diventare qualcuno, con una bellissima casa che sembra una reggia, dove si svolgono grandi feste i cui invitati vengono senza invito, tranne per il cugino di Daisy, che fa da ruffiano dato che la ragazza è sposata con prole con un uomo che la tradisce e non la considera.
Il vecchio amore risorge dalle ceneri e la scintilla si riaccende, ma ci saranno conseguenze terribili e inaspettate.
Bellissima la colonna sonora in cui c'è un duetto della canzone di Amy Winehouse Back To Black, cantata  da Beyonce e Andrè 3000 e tanti altri artisti vari, scelti da quel grandissimo regista che è Baz Luhrmann.
Voto: 8 stavolta è un otto pieno e credo che se lo merita.
IMPERDIBILE




Silent Hill Revelation 3D

Ritorno a Silent Hill, potrebbe chiamarsi così questo film, che in pratica non chiude il cerchio, ma svela importanti misteri legati a questa città la cui protagonista Sharon, è scappata creandosi una nuova identità e vive con il padre, ma ben presto nella nuova scuola che frequenta succederanno degli avvenimenti che la richiameranno nella inquietante cittadina, ma questa volta non può scappare come fa di solito, deve affrontare i suoi demoni e scoprire cosa si nasconde, ora deve liberare suo padre e cercare di uscire viva dalla demoniaca città.
Visto così si potrebbe dire che sia un film giocattolo abbastanza riuscito, e in parte lo è, ma non si può fare un film giocattolo senza rispettare le regole del genere horror di cui il videogioco originale era intriso, mischare generi non è da tutti e chi non conosce bene i meccanismi può pasticciare la trama.
Devo ammettere però che questo film non mi è dispiaciuto, anche se sinceramente ci sono film migliori, ma come film d'intrattenimento per un horror è limitativo anche perchè ha moltissime qualità che non vengono sfruttate a pieno, ed è un peccato.
Costruire film su cose come libri, fumetti o anche videogiochi mette il pubblico a confrontare la tua opera con quella originale ed è naturale e normale, e siccome al videogioco non ci ho giocato giudico solo il film.
Già il primo episodio ha fatto storcere il naso, questo secondo capitolo come di consueto molti film ormai, sfrutta la tecnologia del 3D ma in un horror il 3D che centra? Non centra niente, molte volte sono gli effetti speciali a rendere il film da interessante a pacchiano...ma si rendono conto i registi? Usate sto 3D in film dove lo si richiede, invece viene usato ormai su tutti i film, TUTTI QUANTI, cioè io posso capire che fanno effetto, ma è un effetto superfluo, bisogna incatenare il pubblico alla poltrona, riuscirò a trovare qualcuno che ci riesca ora?
Incrociamo le dita, e aggiungo il 3D non fa paura, ma le scene e le atmosfere SI.
Il film resta un giocattolo di intrattenimento che non aggiunge molto al genere horror anche se narrativamente non è male, ma poteva essere meglio con le atmosfere giuste.
Voto: 5 e stavolta sono stata buona.


martedì 18 giugno 2013

Dottor Creator Specialista in miracoli

Ed ecco un film targato anni ottanta, protagonista è un premio nobel che intende far rinascere sua moglie grazie alla clonazione di cui è perdutamente innamorato, a fargli da spalla ci sarà Boris - Vincent Spano - che si innamora di Barbara - Virginia Madsen - ricambiato.
Il timido e serioso professore ha una ragazza che gli corre dietro, perchè si è innamorata di lui ma lui è troppo preso dal fantasma della moglie per accorgersi di lei...intanto Boris e Barbara hanno deciso di stare insieme e il loro amore cresce a tal punto che vanno a vivere nella stessa casa, fino al giorno in cui a Barbara le diagnosticano una malattia...
Il tema del film è la ricerca dell'amore, della cecità di fronte ad esso, come capita al distratto e inconsolabile professore, che ce l'ha davanti ma è troppo cieco per vederlo, a Boris e Barbara invece capita il contrario, lei si ammala e rischia di morire, ma lui decide con tutte le sue forze di non spegnere il respiratore, e fa di tutto per farla tornare alla vita.
Una commedia brillante, divertente e coinvolgente che ti fa ridere e piangere allo stesso tempo, coinvolgendo lo spettatore in un turbine di emozioni che ti travolge dall'inzio alla fine...lo devo rivedere, dico così perchè questo è uno dei primi film che da ragazzina ho visto in tv e già allora mi è piaciuto moltissimo, ora l'ho recuperato e ho rivissuto le stesse emozioni di allora.
E' un film tutto da vedere, lasciandosi cullare dal ciclone emotivo di cui ho parlato poco fa, e fregandosene altamente se è un capolavoro o meno, guardatevelo perchè travolgerà anche voi.
Il film ha un cast di attori di tutto rispetto, bravissimo Peter O'Toole che risulta simpatico nel suo ruolo di professore attempato, lo seguono anche gli altri attori, Virginia Madsen, Vincent Spano e Mariel Hemingway.
In sostanza, un film piacevole, commovente, capace di farvi riflettere sul grande mistero dell'amore.
Voto: 7


Quello che so sull'amore

Ed ecco il nuovo film di Gabriele Muccino, il terzo girato in america, protagonista stavolta è il bel Gerard Butler, che interpreta un famoso calciatore ormai ritiratosi che diventa allenatore della squadra di calcio dei bambini.
Ma non solo, diventa l'attrazione di tante mamme dei bambini che vorrebbero conquistarselo o magari entrare nel suo letto.
Ora capisco che l'america da molte possibilità rispetto all'italia, e qui ci siamo, ma trapiantare il calcio - sport nazionale italiano - in america dove non se lo fila nessuno mi sembra un po' eccessivo, dato che lo sport nazionale a stelle e strisce è e resterà sempre il baseball.
Questa è una cosa di contorno, quello che non va nel film di Muccino è il suo essere patinato, e anche dimostrare di saper fare chissà che cosa mettendo un cast stellare nel film, cast che annovera nei nomi Catherine Zeta Jones, Uma Thurman, Jessica Biel, e Dennis Quaid.
Si può capire tutto, ma questo film sa di un opera in cui il regista ha giocato troppo al grande maestro, è pomposo, falso cerca la scena trasgressiva, ma questa puntualmente non si avvera, le mamme dei ragazzini che giocano a calcio sembrano tante signore che hanno l'immagine di brave mogli, che sono sessualmente soddisfatte, ed ecco che arriva il bell'allenatore, andiamoci tutti dentro...ma quando?
Questo il regista non te lo mostra, ma mostra tante femmine allupate che vogliono scopare ma lui che si potrebbe fare tutte ma puntualmente non lo fa perchè deve riconquistare l'ex moglie e deve ricostruire il suo rapporto con il figlio...
Cioè? Il film è tutto qui? In poche parole SI!!
Un film vuoto, dai contenuti discontinui e incerti, come se Muccino sia incapace di descrivere al meglio una storia e arricchirla di contenuti, è invece è un film superficiale frivolo e privo di emozioni.
EVITABILE
Voto: 3




domenica 16 giugno 2013

La Madre

Ecco un altro horror, questa volta incentrato su una figura fondamentale per ogni essere umano, la madre.
Più che un horror si tratta di un film a carattere psicologico, in cui le due bambine vengono ritrovate dopo anni, in stato selvaggio, chiuse in una casa e vengono adottate dallo zio, che con la sua compagna cerca di dare loro una vita normale, ma qualcosa di oscuro segue le bambine, ma di cosa si tratta? E' un entità che in un certo senso ha salvato le loro vite, dato che il padre dopo che ha ucciso la loro madre e due colleghi, voleva uccidere anche loro.
Le due bambine sembrano molto legate a questa figura, che sembra materna, come fare a scoprire di che si tratta e a far tornare le bambine nel mondo reale senza alcun trauma?
Evitate di definire questo film horror, che non lo è, prima di tutto perchè se dobbiamo fare una buona analisi al film nonchè anche una recensione, perchè una recensione fatta bene scopre pregi e difetti del film, possiamo dire che l'impatto stilistico è decisamente patinato, soprattutto all'inizio, c'è una forzatura soprattutto nella narrazione, la figura spettrale che si vede, soprattutto verso la fine, lo spettatore dovrebbe nelle intenzioni del regista essere preso di sprovvista, ma ottiene l'effetto contrario perchè prima di tutto lo si capisce subito dalle parole delle bambine, poi piano piano la cosa va sminuendo e si va a cercare l'effetto paura, qui il regista è incapace di creare l'atmosfera giusta di suspance e tensione.
Un horror tutto imperniato sulla psicologia, cercando pezzi qua e là, come se fosse incapace di narrare la storia, il film di per sè risulta superficiale, uno scatolone vuoto che sebbene avesse avuto buoni presupposti per essere un buon film, nelle opere del regista risulta tutto il contrario.
Un po' come quella persona che tira la pietra e poi la ritira, perchè?
In poche parole un horror che evita in tutti i modi scene di panico e terrore, ma questo non è un horror, non si può stilizzare la psicologia dei personaggi e limitarsi a quello, nell'horror devi creare la suspance, la paura, ciò che Andres Muschietti non fa.
Un film che non aggiunge niente al genere horror.
EVITABILE
Ps: Da oggi ho deciso di mettere i voti ai film, così è chiaro l'intento del mio parere :)
Voto: 3


sabato 15 giugno 2013

Ruby Sparks

Il ritorno della coppia di Little Miss Sunshine, ecco un altro film scritto da Zoe Kazan, nipote del celebre regista Elia, e interpretata da lei stessa con il suo compagno Paul Dano, che interpreta uno scrittore che ha avuto successo con il suo primo romanzo, ma poi l'ispirazione magica sembra averlo abbandonato.
Fino a quando non comincia  a sognare una giovane ragazza che gli fa scoccare la scintilla di nuovo e in questo modo costruisce una storia su di lei.
La ragazzi si materializza e il blocco dello scrittore sembra essere passato per Calvin, ma la storia comincia a incrociarsi con la realtà, fino al giorno in cui le cose si complicano e Ruby vuole la sua indipendenza...
Un altro film vincente per la premiata ditta Dayton-Faris, con uno script intelligente e due attori straordinariamente realistici e sinceri, il film è proprio incentrato su questa sincerità sottolineata dalla bravura di Paul Dano e Zoe Kazan, che sottointende il rapporto complesso e avvolte incomprensibile tra uomo e donna, sembra un film facile ma in fin dei conti non lo è affatto, perchè finchè Calvin manovra i fili del racconto va tutto bene, quando però Ruby comincia a sottolineare il suo punto di vista il rapporto si fa più difficile e complesso.
Il film sottolinea inoltre l'incapacità degli uomini a non dare per scontato un rapporto amoroso, a decidere il tutto e per tutto senza prendere in considerazione il punto di vista della donna, infatti per tutto il film è  sempre Calvin a decidere cosa deve succedere, lasciando che Ruby resti una spalla o meglio sia definita l'ombra di Calvin, ma ben presto le cose si complicano perchè l'amore non lo puoi manovrare, e lui imparerà a dare spazio alle emozioni lasciando libera Ruby?
Mai prendere le cose per scontate, ma al contrario dobbiamo lasciarle vivere in pace in modo che possano crescere accanto a noi senza alcun timore...e Calvin imparerà questo?
Tra il sogno e la realtà c'è di mezzo un abisso incontenibile, che solo persone dotate di cervello riescono a colmare, le cose vanno bene finchè è lui a decidere le azioni di Ruby, ma quando la palla passa a lei si fanno decisamente più complicate, lui non può decidere, deve imparare anche ad ascoltare, e poi chissà anche a crescere un po'.
Altrettanto bravi gli altri attori, che vanno da Antonio Banderas, e Annette Bening
Un film che è tutto un programma, da vedere, da collezionare o come volete voi, per me è
DA NON PERDERE
Buona Visione.







venerdì 14 giugno 2013

La Tregua

Il dramma dell'olocausto visto attraverso gli occhi di un grande regista italiano: Francesco Rosi, che ha tratto dal romanzo di memorie di Primo Levi.
La Tregua è il suo racconto preciso dell'esperienza che Levi fece ad Auschwitz, e ripercorre la lunga strada verso casa dopo la guerra, gli incontri che ha avuto, le amicizie nate subito dopo la guerra che gli hanno segnato in un certo senso la vita.
E' un film di speranza in cui nonostante tutto bisogna saper voltare pagina dopo una catastrofe terrificante quale è stata l'olocausto e andare avanti.
E non è facile tornare a vivere con alle spalle le torture subite, sono uomini in cui devnono fare i conti con la vita, e soprattutto ricostruire i loro affetti, i loro amori, e non è facile.
Francesco Rosi ha davanti un soggetto delicatissimo, riesce a raccontarlo con efficacia grazie alla regia stilisticamente impeccabile e l'interpretazione dei suoi protagonisti, primo fra tutti John Turturro, un attore di grande talento, che è capace di bucare lo schermo anche con semplici sguardi, e di cui sono una fan, solo per la sua presenza il film merita di essere visto, diciamo che è la ciliegina sulla torta che Francesco Rosi ha inserito furbescamente.
Il resto del cast  non è da meno, anche se io preferisco attori diversi hanno contribuito alla riuscita del film.
A proposito, a prima vista potrebbe non piacere perchè ha dei tempi lunghi, diciamo che è un film narrativo in cui si sviluppano i rapporti tra i personaggi, e spesso queste cose alla gente annoiano più di qualsiasi scena, questo è al tempo stesso il pregio ma anche il difetto del film, Rosi non ha saputo dosare bene gli ingredienti il film sarebbe stato un grande film.
Sinceramente mi aspettavo di più, va bene comunque è guardabile.
NON MALE MA SI POTEVA FARE DI PIU'


giovedì 13 giugno 2013

Killer Elite

Un film action, un opera prima, davvero niente male con un cast di attori di tutto rispetto.
Niente è mai come appare, soprattutto quando devi far fuori su commissione alcune persone per salvare il tuo amico.
La vendetta è un piatto che va servito freddo, e per Danny che si era ritirato dal lavoro di killer che svolgeva, e che ha deciso di cambiare, tornare al suo lavoro precedente è per una buona causa, salvare la vita di Hunter, il suo amico nonchè mentore; non sarà affatto un avventura facile, anzi...perchè  gli uomini che deve eliminare, fanno parte di una squadra clandestina chiamata uomini piuma, e quello che dovrebbe essere un lavoro pulito e cristallino si complica maggiormente...
Un opera prima che ricalca molto lo stile dell'esordio alla regia di George Clooney con Confessioni di una mente pericolosa, tratto dal romanzo di Ranulph Fiennes The Feather man.
Il cast di attori riesce a calarsi molto bene nelle parti, e con il regista riescono a creare molta tensione scena dopo scena.
Il film non è un capolavoro, ma neanche aspira ad esserlo, diciamo che è un buon prodotto di intrattenimento , molto curato e ben fatto, Gary McKendry sa come parlare al pubblico attraverso i dialoghi schietti e taglienti, e le scene al cardiopalma, personalizza inoltre il suo film, e sapendo che all'origine c'è un romanzo, fa si che la sua impronta resta impressa nella storia e soprattutto nei personaggi, con il risultato di avere davanti un opera che può tranquillamente stare accanto ai vostri film preferiti e non sfigura mai.
L'asso nella manica di McKendry è ovviamente Robert De Niro, che da un ottima prova di interpretazione e fa il suo porco lavoro di grande interprete, il resto del cast gli tiene testa riuscendo a creare empatia con il pubblico.
APPETITOSO


mercoledì 12 giugno 2013

Hitchcock

Volete sapere la genesi della lavorazione di Psycho? Il caopolavoro di Alfred Hitchcock, entrato nella storia del cinema e aggiunto ad altri film ne ha fatto il mago del brivido?
Non vi resta che guardare Hitchcock di Sacha Gervasi, che ne racconta l'idea, la lavorazione e le riprese, anche attraverso le donne che lo circondavano, dalla moglie, che è stata la prima a  spingerlo a girare psycho, alla segretaria, fino alle sue attrici, delle quali aveva una ossessione per il colore dei capelli e la delicatezza del volto.
Si narra anche di un certo rimpianto per Grace Kelly, attrice prediletta che per amore ha abbandonato il cinema, come fare  a sostituirla? Ci pensa una delle sue donne, la segretaria sempre attenta a nuovi volti cinematografici, e così Janet Leigh prenderà il posto di Grace, ma solo nel film.
Per tutto il tempo della lavorazione c'è una piccola ossessione che assale il mago del brivido, man mano che la lavorazione procede, viene assalito da paure sul personaggio del libro al quale psycho è ispirato, fino a sospettare della moglie che ha una relazione clandestina con Whitfield Cook, che l'aiuta a  corregge il copione, ma per girare il film, è disposto pure a scendere a compromessi, quali? Quello di ipotecare la casa e non spendere nulla in cambio di una percentuale sugli incassi.
Alla fine nonostante sia tampinato dai produttori, Psycho nonostante la distribuzione numerata, si rivelerà il suo maggiore incasso
Sacha Gervasi, dirige un buon film, supportato da un ottima interpretazione di un cast affiatatissimo, tra cui spicca il grande Anthony Hopkins, che sa interpretare il mago del brivido in maniera schietta  e sincera, copiandone pure i tic e le nevrosi, gli fa da spalla un cast di attori di tutto rispetto, che vanno da Helen Mirren, che interpreta la moglie Alma, Scarlett Johansson è Janet Leigh, Jessica Biel è Vera Miles, Toni Collette è la segrataria Peggie.
Un film che racconta il dietro le quinte di un capolavoro, un regista che si imbatte con la censura dell'epoca, del suo rapporto con le donne, sua moglie in primis, e delle sue attrici, un opera sincera e senza fronzoli, che non è affatto un biopic, ma una rilettura sul dietro le quinte di uno dei film entrati nella storia del cinema.
Sicuramente Gervasi adora Hitchcock, perchè il suo racconto è schietto, coaudiuvato da un realismo sincero e per nulla romanzato o fasullo, si racconta il mago del brivido, compreso il suo rapporto contrastante con la critica che fino all'arrivo della nouvelle vague, non gli ha dato il riconoscimento che meritava.
In conclusione se amate il grande Hitch, non potete perdervelo.
APPETITOSO.