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La Pianista

Michael Haneke dirige un opera disturbante, con il suo consueto stile, bravissima Isabelle Huppert nel ruolo di un insegnante di piano dalla doppia vita che incapace di rapportarsi con gli altri e succube di una madre che la sopprime con la sua personalità trattandola come una bambina di cinque anni quando ha ormai superato la quarantina, come insegnante è crudele e detesta i suoi allievi, in particolar modo una studentessa che è molto brava con il piano forte (arriva persino a metterle dei pezzi di vetro nel soprabito e ferirla).
E' un film disturbante per molte ragioni, la prima che quando comincia hai la sensazione di stare vedendo un film differente da come te lo aspettavi, la seconda è quella di avere davanti il ritratto di un essere umano malato,  assolutamente fuori di testa, pieno di manie e di perversioni come masochismo e feticismo verso la pornografia e come addirittura verso il voyerismo, e proprio per la complessità di un ruolo come questo non c'è stata scelta più azzeccata di Isabelle Huppert (già vista in altri film anche di Claude Chabrol autore con cui lavora spessissimo), Erika (la Huppert) dopo l'incontro con Walter un giovane che vuole prendere lezioni da lei e che si innamore, si ossessiona di lui e inizia una relazione patologica e malata tutto per soddisfare le sue fantasie malate, un film notevolissimo, da cui spicca una regia controllata ma efficace che sottolinea anche attraverso le luci, le musiche un angoscia palese tanto da sentirla a fior di pelle, l'unica pecca, se questo film ne possiede qualcuna è quella di non esporsi molto sul perchè delle perversioni di Erika, per il resto è un opera davvero da collezionare.

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