Ed ecco la recensione di oggi, un bellissimo film d'autore che spero di farlo conoscere a chi mi legge e mi segue con affetto, la fabbrica dei sogni resta un blog serio per questo sto lavorando sodo per dimostrare a tutti che la mia cinefilia è vera, autentica, non racconto mica balle. Allora bando alle ciance, ecco come Ida è entrato nella mia vita con il cuore. Innanzitutto ringrazio per la conoscenza l'amico J. Doinel, che mi ha consigliato la visione, poi, devo dire che l'ispirazione maggiore di Pawel Pawlikowski per questo film è di quel grande artista chiamato Robert Bresson , regista minimalista, nel blog potete trovare due dei suoi film, Mouchette e Au Hazard Baltazhar , ma andiamo a Ida. I dialoghi sono ridotti all'osso, per un film a metà strada tra la presenza di Dio, Anna è una suora cattolica che è estranea alle sue origini ebraiche, lo scoprirà con la visita alla sua zia, poi c'è il contrasto con il mondo della zia, una donna facile estrov...