martedì 30 dicembre 2008

Chi ha paura di INLAND EMPIRE?

Chi ha paura di INLAND EMPIRE?
L'ultima opera cinematografica di David Lynch ha fatto paura a moltissimi fans, la cosa che mi stupisce e che forse credo sia un opera talmente innovativa per gli anni in cui è uscita e talmente sperimentale che persino io alla prima visione mi sono ritrovata stordita quasi come se mi fossi fatta una dose di Lsd.

Ma cosa rappresenta davvero INLAND EMPIRE? E' la fine del cinema di David Lynch? Non credo proprio, la summa della sua follia? Perchè no, condivido in pieno questa ipotesi, questo vuole essere un articolo e non una recensione, quella semmai verrà dopo un ulteriore visione forse la nona o la decima, perchè come opera è talmente complessa e articolata come una scatola cinese in cui è impossibile trovare una soluzione perchè subito dopo ne arriva un altra. La potenza ipnotica delle immagini e la colonna sonora composta questa volta da Lynch stesso che canta anche un brano Ghost of Love...segnano il punto di svolta nella cinematografia di Lynch? Perchè no? INLAND EMPIRE è una sinfonia d'immagini e di mondi che vanno aldilà della nostra percezione ottica, e olfattiva, alcuni hanno gridato al capolavoro (me compresa) altri alla colossale presa in giro, altri sono rimasti delusi per la totale lontananza delle opere precedenti dirette da Lynch ed effettivamente io non posso non dare torto a queste persone, altri lo hanno massacrato definendolo merda d'artista, ma cos'è realmente INLAND EMPIRE? Sono diversi mondi che si intrecciano tra loro legati a una donna (Laura Dern per altro qui nella sua migliore interpretazione) un sogno? Un incubo? Oppure stiamo attraversando un sipario invisibile dove realtà e finzione se mescolano fino a non capire dove comincia l'uno e finisce l'altro?
INLAND EMPIRE è una grandiosa opera surrealista e visionaria, eh si perchè no, per me è un opera d'arte, uno di quei film che verranno scoperti tra dieci anni, sicuramente qualcuno urlerà al capolavoro assoluto, di questo ne sono certa, forse tutti coloro che hanno storto il naso in questi anni si ricrederanno, io fortunatamente non ne ho bisogno, perchè so fin da subito che è forse il miglior film di David Lynch, perchè la libertà creativa è senza freni inibitori, anche se il digitale mi fa ancora storcere il naso e INLAND EMPIRE pur essendo un grandissimo film ha i suoi pregi e i suoi difetti, che non scrivo qui perchè come ho detto io è un articolo e non una critica dell'opera, e forse sono proprio questi che rendono la pellicola interessante. Ma ditemi voi, chi ha il coraggio di osare e di sfidare il proprio pubblico al giorno d'oggi? Lynch lo ha fatto, ha sfidato il suo pubblico con questo lungometraggio, e di questi tempi credetemi in molti anche se fanno cult movie cercano sempre di vendere il prodotto anche se passa il tempo e viene riconosciuto, e secondo me solo un artista (e Lynch lo è sicuramente) ha il coraggio di sfidare il suo pubblico rischiando persino la sua carriera, e di questi tempi è una cosa più unica che rara, per questo pur nella sua follia amo Lynch, ora vi chiedereste se ho accettato la sfida? Ehehehe, è una parola grossa, si ho accettato la sfida, e ogni volta che vedo il film è uno spettacolo per la mente e per il cuore a cui non rinuncerei per nessun motivo al mondo.







lunedì 29 dicembre 2008

Il giardino delle vergini suicide - di Sofia Coppola

Trama
Le cinque sorelle Lisbon, viste attraverso gli occhi di quattro ragazzi che le hanno sempre ammirate dal giorno del loro arrivo in città e raccontate attraverso i loro ricordi...
Siamo a Detroit nel Michigan, verso gli anni 70, l'america sta uscendo da poco da una vecchia cultura rigidamente religiosa, in questa cittadina vive la numerosa famiglia Lisbon composta dal padre insegnante di matematica del liceo locale, da una madre rigidamente cattolica e bigotta e da cinque figlie nel pieno della loro adolescenza.
Il vicinato osserva ma non interviene fino infondo, tutto viene osservato anche attraverso l'obbiettivo dei media che ne fanno un vero e proprio caso nazionale.
Il padre nonostante sia un professore di matematica e sta sempre in mezzo ai ragazzi è incapace di comprendere le figlie, che sono vittime della madre, in realtà tutta la famiglia lo è compreso il padre è una vera famiglia ostaggio per questo prima Cecilia, si suiciderà dopo aver assistito a un patetico party organizzato dalla madre, le Lux che è la ribelle di casa diventa l'oggetto del desiderio di Trip Fontaine che dopo la festa di fine anno fa l'amore con lei abbandonandola sul prato di un campo da golf...la punizione della famiglia sarà molto ma molto più crudele di quanto gli altri avrebbero immaginato...
Così Lux, Bonnie, Mary e Therese decidono di compiere un atto estremo per liberarsi per sempre dell'ingombrante madre.
Commento
Il film è tratto dal romanzo Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides, e con mia grande sorpresa ho scoperto proprio poco fa cliccando su wikipedia che è tratto da una storia vera accaduta in Michigan negli anni settanta.
La società borghese, sa solo osservare e non interviene per aiutare queste ragazze che si trovano nel pieno della loro adolescenza, come tutti quanti vorrebbero avere rapporti con i loro coetanei, innamorarsi, uscire, ma il bigottismo e la severità della madre riesce solo a imprigionare queste ragazze rendendole come degli oggetti di sua proprietà, Sofia Coppola nella sua opera prima ci dona un film complesso e delicato, drammatico e malinconico, e rispetto ai vari filmetti per adolescenti ha una qualità in più, riesce a sorprenderti dal primo all'ultimo fotogramma, fin dai titoli di testa sembra sfogliare il diario di un' adolescente, i suoi ricordi, la sua vita, le sue aspirazioni, la fotografia marcatamente cromata fin dalle prime inquadrature che fanno intravedere i campi, la gente che passeggia con i cani, tutto sembra perfetto, tutto in ordine e pulito, ed è proprio in questi ambienti che si consuma il dramma di queste giovani ragazze destinate ad una prigione invisibile da una madre e da un padre incapaci di comprenderle e di farle vivere la vita, Sofia Coppola fotografa una borghesia ridicola e bigotta, nascosta da un perbenismo che in realtà non le appartiene, la società in torno a loro, le osserva e sa solo giudicare la loro sofferenza mai del tutto gridata e svelata ai quattro venti, durante la visione del film hai l'impressione di sentirti oppressa, provi una tristezza e malinconia, con un grande sconcerto nei comportamenti educativi dei genitori, specialmente del padre che come le figlie è vittima della moglie. La loro è una bellezza sfiorata, mai del tutto posseduta, forse per questo che quei cinque ragazzi sognano di stare con loro.
Nel film si scontrano due culture, la vecchia formata da genitori rigidamente severi e bigotti, e quella nuova il tutto viene frenato dietro un perbenismo di facciata che è come una maschera dietro quei cinque volti di piccole donne rimaste giovani per sempre dentro una casa prigione da cui non usciranno mai più.
Segnalo la bellissima colonna sonora scritta dai francesi Air.
Da collezionare.


Underground - di Emir Kusturica

Trama
La storia ripercorre la Jugoslavia, dal 1941 ai giorni nostri, al centro c'è il triangolo amoroso tra Marko, rivoluzionario comunista, Natalia, un attrice di teatro e Petar detto il nero, suo migliore amico e compagno di partito, dopo che Petar è stato rapito dai tedeschi viene liberato da Marko, che lo protegge mettendolo in uno scantinato, facendogli credere che c'è la seconda guerra mondiale per stare con Natalia, la donna che ama...

Commento
E' uno dei capolavori assoluti degli anni '90, vincitrice della palma d'oro a Cannes nel 1995, la pellicola uscita durante il conflitto dell'ex Jugoslavia narra la storia di una nazione distrutta dalla guerra, ed è inframmentata da filmati d'epoca racchiusi nella storia che raccontano e mostrano gli avvenimenti politici più imporanti accaduti nella ex Jugoslavia, facendone un ritratto a tratti documentaristico che lascia senza fiato, il tutto è curato alla perfezione come se l'autore della pellicola conoscesse a memoria la storia del suo paese facendone un ritratto spietato e curatissimo oltre che malinconico.
I due protagonisti interpretati da Micki Manojlovic' e Lazar Ristovski, sono due rivoluzionari che a modo loro vorrebbero cambiare il loro paese, una delle frasi che mi vengono in mente e che mi hanno fatto amare il film è il loro tormentone contro i fascisti che è una critica al regime della seconda guerra mondiale.
La straordinaria colonna sonora del film firmata da Goran Bregovich, le scenografie e la fotografia, a tratti cupa e claustrofobica sono il punto di forza che caratterizzano maggiormente il film. una delle scene migliori avviene quando i tre amanti cantano abbracciati insieme e le trombe suonano infuocate i ritmi gitani tanto cari a Kusturica, finchè c'è la prima parte del film il triangolo si mostra goliardico e amichevole ma poi le cose cambieranno.
Ed è proprio questo triangolo sentimentale tra Marko, Natalia e Petar detto il nero, il vero cardine della storia, tutto inizia quando la rapiscono durante una recitazione in teatro per toglierla a un certo Franz che è nazista, al contrario viene rapito Petar che viene salvato da Marko e rinchiuso sotto terra in una cantina facendogli credere che la guerra non è mai finita. Così Marko diventerà ricco ed un esponente importante al regime di Tito, con il traffico delle armi costruiti dalle persone che vivono sotto casa sua nel sotterraneo compresoil suo amico che dopo il matrimonio del figlio apprende la verità pure da Natalia e decide di uscire trofandosi dentro il conflitto della ex Jugoslavia e credendo che la seconda guerra mondiale non sia finita si trova appena uscito dentro un film di propaganda che ricorda proprio la sua storia con l'amico Marko. Underground è una pellicola grandiosa, surreale, felliniana e drammatica dentro c'è tutto il marcio della guerra e della devastazione in Jugoslavia, riusciranno Petar e suo figlio Jovan ad uscire da quello scantinato? Si ce la faranno e si troveranno nel conflitto che ha sconvolto la Jugoslavia...una delle scene più terrificanti è senza dubbio quella della croce con Cristo messo al contrario mentre Marko e Natalia bruciano ormai defunti, cosa ci vuole dire Kusturica? Che la guerra e le devastazioni non avranno mai fine? Che l'odio dell'uomo vivrà finchè vivrà la sua fame di potere e di conquista? Perchè no? Per me è questa la grande forza di Underground una sola parola per concludere la recensione.

CAPOLAVORO ASSOLUTO

domenica 28 dicembre 2008

Twin Peaks - Fuoco cammina con me

Trama
Teresa Banks viene ritrovata in un fiume avvolta in un sacco di plastica e le indagini dell'fbi portano ad un vicolo cieco, chi sarà mai quest'assassino così crudele? La scena si sposta a Twin Peaks e agli
ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer, la più popolare ragazza del liceo della cittadina di provincia Twin Peaks non è come credono tutti, tra sesso, cocaina e una misteriosa presenza del male che ha sconvolto la sua vita...ma chi si nasconde dietro la maschera di quell'essere chiamato BOB? E chi sarà mai il suo veicolo?

AVVERTENZA
Tenetevi lontano dalla versione italiana del film, se potete acquistate la versione in lingua originale possibilmente con sottotitoli in italiano se la trovate, ci sono scene inedite ed è un po' più lunga della versione italiana.
COMMENTO
Versione cinematografica della serie tv Twin Peaks che ha dato notorietà a David Lynch trasformandolo in una celebrità a livello mondiale, il film si concentra tutto sugli ultimi sette giorni di vita della vittima di Twin Peaks, ossia Laura Palmer, Lynch rinuncia alla censura tipica della televisione per concentrarci sull'inferno privato di una famiglia anche troppo perfetta per essere vera, con il personaggio di Laura Palmer, un po' vittima e un po' carnefice Lynch crea uno dei personaggi entrati a pieno diritto nella storia del cinema, e anche della televisione lo spettatore viene risucchiato nella vita di questa ragazza acqua e sapone entrando in un inferno popolato da droga, alcool, sesso, incesto portati all'estremo come solo un genio cinematografico riesce a fare.
La cosa che mi stupisce è che più passa il tempo, più io apprezzo e amo questo film che senza dubbio è uno dei migliori horror che ho visto, dopo Shining lui si merita un secondo posto a pieno diritto, vi sono stati alcuni che hanno stroncato il film dicendo che era una porcata...che faceva schifo...io non sono d'accordo con questi pareri anche perchè a mio parere solo un capolavoro si fa amare di più passando il tempo. Enigmatico labirintico e inquietante, ha molto in comune con un altro capolavoro di David Lynch, quel Velluto Blu, dove le tipiche casette con il verde intorno (e Twin Peaks ha un forte richiamo con tutte le opere cinematografiche di David Lynch), nascondono orrori e crudeltà inimmaginabili. La figura di Leland Palmer a tratti può risultare patetica a tratti può inorridire, e la figura mefistofelica di BOB, spirito, alter ego o doppelganger sono al centro di un mistero che mi ha sconvolta e ha rivoluzionato la mia vita, la prima volta che lo vidi mi ha terrorizzata tanto che mia madre mi squoteva per farmi riprendere, poi mi è passata, sottolineo che questo è il primo film che ho visto diretto da David Lynch per questo è un piacere per me fare una recensione oggi in queto momento, come considero questo film? Per me è un capolavoro assoluto, che tutti dovrebbero collezionare cultori di Lynch e non per avvicinarsi a questo genio del cinema che con le sue opere continua a stupirci e a sorpenderci.



The Others - di Alejandro Amenabar

Trama
Jersey 1945 fine della seconda guerra mondiale, Grace Stewart, vive chiusa nella sua villa insieme ai suoi due bambini, che soffrono di una strana malattia che non gli permette di stare alla luce del sole, i bambini vivono nel buio della loro casa, ogni porta non deve essere aperta se quella prima non è stata chiusa dice la madre agli strani domestici che sono venuti a servirla, ben presto in casa accadono strani avvenimenti, i bambini dicono di vedere delle persone in casa, compreso un bamnbino Victor che riesce a mettersi in contatto con loro...


Commento
E' uno dei migliori film interpretati da Nicole Kidman, qui in forma smagliante, la regia di Amenabar poi da il tocco di brivido giusto in una pellicola che considero come uno dei migliori film ad alta tensione che ho mai visto.
L'inizio e folgorante, Grace urla di dolore è a letto ad un certo punto si alza e cerca i suoi figli, li abbraccia forte a se, ben presto le cose cambieranno, in casa avvengono strani avvenimenti, strani rumori, i bambini vedono e sentono delle presenze sconosciute... compreso la presenza di Victor un bambino che vive in quella casa...Grace crede che in casa ci siano i fantasmi, allora esce di casa per incontrare un prete e farla benedire ma sulla strada vede il marito interpretato da Christofer Eccleston.
Amenabar si è ispirato al libro giro di vite di Henry James, ma lui ha il genio di creare angoscia e inquietudine, il confine tra i vivi e i morti è talmente sottile come un velo che anche lo spettatore più astuto non riesce a indovinare il finale proprio come è successo a me che è tutta una sorpresa, la straordinaria fotografia di Javier Aguirresarobe, ne sottolinea il senso di claustrofobia, quello che mi ha colpito di più è il personaggio di Grace, interpretato da una Nicole Kidman qui in stato di grazia, è una donna sola, in preda al dolore di accudire i figli malati, per questo ci vuole una forza interiore indescrivibile.

Il rapporto di Grace con i bambini, le sue rigide regole, il suo essere iper protettiva e la strana presenza in casa che in un certo senso disturba la serena convivenza con i figli...e non è tutto, Amenabar ha la straordinaria abilità di dirigere un mostro di bravura qual'è Nicole Kidman, una delle scene più belle è quando finalmente le tende vengono tolte dalla casa, lei si rende conto che i suoi figli non sono più protetti come prima, piano piano si avvicina la verità che è tutta una sorpresa, in questo film non ci sono scene impressionanti, non è il classico horror, ma colpisce per il senso di inquietudine che si prova, cosa ci vuole dire Amenabar? Che i fantasmi infondo non fanno così paura? Che sono simili a noi? E perchè no? Infondo sono stati esseri umani anche loro, hanno vissuto una loro vita.
Nel film c'è come ho detto prima il sottile velo tra la vita e la morte, i vivi alcuni esseri viventi possono sentire i defunti nelle loro case? La paura per questo film è per le cose non viste, soprattutto per quelle che non conosciamo bene ecco perchè considero The Others uno dei capolavori del terzo millennio.





Intervista di Federico Fellini

Intervista di Fellini è il giro di 24 ore nel mondo di cinecittà, tra giornalisti che intervistano Federico, qui in veste d'attore, il mondo luccicante delle star e del cinema visto attraverso gli occhi di uno straordinario Sergio Rubini, c'è la nostalgia, l'amore per il cinema e naturalmente il mondo di Fellini, che rappresenta il cinema di casa nostra come un grande circo, quando l'ho visto mi ha dato l'impressione di assistere alla versione Felliniana di Effetto notte, ma con una differenza, la musica, l'allegria romanesca e goliardica tipica delle prime commedie all'italiana toccata con sguardo affettuoso da un grande regista di cinema quale è Federico Fellini, grandissima la comparsata di Marcello Mastroianni e Anita Ekberg che rivedono le loro scene nella dolce vita....
Dopo otto e mezzo, Fellini ci regala forse il suo ultimo capolavoro, dico forse perchè mi è piaciuto anche Ginger e Fred che recensirò a breve...da collezionare.

Lo Scafandro e la Farfalla

Trama
Jean Dominique Bauby è un uomo di successo, di professione fa il caporedattore della rivista Elle e ha tutto ciò che si può desiderare dalla vita, soldi, successo, figli, un giorno mentre è uscito in macchina con il figlio ha un ictus ed entra in coma, svegliandosi con il corpo quasi completamente immobilizzato, l'unica parte con cui comunica con il mondo esterno è la sua palpebra sinistra, con cui ha dettato all'infermiera il libro Lo scafandro e la Farfalla.

Commento
Il film è tratto dal romanzo di Jean Dominique Bauby, Lo scafandro e la Farfalla, e racconta la sua vita di successo, sia con il lavoro che con le donne, fino all'ictus all'età di 43 anni che lo ha reso quasi completamente immobile, apparte la palpebra sinistra.
All'inizio le immagini appaiono sfuocate, vulnerabili, quasi come se lo spettatore fosse nel corpo di Jeandò come viene chiamato nella vita, il regista è molto bravo a fare identificare nel personaggio lo spettatore, sentiamo le sue parole al di dentro del suo essere, parole che non possono essere nè pronunciate ne urlate, Il corpo di Jeandò è simile a una nave, dove tutti noi che vediamo il film siamo costretti a vivere, viaggiamo con la fantasia e i ricordi di Jeandò (interpretato da un bravissimo Mathieu Amalric (che scoperta, parlo naturalmente dell'attore non delle mie sensazioni).

Shnabel prende lo spettatore per mano, scoprendo che la sua vita non sarà più la stessa, ci fa provare il suo dolore, la sua pena, immedesimandoci in qualcosa che a nessuno dovrebbe succedere, poi vediamo le persone intorno a lui, c'è il padre che si commuove quando l'infermiera gli legge le lettere per parlare con suo figlio al telefono Von Sydow è molto bravo specialmente quando grida il suo dolore per non poter più parlare al figlio come prima, c'è Celine, la moglie che lo accudisce con i suoi figli, c'è l'infermiera, con cui Jeandò fantastica di sedurre mangiando ostriche sulle note della Lolita Kubrickiana, ci sono i ricordi e c'è la fantasia, in quello che definisco uno dei migliori film di quest'anno che sta per finire...da collezionare



mercoledì 26 novembre 2008

Il viaggio di Felicia - di Atom Egoyan

Trama
Felicia è in attesa di un bambino, nonostante il parere contrario del padre decide di intraprendere un viaggio alla ricerca del padre del figlio che aspetta, ma il suo viaggio prende una piega diversa quando incontra un uomo timido e solitario che nonostante le apparenze rassicuranti nasconde qualcosa...

Commento
Film tratto dal romanzo di William Trevor e diretto da un Atom Egoyan in stato di grazia, è uno di quei Thriller di cui non c'è spargimento di sangue, ma il tutto viene giocato con la logica e la psicologia dei personaggi.
Ma vediamo i due protagonisti del film Felicia interpretata da una strepitosa Elaine Cassidy incarna un personaggio che è forte e vulnerabile allo stesso tempo, è Irlandese, e si innamora di un ragazzo Inglese che parte per arruolarsi ma lei crede che va a lavorare in una fabbrica di tosaerbe, qui interviene la famiglia della ragazza e naturalmente anche la madre del ragazzo, assistiamo al perenne conflitto tra queste due famiglie che è strettamente legato al conflitto tra inghilterra e irlanda, ed è proprio per allontanarsi da tutto ciò inizia il suo viaggio che ha un risvolto inaspettato con l'incontro di Hidditch, un uomo di mezza età solitario in apparenza timido, il classico uomo di cui ci fidiamo a prima vista.
Ma non tutto è come appare, il film ci mostra come il male può essere rassicurante e il pericolo avvolte è talmente invisibile che non ne percepiamo l'essenza, ed è proprio questa la forza del film, ma anche Hidditch, che incarna il male ha un lato umano, prigioniero di una madre che ha schiacciato la sua personalità sin da quando era bambino con la sua personalità e il suo essere sempre al centro dell'attenzione all'inizio vediamo proprio lui hidditch che accompagnato da un video di Gala - la madre - prepara un manicaretto da gourmet.
Ma chi è Hidditch? Hidditch è uno psicopatico estremamente pericoloso, magistralmente interpretato da un Bob Hoskins - che per me è stato una sorpresa, ve lo ricordate in Sirene con Cher e Winona Rider? - in stato di grazia, credo sia la sua migliore interpretazione, rimorchia donne sole e tristi e si fa raccontare la storia della loro vita, verso la fine del film assistiamo a questi racconti e agli epiloghi tragici che ne susseguono, ma Felicia è diversa in un certo senso, Hidditch si offre di aiutarla, ma in realtà la convince ad abortire rintraccia il fidanzato e non le dice niente a riguardo, una delle scene più cariche di tensione è quella della foto di sotto in cui lui si accorge della presenza del ragazzo, quasi come se lo conoscesse già, assistiamo al suo timore di perdere l'oggetto del suo desiderio che è Felicia, il finale è spiazzante e lascia senza fiato, non ti immagineresti mai un finale così, non lo dico altrimenti rovino la sorpresa a chi ancora non lo ha visto, in conclusione è un film da collezionare e da vedere anche per riflettere che nonostante questo mondo non sia giusto, e che avvolte si incontra il male senza accorgersi dei pericoli che si rischiano, ed è proprio questa la forza del film.






martedì 25 novembre 2008

picnic ad Hanging Rock di Peter Weir

Trama
14 febbraio 1900 le studentesse del colleggio happleyarde compiono una gita picnic presso le montagne di hanging rock, quattro di loro (Miranda, Marion, Irma e Edith) si allontanano per esaminare la montagna vicina, scomparendo misteriosamente, una di loro fa ritorno priva di memoria in evidente stato di schock, poco dopo anche l'insegnante di matematica scompare misteriosamente insieme alle altre ragazze...ma cosa è evidentemente successo ad hanging rock?


Commento
Il film tratto dal best seller della scrittrice australiana Joan lindsay è stato il primo film australiano ad ottenere visibilità all'estero.
Il film mostra come le vite delle protagoniste, piano piano si avviano verso il loro destino verso hanging rock.
Nel film musicato da una colonna sonora che a differenza della trama calma lo spettatore, la regia di Peter Weir accarezza le protagoniste, le loro pulsioni e i loro turbamenti, nel rigido colleggio Happleyarde nessuno si aspetta che quattro studentesse sono destinate a scomparire, e questo evento modificherà il destino della scuola.
C'è la bellissima Miranda scomparsa con altre tre studentesse, che è legata da una profonda amicizia con un altra studentessa, un amicizia che sfiora il legame saffico, Peter Weir racconta di questo in maniera delicata, tutto cambia quando la ragazza scompare e l'amica viene trovata morta in giardino.
Irma viene ritrovata priva di memoria qualche giorno dopo. Ma cosa è realmente successo ad Hanging rock? Tutto il film ruota come un grandissimo incubo in cui non c'è via d'uscita il mistero avvolge e muta le vite di tutti quanti, non c'è scampo nemmeno per la crudele preside dell'istituto, tutto ciò che all'inizio era solare e allegro è avvolto dall'oscurità e dal dolore.
Una delle scene più intense del film è senza dubbio quando le allieve dell'istituto assaltano l'unica sopravvissuta alla scomparsa delle ragazze per sapere cosa è successo alle altre, poi quando il ragazzo viene ritrovato tra le montagne e poi fa vedere un pezzo della veste di irma in mano.
Particolarmente intensa la regia che accarezza i protagonisti in questo dramma senza una soluzione apparente.
Una curiosità, la storia del film non si sa se è vera o falsa, tutto si gioca attraverso le interpretazioni dei lettori del romanso della Lindsay e la storia stessa, la stessa scrittrice ha detto che la storia potrebbe essere vera.





martedì 28 ottobre 2008

The Rocky Horror Pictures Show - di Jim Sharman

Trama
I due fidanzatini Brad e Janet, per un guasto alla macchina si recano al castello che trovano vicino al luogo dell'incidente, ad aprirgli la porta è Riff Raff il maggiordomo con Magenta la cameriera.
Così inizia la festa, vediamo i due protagonisti guardare con occhi spalancati il ballo the time wharp, e Janet continua a svenire per la disinibita esibizione dei transilvani, ma quando arriva Frank-n-Furter la musica cambia, i due giovani vengono invitati nello studio non prima di essere privati dei vestiti quasi completamente, assistendo alla nascita di Rocky l'amante perfetto, creatura fabbricata dallo stesso Frank-n-Furter, che gli dice in soli sette giorni posso fare di te un uomo, e anche in soli sette giorni posso farti un uomo, però Rocky risulta un po' tonto perchè possiede metà cervello di un certo Eddie, ex amante di Frank-n-Furter che compare improvvisamente cercando di smantellare il posto di Rocky, ma Frank lo uccide, poi avvengono le nozze tra i due.
Nella stessa notte Frank inizia all'amore i due teneri fidanzatini travestendosi prima da Brad per ottenere le grazie di Janet e poi viceversa, Riff Raff minaccia Rocky e lui scappa e si nasconde, viene trovato da Janet che lo seduce e lui fa altrettanto, ma vengono sorpresi da Brad e Frank, nello stesso momento arriva il professore dei due giovani Von Scott, che sta studiando le ricerche di Frank, lui stesso allora dice che la presenza dei giovani nel suo castello non è casuale, durante la cena la tensione è palpabile, si festeggia il primo compleanno di Rocky, e si viene a sapere che Eddie è il nipote del professore allora Frank butta via la tovaglia dal tavolo e si vede il cadavere di Eddie, c'è una confusione generale e Frank immobilizza tutti tranne Riff Raff e Magenta, ma i due cambiano volto...
Riff Raff e Magenta si ribellano al padrone e lo uccidono scappando con il castello astronave.

Commento
Ho appena finito di vedere questo film, mi è piaciuto da morire, il film è divertente trasgressivo, comico, esuberante, grottesco e perchè no capolavoro.
Mi ricordo che da piccola credevo fosse un horror forse ingannata dal titolo...
Invece è uno dei musicals più riusciti, pensate a due teneri e casti fidanzatini che invitati al matrimonio si danno un casto bacio perchè lei è riuscita a prendere il bouchet della sposa, ora immaginateli di notte durante una tempesta, soli e inzuppati vedono un castello, ci entrano ed è come entrare in un altro pianete nel vero senso della parola non sto scherzando.
Il film è ricco di riferimenti riguardanti la sessualità che per i tempi in cui è uscito era piuttosto fuori dagli schemi, non ci sono schemi normali per fare sesso, si può fare sia con uomini che con donne, l'importante è riderci su divertendosi a più non posso.
Le sensazioni che ho avuto non erano di disgusto anzi semmai è il contrario, non c'è nulla di volgare e gratuito nelle scene, il tutto è costruito con una sana dose di ironia e humor che ne fanno un piccolo capolavoro da collezionare.
Bravissimo Tim Curry anzi direi piuttosto figo, il ruolo di Frank-n-Furter sembra scritto apposta per lui, deliziosa Susan Sarandon la "tenera fidanzatina" che si lascia incantare dallo spirito goliardico della compagnia, imitando alla fine i comportamenti dei transilvani.
Il tutto condito con canzoni memorabili come Time Wharp, thouch a thouch me e Sweet Transvestite che sono quelle che mi sono piaciute di più.
Il film è raccontato da un narratore, un criminologo che rievoca tutte le vicende, ed è ricco di riferimenti artistici alle statue tra cui quella del David di Donatello, e citazioni cinefile come quella del Titanic o omaggi alla RKO, il tutto condito con la normalità dei due fidanzatini che si mescola con la trasgressione di questi extraterresti comicamente trasgressivi, da collezionare *_*





lunedì 27 ottobre 2008

Luci d'inverno - di Ingmar Bergman

Trama
Il pastore protestante Tomas Ericcson dopo la funzione religiosa riceve la visita di un parrocchiano che soffre di mania depressiva ed è ossessionato dalla bomba atomica, il pastore malgrado le sue parole di fede non riesce a dissuaderlo dal suicidio, poi riceve la visita di una donna che gli da una lettera, attraverso questa lettera vediamo il suo volto che racconta le parole della missiva raccontando un miracolo di guarigione da un eczema alle mani, visto grazie a un flashback, e gli confessa il suo amore, il pastore le dice che non l'ama e che ha amato la moglie defunta ormai da quattro anni.
Alla fine Jonas si suiciderà con un colpo in testa e una donna avverte il pastore della morte dell'uomo.
Alla fine il pastore cerca di consolare la moglie di Jonas ma lei rifiuta il suo conforto...

Commento
Film dedicato al silenzio di Dio, Luci d'inverno è un opera da camera che sottolinea l'incapacità degli uomini di chiesa a parlare con gli uomini e soprattutto a capire le loro sofferenze e la vita.
La figura del pastore, un uomo incapace di scendere dalle quattro mura della sua chiesa che lui vede come una cosa sacra, è incapace di avvicinarsi agli esseri umani e alle loro vite incapace di vivere per dirla con parole semplici, stretto in quelle mura austere e grigie, dice la sua messa, e Bergman è bravissimo a sottolineare l'incapacità di dialogo tra gli uomini di chiesa con gli uomini della strada, con la loro vita, le loro difficoltà, il loro mondo fatto di regole ferree, in cui tutto è peccato è molto diverso dalla vita vera e propria, il personaggio di Jonas interpretato magistralmente da Max Von Sidow in forma smagliante, incarna l'uomo ormai sconfitto dalla vita che cerca una via di salvezza nella religione, e naturalmente non la troverà, la stessa donna che si innamora di lui, viene trattata in malo modo una volta che lei gli confessa il suo amore.
La vita intorno al pastore passa, con le sue sofferenze e i suoi sentimenti, ma lui resta impassibile di fronte allo scorrere di questa vita, non come se non gli importasse nulla attenzione, il pastore è assolutamente incapace di dare risposte certe a chi gli chiede il suo aiuto, perchè vive secondo le leggi della chiesa non secondo la vita, anzi forse non la conosce davvero, e in questo Bergman fa riflettere molto, una delle scene più belle secondo me è quando Jonas grida Dio mi ha abbandonato, e vediamo il pastore recitare sempre la solita novena...è una scena piena di filosofia, anche lui in quella scena si pone degli interrogativi che ahimè non troverà mai.
In conclusione è uno dei films più belli di Ingmar Bergman, dentro c'è forse una verità che in pochi riescono a cogliere.




domenica 26 ottobre 2008

Scene Cult - Morte a Venezia

La Dolce Vita - di Federico Fellini

Trama
Il film è tutto incentrato sullo sguardo di Marcello Rubini (Marcello Mastroianni) su Roma e sulla dolce vita di Via veneto, tra starlette, paparazzi e il fanatismo religioso di due bambini che dicono di vedere la madonna, tutto è messo sotto i riflettori e fa notizia.
E con tutto questo viene spiegata anche la vita del nostro protagonista Marcello, dal rapporto difficile con la compagna al desiderio inarrivabile per la star Sylvia.

Commento
Capolavoro della storia del cinema sia italiano che internazionale, Fellini negli anni sessanta costruisce una pellicola innovativa per i tempi che ha fatto scalpore, ma che ha vinto la palma d'oro a Cannes.
La pellicola è corale, sarcastica, pungente, come se Fellini stesso ha predetto che le star visto che sono star devono stare sotto i riflettori e adorate come fossero i nuovi dei, in questo ci vedo una satira pungente e una astuta critica e di questo ne sono felice, Fellini racconta la sua dolce vita, tutto quanto è messo sotto i riflettori e tutto quanto fa notizia.
Robert Altman sicuramente ha imparato molto da questa pellicola perchè ho notato molte somiglianze con il suo cinema.
Recentemente ho scoperto che chi vedeva questo film in quegli anni veniva scomunicato dalla chiesa, roba che mi ha lasciata perplessa non poco anche perchè ho trovato il film straordinario ricco di allegria
è molto simile in certi versi a otto e mezzo ma con la differenza che non ci sono situazioni oniriche e surreali.
Marcello Mastroianni dimostra ancora una volta la sua bravura di interprete.
Splendida la scena alla fontana di trevi come è bella la scena in cui tutti ballano e la Ekberg si unisce a tutti e si diverte pure.
La cosa più bella del film resta lo sguardo disincantato del giornalista scandalistico Marcello Rubini che vede la sua vita non realizzata come avrebbe voluto per via del suo lavoro, vorrebbe un riconoscimentoe come giornalista serio ma ancora non arriva allora si ripercorre la sua vita e la vita che vorrebbe avere grandioso da collezionare.

sabato 25 ottobre 2008

La gatta sul tetto che scotta - di Richard Brooks

Trama
La gatta sul tetto che scotta, è tratta da una piece di Tennessee Williams, racconta la storia della crisi di una coppia che apparentemente non riesce a parlare, il marito è un crisi esistenziale e non riesce a provare amore per la moglie a causa di un suo amico in un incidente...nonostante l'amore che ancora prova per il marito, lui comincia a bere perchè si è lussato un ginocchio cercando di correre una sera
attorno a loro una famiglia di egoisti che sanno solo giudicare.

Commento
un film toccante e bellissimo che racconta la crisi esistenziale di una coppia che in apparenza non riesce a parlare ne a esprimere i propri reali sentimenti, intorno a loro una famiglia di egoisti che sanno solo giudicare le apparenze senza guardare nel profondo.
Nella Piece il motivo della crisi tra Brick e Maggie è l'omosessualità celata del marito e il fatto che non riesce a provare attrazione per la sua focosa moglie e annega le sue paure e i suoi timori nell'alcool per non ammettere la sua onosessualità.
Nel film invece questo episodio viene censurato per non imcappare nel codice hayes in vigore allora, e la storia si incentra sul fatto che il marito è in crisi perchè considerava Brick un modello da seguire e quando la moglie gli dice che lo ha sedotto per cercare di ingelosirlo, la sua reazione è di gelosia, infatti dopo il drammatico confronto piano piano le cose migliorano.
Anche la famiglia di lui è chiassosa, ingombrante, non comprende i loro problemi e sa solo giudicare, una delle scene che mi piacciono di più è qunado avviene il confronto tra Brick e suo padre lui capisce molte cose, Maggie in quella situazione e con tutto l'amore che dice di avere per Brick cerca di stargli accanto cercando di fare uscire quell'amore nel marito per lei...
Mensione speciale ai due protagonisti che da soli valgono la visione del film Paul Newmann ed Elizabeth Taylor (che scoperta!)

Con questo film li ho scoperti entrambi e cercherò di approfondire guardanto i loro films
intanto collezionate questo film ve lo consiglio anche perchè è un piccolo capolavoro



mercoledì 22 ottobre 2008

L'appartamento di Billy Wilder

Trama
CC Baxter, lavora come contabile presso una azienda importante, grazie al suo appartamento che presta ai superiori per le loro scappatelle extraconiugali, riesce a fare carriera molto velocemente, un giorno incontra e si innamora di Fran Kubelick, che ha una relazione con il numero uno dell'azienda che per di più è indeciso sul suo rapporto con lei ed è anche sposato, quando però il capo in cambio di una promozione più appetibile vuole in esclusiva l'appartamento le cose cambiano.

Commento
Il film è una satira al vetriolo sulle aziende e il volere fare carriera a tutti i costi, ma è anche una acuta riflessione sull'individuo umano e sulla moralità, il nostro protagonista CC Baxter, si comporta come una prostituta, svende il suo appartamento per fare carriera, ma non ha fatto i conti con l'amore, un giorno inconta Fran Kubelick (interpretata da una deliziosa Shirley Mclaine, quanto era carina da giovane, nulla da invidiare a star appariscenti quali Marilyn Monroe o BB) che lavora negli ascensori e fa salire e scendere gli impiegati dell'azienda.
Il film inizia con tutti gli impiegati che di corsa cercano di raggiungere la loro postazione, e tra tutti vediamo CC Baxter che si racconta, e racconta anche che nel suo appartamento non può entrarci quando vuole, lo vediamo per strada, l'impermeabile appena uscito dall'ufficio attendere che gli "ospiti" escano per tornare dalle loro famiglie.
Grazie all'incontro con Fran, che dopo la vigilia di natale la trova incosciente nel suo appartamento per colpa di un litigio con il capo con cui ha una relazione, per un tentativo di suicidio, qui inizia la parte del film che preferisco, CC e Fran cominciano a conoscersi, Billy Wilder presenta i nostri eroi nella loro quotidianetà e nelle loro abitudini, facendo abilmente intuire che l'amore piano piano comincia a nascere tra i due ed è proprio grazie a questo che CC comprende che certe cose non hanno prezzo, che non tutto può essere sottoposto a corruzione, CC e Fran si ritroveranno per finire quella partita a carte che avevano cominciato.
L'amore vince su tutto, è questo il tema di questo film splendido diretto magistralmente da Billy Wilder, poco fa su wikipedia ho letto che è considerato un capolavoro, non posso che concordare cio' che wiki dice, menzione speciale alla regia di Wilder e alle interpretazioni di Lemmon e Mclaine che ritroveremo di nuovo insieme nel delizioso Irma la Dolce che recensirò a breve.

martedì 21 ottobre 2008

Scene cult - Twin Peaks Fire Walk With Me - The Voice of Love

Rocco e i suoi fratelli - di Luchino Visconti

Trama
Rocco, emigra al nord con la famiglia per trovare un lavoro. A Milano c'è il fratello più grande Vincenzo in procinto di sposarsi ad accoglierli, dopo le prime difficoltà Rocco trova lavoro presso una lavanderia. Simone fa il pugile di professione, Ciro lavora all'Alfa Romeo e Luca il più piccolo sta a casa con la madre.
Simone conduce una vita sregolata fatta di notti brave, a ubriacarsi, e nel frattempo inizia una relazione con una giovane prostituta Nadia, questo condiziona le sue prestazioni sul ring che spesso e volentieri sembrano modeste.
Tra i fratelli il più timido e il più buono è ovviamente Rocco, che dopo il servizio militare incontra Nadia e le da un barlume di speranza di un futuro migliore...tra i due nasce l'amore ovviamente quando Simone lo verrà a sapere stuprerà Nadia e picchierà il fratello, ma nonostante ciò Rocco capisce il dolore del fratello e rinuncia a quella relazione...
Simone e Nadia tornano insieme ma le cose peggioreranno ulteriormente tra i due.

Commento
E' un film che mi ha colpita tantissimo, quando lo vidi la prima volta, soprattutto colpisce il personaggio di Rocco che nonostate il grande dolore che gli procura il fratello è sempre pronto a dare una mano e a perdonarlo nonostante Simone sia il meno responsabile tra i due, anche quando Simone stupra la sua ragazza lo perdona sempre, si mette da parte negandosi la felicità che gli spetta di diritto, anche perchè quando Simone scopre la relazione tra lui e Nadia, non vedeva la donna da due anni, quindi non ha motivo di reagire in quella maniera.
Rocco resta un uomo solo, incompreso, anche quando i frtatelli gli dicono che facendo così sbaglia ed hanno ragione lui è sempre disposto a porgere l'altra guancia nonostante il dolore.
Rocco interpretato magistralmente da un giovane Alain Delon, che qui gli spetta una menzione speciale meritatissima, nonostante l'amore di Nadia cerca di avvicinarsi a un fratello che non comprende i suoi gesti, come al contrario fa Rocco con lui.
Il film si concentra per la maggioranza con il racconto del rapporto tra Rocco e Simone, gli altri fratelli pur essendo più maturi di Simone vengono raccontati come persone semplici del sud, onesti e sinceri.
La regia di Visconti poi da il tocco da maestro per creare un capolavoro da collezionare, come la sceneggiatura scritta tra gli altri da Suso Cecchi D'amico, Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Enrico Medioli, e Luchino Visconti, ha tutta l'aria di ispirarsi a quei film con James Dean ho respirato le atmosfere di Gioventu' bruciata con James Dean.
A differenza di Morte a Venezia questo film mi è piaciuto subito infatti grazie a questo film Visconti mi è entrato nel cuore.
Ben presto le cose per Simone peggiorano, ritornato con Nadia, comincia a fare debiti e questo gli causa la fine della sua carriera di pugile, al suo posto subentra Rocco che al contrario di Simone riesce molto bene ed è molto più bravo, non passa molto tempo che arrivano anche i successi, ma anche la vittoria più grande porta in se un grande dolore, il dolore per la perdita di Nadia uccisa da Simone.
La confessione della morte della ragazza porta alla disperazione Rocco e anche se i suoi fratelli disapprovano che aiuti Simone lui gli da una mano, ma non passa molto tempo prima che Simone viene arrestato dalla polizia.
Un film memorabile, con attori bravissimi, una pellicola da collezionare e da amare.


Memorie di una cinefila

Creando questo blog questa estate, poi lo spazio su MySpace e su Splinder, ebbi l'idea di creare una specie di diario online personale delle mie passioni e delle mie scoperte cinefile, ho scritto parecchie recensioni, ma finora non mi sono mai raccontata in prima persona, voglio farlo stasera, raccontandovi come grazie a David Lynch e Tim Burton scoprii i miei primi registi preferiti, anzi aspettai che li trasmettessero in televisione i loro films per registrarli tutti quanti e naturalmente per divorarli tutti quanti...poi naturalmente ebbi voglia di ricercare e di sapere...ricordo ancora le ricerche affannose che feci per il film Dracula di Bram Stocker di Francis Ford Coppola, era dicembre 1994, avevo vent'anni e mi accorsi in quell'anno che la mia non era semplice curiosità, anche se allora mi definivo semplice appassionata avevo la necessità di scoprire la settima arte e di conseguenza farmi una cultura cinematografica, di sapere tutto ma proprio tutto di films, attori e attrici che reputavo bravi.
Così ebbe inizio la sfortunata ricerca di materiale (perchè ahimè non possedevo proprio nulla di quel film quindi immaginate la mia tristezza) riguardante il Dracula di Coppola...decisi di comprare ciak e di collezionarlo proprio in quel periodo, e scherzo degli scherzi il numero di dicembre era esaurito. La mia collezione di Ciak inizio' con il numero di Gennaio 1995, così cominciai a cercare materiale di qualsiasi cosa attirasse la mia attenzione, anche se Dracula e il materiale dedicato a lui nn l'ho trovato ma pazienza...

Con Ciak scoprii la maggioranza dei registi e degli attori che mi piacciono anche se adesso è la rete la mia principale fonte di informazione perchè è di più facile consultazione ed è molto più comoda.
Grazie alla rete lessi migliaia di recensioni anche di film che molti critici trovano pessimi ma che a me personalmente hanno lasciato il segno, ho moltissimi guilty pleasures ovvero i film massacrati dalla critica ma che a me sono piaciuti, non li elenco stasera perchè devo fare una recensione su un film di Visconti che amo particolarmente...ve li racconterò a giorni se volete...

domenica 19 ottobre 2008

Il Grande Lebowski - di Joel e Ethan Coen

Trama
Jeffrey Lebowski, detto il "Drugo" un uomo squattrinato che passa il tempo a giocare a bowling, semidisoccupato e appena piantato dalla moglie, viene scambiato per un uomo la cui moglie deve molti soldi a un magnate della pornografia tale Jackie Treehorn, il bello che il marito ha lo stesso nome di drugo ossia Jeffrey Lebowski.
Dopo qualche giorno Bunny Lebowski scompare, il marito fa credere a Drugo che è stata rapita grazie a quattro balordi che continuano a chiedere un riscatto...
Nel frattempo "Drugo" cerca di scoprire il passato della donna facendo il detective dietro compenso, ma ben presto si accorgerà che Lebowski la sa più lunga di quanto fa vedere...

Commento
Uno dei migliori films dei fratelli Coen,qui giocano con il noir mischiato con la commedia infatti il film è ricchissimo di scene esilaranti come quella di quanto Walter fracassa con la sbarra i vetri di una automobile credendo che un ragazzino l'ha comprata con i soldi che servivano per il riscatto.
I Coen sono abilissimi nel presentare anche i personaggi come il folgorante inizio in cui dietro le note di una canzone western si vede un cespuglio roteare nel deserto e all'improvviso la scena si sposta in un supermarchet dove troviamo un uomo spettinato e trasandato "Drugo" appunto che è andato a comprare il latte per il suo cocktail preferito il White Russian che lui beve a litri, facciamo conoscenza di drugo attraverso le parola di un Cowboy che narra la sua storia, siamo nel 1991 durante la prima guerra del golfo, si vedono spezzoni di interviste a Bush senior, ma drugo non gli da molta retta, lui passa il suo tempo a giocare a bowling a fumare marijuana, mentre torna a casa ad accoglierlo due balordi che lo picchiano chiedendogli dei soldi, allora gliela fanno sul tappeto...non contento di questo va dall'uomo che cercavano quegli uomini per riprendersi il tappeto, per lui la storia finisce lì finchè non viene coinvolto in un presunto caso di rapimento da parte dello stesso uomo che ha il suo stesso nome...
I Coen presentano un gruppo di Idioti la cui menzione speciale spetta a Jeff Bridge qui nella sua interpretazione migliore, che non hanno affatto il fiuto investigativo, infatti il film è una parodia del genere in cui il divertimento è più che assicurato, da non sottovalutare il cameo del loro attore feticcio John Turturro nel ruolo di un giocatore di Bowling un po' schizzato.
I nostri Sherlock Holmes se vogliamo chiamarli così, non sanno da dove cominciare nelle indagini infatti quando cominciano a indagare fanno più casini invece di risolvere il caso, la chiave della soluzione infatti sta proprio in questa scelta...dell'omonimo di Drugo ovviamente...
Daltra parte anche Julianne Moore non sfigura tra gli attori che hanno recitato nel film, qui interpreta la figlia di Lebowski una pittrice vaginale che stringe un rapporto d'amicizia con Drugo e lo aiuta a modo suo nelle indagini...
Da collezionare



venerdì 10 ottobre 2008

Carrie, Lo sguardo di satana

Trama
Carrie White, è una timida studentessa con problemi di socializzazione dovuti al fanatismo cattolico della madre che vede il peccato in ogni semplice cosa, il giorno che le arriva il primo ciclo mestruale, viene dotata del potere di muovere gli oggetti con la forza del pensiero.
Carrie, che è da sempre oggetto di screzi e scherzi di ogni tipo dalle compagne della scuola, viene invitata al ballo di fine anno da un giovane a cui una ragazza gli aveva detto di invitarla...
Carrie nonostante la madre non vuole mandarla alla festa ci va lo stesso, non sospettando il crudele scherzo che una sua compagna di classe le ha preparato...

Commento
« Carrie, non hai toccato la tua torta di mele»«Mi fa venire i brufoli, mamma...»«Allora i brufoli sono la maniera per il Signore di preservarti casta! »

Carrie è un film che mi ha sorpreso molto, tratto dal romanzo omonimo di Stephen King è un opera che ti ipnotizza, finalmente stasera sono riuscita a vederlo tutto e sono felice di averlo fatto.
Ricordo che da piccola una volta vidi in un giornale la foto di Sissi Spacek coperta di sangue e mi impressionò tantissimo, a rivederlo il film stasera trovo che sia uno dei migliori films di Brian De Palma.
Menzione speciale alla grandissima Sissi Spacek, che ci regala un personaggio prigioniero di una madre padrona vittima del suo fanatismo religioso interpretata da una strepitosa Piper Laurie (ve la ricordate Catherine Martell di Twin Peaks? E' proprio lei), Carrie è vittima degli scherzi delle sue compagne di scuola il film si apre con una partita a pallavolo in cui Carrie sbaglia e non prende la palla, una di loro le da uno schiaffo in testa per rimproverarla, poi la scena si sposta negli spogliatoi, la cinepresa di Brian De Palma accarezza i corpi delle sue attrici come le ali di una farfalla, fino ad arrivare al corpo minuto di Carrie che si fa la doccia, la cinepresa segue i movimenti delle sue mani fino all'uscita del sangue mestruale, che provoca l'orrore nei suoi occhi, ed ecco che le altre ragazze della sua scuola cominciano ad attaccarla, in suo aiuto arriva la professoressa che la aiuta.
Carrie non è uguale alle altre ragazze, il fanatismo religioso di sua madre l'ha resa incapace di rapportarsi con gli altri così diventa lo zimbello della scuola, la cosa che mi ha sorpreso di questo film è proprio il personaggio di Carrie, ci voleva Sissi Spacek per interpretarla e la interpreta così bene che subito ti conquista, vorresti tifare per lei perchè capisci che infondo non è cattiva i veri cattivi sono coloro che durante il ballo della scuola le buttano addosso il sangue di maiale in uno scherzo crudele che mette in ridicolo la sua persona, questo è troppo, adesso lei usa i suoi poteri per vendicarsi di tutti perchè non ne poteva più di essere oggetto di screzi di tutti quanti, c'è una scena che segnalo, però dovete vedere attentamente il film fate attenzione a prima che il sangue le cade addosso, Amy Irving che interpreta una delle compagne di Carrie sembra sia d'accordo con quelli dello scherzo, poi si allontana, la professoressa guarda la scena e rimane ferma, la ragazza la avverte della situazione e la butta fuori, alla fine quando è sudicia di quel sangue stanno tutti in silenzio, ma solo per un momento, poi Carrie stessa sente gli avvertimenti della madre che prima di andare al ballo le diceva che tutti avrebbero riso di lei...dopo di chè si sente una fragorosa risata, una delle scene più tristi e più raccapriccianti che ho mai visto.
Qui scatta la vendetta di Carrie che a uno a uno usando i suoi poteri li elimina tutti...non dico di più perchè altrimenti rovinerei la sorpresa a chi ancora non l'ha visto, anche perchè il finale è una di quelle sorprese che non ti aspetteresti mai che succedessero.
Il film è una lucida analisi del diverso e De Palma è talmente bravo in questo film supportato da una sceneggiatura scritta da Lawrence D. Cohen e musicato dal nostro Pino Donaggio, verso chi ha subito per anni la segregazione da parte di genitori (in questo caso la madre) fanatici religiosi, ed è anche l'analisi di una persona che ha voglia di vivere normalmente come tutti gli altri, di essere come tutti gli altri, infatti una delle scene più belle è senza dubbio quella in cui dice perchè non me l'hai detto? (per via dell'arrivo del ciclo in cui lei non sapeva assolutamente nulla) lei si accascia piangente e sua madre la rinchiude nello stanzino...
Una sola parola che è anche un consiglio appassionato per questo film
Vedetevelo!

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...