venerdì 27 maggio 2011

Canone Inverso

Questa è la storia di come avvolte il destino può far riunire sotto lo stesso tetto due persone, che poi diventano amicissimi per poi scoprire di essere figli dello stesso padre, non appena un violino, l'oggetto che hanno in comune viene estratto per suonare, i due giovani inconsapevoli sono Jano e David che hanno come punto in comune un brano chiamato canone inverso che la madre di Jano canta al piccolo e che David conosce perchè gli è stato regalato dal padre, i due giovani si incontrano all'accademia della musica e subito diventano amici, mentre Jano si innamora di Sophie una pianista ebrea - siamo ai tempi della seconda guerra mondiale - e che segnerà irrimediabilmente il suo destino, nonostante la ragazza sia sposata si innamora ricambiata  di Jano.
Il film inizia con l'asta di un violino in cui Un anziano signore è in competizione con una giovane per ottenere quel pezzo pregiato, come se volesse impossessarsi di un passato che lo ha segnato nel profondo a cui viene raccontato da Costanza una ragazza che gli chiede il violino...
Un amore, un amicizia, un segreto che viene rivelato a poco a poco attraverso le note di quel canone inverso che diventa la rivelazione di una verità che sconvolgerà impietoso le vite dei due amici che scoprono di avere lo stesso padre ma madri diverse, infatti Jano è figlio illeggittimo del padre di David, che per questo motivo il secondo lo escluderà dalla sua vita lacerato da un dolore che il tempo non rimarginerà e vedrà il suo culmine più doloroso durante il concerto quando le loro vite si separeranno per sempre...
Un film coinvolgente ed intenso, una produzione italo straniera per Ricky Tognazzi che dirige un opera talmente profonda e commovente da centrare al bersaglio al primo colpo, bravissimi tutti gli attori tra cui spicca Gabriel Byrne e Hans Matheson e Mélanie Thierry Canone Inverso è uno di quei film sottovalutati che fa piacere riscoprire, un piccolo capolavoro da collezionare consigliatissimo anche perchè non è da tutti i giorni avere pellicole italiane così interessanti e fatte bene, bravissimo Ricky Tognazzi alla regia, ottima la sceneggiatura di Graziano Diana e Simona Izzo, insomma collezzionatelo.

venerdì 20 maggio 2011

Rabbit Hole

Come dico sempre io, mai giudicare un film dagli incassi e dal successo, Rabbit Hole hanno detto che è un flop, invece è una delle pellicole più intense e più interessanti dell'anno.
Il merito è senza dubbio la semplicità con cui John Cameron Mitchell dirige questa pellicola, lontano dagli eccessi delle sue precedenti pellicole, in Rabbit Hole descrive la vita di una coppia dopo la perdita del figlioletto, Howie e Rebecca devono continuare a vivere convivendo con un lutto impossibile da accettare, compreso il dolore, la loro vita non è più quella di una volta, non si parlano quasi più, non hanno nemmeno più rapporti sessuali, da un bel po' di tempo, ed è proprio questa mancanza di comunicativa che accentua di più il dolore per la morte del piccolo.
Ma come è morto il bambino? Il bambino muore in un incidente, e Rebecca incrocia il ragazzo con cui è successo tutto e cerca di parlargli, e soprattutto cerca di capire le motivazioni, ma non cerca un colpevole, anche se nella scena più intensa del film quando Rebecca e Howie si sgridano l'uno con l'altra per la cancellazione del filmato del bambino che Howie guarda costantemente per tenere stretto a se il ricordo del figlio morto, ma mentre Howie vorrebbe il ricordo del bambino sempre dentro il suo cuore, Rebecca cerca di allontanare il ricordo per continuare a vivere, ma nonostante ciò dovrà confrontarsi con il suo dolore, in una delle scene più intense del film che è quella che ho preferito Rebecca schiaffeggia una donna perchè il bambino le chiedeva le merendine, la schiaffeggia perchè le dice di comprargliele e lei risponde lei è mamma? No, poi quando rivive l'incidente del bambino e finalmente scoppia a piangere.
Rabbit Hole è un film che merita tanto, tra i tanti motivi è la straordinaria interpretazione di Nicole Kidman che dopo il sopravvalutato Nine, offre un ruolo tra i più intensi e sorprendenti della sua carriera, non badate a quello che dicono i critici, qui Nicole è davvero bravissima, e avrebbe meritato almeno un riconoscimento, Aaron Eckhart la segue in toto, un attore che conoscevo già e che mi incuriosiva, con questo film mostra un suo lato davvero interessante, anche lui è molto bravo e sottolinea davvero molto bene il dolore del padre, per non parlare dello script, e del regista John Cameron Mitchell, un autore interessante di cui ho già recensito Hedwig, con questo film direi che ha centrato il bersaglio per colpire al cuore, in sostanza, un film tra i più belli usciti quest'anno, correte a vederlo ve lo consiglio, poi mi dite le vostre impressioni.

mercoledì 18 maggio 2011

American Psycho

Ennesimo film Thriller sull'onda Serial Killer, però questo film è tratto da un romanzo, American Psycho di Breat Easton Ellis, ambientato nel mondo degli yuppies anni ottanta, ed è proprio in questo vuoto che vive Patrick Bateman, interpretato da Christian Bale, che nonostante la buona interpretazione sembra davvero un pupazzo impomatato da miriadi di creme e lozioni che usa  per il suo aspetto fisico curato maniacalmente - notare la scena inziale del film da vero panico, casa anzi attico sulla central park west arredato modernamente, asettico - alla ginnastica mattutina, si inizia a concepire la psiche malata di questo giovane psicopatico, l'unico difetto se così si può chiamare è che la regista ne fa quasi un feticcio di Bateman, e lo spettatore rimane attratto dal protagonista.
Bateman se di giorno è un intransigente broker Newyorkese, di notte diventa uno psicopatico assassino...i paragoni con altre pellicoli migliori si sprecano, perciò American Psycho pur interessante non regala nulla di nuovo nel filone serial Killer ed ha un finale inaspettato e incomprensibile...peccato.
Nonostante ciò, il film si lascia vedere tranquillamente, però io al posto della Harron avrei osato maggiormente, magari con una traduzione più personale del romanzo di Ellis e avrei tratteggiato la psiche malata del protagonista, Christian Bale d'altro canto recita bene, lo script rimane forse il punto debole, ad esempio il personaggio di Willem Dafoe prima appare e poi scompare nel vuoto, ci sono parecchi buchi vuoti che sarebbe stato opportuno riempire per rendere ottima la pellicola, ma d'altronde succede questo quando i film sono tratti da romanzi.

lunedì 16 maggio 2011

Miglior film di François Truffaut...


Ecco qui il nuovo sondaggio della fabrica, secondo voi qual'è il miglior film di François Truffaut?
Ora tocca al padre della Nouvelle Vague Francese votate votate e ancora votate...

Source Code

Che sorpresa l'opera seconda di Duncan Jones, se con Moon si è rivelato la sorpresa, con Source Code non si smentisce, anzi dirige un film sorprendente, che incolla lo spettatore dall'inizio alla fine, e non è poco per un giovane regista.
Protagonista stavolta il bravissimo Jake Ghyllenhaal attorniato da Michelle Monaghan e Vera Faminga, in quello che sembra essere un thriller fantascientifico, per fermare un attentato ai danni di un treno, una corsa contro il tempo usando la tecnica del source code, che non è un semplice viaggio nel tempo, ma una nuova tecnica che permette di cambiare gli eventi vivendo un particolare momento, ed è quello che succede al pilota Colter Stevens, che si risveglia di colpo su un treno non capendo come ci è arrivato, egli dovrà avventare un attentato, e per farlo deve rivivere il momento esatto da quando si sveglia fino a quando esplode il treno, lui deve evitare l'esplosione del treno, in un crescendo di tensione ricco di colpi di scena, non scade mai nella  noia, anzi ha il pregio di intensificare la curiosità nello spettatore, e non è facile di questi tempi con film di fantascienza preconfezionati stile Michael Bay, Jones da la sua impronta precisa al film, utilizzando la tecnologia che verso la fine si rivelerà una sorpesa, sorpresa che non vi dico perchè dovete vedere il film per scoprirlo.
D'altronde Jones dimostra talento, cosa volete  di più?
Correte a vederlo.

Miglior film di Stanley Kubrick è...2001 odissea nello spazio



E il vincitore è...rullo di tamburi,
2001 ODISSEA NELLO SPAZIO
Il film di fantascienza diretto da Kubrick è il miglior film di questo grande regista per i lettori della fabrica dei sogni, 2001 odissea nello spazio ha rivoluzionato la fantascienza al cinema, finalmente un film di fantascienza adulto, innovativo, tratto dal romanzo di Arthur C. Clarck, uscito nel 1968, all'inizio non fu molto capito, col tempo è diventato uno dei capolavori della storia del cinema, molto presto ci sarà una recensione su questo film.

Ecco una delle scene più celebri click

Rosemary's baby

Se ci possono essere semplici parole per descrivere Rosemary's baby sarebbero un horror che rasenta la perfezione, niente è lasciato al caso, un condominio pieno di vecchietti amorevoli, a cui ti affideresti ad occhi chiusi, avvolte questi vecchietti sono persino invadenti per compiacerti, per darti una mano, gentilissimi e amorevoli, ma sembra troppo perfetto per essere vero, il marito di Rosemary, Guy, è un attore che dopo l'incidente di colui che ha ottenuto il ruolo da protagonista in un film ottiene la parte, dopo che l'attore che è stato scelto al suo posto diventa cieco, eventi sinistri sembrano circondare la coppia sotto il loro naso, ma non si accorge di nulla, finchè una sera dopo che la donna ha mangiato una mousse dallo strano sapore cade in una sorta di trance dove vede i suoi vicini, prima in una barca per intraprendere un viaggio, poi quelle stesse persone la coricano in un letto dove un mostro la possiede, ma cosa è successo? Chi è quel mostro? Dopo un po' di tempo la vita per Rosemary's cambia notevolmente i capelli si accorciano, indossa la collana, insomma diventa un tuttuno con il piccolo mondo di quel condominio, ma solo in apparenza, ben presto si accorge di essere incinta, e tutti quanti i condomini, compresi i simpatici vecchietti che sono loro vicini di casa, si prendono cura di lei, e le fanno bere uno strano miscuglio, ma il suo corpo inizia ad avere strani cambiamenti, ha delle strane occhiaie, è dimagrita, e ha dei dolori addominali piuttosto strani, la donna vuole andare da un medico, ma tutti glielo sconsigliano, consigliandole solo di bere quella specie di pozione se si può chiamare così...la realtà che scoprirà piano piano, sarà agghiacciante, i vecchietti amorevoli in realtà nascondono qualcosa di malefico, di oscuro, e sarà come entrare in un vortice da cui uscire sarà impossibile...
Roman Polanski dirige il suo capolavoro assoluto secondo il mio parere, un film che non ha nessuna scena impressionante, ma che trasmette angoscia e tensione da far venire la pelle d'oca sin dalle prime inquadrature, la paura come si può trasmettere allo spettatore in un film senza nessuna scena impressionante? Semplice con la psicologia, con i vestiti color confetto, con l'aspetto rassicurante, dei vecchietti amorevoli a cui daresti fiducia senza pensarci due volte, è così che il male agisce? Si agisce esattamente così, il finale incredibile non lascia respiro allo spettatore, Polanski da grande regista qual'è usa la telecamera per sottolineare il tutto, l'angoscia della protagonista, quel mondo tanto perfetto ma che perfetto non è e che cela chi è il padre del bambino che Rosemary aspetta? Satana ovviamente, il marito alla fine le dice che ha fatto un patto col diavolo per ottenere fama e successo, in cambio ha dato un figlio per ripagare di cio' che ha ottenuto unendosi ad una specie di congrega satanica. DA COLLEZZIONARE ASSOLUTAMENTE!!!


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