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Big Eyes

Il segreto per apprezzare Big Eyes c'è: evitare di restare piantati in un solo genere cinematografico e osservare attentamente questo delizioso film.

In passato Tim Burton, soprattutto nella sua storia recente, non ha certo brillato di originalità, i tempi di Edward Mani di Forbice e Ed Wood, erano lontani e, sembrava fosse ormai chiuso nel suo eremo di regista quasi geniale che ha fatto la storia del cinema fantastico...mi sbagliavo.
Molti hanno storto il naso davanti a Big Eyes, perchè è un opera palesemente diversa dai suoi film che ci ha abituato a osservare.
Le persone non sanno guardare film soprattutto perchè se un autore fa un film diverso subito viene guardato con sospetto, io credo che Big Eyes, sia uno dei film più originali diretti da Tim Burton per quanto riguarda gli ultimi dieci anni.
Un opera stilisticamente molto curata, e palesemente misurata come questa non me l'aspettavo dal geniaccio di Burbank.
Non credo che il suo stile cinematografico se lo sia dimenticato, anche se in questo film che parla di una storia non gotica non centra assolutamente niente.
Qui si parla di Margaret Keane, una pittrice che si trova coinvolta in una causa con il marito avito scroccone, che firma i suoi dipinti facendo credere al mondo che non è stata lei a dipingere i quadri, ma lui.
Il gioco va avanti fino a quando non ci prende troppo la mano, e così è costretta dopo il divorzio a cercare di impossessarsi delle sue opere e convincere che il mondo che la vera pittrice è stata lei.

Dovrà lottare con le unghie e con i denti per far valere i suoi diritti, e non sarà di certo facile, anche se forse una mano gliela possono dare i suoi nuovi confratelli dei testimoni di geova.
Tim Burton spiazza il pubblico, come è già successo con Big Fish, da molti considerato il suo capolavoro assoluto, qui racconta la storia della sua pittrice preferita, con un opera dal sapore fresco e ispirato, assolutamente lontana dalle divagazioni commerciali in coppia con l'attore feticcio Johnny Depp - il loro vertice è stato il bellissimo Ed Wood del 1994 - per una volta lascia a casa l'amico per scegliere altri attori, Amy Adams e Christophe Waltz, per una storia più realistica, riuscendo ad essere allo stesso tempo sincero e finalmente personale, si allontana dal suo stile si, ma riesce a rendere poetica ogni scena, dimostrando una volta per tutte - come se ce ne fosse ancora bisogno - di essere ancora un grande regista, e scusate se è poco.
Naturalmente è un opera spiazzante, quindi se cercate il gotico, il dark allora ne rimarrete delusi, certamente non potete aspettarvi queste cose dalla biografia di una pittrice, guardate il film per come esattamente si presenta, senza aspettarvi il classico stile burtoniano, perchè qui il regista di Burbank, riesce ad essere molto ispirato e questa cosa non gli capitava da tempo.
Voto: 8

 

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