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Pollo alle prugne

Film tratto dalla graphic novel di Marjane Satrapi che dirige il film con Vincent Paronnaud, è una delicata storia che parla d'amore. L'amore per la musica di un uomo, che vede il suo violino distrutto dalla moglie, che cerca in lui l'amore.
Incapace di trovare un violino che sostituisce lo strumento andato ormai in pezzi, decide di farla finita. In questa attesa verso il giorno che ha deciso la sua dipartita rivede la sua vita come una favola.
Con questo film ritorna la regista di Persepolis, che troverete prestissimo recensito, ormai è questione di giorni perchè è in lista. Pollo alle prugne a differenza del precedente seppur strepitoso è di gran lunga un opera di alto livello a confronto di Persepolis che, seppur mantenendo la classica critica al mondo islamico che ha caratterizzato la sua vita, si presenta come un opera malinconica velata di un pessimismo che commuove e che anche fa riflettere.
Un uomo diviso tra due donne, ne ha sposato una che lo ama ma lui non la ricambia, perchè è innamorato del suo violino, c'è la solitudine, la sofferenza di un amore non corrisposto, il peso della perdita di una identità che ci caratterizzava, la non riuscita di non trovare uno strumento che possa sostituire il violino distrutto, caratterizzano un opera delicata, e dolente allo stesso tempo.
Bravissimo Mathieu Amalric, che qui interpreta un personaggio incapace di guardare oltre il suo violino, anche Maria De Medeiros è bravissima, nel suo ruolo di moglie sola che cerca disperatamente l'amore del marito e che non troverà mai.
E' un film concentrato sulla ricerca dell'amore, o di qualcosa che ci caratterizza per riconscerci, e per farci sentire vivi.
La solitudine della moglie, che viene raccontata in un simpatico siparietto dai due registi  del film, in maniera intelligente perchè si rendono conto che il personaggio può risultare antipatico. Loro invece spiegano i motivi del suo gesto, facendo entrare questa piccola donna nel cuore degli spettatori, raccontano il suo amore per quell'uomo che vuole farla finita perchè perdendo il suo violino è come aver perso la sua identità, si capisce che noi poi diremmo all'uomo che vuole farla finita, ma allora è un idiota...perchè non si apre con la moglie? Il tutto è raccontato in maniera semplice, commovente e per nulla banale, anche se non è semplice dirigere un opera del genere significa anche cadere in un certo sentimentalismo. I due autori riescono a non fare questo sbaglio, e dirigono un opera poetica che colpisce al cuore, proprio per la sincerità e la semplicità con cui viene raccontato.
DA NON PERDERE



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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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