venerdì 26 ottobre 2012

Ribelle - The brave

Ehilà che abbiamo qui? Una nuova eroina? Una principessa ribelle? Un personaggio curioso e intrigante? Ma si dai, anche se le principesse ribelli devono fare i conti con le persone che amano e soprattutto imparare cosa è importante nella vita.
Riuscirà la nostra eroina a capire che è fondamentale la figura della madre? Anche con le sue regole rigide, la sua disciplina e il modo di educare la figlia? E riuscirà questa madre a capire la natura diversa di sua figlia, al punto tale di accettarsi per quello che sono?
La Disney Pixar offre un film d'animazione imperdibile per tutt gli appassionati del genere, presentando un eroina caparbia ma tenace e allo stesso tempo tosta. Questa eroina è capace anche di entrare nel cuore del pubblico, in cui si identifica facilmente; ma c'è qualcosa che rende il film magico: una fiaba. Nell'epoca del 3D è difficile riuscire a fare centro, questo film mette in risalto  l'aspetto magico, rendendo la tensione drammatica  molto coinvolgente e tenendo alta l'attenzione del pubblico.
Abbiamo di fronte un piccolo gioiellino da non perdere, non fatevelo scappare perchè guardarlo ne vale veramente la  pena; dopo Shreck merita un posto di riguardo, anche se spero non faccia la sua fine.
Magia, coraggio, passione, avventura, in un film d'animazione, aggiungiamoci pure il 3D ma tenendo presente la caratterizzazione dei personaggi con uno script brillante e coinvolgente, ma manca qualcosa a questa eroina, la capacità di accettare e farsi accettare, ci riuscirà?
Alla fine la parola chiave di ogni essere umano è l'amore, beh se i presupposti sono questi comprenderete che questi personaggi, dalla nostra protagonista, ai suoi fratellini birbanti, al padre bonario, e infine alla madre, riescono a centrare il bersaglio con la loro presenza.
Il film nonostante il 3D ha una regia efficace, che punta subito al bersaglio che si vuole colpire, conosce i personaggi e li narra con una semplicità senza pari, e di questi tempi un film del genere è più unico che raro.
DA NON PERDERE.


venerdì 19 ottobre 2012

Comunicazione urgente

Ragazzi scusatemi, in questo periodo lo vedete che non sono molto presente nel blog, a causa problemi familiari, sono incasinatissima, per questo scrivo con il contagocce, cercherò dalla prossima settimana di ripristinare le normali apparizzioni sia delle recensioni, che delle rassegne, è giusto stare sereni e tranquilli nella vita qualsiasi cosa accada, dopotutto, è solo un periodaccio, non vi preoccupate, io comincerò a scrivere regolarmente dalla prox settimana, ma in questa ho migliaia di cose da fare, chissà magari ricominciare a scrivere mi aiuterà anche a distrarmi da tanta paura. Grazie a tutti per l'attenzione.


venerdì 12 ottobre 2012

Mary Shelley's Frankenstein

Nei primi anni novanta andava di  moda la rilettura di classici horror, sapete quelli che uscivano negli anni d'oro di hollywood, come il Dracula portato sullo schermo da Francis Ford Coppola che lo aveva pure diretto. Qui Coppola, produce soltanto, alla regia troviamo un giovanissimo Kenneth Branagh, che in una pausa delle sue interpretazioni Shakesperiane si misura con l'horror. Ed è un horror di peso questo che  ha scelto, nonostante le critiche negative all'uscita, piuttosto incomprensibili diremmo oggi, il film si è guadagnato ben presto il titolo di cult, grazie all'immensa interpretazione di De Niro, che dona alla sua creatura l'umanità e la rabbia che nell'originale di James Whale mancava. Beh, l'ho detto subito che era un horror di peso no? A confrontarlo col classico di Whale, che si distanziava dall'opera letteraria di Mary Shelley. Questo film invece non vuole fare una brutta copia del capolavoro che ha segnato la storia del cinema, e Branagh sapendo la fama del predecessore, ha pensato bene di dirigere un opera secondo la sua personale visione: ma questa volta rispettando il romanzo originario di Mary Shelley. E chi altri poteva interpretare la creatura se non  Robert De Niro? Per il ruolo di Elizabeth è stata scelta Helena Bonham Carter, allora compagna di Branagh e Ian Holm per il ruolo del padre.
Qual'è il migliore tra i due film? E' impossibile fare confronti, non chiedetemelo neppure, perchè questa è un opera a se stante che vive di vita propria.
Ognuno può preferire o questo o l'altro film, personalmente li ho apprezzati entrambi; anche se l'opera di Whale resta terrificante di per se, il suo Frankenstein terrorizza perchè è un automa senza coscienza, mentre questa nuova versione, con De Niro come protagonista, che parla, si muove, ragiona, ed è privo di bulloni come noi siamo abituati grazie al famoso predecessore.
Che sia una creatura con una coscienza lo si capisce dalle inquadrature, un prometeo moderno, un essere che non ha chiesto di vivere, frutto di esperimenti di uno scienziato esaltato che non esita ad abbandonarlo quando si accorge - troppo tardi - che ha commesso un abominio. La sua cieca ambizione lo invita ad ottenere quel riconoscimento che brama, senza contare le conseguenze dell'ira della sua creatura, che distruggerà le vite delle persone che ama per vendicarsi.
E' una creatura umana, cosciente, non un automa, il tutto viene accentuato da un ritmo incalzante che ne accentua la drammaticità della storia. Per qualsiasi giovane regista misurarsi col capolavoro di Whale sarebbe stato un suicidio, soprattutto se è un autore che non ha mai toccato il cinema di genere. Branagh ci riesce notevolmente, facendo una sua versione di Frankenstein, più vicina al romanzo, ma regalando emozioni e tensione ad ogni inquadratura, e non è poco. Nonostante sia un remake, la pellicola a tutt'oggi risulta originale.
DA NON PERDERE.





mercoledì 10 ottobre 2012

Fantasmi da marte

John Carpenter punta sempre in alto, è un autore ambizioso e talentuoso che col tempo ha dimostrato coi fatti, e non con semplici parole che è capace di toccare anche altri generi, riuscendo sempre ad imprimere la sua impronta personale in qualunque pellicola.
Fantasmi da Marte ne è l'esempio lampante. Raccontato in flashback dalla protagonista che è stata testimone dei fatti, ne narra l'avventura terribile che ha avuto una volta sbarcati su marte lei e la sua squadra.
Si imbatteranno in una folta di guerrieri minatori che li faranno fuori a uno a uno. Sono ostili e hanno diversi poteri, tra cui quello di possedere come fantasmi i corpi umani e con questo controllare pure le loro mosse.
I nostri eroi non hanno possibilità di vincere la battaglia contro questi marziani, e l'unica cosa che possono fare è salvarsi la pelle, ad ogni costo, e per riuscirci ingaggiano anche i prigionieri che sono le uniche persone capaci di tener testa ai marziani, tra di loro c'è la donna che ha liberato questa forza, esattamente come un vaso di pandora...
Fantasmi da Marte è un altro gradino alto che si aggiunge al ricco carnet di una filmografia ad alti livelli, che non sempre ha il riconoscimento che merita soprattutto in america.
Ma andiamo al dunque, ecco l'analisi sincera di un piccolo gioiellino di fantascienza e soprattutto horror che merita un posto di riguardo nella vostra videoteca.
Con questo film John Carpenter si conferma un autore con la A maiuscola. Non sono semplici parole, anche se sono di parte essendo una fan di Carpenter da ormai dieci anni, ma con questo film dimostra un padroneggiamento nella regia che rende coinvolgente la visione del film, scena dopo scena, ogni tassello è costruito come una scatola cinese che avvince dall'inizio alla fine, e scusate se è poco.
Da sottolineare anche l'apparizione di Pam Grier e di Clea Duvall che con il resto del cast regalano una recitazione sopra la media: persino Ice Cube, con il suo personaggio risulta accattivante e figo.
Insomma per dirla con poche parole, un film con le palle, che avvince e coinvolge lo spettatore, particolarmente ricercati anche gli effetti speciali, ma il meglio si ha nelle scene di lotta tra i minatori marziani e gli umani, ce la faranno i nostri eroi a salvarsi la pelle? E chi riuscirà a salvarsi dalla carneficina?
Non vi resta che visionare il film.
DA NON PERDERE


domenica 7 ottobre 2012

Polisse

E' un film difficile, lo dico fin da subito. Guardare Polisse è come ricevere un pugno e uno schiaffo. La regista Maiween Le Besco, comprende le difficili tematiche che il film tratta, e cerca di essere allo stesso tempo efficace e realista.
E di realismo ne tratta fin troppo bene questo film, come ho detto prima non è un film facile, ma di sicuro si fa apprezzare per l'assoluta sincerità e semplicità con cui è girato. Un altro tassello che si aggiunge al nuovo cinema francese che è rinato dall'anno scorso? Direi proprio di si.
Il film tratta le difficili vite del corpo di polizia squadra protezione dei minori, che ogni giorno si devono imbattere in casi di difficile soluzione le cui vittime sono proprio loro: I bambini.
Bambini abusati, sessualmente, picchiati, ragazze scappate di casa, piccoli spaventati, che si vedono strappati dalle braccia della propria madre perchè non li può fare mangiare.
Si vedono i poliziotti che devono cercare le soluzioni migliori e le più indolori, per tutelare quei bambini che troppo spesso sono soli ad affrontare problemi più grandi di loro, alle prese con padri che li violentano, li picchiano, che abusano di loro psicologicamente; e non è sempre facile trovare le soluzioni più adatte. Allo stesso tempo conosciamo le loro vite, i loro amori, i loro problemi, tutti documentati da una mdp sempre presente, quasi portata a spalla da una regista vicinissima ai suoi interpreti. Maiween è una regista di talento e scommetto che risentiremo parlare di lei, la sensibilità con cui affronta questo film è disarmante, quasi palpabile, è impossibile non restarne conquistati e non commuoversi.
Un piccolo film dedicato ai più piccoli, ci voleva una regista di grande umanità per dirigere una storia del genere e Maiween ha tutte le carte in regola per riuscirci.
Maiween, che interpreta una fotografa nel film, insieme al suo compagno che fa uno dei poliziotti di cui si innamora, si perchè dentro questo film c'è anche l'amore, ma soprattutto ci sono i volti di quei bambini che devono affrontare scelte dolorose, e parlare di traumi che sono più grandi di loro. Quando dovrebbero soltanto prendere una bambola e giocarci, o una macchinina e fare le corse, questi bambini sono costretti a raccontare di abusi subiti, ma tutto questo e per far giustizia e punire i colpevoli.
Un film doloroso, spietato ma anche lucido nel raccontare il lato oscuro dell'infanzia, così come non appare negli spot pubblicitari o nei cartoni animati. E' una realtà inquietante e crudele allo stesso tempo, ed è raccontata con lucida sensibilità da una giovane regista sorprendente.
Un altro piccolo gioiello dal nuovo cinema francese, da recuperare se non l'avete ancora visto.
DA NON PERDERE.




Grosso Guaio a Chinatown

Per molti è un film minore di John Carpenter, eppure, anche se un po' sottotono rispetto ai film precedenti questo film mi ha divertita e non poco.
E' il periodo nero di Carpenter, e il fantastico non è un genere per il quale è famoso, di solito è un regista horror, ma si sa le sperimentazioni avvolte sono necessarie; che questo film sia un piccolo oggetto di culto da rivalutare? Forse si, forse no, di sicuro c'è della passione che la si nota dalla prima all'ultima scena, una voglia di stupire il pubblico con qualcosa di originale e intrigante.
Protagonista il suo attore feticcio Kurt Russell, che si trova immischiato suo malgrado in un grosso guaio, hanno rapito la ragazza del suo amico cinese che gli deve i soldi, come fare per salvarle la vita? E cosa nasconde il sobborgo di Chinatown di tanto misterioso da rapire una ragazza cinese dagli occhi verdi? Il nostro eroe dovrà affrontare un milione di pericoli, sia per salvarsi la pelle, sia per aiutare il suo amico a liberare la ragazza. Ad affiancarlo ci penseranno una giornalista che lavora quasi sempre dietro le quinte, e un avvocatessa con la quale è scoccata la scintilla...le cose peggiorano quando viene rapita anche l'avvocatessa a causa degli occhi verdi, riuscirà il nostro eroe a salvare tutte le ragazze e a sconfiggere il cattivo? Che poi è un demone che vuole finire un rito cominciato diversi secoli fa...tra inseguimenti mozzafiato, colpi di scena e sequenze spettacolari, John Carpenter dirige il suo primo film fantastico. Nonostante ciò, ritengo che sia un film coraggioso e divertente, certo non è ai livelli di altri suoi film, ma è comunque un film tutto da scoprire. Soprattutto per comprendere le tante variazioni di generi  cinematografici di un autore di cinema alle prese con il genere  horror, vederlo alle prese con un film d'azione e fantastico è una cosa intrigante.
Resta comunque un opera minore della filmografia di John Carpenter, anche se meriterebbe una rivalutazione.
APPETITOSO.


venerdì 5 ottobre 2012

Il Concerto

Sono pochi i film che sanno dare forti emozioni, i più esagerano pure trasformandosi in pacchiani polpettoni senza filo logico. Ci sono film invece che sanno leggere dentro il cuore della memoria: come appunto questo, Il Concerto.
Non è un semplice film, bisogna assaporare il gusto della musica, ma bisogna capire l'emozione di rispolverare un passato che torna prepotentemente a chiedere il suo prezzo. Un passato la cui memoria è ancora viva, ma celata dalla vita di tutti i giorni. Un direttore d'orchestra, che è stato costretto a interrompere il suo concerto ai tempi della seconda guerra mondiale, ha la possibilità di riunire i vecchi amici per terminare quel concerto. Ci saranno rivelazioni, verità, segreti e bugie celati dentro un passato doloroso che esploderanno durante quel concerto, con una violenza dolorosa e lacerante. Una scena tra tutte è quella di quando la ragazza suona il violino, e si legge nel passato la stessa scena poi interrotta tanto tempo prima, l'emozione della violinista è palese, palpabile e ti tocca il cuore nel profondo. Impossibile non commuoversi davanti a tutta questa passione ed esplosione di emozioni. Emozioni che sono ben calibrate da un regista che sa come  dosarle, centrando in pieno il suo bersaglio.
Il dolore del passato, l'emozione vibrante di sentire la musica suonare ancora, una orchestra da preparare, ricordi vivi e pulsanti che tornano alla luce ricordandoti che il passato è ancora vivo e presente, e chiede di essere conosciuto dal popolo.
Quando la musica vince su tutto, i segreti e le rivelazioni del passato che si fanno via via più vive ed evidenti, sentimenti nuovi che nascono. I protagonisti di questa orchestra non saranno più gli stessi dopo questo concerto.
Film immenso, un piccolo grande capolavoro, che merita di essere riscoperto e collezionato dal grande pubblico, se non l'avete visto, correte subito a vederlo.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.