mercoledì 29 febbraio 2012

Una Tragica Scelta - Inhale

Ci troviamo di fronte a un film sul drammatico traffico degli organi umani, dove una coppia, di cui lui è medico, deve salvare la vita alla propria figlioletta, che necessita di un trapianto di polmoni, ma il tempo stringe, e stare fermi alla lista d'attesa significa che la bambina rischia di morire, cosa si può fare? Una soluzione c'è, un trapianto illegale, ma la corsa contro il tempo è rischiosa e piena di insidie, il giovane medico all'inizio è riluttante all'idea, ma quando si accorge che non c'è nessun altra possibilità per salvare la piccola allora accetta sotto consiglio di una dottoressa, dopo aver saputo che un professore ha fatto un trapianto illegale, ma andare in quei luoghi prima di tutto è fare i conti con chi vive nella povertà, ma sarà un bambino a dargli una mano, un tipino alquanto sveglio che conosce la strada e soprattutto l'uso delle armi, dovrà confrontarsi persino con dei brutti ceffi, alla fine scoprirà una realtà alquanto dura e dolorosa, che gli farà prendere una decisione difficile e complicata, ma però sarà quella giusta...
Komàrkur dirige un film asciutto, notevole, la sua telecamera vira e guizza sui volti degli attori, per fare toccare lo stato d'animo dei protagonisti allo spettatore, il mondo confortevole non esiste più a confronto con il mondo che il giovane medico conoscerà e con cui si confronterà, il suo obiettivo è salvare la vita di sua figlia, e per farlo è disposto a tutto, ma questo tutto ha un limite, come vedrete voi nel film, se i medici hanno preso l'organo in maniera illegale, lui prende la difficile decisione di rifiutare quell'organo, pur rendendosi conto che questa scelta segnerà la fine della vita di sua figlia, ma la vita si rispetta, qualsiasi vita si rispetta, prelevare un organo da un donatore consensiente è una cosa, ma prelevarlo da una persona che non ha dato il suo consenso è omicidio, alla fine salverà la vita del bambino a cui è stato tolto l'organo illegalmente, perchè per questo motivo lui ha preso la difficile scelta, per salvare una vita, se quella di sua figlia non può essere salvata, si salva quella di quel bambino, è una decisione tragica, difficile, ma è quella giusta, non si può recidere una vita umana, per salvare un altra vita umana.
Un film intenso ed emozionante, come ho detto prima è adrenalinico, la mdp riesce a scivolare nella storia quasi come lo spettatore si trovasse in mezzo ai protagonisti, ne senti tutti i dettagli, le emozioni, i palpiti, lo scandire dell'orologio che segna il tempo che rimane che è sempre di meno, la tensione che cresce, il dolore tutto, e Komàrkur grazie alla sua regia accurata, ci fa comprendere il dolore dei protagonisti, rendendoci parte del film, che è girato in maniera documentaristica, e viscerale, il regista non perde tempo in inutili sentimentalismi e lo dimostra scena dopo scena.
DA COLLEZIONARE.


martedì 28 febbraio 2012

L'aldilà, e tu vivrai nel terrore

Come disse l'amico Robydick, nel suo blog, che ormai frequento e sono praticamente di casa dato che gli mando pure le recensioni nella sua recensione de L'aldilà Fulciano, di cui è un fan del regista, il genere di film è un genere che piace a molti, e tra quei molti oltre a Robydick, mi sono aggiunta anche io, questo è il secondo film che vedo di Fulci e mi ha sorpresa molto, è abbastanza splatter, un film per stomaci forti vi avviso, però ne vale la pena di vederlo, Lisa una giovane ragazza eredita un antico albergo e lo vuole restaurare per portarlo in uso, ma durante i lavori di restauro, cominciano a venire degli strani incidenti, perchè? Cosa è successo di tanto inquietante in quell'albergo? Le risposte non si fanno attendere molto, anche grazie all'arrivo di una ragazza cieca, che cammina sempre accanto a un cane, che la invita ad andare via, a non aprire quell'albergo, ma Lisa non ascolta la ragazza cieca, e quando cambierà  idea sarà ormai troppo tardi, ma che cosa è successo in quell'albergo di tanto sinistro? Cosa è accaduto di tanto inquietante? Nell'incipt virato di seppia si può ricostruire l'inquietante passato dell'albergo, che è una delle sette porte dell'inferno, che è stata aperta nel lontano 1927 grazie all'omicidio di un pittore che era in realtà il guardiano della porta per mano di una folla inferocita perchè era sospettato di praticare la magia nera, questo avvenimento ha segnato l'apertura della porta dell'inferno, l'apertura dell'albergo causerà eventi inquietanti, come la rianimazione dei morti, che invadono il mondo dei vivi e che i vivi devono praticamente scappare per potersi salvare la vita, ma non c'è e non ci sarà via di scampo, molte persone moriranno, e sarà una catena di delitti che scatenerà un effetto domino, che intrappolerà tutti quanti.
Terzo e ultimo capitolo della trilogia della morte, che è uno dei migliori film di Fulci, uno dei migliori horror, procede la scoperta del cinema di genere italiano, di cui Fulci è un degno esponente, dirige un Horror con la H maiuscola, di quelli che ormai noi delle nuove generazioni ci sognamo di vedere al cinema, un capolavoro, tanto inquietante, quanto splatter, davvero disturbanti le scene di cavatura di occhi, o la scena dei ragni, e la scena che da inizio al film, Fulci non si risparmia e dirige una pellicola che riesce a tenere alta la tensione e a impaurire lo spettatore, centrando intensamente il bersaglio.
Ci troviamo di fronte a una vera e propria opera d'arte cinematografica, e per chi ama il cinema di genere non è roba da poco, l'aldilà è un capolavoro proprio perchè riesce a calare lo spettatore nel terrore, come dice il titolo del film e tu vivrai nel terrore, e il terrore lo si vive, dall'inizio alla fine, senza possibilità di ritrovare la luce nulla.
CAPOLAVORO.





lunedì 27 febbraio 2012

Sirens - Sirene

Questa recensione è dedicata a Marika, un amica che mi ha consigliato di vedere questo film.

Film che è uscito sull'onda del successo di Quattro matrimoni e un funerale, e diretto da John Duigan, con protagonista la bellissima Elle McPherson, modella soprannominata The Body, che qui ha messo 5 chili in più al suo fascino, Tara Fitzgerald, Sam Neil e Portia De Rossi, è una commedia innoqua, che dovrebbe raccontare di un pittore blasfemo, che nei quadri rappresenta erotismo e religione, uniti in un connubio di sensualità che non è adatta alla chiesa, Hugh Grant, va a trovare il pittore Sam Neil, tra l'altro il migliore attore del gruppetto, e lui e la moglie, resteranno conquistati dalla sensualità dell'ambiente.
Bene, la trama è tutta qui, detto così verrebbe di avere di fronte l'ennesimo film provocatorio e pruriginoso, e invece ci troviamo di fronte a una commediola piuttosto pudica, come se Duigan gettasse la pietra dalla mano, ma non ha il coraggio di andare fino in fondo alla provocazione, non si fa altro che parlare, parlare, e ancora parlare ma quando non si ha il coraggio di osare finisce tutto, ed è un peccato perchè il film poteva essere si un opera provocatoria, ma anche interessante, restano le scenografie bellissime e originali e anche le attrici, che sono molto sensuali, e rendono il film piuttosto accattivante, ma c'è troppo poco per renderlo davvero appetitoso, Duigan non ha il coraggio e la voglia di osare, e si perde dietro discorsi pseudointellettuali, che poco hanno a che fare con la sensualità del tema della storia...Peccato.


domenica 26 febbraio 2012

Duel

Steven Spielberg, per la sua pellicola d'esordio dirige un opera asciutta, magistrale, che fa capire subito allo spettatore di che pasta è fatto, non sceglie la più classica delle fiabe con cui negli anni si farà conoscere, ma va subito al sodo, con una pellicola ad alta tensione, un piccolo film passato anche alla televisione, che racconta di un automobilista inseguito da un camion apparentemente senza motivo, sarà l'inizio di un incubo che non avrà una fine facile, non appena si incrociano per strada, i due si sfidano ad un duello, senza esclusione di colpi, ma chi è che guida il camion? Perchè ce l'ha con lui? Questo non lo sapremo mai, ma possiamo intuirlo, sarà un fantasma? Un demone? per tutta la durata del film allo spettatore non è dato sapere chi perseguita quell'incauto o meglio dire quel ingenuo automobilista che doveva solo ritornare a casa sua dalla sua famiglia, si avverte il pericolo ad ogni scena, in cui sembra che questo signore crede sia finita, e invece non è finita per niente, perchè il camion non molla la presa, finchè la vittima designata non muore, chi la spunterà?
Un film che  è un gioco ad incastri, un opera a basso costo, con cui Spielberg getta le basi per la sua carriera futura di cineasta geniale, tanto che anche Fellini lo loda come pellicola, un film fatto con pochi mezzi, allora il cinema si faceva così, ma che tiene alta la tensione e fa rabbrividire lo spettatore dall'inizio alla fine, un ottimo thriller, un grandissimo thriller che vira verso l'horror puro, perchè non sai chi è che guida quel camion e soprattutto non sai cosa vuole da te, il nostro amico dovrà prendere tutte le sue forze per contrastare colui che lo vuole uccidere, e sarà una battaglia senza esclusione di colpi.
Per me che adoro Spielberg è stata la prima volta che lo vedevo ed è stata una  vera e propria sorpresa constatare che con un esordio, sia stato capace di dirigere una pellicola spiccia, semplice, ma che riesce a inquietarti con poche e semplici scene.
Ed è ancora di più sbalorditivo, constatare, che un giovane regista, venticinquenne, sia riuscito a girare un film con pochi fronzoli che è stato capace di entrare degnamente nell'olimpo del grande cinema.
CAPOLAVORO.




sabato 25 febbraio 2012

Colpo di Fulmine, il mago della truffa

Il titolo originale è I love you Philip Morris, ed è una love story gay incentrata su un poliziotto, Steven Russell (Carrey) un perfetto marito, che si scopre gay, e che da allora comincia a truffare la gente, e tra un imbroglio e l'altro, la polizia si mette sulle sue tracce e riesce a catturarlo, in prigione conosce e si innamora di Philip Morris (McGregor), quando esce fa di tutto per raggiungere il suo amato, e sarà questo rapporto che nonostante sia un truffatore cambierà per sempre la sua vita, riuscirà Philip a rimetterlo in riga?
Il film è divertente, e vede Jim Carrey nell'insolito ruolo di gay, con cui si mette alla prova riuscendoci alla grande.
Un film incompreso, che alla sua uscita ha persino subito dei tagli e il cambio di titolo in italia cambiando il senso della storia, da I Love you Philip Morris a Colpo di fulmine il mago della truffa, modificando il vero senso della storia, ma sono cose che accadono in italia per permettere maggiori incassi, cercherò la versione originale per capirne il senso vero, parlando del film Jim Carrey e Ewan McGregor sono fenomenali, e la loro presenza vale la visione del film, tutto il resto è offuscato dalla loro bravura, si nota anche la bravura di Carrey, nell'interpretare un personaggio insolito alla ricerca di se stesso, e della persona giusta da amare, infondo lo facciamo tutti quanti, cerchiamo la nostra strada, nell'attesa di prendere quella giusta, e quando la troviamo facciamo di tutto per tenercela stretta, messaggio ripeto smorzato nella versione italiana, un po' troppo alla commediaccia per ridere che per far riflettere su una persona che ha scoperto la sua omosessualità  e cerca di viverla senza disturbare nessuno, il bello del film sta tutto qui, nella passione che segnerà la vita di Steven e Philip, in cui si dice sia una storia vera.
In conclusione, un film appetitoso, intrigante da collezionare solo per vedere la bravura dei suoi protagonisti e se siete fans accaniti di Jim Carrey e/o Ewan McGregor.



venerdì 24 febbraio 2012

Il Curioso caso di Benjamin Button

La prima volta che l'ho visto ho storto il naso, lo devo ammettere, era ancora in sala e mi ha lasciata sconcertata, ne scrissi un articolo sui film in uscita dove non diedi un parere lusinghiero, ora però sono passati 3 anni dalla sua uscita, eppure in questa seconda visione, mi resi conto che la lentezza con cui la pellicola si svolge, è perfettamente sincronizzata alla storia, perchè lo scorrere della vita è lento, e lo spettatore deve capire che se si vuole raccontare la storia di una vita, deve farlo con la consapevolezza che ciò che sta guardando è la vita di un essere umano fuori dal comune, un uomo nato vecchio che anno dopo anno ringiovanisce per poi morire allo stato di neonato, è una storia che ho rivalutato perchè è lontana mille miglia dal tipo di cinema che normalmente guardiamo noi spettatori comuni, la coppia Pitt/Fincher ritorna e lo fa con una grande storia, una storia sul senso della vita, bellissimo l'inizio quando Benjamin viene al mondo con la vecchiaia addosso, con cataratta e problemi annessi, per poi piano piano ringiovanire, crudelissima la scena dell'abbandono paterno - poteva mancare il momento di intolleranza verso il diverso? - assolutamente no, ed è una scena straziante che addosso ti mette angoscia e compassione, ma non tutti i mali vengono per nuocere, anche Benjamin troverà una famiglia, in una coppia di colore che lo crescerà come fosse figlio loro, qui incontrerà molte persone che piano piano, giorno dopo giorno, lo accompagneranno lungo l'arco della sua vita, ma per una vita che scorre al contrario, scoprirà anche che le cose per lui si muovono al contrario rispetto agli altri, bellissima la scena in cui incontra colei che sarà una delle persone più importanti della sua vita Daisy - interpretata da Cate Blanchett in un ruolo insolitamente dolce e romantico - di cui si innamorerà e sarà lei a leggere a sua figlia la storia di Benjamin Button che non vi dico il finale altrimenti farei uno spoiler grande come una casa.
Dico solo che è un film che a seconda visione mi ha sorpresa molto, perchè la vita è un avventura, e la sua parlo ovviamente di Benjamin è stata una avventura meravigliosa vissuta al contrario, cose che avvengono solo nella fantasia, ma che rasentano la magia e la speranza o forse l'illusione di poter spirare in pace tra le braccia di una persona che abbiamo amato tanto, il centro del film è l'amore, quello materno, quello infantile, quello sessuale, quello romantico, descritto in maniera reale, data l'eccezionalità e la fantasia della storia, forse anche per far riflettere l'uomo sul senso stesso della vita, di ogni vita, menzione speciale va al grandissimo specialmente in questo film Brad Pitt, che offre un interpretazione matura e coinvolgente, Fincher ha per le mani un film un po' complesso, ma crede fermamente nella sua storia e lo dimostra a ogni inquadratura, è un film ricco di spunti sull'amore e la tolleranza, sulla rinuncia, e se guardate il film capirete di cosa sto parlando, un film tutto da vedere, per riflettere sul mistero dell'amore e della vita.
DA COLLEZIONARE.






Good Morning Vietnam

Goooood Morning Vietnaaaaaaaaaam, è con questo urlo che Adrian comincia la sua trasmissione radiofonica sulla stazione radio del fronte vietnamita, e che sarà la compagnia di soldati che combattono, e sarà anche la rivelazione dello straordinario talento di Robin Williams, uno degli attori più famosi di tutti i tempi e anche uno dei più amati.
Alla regia c'è Barry Levinson, con cui tornerà a lavorare con Williams nel bellissimo e sottovalutato Toys, questo film è la loro prima collaborazione insieme, che dire, è un film fantastico, un film che parla soprattutto della speranza, in un momento tragico nella vita degli esseri umani come la guerra, il conflitto contro una popolazione, da parte di una nazione come l'america che vuole conquistare il vietnam, come ho detto prima è una storia di speranza, e quella speranza è la voce di Adrian (Williams) che con la sua voce e soprattutto il suo spirito e il suo umorismo, tiene compagnia ai soldati, rendendo il fronte un po' meno tragico, le voci alle radio possono essere questo e altro, soprattutto se vogliono parlare di cose tragiche o della verità che ci sta dietro la guerra, Williams offre un interpretazione superlativa, e fa conoscere alle masse il suo enorme talento, sia nel far ridere che nella recitazione. Adrian è il personaggio cardine del film, il fulcro centrale della storia e si dovrà confrontare anche con l'amicizia quasi impossibile con un giovane vietnamita, per poi scoprire che tutto ciò in cui credeva, e che i valori come la tolleranza e l'amicizia, sono spazzate via dagli ideali fanatici di un gruppo di terroristi, si vede l'angoscia, la tristezza del nostro protagonista, e il suo arrendersi di fronte all'evidenza dei fatti, tutti sentimenti che Williams riesce benissimo a tradurre nello schermo, ma di fronte alla guerra non esiste l'amicizia, esiste solo un illusione che viene spazzata via dagli ideali, questo cambierà profondamente Adrian, e soprattutto il suo modo di vedere le cose, ma non cambierà affatto la voglia di migliorare le cose, che lui ha sempre portato avanti durante la trasmissione, cosa che i capi della radio non ammettono, anche perchè le notizie devono prima passare a setaccio, prima che vengano passate alla radio dai cittadini, meglio coprire ciò che la gente non può sapere, questo fa si che Adrian entri in conflitto con coloro che gestiscono la radio, ma alla fine vincerà lui e il suo umorismo, ampiamente richiesto dal suo pubblico.
Uno dei migliori film di Levinson, che è un atto d'accusa contro la guerra e contro l'intolleranza che ne causa, un grido di speranza, uscito dalla bocca di un attore straordinario come Williams.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


giovedì 23 febbraio 2012

The Aviator

In ogni film Scorsese, mette qualcosa di eccezionale, anche in The Aviator si avverte questa fiamma, con la sua regia impeccabile e soprattutto un cast d'eccezzione, tra cui spicca anche Leonardo di Caprio che con bravura interpreta Howard Huges, magnate playboy, proprietario di una compagnia aerea, e con la passione per il cinema.
Non è certamente il miglior film di Scorsese, siamo anni luce da capolavori come Casinò Quei Bravi Ragazzi, Taxi Driver, o L'età dell'innocenza eppure, si riesce ancora a scorgere la sua capacità di stupire il pubblico, certo stiamo parlando di un biopic, e ci sono sempre presenti gli stereotipi del biopic, come il rallentamento di certi particolari che sarebbero stati meglio se fossero narrati più che filmati, ma come sappiamo Martin è un virtuoso della macchina da presa, anche se devo ammettere, che gli attori, avvolte sembrano macchiette, soprattutto John C Reilly, che anche nel suo ruolo si trova spesso impacciato,  ma più che un film d'attori - da Scorsese non me lo aspetterei mai un film d'attori, ma al contrario un film d'autore - è un film più incentrato sulla presenza un po' ingombrante di Huges, che Di Caprio interpreta divinamente, forse è una presenza un po' eccessiva, dato che in molte occasioni appesantisce l'opera in se, ma va da se, questa pesantezza, che forse è uno dei difetti del film, si tratta comunque di un biopic, non possiamo di certo parlare di altri personaggi, viene surclassata dall'abilità di Scorsese di far capire il personaggio di Huges, un uomo pieno di manie, vittima di crisi ossessivo-compulsive, che è stato capace di creare tanto, e di essere bigger than life, un genio, ma come dice un vecchio proverbio, nessuno è perfetto, tutti abbiamo i nostri difetti, che vengono descritti in maniera specifica, forse un po' ossessiva, ma il personaggio E' ossessivo di per se, quindi lo spettatore si trova davanti un colossal, girato magnificamente - eh beh alla regia c'è Scorsese, non un novellino qualunque - forse eccessivamente lungo, un po' narcisistico, ed è questo uno dei grandi difetti di The Aviator, il narcisismo con cui viene raccontata la storia.
In conclusione, nulla da dire sulla tecnica registica, e sul suo protagonista, un film non necessariamente brutto, in giro c'è di peggio, che se non fosse per il narcisismo con cui scorsese ha girato l'opera sarebbe stato un grande film, in effetti c'è troppa carne al fuoco, ma forse è così che deve essere descritto un personaggio come Huges, resta comunque un opera interessante, non ai livelli dei precedenti film che hanno fatto grande Scorsese, ma si gran lunga, un buon prodotto di intrattenimento.
NON MALE.





mercoledì 22 febbraio 2012

K-19

Kathryn Bigelow, si confronta con il film di genere bellico e fa subito centro, questo film indipendente, che è il più costoso film indipendente mai girato è un opera di straordinario impatto visivo, ed emotivo, possiamo defiinirlo un ottimo film, coaudiuvato da un cast eccezionale, tra cui spiccano Harrison Ford e Liam Neeson, visivamente lontano dal film che le darà l'oscar, ma emotivamente intenso per quanto riguarda la narrazione, anche se devo ammettere che gli attori, hanno più l'aspetto da americani che da russi, potremmo definire il punto di vista americano su un fatto realmente accaduto in russia, o meglio ai russi, che poi hanno deciso di mantenere il più stretto riserbo su quegli avvenimenti.
Tutto è pronto per l'immersione del sommergibile, per una esercitazione, che serve a dimostrare agli americani quanto sia potente l'armamento nucleare russo, ma le cose peggiorano quando si rischia la fusione del nocciolo, che rischia di far scattare gli armamenti, con il rischio di scoppio di una guerra mondiale, il capitano deve far fronte al suo coraggio e alla sua determinazione purchè questo non avvenga, fa immergere il sottomarino, cercando con rischi immensi di morte per l'avvelenamento delle radiazioni dei suoi uomini di riattivare il refrigeratore, ma servirà a poco anche se apparentemente ce l'hanno fatta, le cose peggiorano ulteriormente quando devono chiedere aiuto e soccorso ad altri, e il capitano non ne vuole sentir parlare di chiedere aiuto agli americani.
Kathryn Bigelow dirige il film con il consueto pugno duro, e si nota ad ogni inquadratura, non perdendo mai di vista il plot narrativo, infatti più della tecnica registica si nota la narrazione visiva che la Bigelow decide e forse è per questo che il film al botteghino non ha incassato molto, ma resta comunque il fatto che risulta una pellicola emozionante e coinvolgente, che riesce a tenere alta l'attenzione dello spettatore dall'inizio alla fine, bravissimi Ford e Neeson, nei ruoli del capitano e del suo vice che si scontrano su tutto, ma è pur sempre un espediente necessario allo svolgimento della storia.
Un film imperdibile, un opera asciutta, e amara, diretta da una regista ancora più in gamba che del solito, non è un film facile e Kathryn lo sa benissimo, ma spinta da una ispirazione e da una cura nei dettagli infinita, riesce laddove qualcun altro rischierebbe di fallire.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.




Una notte da leoni

Doug, Phil, Stu e Alan sono un quartetto di amici che per festeggiare l'addio al celibato di Doug, vanno a las vegas, fin qui tutto bene, solo che il mattino dopo si trovano disorientati, perchè hanno trovato la stanza dove alloggiano completamente devastata, in bagno c'è una tigre, in un altra stanza un neonato e uno di loro si ritrova senza un dente, cosa è mai successo la notte prima? I nostri amici dovranno ricordare ciò che è effettivamente successo la notte precedente, in una rocambolesca avventura non priva di colpi di scena e di situazioni e personaggi completamente fuori di testa.
Un film di una goliardata pazzesca e ricca di scene divertentissime, come quella dei cinesi che devono rimediare il denaro che è stato loro rubato per restituire Doug, ma loro non sanno che Doug è rimasto sul tetto dell'albergo dove alloggiavano per una scommessa tra di loro, alla fine si scoprirà durante i titoli di coda cosa è successo sul serio, non dopo che tutti i nodi sono venuti al pettine, nei titoli di coda ci sono le foto ricordo della notte goliardica che hanno passato.
Una commedia che è tutta un programma per una serata divertente ma soprattutto, se volete farvi delle sane risate, Phillips, non è certo un autore di culto, ma con questa pellicola svolge un ottimo lavoro di regia, coaudiuvato da un cast di attori piuttosto a suo agio con il plot della pellicola.
Come ho detto prima il film è divertente, spensierato, lo spettatore comprende che i nostri eroi l'hanno fatta grossa, ciononostante, li segue, perchè le ricerche per ricostruire l'accaduto sono ancora più fuori di testa che la notte in cui sono stati insieme a cazzeggiare per l'addio al celibato, riusciranno a trovare Doug e a sbrogliare il complicato incippo prima che il loro amico si sposi?
Un film che è tutto un programma, come un piccolo giallo per rimettere i tasselli a posto e riordinare le cose, ve lo dico subito, non sarà facile...
In conclusione, una buona pellicola, di quelle che quando le guardi ti diverti sempre perchè è girata soprattutto per divertire, e questo si nota dal primo all'ultimo fotogramma.
ACCATTIVANTE.


martedì 21 febbraio 2012

Intervista a Manuel L Boleyn

Ecco l'ennesima intervista, stavolta è un grande amico che si è sottoposto alla mia intervista ci conosciamo da tempo e ha voluto partecipare anche lui all'iniziativa ecco cosa ci racconta
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Nickname: Manuel L. Boleyn
Racconta con parole semplici come è iniziato il tuo amore per il cinema: Ho sempre avuto la passione del Cinema. Forse è quasi una tradizione familiare. Da bambino mio padre lavorava in un cinema e lì ha avuto l'opportunità di potersi fare una grande cultura cinematografica tanto da fargli amare il cinema in età adulta. Molti dei film che amo adesso sono suoi consigli. E sicuramente non è mancato, durante l'infanzia, l'acculturamento anche da parte di mio nonno. Credo che però il vero amore per il Cinema sia maturato in adolescenza, quando grazie ad un amico ho iniziato ad approfondire i grandi capolavori. Forse è da quel momento che ho cominciato a pensare che il mio futuro sarebbe stato all'insegna del Cinema...


Primo regista preferito? Sicuramente colloco al primo posto l'Uomo (con la U maiuscola!) che mi ha fatto amare il puro Cinema: François Truffaut. Inutile nascondere che sia il mio regista preferito, in assoluto, pur riconoscendo la bravura e l'eccezionalità di altri autori che sono a suo pari e oltre. E' più un fattore sentimentale, in questo caso. Credo che Truffaut sia stato il regista che più ha condizionato la mia vita.
Ora elenca tutti gli altri registi che ti piacciono: Jean-Luc Godard, Elem Klimov, Larisa Shepitko, Lars Von Trier, Ingmar Bergman, Carl Theodor Dreyer, Robert Bresson, Charlie Chaplin, Marco Bellocchio, Francesco Rosi e molti, moltissimi altri.
Elenca i film della tua vita: Al primo posto metterei "Le due inglesi" di François Truffaut che sicuramente è quello che più si avvicina al mio concetto di opera cinematografica che un giorno mi piacerebbe poter offrire a un pubblico (si sogna troppo, sì). Aggiungo inoltre capolavori come "Persona" di Bergman, "Au hasard Balthazar" di Bresson, "Pierrot Le Fou" di Godard, "L'ascesa" di Larisa Shepitko, "Ordet" e "La passione di Giovanna d'Arco" di Dreyer, ma la lista sarebbe troppo lunga!


Elenca 5 film che vorresti consigliarci, per una futura recensione alla fabrica: Spero di poter leggere un giorno qualche recensione in più su film che vengono, purtroppo, troppo poco notati. Parlo dei film di Larisa Shepitko e di Elem Klimov (che ahimé anch'io, grazie a una persona cara, ho conosciuto troppo tardi e che sto pian piano approfondendo). In particolare mi riferisco a "L'ascesa" della Shepitko e a "Va e vedi" di Klimov. Ma molti sono i capolavori che purtroppo vengono ignorati dalla massa e per questo subiscono un trattamento non dissimile dalla damnatio memoriae. Andate oltre e concedetevi ai film che non arrivano nel nostro Paese!


I film che sconsigli: (Tutti i gusti sono gusti, accettiamo qualsiasi cosa, perchè il bello è crescere con la conoscenza e scambiare opinioni) 
Come dici tu, i gusti son gusti, quindi sconsigliare un film mi risulta alquanto difficile. Inutile dire di stare alla larga dei filmetti stupidi sfornati dall'attuale Italia e dalla modernissima Hollywood (mi riferisco in particolare alle commediole stupide). Vorrei azzardare adesso, e sconsigliare i film stupidi che hanno successo e vengono acclamati dalla critica senza alcuna motivazione; esempio lampante è il "Somewhere" della Coppola che a mio parere è da buttare nel cesso (parlando con tutto rispetto).

 
I film che odi a priori: Non vorrei ripetermi, ma le attuali commediole su cui investono migliaia di euro e dollari sono sicuramente da evitare per salvaguardare il futuro del Cinema. Non parliamo poi dei continui thriller e horror coperti da un alone di trash che supera l'immaginazione dell'umano...


I tuoi Guilty Pleasures?: (Ovvero film che piacciono solo a te ma che la maggioranza dei critici ha stroncato, hehe ce li abbiamo tutti i peccatucci nascosti)
Esatto, tutti si concedono i peccati, è vero. Il mio peccato più grande è sicuramente "Lolita" di Adrian Lyne. So che a molti può fare storcere il naso ma sicuramente lo preferisco al "Lolita" di Kubrick che è stato in grado di stravolgere un capolavoro della letteratura senza saperne cogliere il senso, la poesia, il significato. Non che il film di Lyne sia migliore ma sicuramente il rapporto presentato in quella pellicola è molto più somigliare a quello descritto nel libro che (leggetelo se non lo avete fatto) è pura poesia.


I film che vorresti vedere ma ancora non hai visto? Mi vergogno ma ancora mi manca gran parte dei film di Bresson, Chaplin e autori gigantissimi del cinema occidentale e non.

Henry pioggia di sangue

Un Cult, uno di quei film che davvero sorprende per come sono stati girati, un piccolo oggetto tratto da un fatto realmente accaduto che colpisce per la potenza e la forza delle immagini, diretto da un autore all'esordio e interpretato da un attore interessante come Michael Rooker.
Dimenticate il classico thriller o horror incentrato su un serial killer, questo film è completamente diverso, anzi direi che è l'opposto dei classici film a cui siamo abituati, preparatevi ad assistere alla lucida analisi della psicologia di un assassino, e delle sue manie, dei suoi complici, e non da ultimo del suo mondo.
Non è un film facile, tutt'alpiù non è facile la visione, non c'è la polizia, non ci sono inseguimenti o scene d'azione, lo spettatore si trova faccia a faccia a dover guardare un serial killer e a comprenderlo, a capire, a osservare le sue gesta, i suoi perchè, qui non ci sono misteri da risolvere, ma solo una spietata messa in scena di un omicida, come se il film fosse il documentario della sua vita e della sua follia omicida, nonostante si nota il coraggio del suo autore, che ha tratto il film da un fatto realmente accaduto il serial killer nella realtà si chiamava Henry Lee Lucas qui potete leggere la sua biografia, il film non è altro che la sua confessione così come l'ha rilasciata alla polizia, la pellicola si basa solo su questo, quindi non possiamo sapere con esattezza se questa è la verità o sono bugie, nonostante ciò risulta molto affascinante e sconvolgente dal punto di vista emotivo.
Film girato con basso budget, quindi in maniera indipendente, mostra un McNaughton particolarmente intrigante sul punto di vista narrativo della storia, si incentra più sui personaggi che sulla tecnica cinematografica centrando in pieno il bersaglio che vuole colpire.
CULT.


lunedì 20 febbraio 2012

Non è un paese per vecchi

I Fratelli Coen girano Non è un paese per vecchi e vincono l'oscar per il miglior film, ma questa è una notizia superficiale, ma che sottolinea la definitiva consacrazione del duo di autori cinematografici di Minneapolis, che dirigono un film pieno d'azione con un killer spietato interpretato da Javier Bardem, anche lui vincitore dell'oscar, direi che è un quadretto perfetto, per la confezione non trovate? Ma dentro la confezione c'è la sostanza, e soprattutto il talento di due straordinari autori che ho scoperto per caso, e che film dopo film mi hanno conquistata cominciando a seguirli con passione ad ogni uscita cinematografica, il top per me resterà sempre L'uomo che non c'era con cui mi hanno conquistata entrando a far parte dei miei registi preferiti, in scena qui abbiamo una valigetta piena di soldi, uno sceriffo che la vuole tenere per se e che innescherà  un effetto domino su tutti i protagonisti, e un killer psicopatico dalla pettinatura impropria che uccide chiunque gli capita a tiro perchè è alla ricerca di QUELLA valigetta, chi vincerà? Tutti e nessuno, perchè non si può fare i furbi coi soldi degli altri, ma allo stesso tempo non si può giocare con le vite degli altri, ma come in un opera di Raymond Chandler, e come la rivistazione sopra le righe di questi due artigiani della settima arte, c'è poco da stare tranquilli, se li conoscete bene capirete di cosa sto parlando.
Superlativo Javier Bardem, particolarmente fuori testa con la pettinatura che si ritrova, sembra un automa senza coscienza, nè identità, guai a finirci davanti, dietro, o accanto, ci rimetti la pelle, ed è inutile cercare vie di fuga perchè lui dovunque ti trovi ti prende e ti fa fuori, il suo obiettivo è quella valigetta, e non esiste niente e nessuno che può fermare la sua follia assassina, lui deve avere quella valigetta, la otterrà?
Il finale aperto suggerisce che il nostro sceriffo sa il fatto suo, ma non dico molto per non rovinarvi ulteriormente la sorpresa, ma vi dico una cosa, in tutta la durata del film si nota la maturità, il talento dello script di due autori capaci di rinnovarsi a ogni pellicola, e il che non è poco, anzi, è un punto a loro favore, un vantaggio.
I Coen costruiscono un Thriller sopra le righe vincendo FINALMENTE l'ambita statuetta, era ora, anche perchè da estimatrice del duo di Minneapolis, e soprattutto dei loro film ne sono rimasta contentissima, ma va da se, Joel e Ethan sono due autori fantastici, quindi se squadra vincente non si cambia, loro sono l'esempio più adatto.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


domenica 19 febbraio 2012

The Artist

All'epoca del 3D, sembra sia quasi impensabile fare un film muto, anche dirigerlo, eppure Hazanavicius, regista dal cognome impronunciabile, ha accettato la sfida, risultato? Un grande grandissimo film, prima di tutto ci tenevo a dire che l'opera in se è una riflessione sul nostro passato e su cosa è stato il cinema, poi cosa più importante, una riflessione sulla comunicazione, non è facile fare un muto e gli attori protagonisti ci riescono benissimo a farlo, con semplici espressioni del viso o del corpo, è il loro corpo a parlare e avvolte il corpo esprime più di mille parole le emozioni e i sentimenti, cosa fondamentale ci sono due scene in cui il sonoro incombe minaccioso su George Valentin, interpretato da un bravissimo Jean Dujardin, candidato all'oscar per questo ruolo, nella prima scena quando gli oggetti cadono e si sente il rumore, e verso il finale, ma qui non dico nulla per non rovinarvi la sorpresa, ma andiamo al film, che racconta, di una star del cinema Valentin appunto, che è un vero e proprio divo del cinema, un giorno Peppy Miller, una bellissima e giovane ragazza, si avvicina a lui per una foto, di colpo divengono la  coppia di divi più ricercati dai produttori, ma una minaccia incombe, l'arrivo del sonoro, mette a rischio la carriera di tanti altri attori, mentre Peppy Miller, diviene ancora più famosa, e ancora più ricca, un vero idolo per le platee, George invece rifiuta l'avvento del sonoro andando in rovina, e qui c'è la parte migliore del film, la perdita del successo, il confrontarsi con la povertà, con la grande depressione, con la sconfitta, con l'abbandono delle persone che ti stanno vicino, qui Dujardin da un interpretazione intensa, lui è capace anche di commuovere anche con un semplice sguardo, e l'unico che gli sta accanto è il cagnolino, che sarà la sua ancora di salvezza, per tornare ad avere fiducia nel prossimo, e Peppy? Anche lei innamoratasi di George, cerca in tutti i modi di salvarlo e di farlo tornare agli antichi fasti, sfidando persino i produttori, che ormai non credono più in George.
Hazanavicius, dirige un film fatto di emozioni, di malinconia, di sconfitta e di coraggio, ce ne fossero tanti film come questo al cinema, infatti è un opera ispirata, semplice, che fa conocere allo spettatore odierno, pippato di film fracassoni, il valore del nostro passato, quello fatto di cose semplici come l'amore, e la fiducia in se stessi, non sono molti i film così e lo devo dire, è un piccolo ma grande capolavoro, la sua regia non è mai invasiva, anzi rispetta i canoni dei muti degli anni venti con un innovazione in più, fare vivere chi guarda il film lo spettatore come fosse un personaggio del film stesso, questo film è un opera d'arte.
CAPOLAVORO.


sabato 18 febbraio 2012

Shame

Ecco un piccolo film da consigliare, Shame, che alla recente mostra di venezia ha vinto il premio per il migliore attore per Michael Fassbender, eccolo qui, Michael, gran bel ragazzo ma anche gran bravo attore, e qui è superlativo, la sua è un interpretazione coi fiocchi davvero, un ruolo ben recitato che anche con pochi dialoghi soprattutto nel bellissimo incipt, dove c'è un gioco di sguardi con una ragazza dai capelli rossi, segno di seduzione per attirare la sua attenzione, ma chi è il giovane? Il giovane si chiama Brandon, in apparenza ha tutto ciò che si possa desiderare dalla vita, un ottimo lavoro, una bella casa, bei vestiti, soldi, insomma non gli manca niente, ma c'è un lato oscuro nella sua vita, e qual'è? E' un sex addicted, ovvero un sesso dipendente, la sua vita, i suoi rituali vengono descritti dallo stesso regista in maniera sincera come se noi osserviamo la sua vita senza scendere in inutili giudizi, la guardiamo, la osserviamo, e poi scusate se lo dico ma ho letto di tutto, film porno, film con scene spinte etc etc etc...io nego assolutamente che sia un film così anche perchè è un film che mi ha lasciata sorpresa, soprattutto in questo periodo della mia vita, un film sul vuoto interiore, sulla incomunicabilità, sul rifugiarsi in una dipendenza, piuttosto che vivere la vita come una qualsiasi persona normale, sull'incapacità di esprimere gli affetti anche con la propria sorella, che arriva a casa sua sconvolgendo il suo equilibrio, e la sua vita.
Sono tutti e due persone fragili, alla ricerca di un equilibrio, che ahimè non troveranno mai, Brandon è alla ricerca di qualcosa, forse d'amore, e quando si presenta l'occasione è la prima volta nella sua vita, fa cilecca, eh si, quando deve fare vero l'amore fa cilecca, mentre quando deve scopare - e si diciamocelo - è un montone pronto a caricare qualsiasi femmina disponibile pronta a saziare il suo appetito, tra seghe di nascosto nel bagno al posto di lavoro, perchè quando ti prende la voglia non ci può niente e nessuno a farti capire che non è il posto adatto per consumare il tuo appetito incontrollabile, al navigare in internet nei siti porno per alimentare e consumare una dipendenza che lo rinchiude ancora di più in se stesso, nella bellissima scena in cui Sissy canta New York New York, si nota l'imbarazzo e la sua fragilità, e nel litigio che  poi culminerà in un finale che non vuole essere da happy end, ma vuole fare aprire gli occhi al pubblico.
Bravissima Carey Mulligan, il ruolo di Sissy è tanto centrale quanto complesso, e lei la interpreta talmente bene, in modo naturale, eh si Carey non delude mai, neanche con questo film.
In conclusione evitate di credere a tutte le cavolate che si leggono su questo film, VEDETEVELO perchè ne vale davvero la pena, un film sull'incomunicabilità e sulla freddezza della solitudine causata da una dipendenza scritto e diretto così bene che merita davvero tanto.
DA NON PERDERE.



venerdì 17 febbraio 2012

Millennium uomini che odiano le donne

Dalla saga Millennium, che si è conclusa con La regina dei castelli di carta, e che ben presto la trilogia sarà presente alla fabrica, ecco il remake americano del primo capitolo, uomini che odiano le donne.
Con questo film inizia la rassegna monografica dedicata a questo regista, oggi è il turno della sua ultima pellicola, uscita da pochi giorni nelle sale, ho visto anche il film originale, di cui questo anche se è remake non ne scalfisce l'ombra, anzi, è un film a parte.
E per un regista che è al suo primo remake direi che confrontarsi con una pellicola di successo è sempre un rischio, che lui ha accolto dirigendolo secondo la sua visione, dando personalità all'opera, che, tralasciando il romanzo che non ho letto, è tutt'altro che superficiale, è  un opera interessante.
La pellicola originale era piuttosto coraggiosa, in questo film manca la scena d'amore lesbo tra lisbeth e la sua ragazza, Fincher ha voluto concentrarsi più sui contenuti oltre che con la personalizzazione dei personaggi come ha fatto il regista della pellicola originale.
Personalmente mi sono piaciuti Rooney Mara e Daniel Craig, anche se nella pellicola originale gli attori che interpretano i loro ruoli li ho trovati più coinvolgenti nelle loro interpretazioni.
Una pellicola che è un giallo incentrato su una famiglia che ha oscuri segreti, i cui componenti non si parlano più, vivono separati distinti, forse a causa della scomparsa di Harriet, tanti anni fa, di cui non si sa se la ragazza sia morta, perchè è sparita del tutto, allora il patriarca Henrik Vagner, chiama il giornalista Mikael Blomkvist, che lavora alla rivista Millennium, a investigare su quanto è accaduto parecchi anni prima a sua nipote, le ricerche si fanno dense e difficili, e più avanti vanno le indagini, più si scoprono gli scheletri nell'armadio e alcuni versetti della bibbia legati a degli omicidi, le cui vittime sono delle donne, si scava, e si ricerca, ma la soluzione è assai difficile da trovare, l'unica soluzione è affidarsi a Lisbeth Salander, una Hacker, che in passato si è intrufolata nel pc di Mikael, lui le fa una proposta, e lei accetta, ma anche Lisbeth ha una storia tragica alle spalle, il suo tutore muore e viene rimpiazzato da un avvocato che abusa di lei, ma lei è pronta a dargli una lezione che non dimenticherà tanto facilmente, insieme si mettono sulle tracche di Harriet, e scopriranno una verità raccapricciante.
Rispetto al film originale ci sono scene che non sono presenti nel film diretto da Niels Arden Oplev, Fincher decide di concentrarsi più sul succo che anche sui personaggi, dando una impronta più hichcockiana al film che di per se è un pregio da non trascurare, la sua regia tiene testa allo spettatore catturando la sua attenzione dall'inizio alla fine, il che non guasta mai, e per un remake direi che è più un pregio che un difetto.
In conclusione, un ottimo film con un cast di attori che sanno tenere alta l'attenzione, menzione speciale a Stellan Skarsgard, attore svedese, che qui interpreta un membro della famiglia Vagner, che in apparenza è molto disponibile ad aiutare Mikael ed è un personaggio importantissimo per scoprire la verità della scomparsa di Harriet.
DA COLLEZIONARE.


Abduction riprenditi la tua vita

E lo devo dire, su internet questo film è stato massacrato dalla critica, e ora tocca a me massacrarlo, che bel gioco massacrare film, ma se il film in questione è tendenzialmente idiota che ci posso fare io? Allora Singleton che in passato ha diretto opere come four brothers che era un film ben riuscito, ora ci casca, e si mette a brache calate per fare un film su commissione, per cosa direte voi? Ma certo vi dico io, per fare un film incentrato su Taylor Lautner, sapete quel bel tenebroso che interpretava il licantropo in twilight? Ecco lui, si in tutto è un film costruito su misura per le fan in astinenza forzata da twilight? Forzata? Ma se Twilight esce si e no ogni anno? Bah fatto sta che questa pseudocopia mal riuscita di film di spionaggio e d'azione che a confronto se lo pappano in un boccone, persino l'ultimo capitolo di Mission impossible recentemente visto con Tom Cruise è molto meglio di questo, questo film apparte la recitazione pessima degli attori, è di  un vuoto assoluto, ma cosa vorrebbero fare un alto the bourne identity in versione teenager in crisi d'astinenza? Peccato, un vero peccato per attori a dir modo sprecati in questo film come Maria Bello e Delmort Mulroney, ma che ci fanno in questo film? Mah quando i film sono fatti per i soldi, e non per amore dell'arte cinematografica i difetti sono sempre più grandi dei pregi e si notano a ogni inquadratura e a ogni scena, mi verrebbe di rispolverare i film di...no no no ma che sto dicendo, neanche mi piace Michael bay e poi con questo film non centra un fico secco, ritornando alla recensione, un film pessimo, coaudiuvato da un regista in fase critica e da un cast di attori in cui primeggia e dovrebbe essere la star ma è soltanto un carciofo Taylor Lautner, basta, ho detto tutto, qui mi fermo, e sono stata buona...hehehe si fa per dire ovviamente!!!
La trama è una brutta copia di Bourne, ed è incentrata su un giovane che vede su un sito internet la foto di quando era piccolo, e scopre di essere stato rapito, ma ci sono criminali che gli danno la caccia e dovrà fare di tutto per impedire loro di ucciderlo e cosa più importante dovrà scoprire chi è, ci riuscirà? Se lo volete vedere fate pure....io ne sconsiglio la visione.

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