giovedì 27 dicembre 2012

The Fog

C'è qualcosa di minaccioso nella nebbia, che cammina nella notte facendo fuoriuscire una minacciosa luce, ma di cosa si tratta? Per gli abitanti di una tranquilla cittadina comincia un incubo che ha radici di due secoli passati. In città ci sono le celebrazioni per la nascita di una piccola cittadina ma c'è un torto subito, e dei morti che vengono a chiedere un debito non ancora saldato.
John Carpenter nell' 80 dirige The Fog che sarebbe il classico film di fantasmi, gente morta dopo aver subito un furto, e con i soldi si è costruita una cittadina e così si va avanti a scoprire il mistero celato nel diario di un prete che conosce parecchi segreti.
Ma da quel genio cinematografico che è Carpenter invece di ambientare il film nella classica magione stregata, lo fa attraverso una nave fantasma che con una nube minacciosa terrorizza gli ignari cittadini, quando ormai le carte saranno scoperte sarà troppo tardi.
Un cult del genere Horror, come solo Carpenter sa fare, anni fa ne hanno fatto un remake ovviamente non all'altezza, quello che sorprende di questo film, è l'assoluta minaccia che viene dalla nebbia, una nebbia che intende aprire parecchi scheletri nell'armadio di quei cittadini, e che porta terrore e morte, ma solo per i discendenti di coloro che si sono resi responsabili della morte e del furto di lingotti d'oro della ciurma di una nave.
Un film che sa dare angoscia e brividi ad ogni scena, la suspance è altissima e ben calibrata, la regia è schietta di chi sa cosa vuole raccontare. Particolare importante: nel film vi recitano pure Janet Leigh e sua figlia Jamie Lee Curtis che aveva lavorato con Carpenter in Halloween.
Nonostante abbia 32 anni di vita, direi che li porta bene e si fa apprezzare anche dal pubblico più esigente, d'altronde succede questo con i vecchi film horror, perchè dietro la macchina da presa c'è un maestro del genere; da evitare come la peste il remake che è artificioso e per nulla inquietante quanto questo film.
CULTISSIMO.


sabato 22 dicembre 2012

Il Colore dei soldi

Dopo il successo della commedia kafkiana Fuori Orario,  Scorsese torna l'anno dopo con un film di formazione, i cui protagonisti sono Paul Newman e Tom Cruise.
E' un film che unisce il gioco del biliardo allo scontro generazionale, c'è l'anziano Eddie, che ha smesso di giocare forse perchè ha smesso di avere speranze per la vita, e c'è il giovane Vincent,  che non ha paura di nulla e che forse ha ancora dei sogni.
Ci sono anche dei soldi, una montagna di soldi che Vincent può vincere, forse grazie all'aiuto di Eddie, che come una figura paterna segue Vincent in un percorso che va dalla sua scoperta, in una squallida sala da biliardo di un bar dove ci sono pure i videogiochi, e lo porta fino alle stelle e forse sarà proprio l'entusiasmo di Vincent a fargli prendere ancora la stecca da biliardo per un ultima partita, in ricordo dei vecchi tempi.
Il film tratto dal romanzo di Walter Travis, ed è un proseguimento del film Lo spaccone, a 25 anni di distanza, dove l'ormai anziano Eddie Lo svelto come veniva chiamato nei circuiti del biliardo dove aveva un ottima fama, vorrebbe grazia al suo pupillo trovare dei polli da spennare. Le cose purtroppo sono cambiate, si gioca con molte palle in meno e il gioco è decisamente cambiato perchè molti degli stratagemmi usati per vincere ormai li conoscono tutti i giocatori.
Ma l'esuberanza di Vincent, non si placa e spesso il giovane non segue i consigli di Eddie, nemmeno con la ragazza che tenta senza successo di farglieli seguire. Alla fine Eddie lascia i due ragazzi al loro destino  dopo aver perso una partita con Amos, perchè ormai li ritiene autosufficienti.
Si rimette in gioco e va a Las Vegas nel torneo di Biliardo, la febbre del gioco è tornata più viva che mai, alla fine è Vincent che scommette su di lui perchè falsando la partita si fa battere per farlo vincere e così incassa i soldi...ma Eddie vuole una partita vera...e stavolta si fa sul serio.
Martin Scorsese utilizza un giovanissimo Tom Cruise per un film molto lontano dalle tematiche che tocca di solito con la sua cinematografia, e lo affianca al veterano Paul Newman, la protagonista femminile è Mary Elizabeth Mastrantonio che interpreta Carmen fidanzata di Vincent; è un film in cui l'avidità del denaro, si mescola con la gloria per la vittoria. I protagonisti si scontrano perchè hanno vedute differenti, la cosa sorprendente è questa: è un film con una regia schietta, e potente che sa cosa vuole raccontare al suo pubblico, ma è anche un opera realizzata in maniera fresca e brillante, in cui spiccano le personalità dei due protagonisti in un duello verbale che tocca vertici recitazione unici e caratterialmente opposti ma anche così simili e vicini.
Tutto questo lo si ha grazie alla brillante sceneggiatura di Richard Price e alla regia di Scorsese che anzi è audace nel sottolineare i personaggi e il loro modo di pensare, allo spettatore non risparmia nulla e nemmeno si fa tanto desiderare. Lui non si mostra subito, ma quando butta la pietra va fino infondo.
In conclusione, un film da non perdere.
CULT.


venerdì 21 dicembre 2012

I Bambini di Cold Rock

Quando si gira un horror o un thriller, bisogna seguire un percorso che alzi la tensione. Allo stesso tempo la storia deve risultare plausibile e con un centro che racchiuda tutto attraverso un perchè,  e soprattutto un per come.
I Bambini di Cold Rock parte bene, con una voce fuori campo drammatica che preannuncia qualcosa di oscuro e ambiguo, per tutta la prima parte ci aspettiamo qualcosa di drammatico che anticipa quello che terribilmente molti spettatori si aspettano, soprattutto grazie a delle sequenze piuttosto azzeccate e coinvolgenti, ma che andando avanti cominciano a perdersi fuorifase come un colpo di scena  che non centra nulla finendo per perdere quella tensione di cui tutti sono fermi ad aspettarla.
Pascal Laugier, di cui abbiamo visto e parlato a proposito di Martyrs, con questo film sceglie di dirigere un opera prettamente hollywoodiana, a cominciare dalla protagonista Jessica Biel, che più che un attrice sembra un personaggio di un teen drama, e perciò è poco credibile per un horror che si rispetti.
I punti forti: l'inizio è travolgente e riesce a tenerti a puntino, man mano che il film va avanti credi di trovare un opera che rasenti la tensione allo stato puro e cerchi qualche scena che ti sorprende.
I punti deboli: Il film si perde in un bicchiere d'acqua, la tensione va man mano diminuendo dalla seconda metà a causa di alcune scene sbagliate, poi non da una motivazione valida della sparizione dei bambini nè si scopre il luogo dove sono stati segregati, nulla. Ci troviamo davanti a un film che aveva delle buone possibilità di essere girato bene, ma il regista o lo sceneggiatore o magari anche tutti e due, si sono spaventati ad andare oltre, ci sarà mai un regista che sa osare sfidando il suo pubblico?
Mah, aspettiamo qualche opera migliore, comunque vi consiglio di aspettare l'uscita in homevideo per vederlo, non ne vale la pena spendere soldi per questo polpettone hollywoodiano.



La rivincita delle bionde

Opera prima di Robert Lucketic incentrata sui pregiudizi americani che vedono le donne bionde frivole e superficiali, ma allo stesso tempo vuole abbattere questo pregiudizio presentando una bionda, - Elle Woods interpretata da una spumeggiante Reese Whiterspoon - che dopo essere stata lasciata dal fidanzato per sposare una ragazza mora quindi più seria, decide di andare ad Harvard a studiare legge e a riconquistare il suo ragazzo.
Sarà un avventura rivelatrice che mostrerà il lato superficiale del ragazzo, e il cervello di Elle, che, nonostante i suoi capelli biondi dimostra di essere intelligente e supera con successo gli esami per la laurea in legge.
E' un film fresco e divertente, che mi ha divertita molto, molto brava Reese Whiterspoon che dimostra di essere brillante e spiritosa. La sua Elle non è una bionda che evita le cose che ama, no, Elle è una bionda che aggiunge serietà al suo essere spumeggiante e allegra, il che la caratterizza in maniera insolita rendendola originale. Lei rappresenta un po' il pubblico che va a vedere il film, che, nonostante il colore di capelli si è trovato più di una volta ad essere rifiutato nella vita.
Ma basta non perdersi d'animo e dimostrare le proprie qualità nascoste - anche se gli altri le dicono gli uomini stanno con marilyn ma poi sposano Jackie - la vera Elle esce ad Harvard dando una sonora lezione al bullettone che l'ha lasciata e trovando anche un nuovo amore, un ragazzo che comprende le sue qualità accettandola così com'è. E trova anche nella manicure dove va a farsi le unghie una nuova grandissima amica, che l'aiuterà anche a credere in se stessa.
Sembra una commedia degli anni sessanta, in cui abbiamo una protagonista che sembra la classica oca bionda, ma che piano piano dimostra di essere più intelligente del tonto che l'ha lasciata.
Elle tira fuori le palle anche in un caso difficile che risolverà grazie al suo intuito.
La regia di Lucketic dimostra di essere fresca e ispirata, il cast da il meglio di se, ma la ciliegina sulla torta è Reese Whiterspoon, che solo per lei vale la pena di vedere il film, anche se il resto del cast non è da meno.
Una commedia frizzante e spensierata, che riesce a divertire dalla prima all'ultima scena facendo anche pensare sui rapporti tra le persone e sul nostro vero io che quando meno te lo aspetti esce meglio di come gli altri ci vedono, nonostante i pregiudizi.
APPETITOSISSIMO


mercoledì 19 dicembre 2012

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Halloween La notte delle streghe

Prima di Wes Craven, che con la saga di Nightmare ha segnato un epoca, gli eightees, c'è stato John Carpenter con il suo Michael Myers.
La saga di Halloween conta 6 film, più altrettanti remake o reboot come si chiamano adesso, Carpenter ha diretto solo il primo capitolo che già dall'inizio riesce a incutere terrore e tensione allo spettatore con una serie di scene azzeccate.
Il film comincia con il primo omicidio di Myers, lo spettatore vede le sue gesta attraverso la maschera che sarà il suo volto, fino a quando la polizia non glielo toglie e si scopre che dietro le gesta omicide si nasconde un bambino.
Passano parecchi anni e Michael ritorna a casa, la notte di Halloween sta per arrivare e si scatena in lui ancora una rabbia omicida, non prima di aver fatto fuori un infermiera al momento che è scappato dall'ospedale psichiatrico al quale è rinchiuso.
Il dottor Loomis si mette sulle sue tracce, aiutato dalla polizia. Ma è una lotta difficile da portare avanti, anche perchè Michael sa nascondersi molto bene.
La notte di Halloween sarà per lui l'inizio di una nuova scia di sangue, in un piccolo e tranquillo paesino di provincia dove una babysitter rischierà la vita in diverse occasioni.
La sete di sangue di Myers si ripete, e stavolta le vittime sono le babysitters, riuscirà Laurie a salvarsi la vita e a sconfiggere Michael Myers prima che faccia fuori anche lei?
Il primo mitico film della saga di Halloween è un thriller che per tutta la sua durata riesce a tenere alta la tensione dello spettatore, principalmente perchè mostra un assassino simile a un automa senza coscienza, che è incapace di avere rispetto per la vita umana; poi perchè la costruzione della storia è capace di incutere inquietudine anche grazie alla colonna sonora particolarmente terrificante.
Alla regia c'è lui, John Carpenter, che riesce a fare un opera che mescola parecchie emozioni, e non è da tutti riuscire a calcare l'animo dello spettatore come ha fatto lui, forse solo il grande Hitch c'è riuscito con Psycho, altro grande film.
La colonna sonora riesce ad essere capillarmente inquietante e si sposa bene con le scene creando paura nello spettatore, bravissima Jamie Lee Curtis, che in più di una scena dimostra di tirare fuori coraggio davanti a Myers, la sua Laurie è  un adolescente normale che si trova in una situazione pericolosa, riesce ad essere naturale e per nulla artificiosa.
In conclusione, il film è un vero e proprio cult del cinema di genere, che ha fatto  di Myers un mito pari al Freddie Krueger di Nightmare.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


martedì 18 dicembre 2012

Music Graffiti

Opera prima da regista di Tom Hanks, che racconta l'ascesa e la caduta di una band, che dopo aver scritto una canzone diventa un fenomeno, ma il successo arriva grazia all'intuizione di un impresario e all'entrata in scena di un batterista tosto.
Nascono così i Wonders, che in brevissimo tempo scalano le classifiche, e si montano la testa cosa che farà precipitare il gruppo di nuovo nell'anonimato da dove è arrivato.
Il film ricalca fedelmente i magici anni sessanta, non a caso alla produzione c'è Johnathan Demme che si ricalca un cameo nel film.
Un film nostalgico e spensierato, diretto da un esordiente dal nome eclatante e dal talento recitativo unico, che decide di stare dietro la macchina da presa regalandoci un film semplice che sa raccontare i sixtees in maniera sincera.
Il cast di attori erano giovani nomi promettenti degli anni novanta, in cui spicca anche la celebre Liv Tyler, ed è anche il primo film in cui appare Charlize Theron, attrice che apprezzo molto. Qui non è protagonista, si fa notare appena anche se interpreta una maliarda capricciosa.
Un film originale e per nulla stereotipato sugli anni sessanta, che intelligentemente non prende la strada dell'effetto nostalgia, altrimenti sarebbe stato banale e fuori luogo.
Invece ambienta il film in quell'epoca spensierata, facendolo amare dal pubblico giovane e meno giovane, allontanandosi da rivoluzioni e contestazioni.
Raccontare i Sixtees non è affatto facile, lui ci riesce soprattutto perchè ha voluto dirigere un film col cuore che parla di musica e di grandi sogni, e ci è riuscito alla grande.
In conclusione, è un film che parla di un sogno, anche se è durato il tempo di un estate lo si gode dall'inizio alla fine, poi arriva la realtà e ci si trova più grandi di prima e più illusi di prima.
APPETITOSO




lunedì 17 dicembre 2012

Re per una notte

Film ingiustamente sottovalutato alla sua uscita, è in realtà un audace satira sul mondo della tv. In particolar modo su chi vuole diventare famoso e fa di tutto per apparire in televisione, la storia è incentrata tutta sulla figura di Rupert Pupkin, interpretato da un brillante Robert De Niro, che vuole fare uno sketch nella trasmissione di Jerry Langford - Jerry Lewis - ma questi prima lo liquida con una scusa, scusa che Rupert prende sul serio, fino a fare un vero e proprio provino e a portarlo allo studio della trasmissione. Quando si accorge che la migliore amica gli dice che Jerry è nello studio e lo hanno preso in giro allora prende una decisione estrema, rapire Jerry  per poter fare il suo sketch. Ci riuscirà pagherà le conseguenze e diventerà una celebrità maggiore di Jerry Langford...
E' un film che mette alla berlina la puzza sotto il naso della gente famosa, che in più di una occasione non da possibilità a chi vuole iniziare una luminosa carriera nella recitazione o nello show televisivo. Scorsese mette in luce ancora prima di tanti altri film che verranno dopo di lui, che nel luminoso mondo delle star non è tutto oro ciò che luccica, ci riesce con questa pellicola che è girata abbastanza bene, ma che ha dei difetti che non gli hanno permesso di avere successo.
Il film non decolla mai, sta sempre ancorato sulla figura di De Niro che in più di una scena gigioneggia gaudatamente, ma è il suo personaggio che è così soprattutto nelle scene dove si immagina chiacchierare amabilmente con Jerry Lewis, che non lo sopporta proprio; si vede la scena della comparsata a casa di Jerry e lui ne ha piene le scatole.
Ma dobbiamo prendere atto del coraggio di parlare apertamente e con schiettezza dei lati nascosti dello showbusiness, cosa che lo rende interessante.
Seppur sia una opera minore di Scorsese, va sottolineata la capacità di fare una critica sullo showbusiness in  tempi glamurous come gli anni ottanta, forse per questo il film non ha funzionato.
CULT.


Oltre il giardino

Uno dei film più surreali mai visti, il protagonista è un grandissimo Peter Sellers che interpreta Chance Giardiniere; un uomo mite che non ha mai lasciato la casa in cui è morto il suo padrone.
I suoi unici interessi sono il giardino, che cura con precisione e guardare la televisione. Alla morte del suo padrone decide di uscire finalmente dalla casa e tramite un incidente si imbatte in Eve, moglie di un uomo politico molto influente.
All'impatto con la vita i suoi modi appaiono stralunati e assurdi per la gente che vive normalmente. Eppure dopo aver conquistato il padrone di casa e fatto innamorare sua moglie di se, alcuni cominciano a fare ricerche su di lui; scoprendo che  non c'è alcuna traccia della sua esistenza, non è iscritto all'anagrafe, non ha documenti e nemmeno un contocorrente bancario. Si comincia a sospettare chissà quale mistero si nasconda dietro di lui, senza comprendere che è una persona semplicissima che è molto lontana dagli intrighi e dai misteri che la gente intorno alla figura del politico sospetta. Per alcuni addirittura può essere un pazzo per come si comporta, oppure un ritardato mentale.
Alla morte del politico Chance, uscirà di scena in modo surreale, camminando sul lago per sottolineare la semplicità della sua persona.
Un film ricco di metafore, che bisogna cogliere osservando attentamente le situazioni e le scene. Abbiamo in scena un uomo, Chance - Peter Sellers volle fortissimamente interpretarlo dopo aver letto il libro - che non è mai uscito dalla casa in cui ha vissuto per tanti anni, dentro quella casa si occupava del giardino - che è  il suo lavoro - e si guardava la televisione.
Per noi gente normale può essere la figura di un idiota, o ha qualche rotella fuori posto, oppure è soltanto autistico. Restano solo supposizioni, perchè il regista sa che non è come gli altri lo vedono, è lo spettatore a dare un giudizio finale su Chance e i suoi modi di fare.
E' un film complesso, strutturato in maniera intelligente e acuta, Hal Ashby sa che all'origine del film c'è un romanzo, e cerca di dare la sua impronta al film.
Secondo voi chi è Chance Giardiniere? Un angelo? Dio? La morte? O semplicemente un imbecille intelligente? La risposta la trovate dentro di voi, e lo capirete a film concluso.
Quello che vi dico io è che è uno dei film più intensi interpretati da Peter Sellers, poetico e surreale, sembra che i personaggi si muovano in uno spazio senza tempo, in cui tutto non è come appare, ma lo spettatore deve sforzarsi a trovarlo.
CAPOLAVORO.


domenica 16 dicembre 2012

The Lady - L'amore per la libertà

Luc Besson, autore dei bellissimi Leòn e Il Quinto elemento, con il suo ultimo film ci racconta la storia di Ang San Suu Kiy, donna coraggiosa che si batte contro il regime Birmano per stabilire la libertà nel suo paese.
Sarà una lotta difficile e disperata, fatta da una donna con un coraggio da leonessa che non si arrende davanti a nulla in nome della libertà.
Oggi si parla di libertà in modo facilone, diffidate di gente che parla in questo modo di una cosa fondamentale per l'uomo; abbiate fiducia invece di chi si fa imprigionare e torturare per la libertà, come succede alla protagonista di questo film.
La biopic di Besson è un film che fa riflettere sulla tirannia dell'uomo verso i più deboli, ma vi sono delle persone che non si fanno ingabbiare dalla prepotenza di chi usa le armi e la violenza per sottomettere un intero popolo.
La storia è realmente accaduta, e narra la vita del premio nobel per la pace nel 1991 Ang San suu kiy, che per il solo fatto di ribellarsi al regime del suo paese è stata agli arresti domiciliari per molto tempo, tanto che non ha potuto assistere il marito sul letto di morte perchè il generale l'ha ricattata.
Una donna che non si è  fermata davanti a niente e  a nessuno per la libertà del suo paese, nemmeno alle minacce del regime, ma che ha vinto la sua battaglia risvegliando il suo popolo. Una donna che ha sopportato tutto, il dolore della lontananza dalla sua famiglia, la solitudine e tante altre cose. Il tutto senza mai perdere di vista il suo obiettivo principale, liberare il suo popolo dalla tirannia.
E' un film intenso e commovente che racconta la storia di una donna che con coraggio sfida il regime del suo paese per liberare il suo popolo, la storia si potrebbe riassumere così. La regia di Besson è intensa e ispirata, Bravissima Michelle Yeoh, la sua interpretazione vale da sola la visione del film, David Tewliss nel ruolo del marito che nonostante tutto appoggia la scelta di sua moglie, e sta accanto ai suoi figli nel momento più difficile della loro vita.
Avvolte è proprio il coraggio a far tremare i potenti, soprattutto quando chi acchiappa il coraggio, riesce a far sentire la sua voce al popolo diventando una minaccia per tutti i regimi.
Un film straordinario, per riflettere sul coraggio, sulla vita e soprattutto sulla libertà degli individui, che è una cosa fondamentale per vivere in pace con il prossimo.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.



giovedì 13 dicembre 2012

La Cosa

Più che un remake è un prequel, ma che non ha nulla a che fare col capolavoro di John Carpenter uscito negli anni ottanta che è un vero e proprio cult movie.
La Cosa uscita quest'anno racconta cosa successe una settimana prima di quello che è accaduto nel film di Carpenter, ma diciamoci la verità manca di forza narrativa e impatto emotivo che era ben presente nella pellicola uscita nel lontano 1982.
Ha ancora senso rifare un film come The thing? Che pur essendo un remake, era talmente personalizzato da risultare originale e per nulla scontato?
La risposta è molto semplice. NO! Si  è voluto fare un flm a tutti i costi che ricalcasse l'idea lanciata da Carpenter, ma questa versione è ricca di stereotipi e luoghi comuni che non riescono a creare un impatto emotivo nello spettatore.
La narrazione è buona, tiene incollato lo spettatore soprattutto nella prima metà del film, poi il film si va piano piano perdendo nei meandri del già visto, del già detto. A peggiorare le cose ci si mettono anche gli effetti speciali, poco realistici che risultano artificiosi e fini a se stessi. In sostanza, Michel Abramowicz, non è John Carpenter; che nella pellicola uscita negli anni ottanta si è allontanato dal film originale facendo la SUA versione di La Cosa mettendo la sua firma e dando il suo punto di vista alla narrazione, con una serie di effetti speciali che somigliano al body horror e alcune scene sono davvero raccapriccianti e lasciando la sua impronta. Infatti molti spettatori riconoscono il film la cosa come IL SUO FILM. Con questo film invece ci si limita a inserire del clichè che limitano le consistenti scene di tensione emotiva, rendendo complessa una personificazione dell'opera.
In conclusione, un remake del film la cosa mi sembra improponibile, e solo un genio come Carpenter è riuscito a fare suo, gli altri non hanno la capacità di andare fino in fondo come ha fatto il precedente regista.
Un film riuscito a metà che finisce di restare in ombra del suo famoso predecessore. Peccato.


mercoledì 12 dicembre 2012

Cosmopolis

David Cronenberg ritorna al cinema, e lo fa con una pellicola tratta dal romanzo di Dom DeLillo. Come protagonista sceglie Robert Pattison, divo di Twilight nel ruolo di Eric Packer che prende la sua limousine e affronta qualsiasi cosa pur di raggiungere il suo barbiere, andando incontro anche a pericoli di vario tipo.
Il film si distanzia parecchio dai precedenti lavori di Cronenberg, e per chi legge il blog comprenderà di cosa sto parlando. Qui non ci sono mutazioni fisiche o psicologiche, qui c'è un uomo che lascia il suo castello di bottoni per scendere nella strada, nella vita reale per andare dal suo barbiere.
E' impreparato a quello che troverà, incontra persino la moglie e le parla, intorno a lui scorre la vita e succede di tutto, lui invece non sembra che cambi minimanente atteggiamento nei confronti della gente che incontra e in ciò che gli accade attorno; è inerme, asettico, assente, non è capace di nessuna reazione perchè vuole solo raggiungere il suo barbiere e basta.
Gli può cadere il mondo davanti ma non verrebbe smosso di un millimetro. Questo è il vuoto che circonda Eric, che è incapace di osservare la vita che gli gira intorno neanche quando gli riducono un catorcio la limousine si ferma nel suo intento.
Con questa pellicola di origine letteraria, Cronenberg narra il vuoto esistenziale che divide due classi sociali, la classe ricca, rappresentata da Eric, e la classe povera, che viene sottolineata dall'umanità che incontra durante il suo viaggio, che durerà un intera giornata a causa del blocco di traffico per la visita del presidente della repubblica.
Robert Pattison si mette in gioco dopo alcune prove che erano piuttosto lontane da Twilight che lo hanno visto protagonista per lasciarsi dietro il ricordo di Edward Cullen. Con questa pellicola si mette nelle mani di un grande regista, nonostante la sua interpretazione sia buona ma non è memorabile, riesce piano piano a scostarsi dal personaggio che gli ha dato la fama come idolo delle teenagers, con una interpretazione matura e acuta ma che ancora deve fuoriuscire del tutto.
Nel caso di Cronenberg ci troviamo di fronte al suo film più politico, più polemico nei confronti delle classi alte, e del vuoto che le circonda, nonostante il romanzo di origine riesce a dare una sua impronta personale alla pellicola, non è di certo il suo miglior film, ma si fa apprezzare molto bene, e questo al giorno d'oggi è più un pregio che un difetto.
DA COLLEZIONARE.




martedì 11 dicembre 2012

Il Cavaliere oscuro - Il ritorno

Se c'è qualcosa che Nolan ha saputo fare è stato rinverdire i fasti di Batman, che dalla fine degli anni ottanta con i primi due capitoli diretti da Tim Burton - che hanno anticipato di un decennio la moda dei film tratti da fumetti -  e gli altri da Joel Schoomacker che hanno segnato la decadenza del personaggio di Batman, con film al di sotto di come il pubblico li aspettava.
Christopber Nolan ha invece diretto la sua trilogia negli anni in cui è esplosa la moda dei film tratti dai fumetti, ma invece di andare sul sicuro e scegliere un personaggio Marvel, ha invece optato con uno dei più classici dei supereroi insieme a superman: Ha scelto Batman.
Non sto a fare i paragoni con le precedenti pellicole, perchè sarebbero sprecati, parliamo di questo terzo capitolo della trilogia, che prossimamente troverete anche gli altri capitoli di Nolan. Dunque nel capitolo precedente abbiamo lasciato Batman che abbandonava Gotham city e si ritirava a vita privata, dopo la morte della ragazza che amava per mano di Jocker e la definitivamente caduta verso il lato oscuro di Harvey Dent, suo amico e rivale in amore. Ma adesso c'è una nuova minaccia e di Batman si sente parlare più come una leggenda che un eroe, questa minaccia si chiama Baine, che vuole fare esplodere la città di Gotham come fare a richiamare Batman? Ci pensa un giovane ragazzo che ha una grande forza interiore e vuole salvare le persone. Ma Baine non è la sola minaccia di Gotham, c'è anche Catwoman che vuole graffiare sulla città, lasciando il suo segno riconoscibile...
Un film ricco di colpi di scena questo terzo capitolo è stata una sorpresa anche per me, che precedentemente avevo storto il naso con il personaggio di Jocker interpretato da Heath Ledger.
Il capitolo finale è spettacolare, coinvolgente e  presenta una regia superba con un attenzione particolare a non strafare, come avviene con tutti i blockbuster; ma al contrario cerca di centrare il suo bersaglio sui conflitti interiori dei suoi protagonisti, tutti bravissimi.
Il ritorno di Batman, che ormai è quasi dimenticato dalla popolazione di Gotham, viene salutato con una nuova speranza, nonostante gli errori passati e i fallimenti.
C'è da sbrogliare la complicata matassa legata a Baine, e a una persona vicinissima a lui che si rivelerà un traditore, ma come sempre non rivelo nulla, dovete guardarvi il film per saperlo.
Nel batman cinematografico ormai Christopher Nolan ha lasciato il suo segno, e, specialmente con questo terzo capitolo ha accentuato una drammaticità che si addice al supereroe per un gran finale che resterà nella memoria degli appassionati di Batman e di film di fumetti in generale.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


lunedì 10 dicembre 2012

Missing Scomparso

Questa recensione è dedicata a mio fratello Salvatore Bisanti, recentemente scomparso a causa di complicazioni dovute ad una malattia a cui precedentemente è stato trapiantato di fegato 19 anni fa ben due volte...
Riposa in pace.

Constantin Costa Gavras, si ispira a un fatto realmente accaduto durante il colpo di stato in cile nel 1973, che ha portato al potere Pinochet.
E' la storia di un giornalista che grazie a una conoscenza nei servizi segreti scrive un articolo e dopo poco tempo scompare senza lasciare traccia.
La moglie si mette in contatto con le autorità per cercare di trovarlo, e questi invece di dare una mano alla donna cercano di insabbiare il tutto, quando la situazione sembra ormai compromessa e non c'è speranza di sapere cosa realmente sia successo, la donna chiama il padre del marito. Egli non si arrenderà di fronte a nulla pur di sapere dove si trova Charlie, e non serviranno a nulla le cause che ha fatto contro le istituzioni del Cile per smascherare i colpevoli, dopo che ha saputo che il figlio è morto.
Una pagina triste e vergognosa che mostra come l'america sia stata complice di questo scellerato piano di fare cadere il governo del Cile per i loro sporchi interessi, e di come pur di proteggersi le chiappe non fanno nulla per aiutare la gente normale a far luce sulla verità di una scomprarsa tanto tragica che poteva smascherare diverse ingiustizie, dato che il giovane da giornalista diceva sempre la verità.
Film tratto da una storia vera, ma che per motivi di sicurezza hanno cambiato il nome della nazione e i nomi dei protagonisti, ma si capisce benissimo che si parla del Cile grazie a piccoli stratagemmi creati dal regista.
Una pellicola toccante e coinvolgente, diretta da un maestro del cinema che ha fatto dell'impegno e del cinema di denuncia il suo cavallo di battaglia.
Magistrali le interpretazioni di Jack Lemmon e Sissy Spacek che da soli meritano la visione del film, soprattutto perchè  riescono a far sentire i loro sentimenti agli spettatori, anche Gavras riesce nell'intento di colpire il marcio dei poteri forti, sottolineando la natura e ambigua delle istituzioni, che invece di servire il popolo servono loro stessi e sono attaccati al potere e al denaro.
Tra le scene migliori segnalo quella dello stadio, in cui il padre crede di aver visto il figlio, e quella in cui la moglie, che non si è mai rassegnata nella ricerca, sgrida il console con i suoi leccapiedi.
Bellissima la colonna sonora firmata Vangelis, musicista compatriota di Gavras, in particolare il motivo che da il titolo al film.
In conclusione un capolavoro, da vedere e rivedere, per capire di cosa l'uomo è capace di fare ai suoi simili per sottometterli ai suoi comandi.
CAPOLAVORO.




domenica 9 dicembre 2012

Gangs of new york

Martin Scorsese racconta la nascita di una nazione, una nazione che è nata sulla violenza e la corruzione. L'america. Per girare questo film che ha avuto una lunghissima gestazione, sono passati moltissimi anni. La possibilità per girarlo sono venute all'inizio del terzo millennio, da sottolineare che questo è il film che ha dato inizio al sodalizio artistico tra Leonardo di Caprio e Martin Scorsese. In questo film Leonardo Di Caprio interpreta Amsterdam Vallon, un giovane che ha visto morire il padre davanti agli occhi, il colpevole dell'omicidio è Bill The Butcher, ovvero il macellaio, che è a capo dei nativi. A contrario Padre Vallon, il padre di Amsterdam è a capo degli irlandesi, immigrati negli stati uniti che si contendono il controllo di Five Point.
A spuntarla è Bill, - un bravissimo Daniel Day Lewis che torna a lavorare con Scorsese dopo L'età dell'innocenza. - che si prende il comando di five point dopo una violentissima battaglia tra i due gruppi etnici in cui i conigli morti hanno la peggio.
Amsterdam cresce in orfanotrofio, ma una volta cresciuto cerca Bill per vendicare la morte di suo padre. Entra a far parte dei nativi e lavora per lui, cerca di conoscerlo e capirlo entrando nel suo mondo. Si accorge che ogni anno festeggia la vittoria per il controllo di five point ricordando Padre Vallon, cosa che il ragazzo non ammette tanto facilmente.
Nel frattempo conosce anche Jenny, borseggiatrice e concubina di Bill a cui è stata affidata da bambina di cui si innamora.
Dopo un fallito tentativo di attentato a Bill, deve guardarsi maggiormente le spalle e cercare di tenersi anche Jenny - un inedita Cameron Diaz con un ruolo più adulto rispetto a come la conosciamo -.
Ma le cose peggioreranno quando un amico dirà a Bill che Amsterdam è figlio di Padre Vallon e che intende ucciderlo per vendicare suo padre.
E' un film di Scorsese, lo si percepisce dalla primissima ed estremamente violenta sequenza del massacro di five points, in cui è girata in maniera realistica. La cura nei particolari, nelle ambientazioni, nei costumi, e nella scenografia curata da Dante Ferretti, sono fedeli alla realtà. Ma sono un po' forzate le scene di violenza, e considerato che si deve raccontare una storia è logico che la resa drammatica venga aumentata spropositamente, e da uno come Scorsese c'è da aspettarselo.
Un film che sottolinea come la povertà e l'emarginazione abbia creato con le bande che predominano sulla gente del quartiere, gli anacronismi che poi saranno motivi fondamentali per la mafia anche se Scorsese non lo dice.
Un film grandissimo, che mostra sia la maturità attoriale del suo protagonista, che il grande talento di un autore che ha fatto grande la storia del cinema e che ancora ha molto da dire a riguardo.
In conclusione, il film non è un capolavoro, ma poco ci manca a diventarlo, un opera sicuramente da collezionare e da vedere e rivedere.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


Un bacio prima di morire

Matt Dillon e Sean Young sono i protagonisti di questo Thriller dell'ambiguità con diversi colpi discena finali.
La protagonista è una donna, che dopo la morte della sorella gemella comincia a sospettare che qualcosa non torni.
Cosa nasconde il suo attraente marito? Perchè è talmente attaccato al suocero tanto da lavorare con lui nell'amministrazione dell'industria del rame?
Perchè vuole entrare a far parte della famiglia Carlsson a tutti i costi? Doroty comincia a sospettare qualcosa quando si accorge che la polizia ha insabbiato il caso della sorella. Comincia così ad indagare sulla sua morte che alla luce sembra un suicidio, ma diverse coincidenze fanno supporre che Ellen non si sarebbe mai suicidata, che motivo avrebbe una ragazza che ha appena saputo di essere incinta di suicidarsi?
Grazie a questo interrogativo Doroty comincia le sue indagini, ma il marito le renderà difficile il compito mettendole i bastoni tra le ruote...riuscirà a sbrogliare la complicata matassa e a far luce su questo strano "incidente"?
James Dearden dirige questo Thriller tratto dal romanzo di Ira Levin, che precedentemente è stato portato sullo schermo negli anni cinquanta.
L'interpretazione di Matt Dillon è ambigua e perversa, ed è così bravo da caratterizzare il suo personaggio da risultare naturale e realistico. Sean Young, da invece una caratterizzazione di una donna con le palle che non si spaventa dei tanti ostacoli del marito. Cerca di collegare il tutto per smascherare il colpevole, e sarà una lotta difficile, soprattutto quando conoscerà la madre del marito e la verità sulla sua vita perchè capirà di essere stata ingannata.
Il finale ve lo lascio immaginare. In pratica è un film fatto abbastanza bene, che  mostra quanto male si può fare pur di raggiungere un posto al sole, un nome di prestigio, la ricchezza. Essere qualcuno avvolte è più importante di come realmente si è.
James Dearden sceglie proprio un giovane dalla faccia pulita per interpretare il protagonista maschile, e questo fa ancora più paura, perchè ci si affida più facilmente a una faccia pulita che a una faccia poco raccomandabile.
La regia di Dearden è abbastanza lucida ed è un autore che sa cosa vuole raccontare, da ricordare la breve parte di Diane Ladd, che interpreta la madre di Jonathan/Matt Dillon.
APPETITOSO


sabato 8 dicembre 2012

Starman

Questo film è un autentico cult movie.
Ancora prima di Ghost e di altri film romantici, John Carpenter ha voluto dirigere un film che mischiava il fantastico, la fantascienza e l'amore insieme andando chiaramente alla lontana dai film di fantascienza come noi li conosciamo.
Io l'ho sempre chiamato L'et di John Carpenter, anche se del capolavoro di Spielberg ha in comune solo la presenza aliena, ma in questo film si presenta con le sembianze di un uomo morto che si forma chiaramente davanti alla moglie.
L'inizio è travolgente, la protagonista (Karen Allen attrice molto in voga negli anni ottanta, si ricorda la sua partecipazione anche ne I predatori dell'arca perduta tra gli altri) guarda un filmino con il marito morto, e piange disperata, poi spegne e si va a coricare.
La sera un astronave cade dal cielo, ad uscire è un entità extraterrestre che raggiunge l'abitazione della donna e sfoglia un album di fotografie. Qui trova una ciocca di capelli in cui prende il dna e si forma con le stesse sembianze del marito della donna.
Inizierà una corsa contro il tempo per aiutare questo alieno a trovare la sua astronave e finalmente partire per il suo pianeta, non mancheranno i contrasti e le paure che la donna ha verso questo essere così sconosciuto, che finirà di conoscerlo e innamorarsi di lui. Lei sarà il suo aiuto per raggiungere l'astronave.
L'impresa risulterà alquanto difficile perchè ci sono anche le autorità che gli danno la caccia all'alieno perchè vogliono studiarlo per i loro esperimenti.
John Carpenter dirige un film originale, che all'inizio potrebbe risultare banale o stupidotto, ma non lo è semplicemente per vari motivi: Prima di tutto il suo voler discostarsi con l'et di Spielberg e dirigere un opera che risulti più vicina a se e più personale, mettendoci la sua impronta registica; poi il film possiede una magia sua che viene sottolineata anche dalla bravura di Jeff Bridges che potrebbe in un primo momento sembrare un pupazzo, ma che alla fine si rivela più autentico di tanti altri film che gli somigliano.
John Carpenter quando vira in altri generi cinematografici, avvolte non viene compreso del tutto, ma riesce a dirigere opere di grande sensibilità che restano impressi nel cuore e nella mente.
Alla produzione troviamo Michael Douglas e i mezzi a disposizione sono per un blockbuster, ma in conclusione il genio di Carpenter è presente in ogni scena e in ogni inquadratura, non è difficile amare questo film.
DA NON PERDERE


Pollo alle prugne

Film tratto dalla graphic novel di Marjane Satrapi che dirige il film con Vincent Paronnaud, è una delicata storia che parla d'amore. L'amore per la musica di un uomo, che vede il suo violino distrutto dalla moglie, che cerca in lui l'amore.
Incapace di trovare un violino che sostituisce lo strumento andato ormai in pezzi, decide di farla finita. In questa attesa verso il giorno che ha deciso la sua dipartita rivede la sua vita come una favola.
Con questo film ritorna la regista di Persepolis, che troverete prestissimo recensito, ormai è questione di giorni perchè è in lista. Pollo alle prugne a differenza del precedente seppur strepitoso è di gran lunga un opera di alto livello a confronto di Persepolis che, seppur mantenendo la classica critica al mondo islamico che ha caratterizzato la sua vita, si presenta come un opera malinconica velata di un pessimismo che commuove e che anche fa riflettere.
Un uomo diviso tra due donne, ne ha sposato una che lo ama ma lui non la ricambia, perchè è innamorato del suo violino, c'è la solitudine, la sofferenza di un amore non corrisposto, il peso della perdita di una identità che ci caratterizzava, la non riuscita di non trovare uno strumento che possa sostituire il violino distrutto, caratterizzano un opera delicata, e dolente allo stesso tempo.
Bravissimo Mathieu Amalric, che qui interpreta un personaggio incapace di guardare oltre il suo violino, anche Maria De Medeiros è bravissima, nel suo ruolo di moglie sola che cerca disperatamente l'amore del marito e che non troverà mai.
E' un film concentrato sulla ricerca dell'amore, o di qualcosa che ci caratterizza per riconscerci, e per farci sentire vivi.
La solitudine della moglie, che viene raccontata in un simpatico siparietto dai due registi  del film, in maniera intelligente perchè si rendono conto che il personaggio può risultare antipatico. Loro invece spiegano i motivi del suo gesto, facendo entrare questa piccola donna nel cuore degli spettatori, raccontano il suo amore per quell'uomo che vuole farla finita perchè perdendo il suo violino è come aver perso la sua identità, si capisce che noi poi diremmo all'uomo che vuole farla finita, ma allora è un idiota...perchè non si apre con la moglie? Il tutto è raccontato in maniera semplice, commovente e per nulla banale, anche se non è semplice dirigere un opera del genere significa anche cadere in un certo sentimentalismo. I due autori riescono a non fare questo sbaglio, e dirigono un opera poetica che colpisce al cuore, proprio per la sincerità e la semplicità con cui viene raccontato.
DA NON PERDERE



venerdì 7 dicembre 2012

Effetto Notte

La più grande dichiarazione d'amore per il cinema, diretta da un grande regista innamorato della settima arte.
Il set è quello di ti presento Pamela, dove gli attori, la troupe e il regista lavorano convivono e amano, sul set.
Sembrerebbe il classico film pseudosentimentale ma non lo è, anzi qualcuno direbbe che è il cinema secondo Truffaut, secondo la sua visione.
E' un opera incentrata sulla vita e sull'arte, che sono temi centrali e fortemente sentiti da truffaut, solo che nelle pellicole precedenti questa cosa non si percepiva, la si intuiva.
L'amore per l'arte, in questo caso la settima arte è presente in ogni scena della pellicola.
Effetto notte è un capolavoro assoluto, un opera magistrale, matura e sentita di un autore che racconta il set cinematografico, per chi è cinefilo come me e come credo tutti voi che seguite le mie recensioni sa a cosa mi riferisco; ora mi spiego meglio, l'arte e la vita camminano a braccetto, la storia è quella di un attrice che è sposata e di un attore che si innamora di lei, ma c'è un film che si deve girare, si deve interpretare un personaggio, bisogna indossare i suoi panni e recitare il ruolo. Quando la scena finisce c'è la vita, il mondo luccicante del camerino, del trucco, le interviste, i dubbi esistenziali, la vita vera, le cose che amiamo e che odiamo. Ovvero l'attore che si toglie la maschera e diventa uomo che vive, il cui cuore pulsa e prova dei sentimenti autentici e sinceri.
Si fanno riferimenti al cinema di Fellini, Bergman, Bresson e tanti altri, si notano i libri del regista - in questo caso truffaut che torna a interpretare una sua pellicola dopo Il ragazzo selvaggio che ho già recensito precedentemente - nel ruolo del regista Ferrand.
Un film nel film, dove si narra in maniera originale e magistrale, problemi, amori e vita di un set cinematografico che sembra un autentica testimonianza dell'amore per l'arte e la vita, raccontata da un regista cinefilo che ama il cinema e ce lo narra a cuore aperto, cosa volere di più da un film?
MAGISTRALE


giovedì 6 dicembre 2012

La View Conference presenta I View Awards

Dopo il successo dell'anno scorso View Conference apre una vera competition con premiazioni per il 2013, e per l'anno  nuovo sarà ancora più ampliata.
Per chi fosse interessato ecco le categorie che potete scegliere per partecipare e vincere se il vostro lavoro è scelto dalla giuria.


Categorie del VIEW AWARD 2013:


Miglior Cortometraggio
Dedicato al miglior cortometraggio realizzato con animazione 2D o 3D o filmati live con l’integrazione di effetti visivi digitali. Motion capture data possono essere occasionalmente usati per l’animazione. I lavori verranno giudicati in base a criteri di eccellenza tecnica, originalità, creatività, design, ed estetica. La durata non deve superare i 30 minuti.
Miglior Design di un Ambiente
Dedicato al miglior ambiente (esterno o interno) creato con tecniche digitali: può essere interamente in 2D o 3D oppure una mescolanza di grafiche 2D/3D e tecniche di matte painting digitale. La modellazione 3D, il rendering, e il painting digitale possono venire realizzati con qualsivoglia software. Le realizzazioni verranno giudicate sulla base di criteri di eccellenza tecnica, originalità, creatività, e sulla base del valore estetico e architettonico.
Miglior Personaggio
Dedicato al miglior personaggio digitale realizzato per un cortometraggio o per un videogioco. Il personaggio può essere crato con qualsivoglia software di grafica 2D o 3D. Le realizzazioni saranno giudicate sulla base della qualità dell’immagine, del livello tecnico, dell’originalità, della creatività e della personalità del personaggio.
Migliori Effetti Visivi
Dedicato alla miglior sequenza di effetti visivi digitali usati in un’animazione di computer grafica o in un cortometraggio live-action. I VFX possono essere realizzati con qualunque software di grafica 3D e compositing. Le opere verranno giudicate sulla base di criteri di eccellenza tecnica, originalità, creatività, e coerenza con la struttura narrativa del cortometraggio.

Premi:

VIEW Award 2013:
Primo premio: 2.000,00 €

PR & Communication, VIEW Conference and VIEWFest

VIEW  CONFERENCE www.viewconference.it
VIEWFest www.viewfest.it

CORSO MARCONI 38, 10125, TURIN, ITALY
TEL. +39 011 6680948 - +39 011 19785575;
FAX +39 011 6501214 | info@viewconference.it

Fuga da Los Angeles

Jena Plisken è tornato, ed ha un altra missione da compiere: Prelevare una valigetta rubata da Utopia, figlia del presidente degli stati uniti capace di dare il potere di controllare il mondo.
Per farlo deve andare a Los Angeles, che un tempo è stata una città americana, oggi è ridotta a una colonia dove c'è la feccia che è stata esiliata dagli stati uniti. Unico inconveniente? Dover uscire da quella città, che è un impresa impossibile dato che è molto controllata dalle guardie.
Jena dovrà scontrarsi anche con Cuervo, un simil rivoluzionario che vuole comandare più che ribellarsi. Sarà proprio questo Cuervo a rapirlo per farlo giocare a pallacanestro da solo, ed ha tempo solo dieci secondi a tiro se non ce la fa lo uccide. Jena riesce a fare canestro  tutte e cinque le volte, e con grande stupore di Cuervo vince!!! Ovviamente lui non accetta questa cosa e gli spara. Ma Jena  riesce a scappare lo stesso, nonostante il cancello sia chiuso. Ma il tempo stringe, perchè coloro che gli hanno dato questa missione hanno immesso nel suo corpo un virus mortale.
Scoprirà anche grazie a Utopia che il padre e Cuervo in realtà non sono poi così diversi, ma la ragazza dovrà comprendere forse che c'è qualcuno di più valido...e ci riuscirà.
Jena verrà aiutato anche da alcuni tipi bizzarri che incrocerà sul suo cammino, e non sarà solo nella sua missione. Ma dovrà stare attento anche ai traditori con la faccia da furfanti che lavorano e campano con Cuervo...
Secondo capitolo della saga di Jena plisken con ancora Kurt Russell come protagonista, che qui scrive e produce. Questo secondo capitolo è fatto abbastanza bene, più suntuoso ma con grandi scene d'azione da adrenalina.
Il secondo capitolo delle avventure di Jena Plisken non poteva essere diverso da questo film, anche se sono passati 15 anni di distanza dal primo capitolo. John Carpenter da autentico maestro del cinema qual'è, non si limita solo a fare un sequel, lo arricchisce aggiornandolo ai tempi, rendendolo più apocalittico e minaccioso - a confronto Los Angeles sembra più normale dell'America pulita - anche se non mancano sia la critica feroce sulla società e sul potere nascosto, sia dividere il mondo in buoni e cattivi, con i cattivi rinchiusi nel ghetto della città di Los Angeles per poi scoprire che i veri cattivi sono i buoni travestiti da giusti, ma che vogliono il controllo del mondo, andando persino contro i loro stessi figli.
Da notare le brevi parti di Pam Grier e Valeria Golino, che seppur interpretano piccole parti, riescono a imprimersi nella memoria.
Da incorniciare l'interpretazione di Steve Bushemi, nel ruolo dell'agente di Cuervo, è da lui che Jena si deve guardare, e ci regala un personaggio di gran bastardo, ma che risulta anche simpatico.
DA NON PERDERE.


mercoledì 5 dicembre 2012

Magic Mike

Il film nasce da un idea di Channing Tatum, che all'inizio della carriera ha svolto la professione di spogliarellista...ma tranquille signore, qui c'è tutto quello che noi donne possiamo desiderare da un uomo che si spoglia; c'è tutto e c'è molto di più.
Attenzione, non è simile a full monty no...è un film mainstream diretto da Steven Soderbergh, anche se sinceramente parlando non è che sia un capolavoro, ma è fatto abbastanza bene. Rappresenta anche la rinascita artistica di un attore piuttosto sottovalutato,  anche grazie a scelte sbagliate Matthew McConaughey. Con questo film  fa di nuovo parlare di se, ma in senso buono, la critica gli riconosce finalmente lo status di attore, sicuramente sentiremo parlare ancora di lui.
La storia si riassume in un giovane che si accorge delle potenzialità di un ragazzo normale come spogliarellista, decide di dargli una chance e diventa ben presto l'idolo di molte donne, dopo ovviamente una accurata lezione di spogliarello dai ragazzi che lavorano al club. E' soprattutto il capo che gli insegna come fare per mantenere alta l'attenzione del pubblico femminile mentre si spoglia. Ci riuscirà e ben presto scalerà l'onda del successo, e si accorgerà ben presto del lato oscuro della fama...ma non dico nulla, il film dovete vederlo per sapere cosa succede, sapete che non spoilero mai, ma lo faccio solo in casi in cui non si può non spoilerare.
Bene i numeri musicali sono eccitanti, i corpi maschili che si dimenano lo sono ancora di più, soprattutto vedendo quei pettorali palestrati e quei bicipiti la libido femminile sale eccome se sale...
Soderbergh sta cercando di far risalire le sue quote, e si nota subito da questa pellicola che risulta piuttosto patinata e un po' costruita per i miei gusti; anche se girata abbastanza bene non è certo un opera ai livelli del cinema del Soderbergh che conosco io e che ho apprezzato.
Lui è capace di fare film piccoli ma che fanno riflettere, questo film non è un cattivo film, ma manca il divertimento, apparte l'adrenalina ormonale scatenata dai numeri di ballo non è che sia tanto divertente. Alcune scene le ho trovate un po' troppo esistenziali, altre invece e non è un difetto anzi è un pregio, sono incentrate sull'essere umano e i suoi sentimenti, che fanno risalire il film di parecchi punti di gradimento il che non è un male.
COOL.


Street Dance

I tempi sono cambiati, e non ci sono più balli classici come rumba mambo e cha cha cha, adesso ci sono le crew e c'è la street dance, che è un po' somigliante alla breakdance ma andiamo ai fatti.
Non è il solito film danzereccio, qui siamo in una situazione dove c'è il cattivo che abbandona la crew di cui era stato il leader, e che l'eroina di turno deve salvarla pur di farla partecipare alla gara; come riuscirci? Ci pensa l'insegnante di musica classica ad andarle incontro. Dapprima la invita a un balletto, poi la iscrive alla sua scuola che sta per fallire perchè ormai non ci sono nuovi iscritti, allora le due donne uniranno le forze pur di non fallire.
Ci riusciranno, ma l'impresa sarà parecchio ardua grazie alla presenza di un insegnante che metterà i bastoni tra le ruote alla ragazza, dato che non accetta l'insolito mix della professoressa di ballo...
Non a caso è proprio alla scuola che conosce e si innamora di un ballerino classico.
Carino, originale, fresco e non scontato, sono questi gli aggettivi che mi arrivano pensando a questo film. Gli ingredienti del film danzereccio ci sono tutti e sono sempre piacevoli, d'altro canto si somigliano tutti, ma il mix tra street dance e musica classica gli da uno sprint in più rispetto ai soliti film che si vedono in giro.
Un film acuto intelligente e schietto, che riesce a divertire senza mai stancare lo spettatore e offre un intrattenimento brillante e coinvolgente.
E non è cosa da poco per un film del genere, che di solito sono un po' tutti uguali e senza lo sprint dell'inventiva come accade con questo qui, che seppur non sia così originale è fatto abbastanza bene, ed è buono sia per i palati sopraffini che per chi si vuole solo divertire.
COOL.


martedì 4 dicembre 2012

Fuga dal mondo dei sogni

Questo è il primo film che noleggiai quando comprai il primo videoregistratore negli anni novanta, perciò ci sono quasi affezionata in un certo senso.
Uscito sull'onda del successo del bellissimo e - spero di vederlo al più presto tra pochi giorni così da metterlo in lista - innovativo Chi ha incastrato Roger Rabbit? primo film che univa live action e animazione. Ci riprova Ralph Bakshi, usando lo stesso mix, ma l'animazione non è per bambini quindi il risultato si fa ancora più allettante.
Mondo furbo è in pericolo, Holly Would la star di un locale ha un sogno, diventare un umana e provare tutto ciò che provano le donne; ma ci può riuscire solo se prende il chiodino di Vegas Vinnie. Sembrerebbe un impresa quasi impossibile, se solo il detective riuscisse ad essere accondiscendente...ma su mondo furbo c'è una regola fondamentale, niente sesso tra carnosi e disegni. Creata per evitare la fine di mondo furbo e lo sconvolgimento degli equilibri. Ma forse non è un impresa così impossibile Jack Deebs, un vignettista che sta scontando una pena per aver ucciso l'uomo che ha trovato a letto con sua moglie e che crede di aver inventato lui mondo furbo, fino a quando comincia ad avere delle visioni che riguardano proprio mondo furbo...
Una sera si trova catapultato su mondo furbo, forse attirato da Holly per realizzare quello che desidera. Cercando di sedurre Deebs, Holly riuscirà a farci sesso, e le conseguenze saranno devastanti...riuscirà Frank Harris, il detective a salvare Mondo furbo prima che sia troppo tardi?
Cartone animato per adulti che mixa azioni in live action, su ispirazione della pellicola di Robert Zemeckis ma in maniera meno ingegnosa della pellicola succitata anche se il film è divertente e fi fa passare novanta minuti in allegria.
Tra le scene migliori ci sono la seduzione mancata di Holly a Frank Harris, e la trasformazione finalmente in essere umano che vuole assaggiare tutto e provare tutto quello che le donne umane fanno, ma la più bella è la scena in cui Frank Harris può stare solo con il cartone di  cui è innamorata...e come ci riesce? Gente, per saperlo dovete vedere il film.
APPETITOSO


sabato 1 dicembre 2012

Ted

Dissacrante, irresistibile e soprattutto politically scorrect. Si potrebbe riassumere così con queste  poche parole il film Ted, che vede tra i protagonisti un inedito e accattivante Mark Whalberg e una sempre più brillante Mila Kunis.
John Bennett è un bambino solitario, il giorno di natale i suoi gli regalano un orsacchiotto che lui chiama Ted. La notte stessa di natale tramite un desiderio di John Ted si anima, e da orsacchiotto di pelouche, diventa un essere che - quando ormai John è diventato grande -  parla, sputa, si fa le canne con John e insieme guardano a più non posso Flash Gordon il loro film preferito.
Ma ben presto il rapporto con Lori, fidanzata di John rischia di minarsi perchè lui non riesce a staccarsi da Ted, che diventa da subito il terzo incomodo della coppia di fidanzati.
Come fare a risolvere la situazione e non perdere anche Lori? Sarà proprio Ted, con uno stratagemma a salvare sia il suo rapporto con John, che l'amore con Lori...
Un film divertentissimo che mostra un lato inedito di Mark Whalberg, fino ad ora impegnato in diverse pellicole serie, qui è vivo il suo lato comico nel mettere in luce un rapporto con un orsacchiotto, che è il compagno di un intera vita, con il momento della crescita e la consapevolezza che esistono persone vere che hanno bisogno del nostro affetto.
John si trova a un bivio, in cui deve fare una scelta, se crescere o meno, ci penserà il compagno di una vita intera a fargli capire che può avere tutti e due e crescere.
Non badate a quello che si dice in giro e vedetevi questo film, che sinceramente è fatto abbastanza bene e i personaggi sono descritti in modo intelligente e mai superficiale. Il momento di crescere viene per tutti, ma anche la consapevolezza di accettare le cose che ci caratterizzano e ci accompagnano possono essere presenti, anche se nella vita si cresce.
Un film sul passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta con due attori strepitosi anche se la star del film è Ted ovviamente.
Seth McFarlane riesce a fare un film che è sincero e cazzuto, talmente cazzuto da risultare particolarmente divertente, un opera spensierata per divertirsi e riflettere sull'amore e sulle cose che ci legano.
Un buon esordio alla regia dal creatore dei Griffin.
APPETITOSO




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