domenica 28 novembre 2010

Il Labirinto del Fauno

Già nell'incipt ti sembra di entrare in una favola perduta, una fiaba aldilà del tempo e dello spazio, dove si narra di una principessa di un mondo sotterraneo che è andata sulla terra e dopo aver visto il sole è morta, così si arriva ai tempi della seconda guerra mondiale, dittatura franchista, Ofelia viaggia con la madre, in avansato stato di gravidanza per raggiungere il nuovo marito, il tirannico capitano Vidal (siamo all'epoca della dittatura Franchista in spagna) Ofelia è una bambina che crede nel mondo fantastico e nelle favole, ha un cuore innocente, ma ha dimenticato chi è in realtà, per costruire il suo passato e chi è veramente dovrà superare delle prove, e attraversare il labirinto del fauno per tornare nel mondo che le appartiene, un film coinvolgente è bellissimo, molto toccante, Guillermo del toro dirige un opera che incrocia la crudeltà umana (Vidal è capace di uccidere a sangue freddo chiunque ostacoli il suo cammino) che l'innocenza per le cose perdute, per i sogni dei bambini, capaci di guardare aldilà degli occhi degli adulti, un film che si pone a metà tra il fantastico e la favola horror, ma non è un horror dove scorre sangue, non c'è niente di impressionante, ciò che è impressionante è semplicemente la crudeltà degli esseri umani, adulti,  capaci solo di sottomettere gli innocenti per i loro interessi, non solo di sottometterli ma anche di trucidarli, l'orrore della guerra è rappresentato per quello che è e con tutto questo orrore sarà Ofelia a salvare l'unico innocente che rischia davvero grosso a costo della sua stessa vita, sarà questa l'ultima prova che dovrà affrontare, una delle scene che più colpiscono è quando il fauno stesso le da una pianta in grado di far stare bene sua madre, che stabilirà un legame tra il mondo del fauno e la vita dell'unica persona che può amare una bambina innocente, ovviamente nessuno crede a Ofelia, ma non vi sarà una via d'uscita si suppone  
ma sarà ovviamente il suo coraggio a salvarla oltre che il suo buon cuore.
Uno splendido film che per me è un piccolo capolavoro capace di toccare il cuore degli spettatori e di commuoverlo, bravissimi gli attori straordinaria la colonna sonora come le scenografie Guillermo Del Toro si conferma un ottimo autore di genere fantastico horror, da tenere assolutamente d'occhio fate attenzione al finale, che non vi dico per non rovinarvi la sorpresa.
Assolutamente da non perdere

mercoledì 3 novembre 2010

River Phoenix

Noi ragazzi che eravamo adolescenti negli anni ottanta non possiamo dimenticare questo giovane e talentuoso attore, River Phoenix, ormai sono diciasette anni che è morto, eppure sembra sia diventato un icona per molti di noi e la cosa che più sorprende e che persino ragazzi delle nuove generazioni lo conoscono e si sono avvicinate a lui, su un libro ho letto che è stato una meteora, io non sono d'accordo, io sostengo che sia un mito alla pari come James Dean e Marylin Monroe, e di talento Phoenix ne aveva tanto, a differenza di altri attorucoli che vanno tanto di moda oggi lui era bravissimo, lo posso sostenere oggi che veramente ho continuato a seguirlo grazie ad alcuni amici sia della mia generazione che della nuova generazione, sembra strano ma è così.
Lui era già famoso quando Johnny Depp faceva ancora 21 Jump Street in tv, lui era già un attore affermatissimo e richiestissimo, e non nascondo che la sua morte ha colpito molto anche me, oltre che tutto il mondo del cinema ovviamente, sembra che con la sua fine sia tramontata un era e ne sia nata un altra, e a proposito della sua morte, rimangono ancora insoluti vari enigmi legati ai Childrens of God la setta di cui faceva parte lui e la sua famiglia e i possibili abusi sessuali di cui ha parlato, come rimane anche un enigma la sua morte, nel forum di cui trovare il banner in questo blog ne parliamo spesso, soprattutto dell'impossibilità del decesso dovuto ad overdose...
La cosa spaventosa è che ci sono state delle speculazioni vergognose, come la pubblicazione di una foto nella bara, o di un video ovviamente montato dove si vede un giovane pieno di sangue, non le metterò in blog perchè anche io sono contro queste speculazioni, resta comunque il fatto che River era un grande attore, se fosse vivo sicuramente sarebbe diventato la star sicuramente molto più grande di attori che ora idolatriamo, e magari alcuni film interpretati da altri divi sarebbero stati interpretati da lui, che sarebbe Intervista con il vampiro con River? Me lo domando spesso anche io, comunque sia River è entrato nel mito degli intramontabili del cinema, e credo che ci rimarrà per sempre.

domenica 31 ottobre 2010

Wall Street - Il denaro non dorme mai

Un buon film, nonostante sia un sequel dello storico Wall Street, film che ha fatto vincere l'oscar come attore protagonista a Michael Douglas che qui ritroviamo nei panni di Gordon Gekko, appena uscito di prigione deve ritornare alla vita normale, tutto sembra far capire che è un altro uomo, un uomo nuovo, cambiato, un uomo che vuole far pace con la figlia (Carey Mulligan già vista nel film An Education) che sembra aver chiuso con lui, ed è l'unica che non crede alla sua redenzione, nonostante il fidanzato gli chieda di aiutarlo in una operazione per vendicare l'amico e mentore che si è gettato sotto un treno perchè ha perso la sua azienda.
Il Revival anni ottanta propone il seguito di un film che è stato uno dei simboli degli anni ottanta Wall Street e sembra che il famoso monologo dell'avidità sia ormai diventato una legge in questo seguito, Gordon saprà giocare le sue carte avidamente come è sua abitudine, infatti non è cambiato proprio per niente, è sempre uguale  nonostante gli avvertimenti della figlia di Gekko.
Michael Douglas è sempre impeccabile, molto convincente, sia nel ruolo che interpreta sia per l'intelligenza con la quale riprende il personaggio che in un certo senso lo ha allontanato dall'immagine di suo padre, è un po' invecchiato ma sembra che Gekko sia cucito apposta per lui sia nel primo capitolo che in questo nuovo film, Shia La Beuf invece mi è sembrato il bamboccino di turno la sua interpretazione è buona ma non memorabile, (che differenza con Charlie Sheen, che qui ritorna in un cameo ma quella era un altra epoca) Carey Mulligan è deliziosa e bravissima non perde mai di vista la solitudine del suo personaggio, il suo è un ruolo abbastanza complesso e riesce ad essere se stessa. La regia di Oliver Stone è asciutta, sincera, e verace, dirige il film come un direttore d'orchestra dirige una sinfonia, in sostanza un buon film, davvero, sono stata sorpresa dopo la visione, anche se il primo capitolo resta un capolavoro a confronto.

venerdì 29 ottobre 2010

Shining

E con immenso piacere che recensisco il mio horror preferito, per me è il must dei must dei film horror, ovvero il miglior horror di sempre, nessun altro horror che fin ora ho visto lo eguaglia, nella mia personale classifica si merita il primo posto in assoluto.
Alla regia poi c'è il genio Stanley Kubrick, il più grande regista di tutti i tempi che dopo aver girato lo straordinario per me e per tutti gli estimatori di Kubrick Barry Lindon, che ingiustamente è stato incompreso da molti, decide di fare un film di genere, per attirare il pubblico,  e decide di tradurre per lo schermo il romanzo di Stephen King, risultato il film è diverso dal romanzo, (personalmente non l'ho letto) e si dice che il film sia molto più pauroso rispetto alla versione di King che poi ha fatto fare il remake per la tv e dopo si è accorto che la versione di Kubrick superava di gran lunga la versione televisiva, ci sono parecchie scene da pelle d'oca, quella che fa impaurire tutti è quando appaiono le due gemelle (ispirate da una foto di Diane Arbus grande amica di Kubrick) morte ricoperte di sangue, a me fa paura anche adesso la scena del bagno quando Jack entra nella stanza in cui non è possibile entrare altrimenti i fantasmi ripopolano l'Overlook Hotel - albergo costruito sopra un cimitero indiano  quindi già di per se abbastanza maledetto e inquietante - e c'è la donna bella che lo abbraccia e poi diventa uno zombie che lo insegue, quella scena per me è da panico assoluto, Jack Nicholson in una delle sue migliori interpretazioni è l'unico che può interpretare Jack Torrence, Shining è stato anche di ispirazione a Kubrick per la sua ultima opera Eyes Wide Shut per alcune scene, iniziamo? Andiamo...
Dunque la storia ruota attorno a Jack Torrence che accetta di fare il guardiano d'inverno all'Overlook Hotel, la solitudine, l'ambiente rinchiuso e alcune storie riguardanti delitti che si sono consumati all'Overlook fanno piano piano discendere verso la follia Jack, come è successo con un altro uomo che ha massacrato la sua famiglia, il piccolo Denny, ha il dono della luccicanza, ovvero riesce a vedere e a percepire oscure presenze o fantasmi e a parlare tramite il pensiero, ed è grazie a questo dono che il bambino riesce a capire che l'albergo è teatro di strane presenze ancor prima che il padre accetti il suo incarico, e ancora prima che il padre telefoni per dare la notizia alla madre che ha accettato di essere custode dell'albergo.

Stephen King inizialmente ha osteggiato la versione cinematografica di Kubrick dicendo che il romanzo era molto meglio del film (capita con tutti è vero se riuscirò a leggere il romanzo poi scriverò un articolo a riguardo) Kubrick disse come risposta che il romanzo non era tutto questo capolavoro, ma nonostante ciò il film E' e RESTA un CAPOLAVORO, nonostante abbia visto anche l'esorcista, e Rosemary's Baby (altro capolavoro horror che spero di recensire presto) Shining possiede una qualità che sa colpirti alla prima visione e ti resta impresso per sempre, poi ognuno può avere diversi pareri io la penso così per me è il più grande Horror di tutti i tempi, e questo mi basta.

martedì 26 ottobre 2010

Non Ti Muovere

Sergio Castellitto dirige la versione cinematografica del best seller di Margaret Mazzantini (sua moglie) Non ti muovere, regalando a Penelope Cruz il suo ruolo più bello e agli spettatori un film d'amore straziante, che resta impresso a lungo.
E' la storia di un uomo Timoteo che dopo l'incidente in motorino della figlia rievoca la sua vita e tramite un dialogo immaginario con la figlia ricorda un amore rimosso, quello con Italia, che dopo averla violentata perchè è ubriaco se ne innamora perdutamente, Italia è una giovane ragazza povera ed emarginata, violentata dal suo stesso padre, che diventa per Timoteo la donna della sua vita, nonostante abbia una moglie a cui piace stare al centro dell'attenzione, e che ama la sua vita borghese, a Timoteo quella vita sta stretta, ed è grazie all'incontro con Italia (Castellitto ha definito il personaggio un rospo in minigonna) che scopre l'amore, quello vero, lei lo tratta con semplicità con amore, e lui fa altrettanto, ma è un amore troppo grande il cui ricordo torna quando lui prova il dolore dell'incidente di sua figlia Angela, la cui paura fa riapparire Italia come un fantasma, seduta su una sedia per stargli vicino come ha sempre fatto, un amore che era tenuto come un segreto, infondo al suo cuore, lui rievoca quell'amore, quella passione proibita ma nello stesso tempo molto vera, lo si può constatare nella scena in cui lei gli fa mangiare gli spaghetti e le loro mani si incontrano per caso, nonostante sua moglie non ha mai sospettato nulla, troppo presa dalle frivolezze della vita per non accorgersi dell'infelicità di suo marito.
Non ti muovere è un film coinvolgente e commovente, che esplora il lato segreto della vita di un uomo che in una piccola povera donna ha scoperto il vero amore è Italia la sua vera moglie, colei che lo ha amato veramente e colei che lui ha amato sul serio, Non ti muovere è un piccolo grande film italiano diretto da uno dei migliori attori italiani viventi che merita davvero di essere collezzionato. Penelope Cruz è bravissima da alcuni paragonata per questo ruolo alla grande Anna Magnani, la sua interpretazione è semplicemente favolosa.

lunedì 18 ottobre 2010

La Diva Julia

Come avevo promesso mesi fa ecco un articolo dedicato ad una delle mie attrici preferite, Julia Roberts, contrariamente a quello che il pubblico ama a me piacciono i suoi film poco amati come Mary Reilly dove è straordinaria e soprattutto Tutti dicono I Love you.
Chi dice che non sa recitare o che non è un attrice "all'altezza" di altre dive come ad esempio Nicole Kidman dovrebbe ricredersi nel vedere i suoi film soprattutto Mary Reilly che per me è e resta la sua migliore interpretazione, ma la sua carriera non si ferma solo alle commedie di facili guadagni, ci sono film d'autore come Erin Brokovich, oppure Confessioni di una mente pericolosa diretta da George Clooney, sinceramente a me piace moltissimo, ma anche Closer dove è diretta da un grande regista quale è Mike Nichols in cui recita accanto a Jude Law e a Clive Owen in cui recita finalmente in un ruolo più disinibito chissà perchè ma a me piacerebbe vederla in un ruolo di cattiva, sarebbe sicuramente un personaggio intrigante e lei lo farebbe anche molto bene.
Mi è piaciuto anche il ruolo che ha fatto con Tom Hanks la guerra di Charlie Wilson, in cui per la seconda volta è stata diretta da Mike Nichols, Julia è brava, e come attrice merita di essere vista e riscoperta come diva anche perchè no? Ma ciò che resta ed è importante è il talento e Julia ce l'ha e senza quello non si va avanti per niente, quindi non limitatevi a definirla una nuova Meg Ryan che non può essere confrontata con Julia e i ruoli che ha fatto, guardatevi questi film ve li elenco poi in seguito li recensirò ma voi fatelo ok? Poi mi darete ragione.

Mary Reilly
Tutti dicono I Love You
Closer
Confessioni di una mente pericolosa
Ocean's Eleven
Mona Lisa Smile
La Guerra di Charlie Wilson
a letto con il nemico

Splice

Due scienziati creano una creatura mescolando vari dna sia umano che animale, nella prima parte si nota moltissimo il senso materno nei confronti della creatura della scienziata donna, nella seconda parte i ruoli si invertono.
Vincenzo Natali dirige un film piuttosto controverso, ispirandosi piuttosto alla lontana a Cronenberg anche se nelle sue mani sarebbe stati di sicuro un capolavoro, questo film anche se è interessante e può piacere ha delle scene piuttosto disturbanti, basti pensare alla prima parte, ma soprattutto è nella seconda parte che rivela il lato psicologico dei protagonisti, come la crudeltà della scienziata e l'attrazione che esce fuori tra Dran e lo scienziato che poi finiranno per far l'amore.
Ecco il film si perde un po' nella seconda parte, quando avrebbe potuto sottolineare anche i lati più controversi come ad esempio sottolineare fin dove si può spingere un essere umano per mettersi al posto del creatore e creare artificialmente una creatura ben più superiore a lui, basti pensare che può saltare e può anche volare e ha una forza superiore agli umani, ma soprattutto quali conseguenze ci possono essere in tutto ciò? Questo Natali non lo sottolinea con rammarico nostro, e se l'avesse fatto la pellicola sarebbe stata ancora più interessante, poteva benissimo evitare il lato sessuale fatto per attirare di più il pubblico, non basta rivelare solo il lato crudele della scienziata che imita la propria madre per "educare" Dran Peccato anche se devo dire il film l'ho trovato interessante questo si gli effetti, sono sorprendenti, è il copione che pecca un po' di superficialità ed è una occasione mancata.

venerdì 15 ottobre 2010

La Vita è bella

Ambizioso, straordinario, commovente, La vita è bella è tutto questo e molto più, con una semplice domanda Benigni regala al mondo intero quello che è il suo film migliore, osannato dalla critica e strapremiato in tutto il mondo, quella semplice domanda è la seguente, si può far ridere parlando dell'olocausto? Con una serie di scene e situazioni ora goliardiche soprattutto all'inizio vedi la sfilata iniziale a scuola per conquistare Dora la sua amata principessa, ora drammatiche come quando deve spiegare al suo bambino che tutto quello che succede è un gioco a gara, in cui si vince un carro armato vero.

Non è un film facile, nelle mani di Benigni diventa un apologia al mistero della crudeltà della vita, in cui un padre deve colorare di buono ciò che in realtà non lo è, commovente la scena in cui dopo che lavora come un cane a prendere le incudini abbraccia suo figlio e gli dice che non poteva stare lì appoggiandosi ai letti per la stanchezza, un padre sfiancato e distrutto, la cui unica colpa è quella di essere un ebreo, nonostante ciò si viene conquistati dal fatto che è l'amore per suo figlio che lo fa andare avanti, l'amore per sua moglie che pur non essendo ebrea sceglie di salire sul treno accanto a suo marito, come non si può piangere quando lui le lascia un messaggio Buon giorno principessa, ti ho sognata tutte le notti e il bambino urla MAMMA!!! e racconta cio' che fanno.
Come suggerisce il titolo del film la vita è bella, perchè è dall'amore che nasce la vita, e dal grande amore per la sua famiglia che va avanti con coraggio persino all'ultimo sceglie di salvare suo figlio in tutti i modi possibili, cerca anche di non farlo soffrire, soprattutto anche perchè come si può spiegare a un bambino il dramma dell'olocausto? Come si può spiegare la brutalità dell'odio di una ideologia sbagliata a un innocente? Perciò Guido fa si che tutto diventi un gioco, una gara per poter fargli passare con leggerezza e senza traumi la vita al campo di concentramento. Benigni qui è al suo apice, in seguito non raggiungerà mai più un livello simile di cinema ma però grazie a questo film sarà l'unico attore italiano a vincere la statuetta come miglior protagonista, la vita è bella è un film che è entrato nella storia del cinema e che a tutt'oggi ha fatto epoca, è un capolavoro non si può dire altro di questo film.



mercoledì 13 ottobre 2010

L'estate di Kikujiro

Emozionante, incantatore, coinvolgente, ci vorrebbero centomila parole per descrivere l'entusiasmo dopo la visione di questo capolavoro che con i 400 colpi di Truffaut è uno dei più bei film sull'infanzia che abbia mai visto, Takeshi Kitano torna e regala al mondo questa meraviglia di film l'unico dove parla molto, nelle altre pellicole non parla quasi mai, e racconta la storia di un bimbo che vuole partire per cercare la sua mamma, e chiama Kikujiro signore sempre per tutto il tempo del film, lui è scorbutico con gli altri ma protettivo con il bambino, che lui ha deciso di accompagnare, in realtà sono molto simili, anche lui è in cerca di qualcosa del suo passato e di alcune domande in cui vuole avere una risposta, questo viaggio per queste due anime diventa un viaggio metaforico alla ricerca di se stessi, delle proprie radici, e del proprio passato, così per il bambino colora e rende pulito, buffo ciò che per il bambino è difficile accettare e sopportare, si trasforma in clown per fare ridere il bambino, soprattutto nei momenti più duri, non è facile fare accettare la realtà, soprattutto se a viverla è un bambino innocente.
Un film poetico solare e dolcissimo, supportato da una colonna sonora gradevolissima che conquista e sembra scritta apposta per il bambino, anzi gli sembra cucita addosso, stupenda anche la regia di Kitano, che risulta credibile in un film il cui genere non è il suo, un film tanto semplice quanto complesso, un capolavoro che davvero riesce a conquistare anche il più duro di cuore, tra le scene più divertenti, ci sono le scommesse della corsa ai cavalli e quando per fermare una macchina e chiedere il passaggio mettono una pietra sulla strada, poi quando incontrano i motociclisti e fanno ridere il bambino facendo giochi con lui, Consigliatissimo e soprattutto Collezionatelo perchè questo film è un Capolavoro, ne rimarrete conquistati.

Io Sono L'amore

La Famiglia Ronchi, titolari di una industria tessile, Emma la moglie straniera di Tancredi, sposati senza amore vivono con i loro figli in un suntuoso palazzo, e appartengono all'alta borghesia, la loro vita è fatta di feste e ricevimenti, ma sembra che sia una vita superficiale, senza slanci emotivi almeno finchè non irrompe nella famiglia Antonio, un amico del figlio di cui Emma si innamora e inizia con lui una relazione, scopre l'amore per questo giovane, ma attorno a questa relazione, piano piano vengono fuori i segreti dell'intera famiglia, Tancredi prigioniero del suo ruolo di proprietario ricco della fabrica e dell'ipocrisia ed è incapace, Edoardo che sceglie di non seguire cosa la famiglia voleva fare per lui, e apre un ristorante, la figlia si scopre lesbica...insomma tutto il mondo costruito da questa famiglia cambia radicalmente, perchè tutti i membri della famiglia prendono direzioni diverse da quelle che hanno preso inizialmente.
Luca Guadagnino dopo il deludente Melissa P torna con questo film ispirandosi ad autori come Visconti, però a differenza di Visconti sembra che sia intrappolato da una certa freddezza di stile che appesantisce senza fare sviluppare maggiormente i personaggi, bravissima come sempre Tilda Swinton che ha prodotto il film.
Nonostante ciò l'ho trovata una pellicola piuttosto interessante, anche se un po' di slancio emotivo in più avrebbe giovato, sia alla storia che ai personaggi, Guadagnino dovrebbe imparare di più a sottolineare le emozioni, invece di ispirarsi ad altri autori non tenendo presente i loro sentimenti. Da Vedere.

Premio Dardos

Anche la fabrica dei sogni ha deciso di premiare i suoi 15 blogs preferiti scusandoci per l'enorme ritardo ma come dico sempre io meglio tardi che mai ^^
Si ringrazia il blog RDF di Ale Jo per la nomination e per il premio

Il premio DARDOS viene assegnato dai bloggers ai quei blog meritevoli per i contenuti di carattere culturale, etico e/o letterario. 

è previsto un semplice regolamento. chi viene nominato negli elenchi è invitato a:

1) accettare e comunicare il regolamento, visualizzando il logo del premio;
2) linkare il blog che ti ha premiato;
3) premiare altri 15 blog meritevoli, avvisandoli del premio.


                                                                                               La Fabrica dei sogni ha deciso di premiare


                                          Eyes Wide Ciak
                                Pensieri Cannibali
                                Le recensioni di Robydick
                                DNA Cinema
                                RDF - Recensioni di film
                                Va e Vedi - il cinema dallo sguardo umano
                                Riflesso Cinefilo
                                Pop Corn & Macchine da scrivere
                                Bandeàpart
                                Oltre Il Fondo
                                Cinema e Dintorni
                               Tystnaden
                                The Bad Color
                                Antoine Doinel et Ses Copains
                              

lunedì 11 ottobre 2010

Monsoon Wedding

Mira Nair dirige questo film assolutamente delizioso e coloratissimo, dipingendo un po' il mondo di Bollywood un film che riunisce due famiglie i cui giovani si sposano per un matrimonio combinato ma che piano piano conoscendosi si innamorano, ma è anche un film sulla famiglia, e sui segreti celati per tanto tempo e mai nascosti che vengono alla luce subito dopo aver ospitato un lontano parente che "gioca" tra virgolette in modo improprio con la figlia di sua nipote in cui quando aveva 13 anni lui voleva insegnare a baciare come fanno i grandi, Mira Nair non svela mai del tutto il trauma subito dalla ragazza, ma lo fa intuire allo spettatore.
Anche la sposa ha un segreto che rivelerà al suo promesso sposo , ma alla fine tutto si rimette apposto come nelle migliori storie tutto va con un lieto fine al quanto colorato e allegro.
Costumi, suoni, scenografie dipingono quello che è un matrimonio indiano in un film originale e divertente, una commedia con una leggerezza che è simile a una sinfonia, alla fine persino i cattivi vengono allontanati, e tutto si conclude con una festa sfarzosa e allegra sia prima che dopo il matrimonio. Con questo matrimonio si uniscono due famiglie indiane, una che vive ancora in india, l'altra trapiantata in america e si nota la mescolanza di gusti e stili orientali e occidentali.
In conclusione un film per tutti, colorato, allegro, una commedia di buoni sentimenti che merita davvero un posto in una ideale videoteca cinefila.

Sotto la sabbia

Sotto la sabbia racconta di una donna (Marie, una splendida Charlotte Rampling) che con il marito passa qualche giorno di vacanza al mare, tutto sembra scorrere normalmente fino al giorno dopo, il cui consorte scompare dopo essersi buttato in acqua per un bagno, da quel momento Marie vive in uno stato di realtà parallela, come se avesse messo la testa sotto la sabbia, come suggerisce il titolo del film, una realtà in cui è come se non fosse successo niente, semplicemente ha rimosso l'accaduto, ed è incapace di provare anche emozioni, sentimenti, vive in uno stato di apatia surreale, come se nulla in realtà fosse accaduto, una situazione piuttosto controversa e contorta che le impedisce di affrontare la realtà e di continuare a vivere, costruendosi una sua realtà alternativa, Ozon si sofferma spesso su Marie, e sulle persone che la conoscono, e le loro reazioni di fronte a quello che è successo, la vita scorre normalmente perchè lei ha deciso di rimuovere l'accaduto, ed è totalmente incapace di affrontarlo e di guardare se stessa e un nuovo amore che le si presenta, in un certo senso preferisce vivere NELLA SUA TESTA piuttosto che affrontare una nuova situazione, persino con la suocera è incapace di comunicare, quando però gli agenti della polizia le danno la notizia di aver trovato il marito, e lei che precedentemente ha riconosciuto anche gli oggetti personali dopo aver visto  il suo corpo rifiuta di riconoscere la morte del marito e di fare in modo di continuare con la sua vita di sempre, in un certo senso Marie è incapace di continuare a vivere
anzi, si rifiuta di vivere senza la presenza del marito, fino a quando non ritorna nella spiaggia dove finalmente per la prima volta scoppia a piangere, e quella figura del finale, figura anonima in cui lo spettatore non riuscirà mai a comprendere se ha fatto pace con se stessa oppure è riuscita a elaborare il lutto indica qualcosa che sfugge, sarà la figura del marito? (che vede solo lei) In cui si rifugia rifiutando di continuare a vivere? Oppure è finalmente pronta per intraprendere la sua strada? Il finale è aperto, allo spettatore spetta la sua interpretazione e il suo parere. Ottimo.


domenica 10 ottobre 2010

Inception

Inception è più di un film, è un esperienza che ti porta al di là dell'immaginazione del tuo inconscio, ti porta ad esplorare nei meandri della mente umana per poi manipolarla come decidi di fare, esistono due mondi in inception il mondo della veglia e il mondo dei sogni, con le sue regole precise in cui due minuti nel mondo reale sono un ora in quello dei sogni, Dom Comm (un bravissimo Leonardo Di Caprio) riesce ad entrare nella mente delle persone, precisamente nei loro sogni per rubare informazioni, non vede i suoi figli da molto, moltissimo tempo ed è ricercato dall'fbi...
Un giorno Saito gli fa una proposta quella di immettere informazioni nella mente di una persona, l'offerta è allettante, e alla fine accetta.
Nolan ritorna dopo il deludente (per me, ma è una cosa personale) The Dark Knight, e non c'è bisogno di dire che è un film incredibile no? Più che incredibile, credo sia la sua opera più matura, più coinvolgente, riesce ad incantare lo spettatore dall'inizio alla fine.
Ma Inception offre tantissimi spunti di riflessione sull'uomo, sul suo ingegno, e sulla vita offrendo diversi interrogativi che cos'è un idea? Da dove nasce e dove può portare? Se da un lato abbiamo l'inconscio di coloro in cui Dom Entra, non mancano mai i suoi ricordi, i suoi rimpianti, i suoi momenti tristi, i suoi sogni, i labirinti della mente dell'uomo non si possono sempre manipolare a proprio piacimento, non senza subire delle conseguenze bravissima anche Marion Cotillard, nel ruolo della moglie di Dom che risulta credibile in un ruolo piuttosto complesso di una persona non reale, tantissime le scene incredibili vedi foto sopra quella in cui il collega di Dom litigando con un uomo fluttua nell'aria ma soprattutto quella di Dom racconta come  è morta sua moglie.
In sostanza un film piuttosto innovativo, un opera interessante che farà sicuramente parlare di se, contrariamente a molti autori surreali Nolan non tocca la carta del surrealismo (e fa bene) ma mette un altro mondo (quello dei sogni) come fosse un entità assestante in cui l'uomo la può manipolare a suo piacimento secondo una volontà propria,
CAPOLAVORO.

sabato 9 ottobre 2010

Stardust Memories

Uno splendido omaggio al cinema questo Stardust Memories, all'epoca un po' sottovalutato io credo ingiustamente dalla critica che lo considerava il suo peggiore film, io l'ho visto, e non condivido assolutamente questa opinione, io credo sia uno dei suoi film più belli, come Io e Annie o Match Point (che resta il suo miglior film in assoluto tra quelli che ho visto), ispirato vagamente anche a Fellini e al suo otto e mezzo è la storia di un regista che fa il punto della sua carriera con il pubblico e gli addetti ai lavori, non mancherà di fare il punto anche sulla sua vita, con le donne che ha amato e che lo ameranno in futuro, un viaggio a ritroso della memoria e del tempo, il ritratto di un artista, e di un uomo davvero molto originale, non è il rifacimento di otto e mezzo, non credo che Allen sia talmente fuori di testa nel rifare Fellini, però è come se parlasse un po' al suo pubblico, a coloro che vedono il film, scoprono la sua vita, un bellissimo ritratto di un genio quasi incompreso a tratti anche Bergmaniano (autore per altro amatissimo da Allen), riflette interrogativi, sulla vita, sull'arte, sull'amore e sul cinema, oltretutto è ambientato nel mondo del cinema, ma che cosa spinge un uomo a rievocare la sua vita quasi a metterla in discussione? Le sue Scelte? Oppure l'approccio sbagliato che hanno le persone alla visione dei suoi film? Oppure anche il rapporto con gli studios? Aspra critica amara di Allen verso gli studios...Allen racconta un po' se stesso, al suo pubblico a cuore aperto, forse anche troppo, per questo alcuni quando uscì non lo hanno apprezzato, resta comunque un piccolo gioiellino da collezzionare
da notare anche il cameo di Sharon Stone all'inizio del film che manda un bacio ad Allen e poi il treno parte e se ne va, a proposito di inizio somiglia molto a quello di otto e mezzo se Fellini ha usato le auto Allen ha usato i treni Capolavoro.

Strange Days

James Cameron e Katherine Bigelow insieme si uniscono ed esce fuori strange days ai tempi è stato salutato come il nuovo Blade Runner, io dico che è molto diverso, ma ugualmente stupendo, apparte il fatto che come film di fantascienza è incredibile, adrenalinico coinvolgente Ralph Fiennes riesce a interpretare qualsiasi ruolo che gli propongono (come attore è uno dei più bravi) e con questo Strange Days non fa una piega, (essendo il protagonista) altrettanto brave Angela Bassett e Juliette Lewis cantante succube del suo pigmalione ora nuovo fidanzato che Lenny (fiennes) dopo aver fatto un trip con il disco virtuale in cui viene registrata l'esperienza di un altra persona che lui vivrà quasi in diretta scopre che una ragazza è stata stuprata e uccisa e lui sospetta che il colpevole sia il fidanzato della sua ex...
Non è tutto come ci appare, infatti il finale è a sorpresa, ma già verso la fine si comincia a intuire qualcosa, la Bigelow è davvero una rivelazione, è il primo film che vedo diretto da lei e direi che talento ne ha da vendere, se poi alla produzione c'è anche James Cameron beh non possiamo che mettere il dvd nel lettore rilassarci e goderci due ore e mezza di film senza che si senta troppo della durata, scorre via che è una meraviglia, e per un film di fantascienza che è uscito prima di Matrix direi che siamo sulla strada giusta per divertirci e appassionarci alla trama, per chi ama la fantascienza è davvero unico, per chi non la ama molto direi che è quello adatto per avvicinarlo al genere - almeno lo spero . Collezzionatelo

Defiance i giorni del coraggio

Un altra storia di coraggio, tratta da un fatto realmente accaduto, diretta da Edward Zwick, è la storia di due fratelli che durante l'occupazione tedesca creano la resistenza armata contro gli invasori Nazisti, dopo aver visto la famiglia massacrata, una storia di coraggio che ahimè non sottolinea in profondità le ragioni dei protagonisti, i loro sentimenti, le loro azioni, coinvolge poco e non riesce a catturare lo spettatore, a sensibilizzarlo, a fargli provare qualche sentimento oppure empatia verso i protagonisti, è questo il vero difetto del film troppo concentrato sul coraggio dimentica di sottolineare il punto di vista dei suoi protagonisti, i loro amori, la loro vita, la loro lotta verso la libertà è descritta bene, però non si vedono scontri con i tedeschi nulla, questo è  un difetto che avrebbero potuto correggere in fase di sceneggiatura, però c'è il gusto della vendetta, la lotta per la libertà e una nuova vita che sta per venire al mondo nonostante i divieti del campo di chi fa la resistenza, comunque è una pellicola piuttosto attuale che con una solida sceneggiatura e una regia colta a puntino magari poteva essere qualcosa in più di un semplice film di intrattenimento, d'altronde sulla seconda guerra mondiali esistono tanti film, ma sono pochi quelli che colpiscono al cuore senza dubbio Defiance non è tra questi, non ha il mordente di Va e Vedi, non rasenta la commozzione del capolavoro di Spielberg Shindler's List, peccato.

giovedì 7 ottobre 2010

Daisy Vuole solo giocare

Inquietante, a tratti sconvolgente, come si fa a non fidarsi di una bambina dal volto angelico che sembra autistica e che ha bisogno d'amore? E' questo che pensa Marta giovane donna incinta che per far nascere il bambino che aspetta e stare serena in gravidanza ha deciso di andare in Irlanda, un giorno incontra Daisy che la invita a giocare "vuoi giocare con me?" Qui inizia l'incubo.
I rimandi a Rosemary's Baby mi sembrano fuori luogo anche se ho letto in giro il contrario, ma il film è molto simile a il presagio di Donner e soprattutto all'innocenza del diavolo con Macually Culkin
non un horror, ma una via di mezzo in cui anche la persona all'apparenza innocente può nascondere una crudeltà che non si immagina, infatti Daisy viene allontanata da tutti i cittadini che abitano vicino a Martha e a suo marito credendo sia una fata malefica frutto di una antica superstizione, ma Martha non vuole credere alle parole dei suoi vicini e prende la bambina con se e la cura come una figlia, ma fa bene? Oppure i suoi vicini hanno ragione ad allontanarla?
Il film è un continuo rimando a citazioni, inquieta, non è un capolavoro però si fa vedere bene è intrigante e ha il pregio di saper giocare con lo spettatore al gatto con il topo...vedetevelo, lo volete collezionare? Ma si dai!

Next

Chris Johnson fa l'illusionista a Las Vegas, ha un particolare dono, di vedere due minuti del suo futuro, questa particolare dote gli permette di vedere in anticipo cosa succede nella sua vita e anche se gioca di vedere le mosse di chi gioca con lui.
Una sera sventa un attentato al casinò dove lavora e un agente dell FBI intuisce le sue doti e cerca di ingaggiarlo per sventare un attacco terroristico.
Film tratto da un racconto di Philip K Dick ben diretto, ben recitato e ben scritto, e nonostante sia un film d'azione devo dire che l'ho trovato interessante e coinvolgente, credo sia il miglior film d'azione interpretato da Nicholas Cage, anche se Julianne Moore non sfigura accanto a lui e fa la sua bella figura, Jessica Biel è davvero carina nei panni della ragazza di cui si innamora Chris
Un film che esplora il terrore di questo millennio, ovvero gli attacchi terroristici che dal 11 settembre di 9 anni fa sono il nuovo incubo che ha preso il posto del terrore per il comunismo degli anni sessanta
Divertente.

Across The Universe

Il mondo dei beatles al cinema, è questo Across The Universe, la pellicola diretta da Julie Taymor è colorata, psichedelica coinvolgente e musicale, in scena Jude e Lucy interpretati da Jim Struges e Evan Rachel Wood, e l'arrivo di Jude in america, in cui ribolle la guerra in vietnam, il pacifismo e il '68 il tutto condito con le musiche dei fab four, un film originale la migliore pellicola fino ad ora diretta dalla Taymor che si cinemta con un genere ovvero il musical in cui non è facile dirigere ma soprattutto non è facile fare centro con il pubblico, eppure la Taymore ci riesce benissimo, sia con le canzoni tutte stupende tutte dei beatles, con le scenografie, i costumi etc...un musical che non è all'ombra dei grandi musical usciti nel terzo millennio ovvero Chicago e il capolavoro di Luhrman Moulin Rouge, ma rappresenta un ideale terzo tassello per ricordare come fosse una ciliegina sulla torta i migliori musical degli ultimi anni da ricordare anche i camei famosi di Joe Cocker che  canta Come Together e Bono con I am the Warlus.
E sullo sfondo nasce anche l'amore tra Jude e Lucy (notate i nomi tipicamente Beatlesiani)
In conclusione uno splendido omaggio agli anni sessanta e alla band che è entrata nella storia e nel cuore di tutti noi
Capolavoro.

La notte non aspetta

Film dal ritmo incalzante e serratissimo, scritto da James Ellroy e diretto da David Hayer, protagonisti sono Keanu Reeves, qui molto bravo e Forest Withaker, al centro del film c'è l'omicidio di un poliziotto che stava svolgendo indagini sulla corruzzione di alcuni ufficiali della polizia ma per alcune persone stava diventando piuttosto scomodo, testimone un poliziotto che lavorava alla sua maniera, che si renderà contro di  essere al centro di un intrigo che coinvolge parecchi poliziotti, e che persino coloro che gli sono amici nascondono qualcosa, tutto non è sempre come sembra, e rimane completamente solo nelle indagini apparte un altro poliziotto che anche lui vuole far luce sulla questione e specialmente sui pesanti sospetti di corruzzione all'interno della stessa polizia.
Scritto benissimo, recitato altrettanto bene, si ricorda più per la recitazione che per altro ma comunque rimane un buon prodotto per l'intrattenimento, si da vedere perchè no?
La firma di James Ellroy promette scintille, come l'ingarbugliato intreccio della trama in cui all'inizio non sono riuscita nemmeno io ad indovinare chi fosse il vero colpevole, in conclusione un film apprezzabile, godibilissimo e incalzante.

Boxing Helena

Uscito sull'onda di polemiche riguardo al mancato rispetto del contratto di Kim Basinger e sullo scandalo riguardo ad alcune scene, in realtà è un film piuttosto pasticciato, con scene addirittura ridicole che toccano il comico volontario.
La figlia di David Lynch esordisce dietro la macchina da presa dirigendo Sherylin Fenn (che è l'unica cosa buona del film) e Julian Sands in questo film che promette di essere ciò che non mantiene, ovvero inquietante ossessivo etc... in realtà di questo c'è ben poco e c'è addirittura altro, in scena un chirurgo Nick Cavanough tanto bravo nella sala operatoria quanto imbranato nella vita reale, e poi Helena, donna bellissima e sensuale che si porta a letto il primo che gli capita a letto, non riuscendo a possederla carnalmente dopo un incidente la rapisce e le taglia le gambe, non contento  dopo qualche minuto di film le taglia pure le braccia trasformandola in un soprammobile vivente il tutto per poter guardare e ammirare una donna che non riesce a possedere o amare, frutto di una ossessione malsana (lui è addirittura impotente) alla fine scopriremo che si tratta di un sogno (e te pareva) che Nick ha fatto dopo aver portato Helena all'ospedale (ma perchè dare allo spettatore questa impressione invece di costruire un solido script?)
In conclusione se vi capita di vederlo guardatelo solo per Sherylin fenn per il resto c'è poca roba da ricordare.

martedì 28 settembre 2010

Ladybird Ladybird

Un film straziante, lacerante, Ken Loach racconta con il punto di vista della protagonista il tema della maternità, Maggie che per i servizi sociali è una madre inaffidabile solo perchè una  sera c'è stato un incidente di cui non ne aveva colpa è scoppiato un incendio a casa sua e le tolgono i suoi 4 figli, quando finalmente trova l'uomo giusto e con lui ha due bambine gliele tolgono pure, particolarmente straziante la scena della nascita della seconda bambina avuta dall'esule del paraguay ce si rivela essere quello giusto per lei, in  cui le tolgono dal ventre la bambina e non gliela fanno neanche abbracciare, qui rivela tutta la crudeltà delle "istituzioni" che invece di aiutare non fanno avvolte che peggiorare le cose Loach si rivela direttamente allo spettatore facendogli capire il dolore di maggie e soprattutto sottolineando cosa si farebbe al posto suo, perchè le domande fondamentali sono, chi può decidere com'è una buona madre? Chi può stabilire come si può comportare un essere umano per essere un buon genitore? Nessuno nasce genitore, ma lo diventa, e non esistono al mondo guide per essere ottimi genitori, ma tramite l'esperienza della vita e l'amore per i figli si cerca di dare il meglio di se, con tutti gli errori che umanamente si possono commettere, e Loach da uomo è capace di far provare allo spettatore tutti questi sentimenti senza falsi moralimi, o senza lacrime facili, ma spiazza, mettendo in scena la crudeltà degli esseri umani e la bizzarria della vita (cito la scena in cui maggie racconta di essere stata violentata dal padre e che allora nessuno gliela ha tolta) film tratto da una storia vera e interpretato divinamente da Crissy Rock, attrice comica qi alla sua prima prova drammatica che risulta davvero convincente, no che dico è bravissima altro che per non parlare della regia di Loach, autore che ha sempre un occhio di riguardo verso il proletariato inglese, la domanda più importante di tutte è cosa fareste voi al posto di maggie?
Da non perdere assolutamente.

Il Flauto Magico

Bergman si confronta con la lirica, più precisamente con il Flauto magico di Mozart e il risultato è questo film, ahimè non amo particolarmente la lirica e il seguirlo non è stato molto facile, - il film non si trova in italiano, ma con i sottotitoli - ma nonostante ciò l'ho trovato davvero molto bello, solo un grande autore poteva tradurre per lo schermo un intera opera originale così come l'ha fatta mozart, e Bergman lo  è sicuramente.
Suppongo che abbia amato l'opera lirica e soprattutto questa opera lirica, ma per tradurla in film bisognava dare al pubblico l'impressione di essere in un teatro, teatro filmato? Perchè no, infatti all'inizio c'è una musica e la mdp vola attraverso i volti degli spettatori per sottolineare le loro impressioni, e le aspettative, poi la scena si apre e lo spettaco comincia, in scena una principessa rapita da un re e un giovane che nel frattempo si innamora di lei dopo che la vede in fotografia che deve salvarla, ma non è tutto come appare e il giovane deve risolvere un enigma? Ci riuscirà? Nelle commedie come nel miglior cinema tutto è possibile, e alla fine l'amore trionfa sempre, sembra semplice no? Eppure non lo è come per tutto il cinema di Bergman, ma a differenza c'è un teatro e ci sono gli spettatori che assistono alla scena, le loro emozioni, i loro umori, quasi come se tutto fosse meccanico e irraggiungibile, la musica, i costumi, la storia tutto quanto, e gli spettatori assistono in silenzio e quasi rapiti alla scena.
Magistrale.

Bright Star

Jane Campion ritorna con Bright Star, un film che riprende lo stile con cui l'ho conosciuta, protagonisti sono il poeta John Keats (interpretato da Ben Winshaw, tenete da parte questo nome) e Abbie Cornish davvero molto bravi, nell'interpretare Fanny e il poeta Keats.
La Campion ritorna con un grande film dopo il passo falso di In The Cut e l'esplorazione orientaleggiante di Holy Smoke con Kate Winslet, si respirano atmosfere romantiche e poetiche, ma quello che colpisce di più sono i colori che in un certo senso avvolgono i protagonisti durante tutto l'arco del film, come per trasfigurare il loro stato d'animo, all'inizio vivi e accesi, poi piano piano più scuri  e cupi.
Fanny è una giovane ragazza con la passione per il cucito, un giorno incontra Keats e ne rimane affascinata, Così inizia a frequentarlo, si innamorano, si fidanzano nonostante le condizioni economiche indigentidi lui e con il benestare (soprattutto verso la fine dopo che anche la famiglia si è affezzionata al poeta) della famiglia di lei, e così nasce l'amore con Fanny che sarà la musa ispiratrice delle sue poesie che lo renderanno immortale tra gli appassionati diletteratura, come sempre Jane Campion sceglie il punto di vista femminile ovvero di fanny che ricorda piuttosto alla lontanta la Isabel Archer di Ritratto di signora.
Certamente una delle migliori pellicole di quest'anno, ispirata, romantica, passionale, realistica, vera Fanny come la Isabel di ritratto di signora dovrà ricominciare dopo questa grave perdita dell'uomo che ama a vivere e a ritornare ad amare.
Jane Campion costruisce un sottile triangolo tra Keats Fanny e Brown l'amico dello scrittore che vorrebbe che lui frequentasse persone diverse da Fanny, molto bella la fotografia come le scenografie e i costumi, la regia della Campion fa vivere i protagonisti aldilà dello schermo cosa rara in questi tempi ma con il pregio di saperli sorprendere senza false emozioni.

giovedì 23 settembre 2010

Il figlio più piccolo

Pupi Avati incontra Christian De Sica in un flm che si presumeva dovesse essere il primo film serio di De Sica, ma l'operazione riesce solo a metà Christian De Sica non riesce a crollasi di dosso il personaggio che interpreta sempre nei film di natale e gli altri attori compreso Luga Zingaretti e Laura Morante risultano stanchi e poco ispirati, mi disiace per Zingaretti, ma lo preferisco quando fa Montalbano non in questo film che è sprecato l'unico bravo attore è colui che interpreta il figlio più piccolo del protagonista, la cui recitazione risulta naturale e per nulla macchinesca come con gli altri attori.
A peggiorare le cose c'è una regia piatta e uno script poco incisivo in poche parole un operazione poco ispirata la cui nota stonata è Christian De Sica, che farebbe bene a tornare a fare i suoi film di natale e a lasciare ad attori ben più dotati di lui a fare film seri, il ciema italiano ha tanti talenti, e tanti autori interessanti se solo la smettesse di puntare sempre su nomi visibili al cinema uscirebbero piccoli capolavori che ci invidierebbero tutti...che peccato.

sabato 18 settembre 2010

Chloe - Tra seduzione e inganno

Un film magnifico, un ritratto di coppia ambiguo dove tutto non è come appare e per una volta (una delle poche volte a dir la verità almeno da quello che ho letto) migliore dell'originale, protagonista una bravissima Julianne Moore per la prima volta diretta da Atom Egoyan protagonista di un intricato triangolo amoroso che mette in scena per tastare il polso al marito farfallone (Liam Neeson, qui molto affascinante) Il gioco di seduzione messo in atto dalla moglie che ingaggia una escort per avere le prove di un tradimento da parte del marito, ma è la escort che dirigerà il gioco di specchi facendo scoprire alla moglie la sua identità sessuale ma Egoyan non si limita solo a condurre il gioco del triangolo amoroso, anche perchè il film non sarebbe stato credibile assolutamente,ma espone il ritratto di una famiglia, la psicologia, i rimorsi, i rimpianti, la vita, il dolore i pregiudizi, le gelosie, gli egoismi, la solitudine e la tristezza, rendendoli credibili agli occhi dello spettatore, riesce a fare entrare in empatia i personaggi del film facendo sentire tutte queste emozioni, in poche parole un ritratto dell'anima e dei sentimenti umani di una donna, di una famiglia e soprattutto l'ambiguità di certi giochi, che se ci sfuggono di mano possono  andare oltre, il finale è tutto da scoprire, ed è più sorprendente di quanto si possa credere, bravissimi tutti gli attori anche Amanda Seyfried (la protagonista del musical Mamma Mia! con Meryl Streep) nel ruolo di Chloe risulta naturale e credibile in un ruolo dark da femme fatale che la rende affascinante, Liam Neeson non c'è bisogno di dire quanto sia bravo anche in questo film no? Consigliatissimo.

martedì 7 settembre 2010

Le Fate ignoranti

Uscito nel 2001 è il film che ha rivelato sia il talento del regista Turco Ferzan Ozpetek che anche l'attore Stefano Accorsi, un opera interessante, ben scritta coinvolgente, una commedia che ricorda anche alla lontana certi film di Almodovar per le fate ignoranti Ozpetek sceglie come protagonista femminile Margherita Buy, la migliore attrice italiana nel ruolo di Antonia donna che dopo la morte del marito scopre casualmente delle carte che non aveva visto e crede che Massimo (il marito di Antonia) aveva un altra donna, la sorpresa non tarderà ad arrivare, ben presto capirà che suo marito non aveva un altra donna, ma frequentava un altro uomo Michele, (Accorsi) non nascondo nulla nel rivelarlo, nonostante la gelosia iniziale e cercare di comprendere il perchè di questa relazione Michele e il suo gruppo di amici la aiuteranno a ricominciare daccapo una nuova vita sorprendente la regia di Ozpetec che accompagna con leggerezza quasi con tenerezza lo spettatore verso quel mondo, tanto da far si che ti senti già dentro il film e accanto ai protagonisti da notare anche la partecipazione di Gabriel Garko (per altro molto bravo qui) nel ruolo del gay Malato di Aids, un ruolo sofferto che Garko interpreta con naturalezza...
Così Antonia intraprende un viaggio di trasformazione, e diventa membro di quella famiglia allargata che la aiuterà a maturare e a vedere le cose in maniera più ampia allontanandosi dalla vita borghese che conduceva, gli attori sono tutti bravissimi, bellissima anche la colonna sonora firmata da brani turchi e latini, naturalmente è travolgente anche la regia di Ozpetek, che ci regala un piccolo capolavoro da collezionare, uno dei tanti del cinema italiano troppo spesso messo da parte per filmetti fracassoni americani che fanno tendenza ma che non hanno lo stesso charme e la stessa forza emozionale - apparte il fatto che il film uscì nel 2001 ed è stato uno dei grandi successi della stagione - uno dei piccoli grandi gioiellini del cinema contemporaneo davvero da collezzionare, unica nota stonata (se vogliamo essere cattivi) la scena dell'incidente potevano farla benissimo in un altro modo non prendendo spunto da ti presento Joe Black.

domenica 29 agosto 2010

Il Sesto senso

Da molti considerato il miglior film di M. Night Shyamalan il sesto senso uscì all'alba del terzo millennio, a differenza di molti film del genere sui fantasmi si differenzia in molti punti, punto primo non è  un horror, e questa è la cosa più interessante, punto secondo protagonista della storia è un bambino Cole (come in shining, anche se qui si parla di tutt'altra cosa) che possiede il sesto senso del titolo del film, cioè ha la facoltà di vedere i morti, ma il film non comincia così perchè dietro c'è tutta una storia approfondita dalla figura di uno psicologo con il senso di colpa per non aver aiutato un suo paziente (un bravissimo Bruce Willis) che dopo aver festeggiato con la moglie l'ennesimo premio ricevuto per il suo lavoro è vittima di una sparatoria per mano di un sociopatico entrato in casa sua, per chi allora riuscì ad intuire ciò che era successo è stato molto intelligente, comunque Shyamalan allontanandosi dal genere horror rivela una scelta azzeccatissima, (se fosse stato un horror non sarebbe stato credibile) i fantasmi che reclamano l'aiuto di Cole non sono creature malvage, anzi, sono persone che chiedono il suo aiuto per magari rivelare e portare alla luce come sono morti, come nella bellissima scena della bambina che vomita sotto la sua tendina e poi dice ora sto meglio, Cole insieme a Malcolm (Willis) si recano a casa della bambina che a proposito lui rivede ancora nella stanzetta e le porge una scatola con una videocassetta che dimostra la causa della sua morte per mano della madre affetta da sindrome di Munchausen, particolarmente emozionante anche la scena in cui Cole rivela alla madre di vedere la nonna scomparsa e che era presente quando ha fatto il saggio di danza, e che la risposta alla sua domanda se era o non era fiera di quello che faceva era ogni giorno, bravissima Toni Collette che sembra piangere sul serio anche quando abbraccia suo figlio Cole (Hailey Joel Osment), la soluzione all'intricato mistero non ve la dico anche perchè è giusto che siate voi ad indovinare chi è in realtà Malcolm e perchè parla sempre e solo con Cole e mai con le persone che gli stanno intorno, un piccolo capolavoro da collezionare sicuramente.

giovedì 26 agosto 2010

Lady in the Water

Lady in The Water è un film commovente, che parla di un antica fiaba della buonanotte, un film dove la piccola comunità di un condominio viene risvegliato da Story una Narf, ovvero una ninfa del mare che viene ospitata da Heep che del condominio è il custode, Heep è un uomo che crede di non avere speranze e vive del rimpianto per la morte della sua famiglia per mano di un uomo che è venuto a rubare in casa sua durante una sua assenza e di questo ne sente la colpa, l'arrivo di Story risveglierà in lui sia il bambino che credeva perduto, sia una parte di lui che non sapeva di avere, ma Story come dice una vecchia leggenda che viene raccontata all'inizio del film da Ninfa è venuta a portare un messaggio a un uomo che sta scrivendo un libro (lo stesso regista Shiamalan compare nel film nel ruolo dello scrittore) dopo di che deve tornare nel mondo azzurro dalla sua gente, ma il suo cammino è minacciato dallo Scrat, una creatura che uccide le Narf per impedire loro di compiere la loro missione.

Lady in The Water è un film che parla di una antica leggenda, ma è anche un film che parla di fede, e di come le fiabe raccontate avvolte possono racchiudere delle verità che l'uomo non immagina nemmeno possano esistere nella vita e nella realtà, ma è anche un film che parla di fede e di speranza, un film dove creature fantastiche incrociano gli umani per mostrare il loro cammino, bravissimo Paul Giamatti, altrettanto brava Bryce Dallas Howard (qui al suo secondo film con Shyamalan dopo Village) che diafana e mistica sembra davvero una creatura arrivata da altri mondi, Shyamalan che con la sua regia non perde mai di vista le vite dei suoi protagonisti e la loro psicologia, mi è piaciuta molto la cinesina che parla con la madre per raccontare la fiaba della buonanotte, soprattutto quando lui con la bocca sporca di latte si accuccia come un bambino per ascoltare la fine della storia, alla fine quel condominio riesce ad ascoltare il richiamo della Narf e tutti ne rimangono conquistati ed estasiati, compreso lo scrittore

Ma l'emozione più grande arriva quando Heep prende coscienza di se e del suo ruolo per riportare Story a casa e salvarla dalla ferita dello Scrat, deve far pace con il suo passato e far modo che il suo passato faccia pace con lui.

In conclusione, un piccolo grande film da var vedere sia ai grandi che ai piccini per insegnare loro il valore della fede e delle cose perdute e dimenticate, ma soprattutto per non dimenticare quelle piccole grandi storie che racchiudono in se il grande dono della fantasia e dell'immaginazione che si chiamano fiabe.

Da non perdere assolutamente.

martedì 17 agosto 2010

Tutto su Mia Madre

Può un film dalla trama tanto semplice essere un capolavoro assoluto? La risposta è SI se quel film si chiama tutto su mia madre. Ma tutto su mia madre è molto di più, innanzitutto è un omaggio alla femminilità e soprattutto alla maternità, e mi stupisco che un uomo sia stato capace di tanta sensibilità come lo è stato Almodovar (per altro uno dei migliori registi iberici) al centro di tutto una madre, una donna, la cui vita si incrocia per un istante con quella di un attrice lesbica che ha un rapporto tormentato e conflittuale con la sua amante; Manuela prova il dolore più grande che a una madre possa capitare, la morte del figlio in un incidente, durante un giorno di pioggia, mentre attraversa la strada per chiedere un autografo alla sua attrice preferita, che in quel periodo interpreta a teatro un tram che si chiama desiderio, opera per altro che viene citata spessissimo durante tutto l'arco del film, la scena di per se è drammatica, impossibile non restare colpiti, impossibile dimenticarla, Almodovar prende la sua mdp e ci rende partecipi del trapasso di una vita, lo spettatore non rimane impassibile, ne subisce il dolore lui stesso, dopo questo evento traumatico, Manuela intraprende un viaggio alla ricerca del padre di suo figlio, ora travestito, per dargli la drammatica notizia, qui reincontra l'attrice lesbica e un gruppo di donne, tra cui una suora laica che aspetta un figlio dal padre del ragazzo morto che è malata di aids e sta per morire.
Se in un certo senso si prova un dolore lacerante e straziante, la compagnia di quelle donne, ora dolci, ora bizzarre, ora trasformate, farà riaccendere la fiamma della speranza in Manuela per ricominciare a vivere, un grandissimo film, un omaggio alla donna e alla madre, ma soprattutto un canto alla tolleranza che almeno per me è un capolavoro assoluto nella storia del cinema.

domenica 15 agosto 2010

Piaceri incoffessabili #1

Mi Chiamo Sam

Molti lo classificherebbero come un film strappalacrime, con una regia piatta e asciutta, e bla bla bla, io ho sempre pensato che se un film sa donare emozioni per prima cosa è capace di parlare al suo pubblico, proprio come succede con Mi chiamo Sam dove un attore bravissimo Sean Penn appunto con l'interpretazione del padre ritardato Sam superi addirittura il grandissimo e carismatico Dustin Hoffman in Rain Man, ma non tanto per l'interpretazione in se, ma per le emozioni che riesce a suscitare, da notare il cameo di Laura Dern, molto tenera soprattutto verso la fine.







  The Cell

Possiamo dire tutto quello che vogliamo, che è un lunghissimo spot pubblicitario, (Tarsem viene dalla pubblicità) che Jennifer Lopez non è credibile come scenziata  e tanti altri motivi, eppure The Cell personalmente a me è piaciuto per le straordinarie scenografie (molto inquietanti) e per l'orrore che fuoriesce quando entra nella mente dell'assassino, teorie fantascentifiche apparte, credo che veramente certe inquadrature fotografiche sembrano dei quadri davvero impressionanti, perchè Tarsem allontanandosi dallo stereotipo del Thriller ne fa un film alla sua maniera (forse anche usando la fama di Jennifer Lopez) resta comunque un film riuscito solo a metà che non ha nulla a che fare con veri capolavori del genere come Il silenzio degli innocenti o seven.



Killing Me Softly

Per Killing Me Softly il discorso è diverso, mi piace perchè pur non essendo un buon film ha delle cose che mi hanno attratta, un attrazione fatale, il dubbio, il mistero, scene erotiche davvero accattivanti, ma ahimè tutto finisce lì, peccato che poi  arriva la doccia fredda finale (SPOILER - non leggete se non l'avete visto) che a mandare le lettere era colei che credeva la sorella e qui c'è tutto l'ambaradan che non centra niente con il film per altro tratto da un romanzo Bollente di Nicci French, spero di trovarlo perchè sicuramente sarà migliore del film in se...
Da vedere solo per la presenza di Heather Graham e Joseph Fiennes il cui personaggio tutto fa pensare tranne che poi...beh mi capite no? XD 

sabato 14 agosto 2010

Autofocus

"Un giorno senza sesso è un giorno sprecato"

Con questa frase che riassume la dipendenza dal sesso di un attore famoso quali era Bob Crane, si riassume il dramma di un uomo ritrovato morto assassinato una mattina e il cui colpevole del delitto (che si capisce il regista sospetta sia stato il suo compagno di festini a luci rosse John Carpenter - non il regista - ma un tecnico dei primi videoregistratori).
La storia inizia negli anni sessanta, con momenti di colorata allegria noi vediamo Bob Crane che è un DJ molto famoso e apprezzato soprattutto alla radio, sembra una perona normale, coi suoi pregi e difetti, ha una bella moglie, dei figli, diciamo che è il classico sogno americano, e anche lui dall'aspetto e dai modi gentili sembra un gran bravo ragazzo, nessun vizio nessuna mania, anzi forse qualcuna mania, quella di collezionare foto di donne nude fatte da lui stesso...
Ben presto la tv lo chiama per un serial tv Hogan's Heroes e diventa uan vera celebrità e da questo momento che incontra il misterioso e inquietante John Carpenter che lavora alla sony al progetto dei primi lettori di nastri magnetici poi trasformati in videoregistratori, una vera discesa agli inferi che lo porterà alla morte.
Schrader firma un film interessante, con una regia approfondita e una sceneggiatura scritta benissimo (bellissimi i piani sequenza onirici verso la fine dove la vita privata si mischia con il suo lavoro
accentuati da una tensione che cresce man mano che si arriva alla fine) Schrader non critica il suo protagonista ma ne fa un ritratto onesto e per nulla superficiale, delineandone il lato oscuro che vive in lui come in ognuno di noi, e sottolineandone le trasgressioni, le debolezze e le difficoltà che affronta anche con  i suoi familiari, bravissime anche le attrici comprimarie (Rita Wilson e Maria Bello) che interpretano le rispettive mogli, straordinario Willem Dafoe che ci regala un personaggio fintamente bonario ma inquietante al tempo stesso
Da Non perdere.

Intervista ad Arwen Lynch

Ecco che Arwen ne pensa a un altra delle sue, in tutti i blog di cinema si leggono recensioni, si lasciano commenti, si aprono dibattiti etc etc etc...mai e dico mai nessun blogger ha avuto il coraggio diciamo così di farsi intervistare da coloro che lo seguono, ci ho pensato io, tanto per stare a tu per tu e conoscerci meglio, come intervistarmi? vi lascio il mio link del profilo di facebook per chi vuole intervistarmi può farlo benissimo tramite i messaggi privati o se vuole può aggiungermi agli amici...

e se vuole anche avere la sua intervista pubblicata qui alla fabrica basta che lo dica ^^


un saluto a tutti coloro che mi seguono con affetto e Buon Ferragosto, ehi ehi ehi, tranquilli ora scrivo una rece XD






domenica 8 agosto 2010

La Pianista

Michael Haneke dirige un opera disturbante, con il suo consueto stile, bravissima Isabelle Huppert nel ruolo di un insegnante di piano dalla doppia vita che incapace di rapportarsi con gli altri e succube di una madre che la sopprime con la sua personalità trattandola come una bambina di cinque anni quando ha ormai superato la quarantina, come insegnante è crudele e detesta i suoi allievi, in particolar modo una studentessa che è molto brava con il piano forte (arriva persino a metterle dei pezzi di vetro nel soprabito e ferirla).
E' un film disturbante per molte ragioni, la prima che quando comincia hai la sensazione di stare vedendo un film differente da come te lo aspettavi, la seconda è quella di avere davanti il ritratto di un essere umano malato,  assolutamente fuori di testa, pieno di manie e di perversioni come masochismo e feticismo verso la pornografia e come addirittura verso il voyerismo, e proprio per la complessità di un ruolo come questo non c'è stata scelta più azzeccata di Isabelle Huppert (già vista in altri film anche di Claude Chabrol autore con cui lavora spessissimo), Erika (la Huppert) dopo l'incontro con Walter un giovane che vuole prendere lezioni da lei e che si innamore, si ossessiona di lui e inizia una relazione patologica e malata tutto per soddisfare le sue fantasie malate, un film notevolissimo, da cui spicca una regia controllata ma efficace che sottolinea anche attraverso le luci, le musiche un angoscia palese tanto da sentirla a fior di pelle, l'unica pecca, se questo film ne possiede qualcuna è quella di non esporsi molto sul perchè delle perversioni di Erika, per il resto è un opera davvero da collezionare.

Fucking Amal

Opera prima di Lukas Moodyson autore del bellissimo e disperato Lilya 4ever Fucking Amal è una commedia delicata, che parla d'amore, ma non la classica commediola adolescenziale, in cui si innamorano un ragazzo e una ragazza, ma il percorso sentimentale e di consapevolezza di una ragazza che per scherzo fa una scommessa con la sorella che bacerà un'altra ragazza di cui si dice in giro sia lesbica, quel gesto fatto per scherzo si rivela rivelatorio per lei che si scusa subito dopo, qui Moodyson esplora l'universo adolescenziale in maniera realista, le persone che si vedono in questa opera (per altro scritta e diretta benissimo) non sono truccate, non c'è nessuna montatura a riguardo sono vere, i loro sentimenti si possono palpare, se in un primo tempo la sorpresa di amare una persona dello stesso sesso è una sorpresa, man mano che passano i giorni (nel frattempo le ragazze si sono date un appuntamento che non avverrà) si ha paura di rivelarsi e di esporsi in giro negli altri, e qui Moodyson è bravissimo nel sottolineare gli stati d'animo delle due protagoniste, poi sottolinea i ritratti di coloro che vivono intorno alle ragazze, gli amici, la famiglia, etc...
Un film bellissimo ma soprattutto delicato, e ultimamente con alcuni filmetti di cassetta si è perso un po' lo spirito di un certo cinema, non impegnato, per carità ma di un cinema che parla d'amore sinceramente nella maniera onesta e pulita da antologia la scena finale, dove finalmente chiuse in bagno decidono di uscire allo scoperto, scusate lo spoiler ma in questo caso era d'obbligo.
Assolutamente da vedere e collezionare.

martedì 20 luglio 2010

The Blind Side

The Blind Side racconta la storia vera di Michael Ohr, un giovane orfano senza famiglia che viene adottato da Lee Ann e dalla sua famiglia che lo prende una sera mentre camminava in mezzo alla pioggia e infreddolito, ma Michael non è un ragazzo come gli altri, a scuola ha serie difficoltà d'apprendimento ma c'è una cosa in cui il ragazzo eccelle, il gioco del football ed è proprio grazie a questo gioco (di cui il titolo the blind side parla del lato cieco del quaterback e del ruolo che Michael svolge per aiutarlo a non ferirsi e a salvaguardarlo da chi vuole prendergli la palla) diventa una vera e propria promessa, il ragazzo dovrà fare anche dei veri e propri passi da gigante per andare avanti con gli studi, ce la farà anche grazie a una insegnante di sostegno (una bravissima Katy Bates).
Il film che in italia è stato distribuito prima su mediaset premium poi sul mercato dell'homevideo è una straordinaria metafora sull'altruismo e sulla bontà, il merito oltre all'attore protagonista Quinton Aaron va a una Sandra Bullock al suo primo ruolo adulto, molto diverso da quelle commedie a cui siamo abituati, e non è facile capire perchè ha vinto l'oscar, ma nonostante ciò è davvero molto brava in questo ruolo, ed è un vero peccato che non sia uscito in sala, sicuramente avrebbe raggiungo un pubblico più ampio, misteri della distribuzione italiana che non crede all'attrice protagonista e alla storia un po' troppo americana per i gusti italiani....ma che snob...assolutamente da vedere.

giovedì 8 luglio 2010

Reservation Road

Reservation Road è la storia di due padri, il primo, ottimo Ethan padre di due bambini, sposato con Grace una donna che lo ama, e sempre presente, il secondo Dwight un padre divorziato, avvocato, che ha un pessimo rapporto con la moglie e un po' anche con il figlio, una sera i loro destini si incrociano per una disgrazia la morte del piccolo Josh per mano del secondo, da quel momento la vita cambia per il primo padre (interpretato tra l'altro da un ottimo Joaquin Phoenix che ci regala una interpretazione da brividi) che cerca di scoprire chi gli ha tolto il figlio senza motivo ma soprattutto dopo che la polizia comincia  a pensare ad altro cerca vendetta, il secondo invece vive costantemente nel rimorso per l'omicidio commesso senza volerlo, ma tenta in tutti i modi di indossare la maschera della sicurezza, maschera che piano piano cadrà in frantumi quando i pezzi del puzzle comincieranno a ricomporsi, se da una parte la moglie cerca nonostante il dolore di andare avanti per il bene di Emma la loro figlioletta, Ethan cerca vendetta, cerca in tutti i modi di sopperire a un dolore lancinante incapace di lasciarlo vivere, il film racchiude in se quel dolore della perdita di un figlio, che è lacerante, in più c'è quella solitudine che ti assale e che non ti lascia vivere.
Il film tratto da una novella di John Burnam Schwartz è una dolorosa metafora di un lutto impossibile da accettare, interpretato da attori bravissimi in cui spiccano il già citato Joaquin Phoenix (nella migliore interpretazione della sua carriera almeno da quello che ho visto) e Mark Ruffalo.
Da vedere.

mercoledì 23 giugno 2010

L'uomo che non c'era

E' il capolavoro massimo dei fratelli Coen, che costruiscono un noir in bianco e nero, la storia di un uomo anonimo, uno qualunque, un po' annoiato, che fa il barbiere con il cognato, e si lamenta continamente che questi parla sempre, e si lamenta anche dei clienti, come dice il titolo l'uomo che non c'era, e di fatti sembra sia invisibile, attorno a lui la vita scorre ma lui sembra non viverla fino infondo, ma la cosa sorprendente per dirla a parole semplici geniale, è sapendo del tradimento della moglie, lascia correre tutto per il quieto vivere, un giorno si presenta un certo tolliver e lo coinvolge in un affare, aprire una catena di negozi di lavaggio a secco, la cosa sembra appetibile, di fatti per racimolare il denaro, ricatta Big Dave in forma anonima e gli chiede la stessa somma che il tizio, Tolliver, gli aveva chiesto per truffarlo, Big Dave che deve nascondere alla moglie queste uscite falsifica insieme alla moglie di Ed i registri, e sospetta di Tolliver, lo trova e lo picchia a morte, ma non prima di aver scoperto il gioco di Crane, che inaspettatamente lo uccide con un coltellino, dell'omicidio è accusata Doris, la miglie di Crane, che si uccide in prigione per la vergogna, ma la beffa delle beffe è che dopo aver cercato di ricominciare a vivere dandosi una possibilità con Birdy, la giovane figlia di un suo amico avvocato, anche Crane viene arrestato per omicidio questa volta di Tolliver, e viene condannato alla sedia elettrica dopo una scenata del cognato rimasto completamente al verde dopo la morte della sorella.
I Coen costruiiscono un film perfetto, sono in molti che apprezzano Fargo (altro capolavoro di questa fantastica coppia di autori) io adoro questo film, che è ben scritto, ben recitato, diretto divinamente, che è costruito con una struttura causa effetto, grandiose le immagini all'inzio don Ed Crane che fuma una sigaretta e parla sottovoce guardando la vita intorno a lui.
Perchè a pensarci bene le azioni di Crane (Billy Bob Thornton, qui nella sua migliore interpretazione) vengono ripagate pane a pane come hanno pagato gli altri, se la moglie è stata ingiustamente accusata di omicidio, (in cui ha cercato di discolparla senza però essere ascoltato) anche lui alla fine sarà ingiustamente accusato, una beffa per l'omocidio commesso per pagare finalmente la sua colpa? Per questo reputo l'uomo che non c'era il capolavoro massimo dei fraelli Coen, perchè un film del genere non può non finire che in una beffa delle beffe.

martedì 22 giugno 2010

Bram Stoker's Dracula


Se Francis Ford Coppola è un genio forse lo si può capire guardando il suo Bram Stoker's Dracula, che è più di un film horror, è anche una storia d'amore che ha dato inizio al filone negli anni novanta di molto successo della rilettura dei classici dell'horror, poi proseguita con Frankenstein di Mary Shelley (che molto presto recensirò) e terminata con Mary Reilly, una breve stagione di grandi capolavori della letteratura ritradotti sul grande schermo, con questo film che ha segnato quel meraviglioso anno di scoperte che è stato il 1994 Coppola nel '92 ritrova i fasti del successo che era un po' in panne dall'ultimo capitolo della saga del padrino, se oggi amate Twilight e credete che quelli sono i veri vampiri allora un film del genere vi inquieterà gli animi e vi darà gli incubi, se amate l'horror e apprezzate gli effetti speciali mischiati con il romanticismo di una storia d'amore allora Dracula per voi è più di un cult, esattamente come lo è per me, Spettacolare la colonna sonora come la regia di Coppola, ma il vero merito di questo film va senza dubbio alla performance di Gary Oldman, che ci regala un vampiro non crudele, ma malinconico e con il cuore spezzato per aver perso la donna che amava, altrettanto brava Winona Rider, per nulla intimorita dal Conte Dracula, anzi è il contrario, come dice il sottotitolo l'amore non muore mai, e il cuore di Dracula, e di Elisabetta, poi reincarnata in Mina è più forte della morte Assolutamente da non perdere.

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