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Tutto su Mia Madre

Può un film dalla trama tanto semplice essere un capolavoro assoluto? La risposta è SI se quel film si chiama tutto su mia madre. Ma tutto su mia madre è molto di più, innanzitutto è un omaggio alla femminilità e soprattutto alla maternità, e mi stupisco che un uomo sia stato capace di tanta sensibilità come lo è stato Almodovar (per altro uno dei migliori registi iberici) al centro di tutto una madre, una donna, la cui vita si incrocia per un istante con quella di un attrice lesbica che ha un rapporto tormentato e conflittuale con la sua amante; Manuela prova il dolore più grande che a una madre possa capitare, la morte del figlio in un incidente, durante un giorno di pioggia, mentre attraversa la strada per chiedere un autografo alla sua attrice preferita, che in quel periodo interpreta a teatro un tram che si chiama desiderio, opera per altro che viene citata spessissimo durante tutto l'arco del film, la scena di per se è drammatica, impossibile non restare colpiti, impossibile dimenticarla, Almodovar prende la sua mdp e ci rende partecipi del trapasso di una vita, lo spettatore non rimane impassibile, ne subisce il dolore lui stesso, dopo questo evento traumatico, Manuela intraprende un viaggio alla ricerca del padre di suo figlio, ora travestito, per dargli la drammatica notizia, qui reincontra l'attrice lesbica e un gruppo di donne, tra cui una suora laica che aspetta un figlio dal padre del ragazzo morto che è malata di aids e sta per morire.
Se in un certo senso si prova un dolore lacerante e straziante, la compagnia di quelle donne, ora dolci, ora bizzarre, ora trasformate, farà riaccendere la fiamma della speranza in Manuela per ricominciare a vivere, un grandissimo film, un omaggio alla donna e alla madre, ma soprattutto un canto alla tolleranza che almeno per me è un capolavoro assoluto nella storia del cinema.

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