venerdì 20 dicembre 2013

E anche la Fabbrica dei sogni va in vacanza...

Si anche la Fabbrica dei Sogni va in vacanza, e quest'anno le vacanze saranno lunghissime, cominciano proprio oggi per finire il 7 Gennaio giorno che cominceranno i lavori alla fabbrica, si sono lunghette vero? Eh si...lo so...ma non vi preoccupata che qualche recensione posso anche programmarla nei giorni che non sono di festa, quindi in un certo senso sono in vacanza ma sempre qui con voi, non è bello? Intanto vi auguro Buon Natale a tutti quanti e un felice anno nuovo, vi offrirei anche il panettone e lo spumante ma sul web certe cose non entrano, ve li offro virtuali ok? Si lo so è poco ma meglio così che non averne affatto :D.
Intanto con l'avvento dell'anno nuovo ci saranno parecchie novità alla fabbrica, per renderlo nuovo e giovane al passo coi tempi, ve ne parlerò giorno 7 va bene?
Ma intanto godetevi le feste natalizie e divertitevi va bene?


giovedì 19 dicembre 2013

Jobs

Steve Jobs colui che ha rivoluzionato il mondo dell'informatica e ha creato la Apple, che ha cambiato la tecnologia del mondo intero, nella biografia interpretata da Ashton Kutcher nel ruolo di Jobs.
Questo film non offre grandi interpretazioni degli attori protagonisti, ma a differenza di The Social Network ha una regia statica, quasi assente, lascia troppo spazio agli attori quasi come il regista abbia dato carta bianca agli attori, di certo non è al livello dell'opera di David Fincher che sapeva dirigere e personalizzare il film anche con una certa critica nei confronti di Zuckerberg, qui la regia è praticamente assente dando a Kutcher e al suo personaggio tutto il film sulle spalle, e non solo a lui.
E qual'è il punto forte? Il punto forte sta nella sceneggiatura, brillante e scorrevole esattamente come il film, Kutcher somiglia a Jobs in maniera impressionante, se guardate le foto di lui da giovane con il protagonista del film vi stupirete e senza dubbio credo che che abbiano scelto l'attore giusto, certo non offre una grandissima interpretazione ma ammetto che per la fisionomia è perfetto, poi questo film non è un film che pretende di essere un capolavoro, ma un film senza infamia e senza lode, che si lascia vedere bene.

Il film in se come dicevo prima si fa vedere bene, non pretende di essere un capolavoro ma è piacevole vederlo a me non è dispiaciuto, l'ho trovato interessante e coinvolgente soprattutto per la figura del patron della Apple, colui che ha inventato con un amico di college il Machintosh, l'unico computer al mondo che non si prende virus, ma ha inventato l'i-pod un aggeggio rivoluzionario per ascoltare musica, l'i-phone, e l'i-pad cose che ormai noi usiamo ormai tutti i giorni, io ancora no, ma prestissimo lo farò.
Per quanto riguarda il film guardatelo, però vi avviso che può non piacere a molti, ma ovviamente ognuno ha il suo parere, il mio è questo qui.
Ma andiamo al sodo, la biografia di Jobs ovvero uno dei ragazzi di sylicon valley che ha rivoluzionato il mondo con le sue innovazioni, tutti quanti ormai usiamo gli oggetti che ha immesso lui nel mercato, un personaggio sopra le righe ma anche un genio e un innovatore, le sue invenzioni hanno fatto davvero gola a tutti tanto che alcuni si sono impadroniti della sua azienda strappandogliela dalle mani, e come avviene di solito quando se ne è andato  le cose sono peggiorate tanto da toccare la bancarotta con l'avvento di uno squalo per così dire che apparentemente aveva idee "migliori" di lui e così Jobs lascia la apple, per divergenze di opinioni, e così le cose sono peggiorate ulteriormente, ma alcuni corrono ai ripari e richiamano Jobs all'ovile riconoscendo che aveva ragione, ma lui ha un asso nella manica e ripulisce la sua azienda da coloro che anni prima lo avevano tradito e a ragione.
Un film piacevole e scorrevole, che riesce ad non annoiare e fa capire davvero chi era uno dei più grandi imprenditori informatici di tutti i tempi, come dice la sua frase I Folli cambieranno il mondo, e Jobs matto lo era davvero, ma in senso buono, per questo ha rivoluzionato il  mondo con le sue invenzioni.
Da vedere.
Voto: 6



mercoledì 18 dicembre 2013

Erin Brockovich - Forte come la verità

Ci vuole una donna con le palle per smascherare gli imbrogli di una società elettrica che nel terreno mette cromo esavalente avvelenando le falde acquifere delle abitazioni vicine, ma oltre questo ci vuole un avvocato che sa il fatto suo, e che non si lascia ammammolare con ricche offerte di grandi imprenditori per evitare il tracollo fidanziario, eh no, l'accoppiata vincente composta da Erin e l'avvocato Ed Masry va fino in fondo alla cosa, anche se dovrà lottare per convincerlo a prendere la causa, andando a parlare casa per casa con le persone colpite da tumore, per mettere insieme prove che possono dare inizio alla causa, il lavoro è difficile e complesso e assorbirà molto tempo alla nostra eroina, ma essendo una che non si arrende facilmente va fino in fondo alla storia nonostante tutto.

Erin Brockovich è il film e soprattutto il ruolo che ha consacrato la diva Julia Roberts, grazie anche alla bravura di Steven Soderbergh nel tratteggiare una storia realmente accaduta in modo conciso e viscerale, un piccolo film di denuncia che nonostante siano passati dodici anni, è ancora attuale.
E' proprio Julia Roberts che qui è bravissima a interpretare Erin Brockovich riuscendo ad essere vera quando si rischia di non esserlo, lei che è tutta glamourous ha interpretato una coatta, che veste in modo volgare urla più di un uomo, e fa credere di essere una facile, ma in realtà non lo è.
In realtà Erin è una persona onesta che si prende a cuore le cause di tutti, un ruolo maturo e impegnativo che Julia riesce a interpretare nella maniera più naturale e sincera possibile, per tutta la durata del film lei E' Erin. Non mi stupisce che quelli dell'Academy l'hanno premiata meritatamente con l'oscar, ok sono di parte lo ammetto in quanto grande fan di Julia sin da quando ero ragazzina - non mi lapidate vi prego (scheeerzo ;) )
- ma qui è davvero brava.
Albert Finney  interpreta l'avvocato con cui Erin lavora e collabora, e insieme formano una delle coppie più belle e combattive del cinema di questi ultimi anni, anche lui è bravissimo nel suo ruolo.
Riusciranno i nostri eroi a fare causa alla Pacific Gas and Electric Company? Vinceranno? Mmmmh se lo volete sapere non vi resta che guardare il film, sapete che tranne alcuni casi in cui non ne posso fare a meno, non faccio spoiler, per non rovinare la sorpresa a chi non l'ha visto.
L'impresa sembra titanica, una causa in apparenza infattibile ma sia Erin che l'avvocato Masry non si fanno intimidire, e nonostante l'avvento di altri avvocati che stanno cercando di eliminare qualsiasi causa che rovinerebbe la Pacific, vanno avanti con la loro causa.
Soderbergh al suo meglio, uno dei ritratti femminili più acuti e brillanti di questo ultimo decennio, con una regia precisa e una protagonista sguaiata ma con gli attribbuti giusti per smascherare la Pacific, nonostante questo comprometta il rapporto nascente con George, un motociclista che bada ai suoi bambini.
Voto: 7






Il postino suona sempre due volte

Ed ecco la versione più esplicita del capolavoro letterario di James M Caine tradotta sullo schermo, con due grandissimi attori, la straordinaria quanto sottovalutata Jessica Lange e Jack Nicholson protagonisti di una storia d'amore complessa incentrata da un altissima attrazione fisica.
Il postino non è il classico Noir in cui la moglie uccide il marito in complicità dell'amante per incassare il malloppo, no, la storia è molto complessa e articolata, ammetto che non ho ancora visto le versioni precedenti e perciò non farò confronti apparte la versione di Visconti Ossessione che ho visto.
Rispetto al film di Visconti, Bob Rafelson ha fatto un opera senza fronzoli, nuda e cruda, che non lascia nulla all'immaginazione ma è senza dubbio la più realistica, merito di una regia schietta e sincera e di una sceneggiatura particolarmente accattivante.
Jack Nicholson e Jessica Lange dimostrano di conoscere bene i loro personaggi, che non possono essere giudicati in modo stereotipato perchè non hanno stereotipi, sono due persone che si lasciano travolgere dalla passione ed è questo il motivo principale per cui prendono la decisione di far fuori il marito di lei.
Ma i giochi non vanno sempre come hanno voluto loro, o per lo meno come hanno previsto loro, sarà il fato a decidere il loro destino.
Un film tutto da vedere l'unico che in un certo senso è entrato nell'olimpo dei film più erotici della storia, e l'erotismo almeno per l'epoca era piuttosto spinto, non c'era più la censura da codice Hayes degli anni 40, la scena memorabile è quando Frank aggredisce Cora mentre lei sta preparando il pane, una scena lunghissima che colpisce per il suo realismo.
E' inutile dire che questa versione mi è piaciuta vero? Consigliatissimo soprattutto per conoscere un attrice che meriterebbe più attenzione come Jessica Lange, che per chi ha bazzicato da queste parti è la protagonista della serie cult American Horror Story che è stata  visionata in  questa stagione cinetelevisiva, per quanto riguarda la prima parte di stagione.
Cult assoluto Voto: 7 e 1/2



lunedì 16 dicembre 2013

Prisoners

Ed eccocci qui, e recensiamo anche il primo film americano di Denis Villneuve, che racconta una storia di tensione e d'angoscia, di due bambine che durante la festività del ringraziamento, mentre giocano spariscono misteriosamente senza lasciare traccia, a farne le spese è un minorato mentale che viene rapito dal padre di una delle bambine e lo tortura per scoprire la verità, ma il poliziotto segue la pista più razionale e anche la più esatta, mentre il padre si lascia andare alla rabbia.
Un grande film, devo dire fatto benissimo, a differenza di tanti autori che si americanizzano Villneuve fa un film polemico sull'america e soprattutto su come gli americani sono diventati.
Hugh Jackman nel ruolo di Keller Dover finalmente dimostra il suo talento in un film capace di spiazzare ed indignare, con una trama complessa e ben articolata, tutto è giocato sulla suspance e sulla tensione emotiva.
Le due bambine rapite diventano il simbolo di una società in preda alla tensione e alla paura, di chi si ha paura? Degli estranei, dei minorati mentali, di chi è diverso da noi, e allora lo si condanna ancora prima di riflettere su cosa è realmente accaduto e chi è stato effettivamente a rapire le bambine.
Ma questo film parla anche di prigioni, ovvero le sbarre che ognuno di noi si costruisce, i gusci dentro i quali custodiamo le nostre vite, e appena qualcuno invade quel guscio ecco che comincia l'ansia, l'agitazione, e tutte le nostre paure esplodono fino a conseguenze disastrose.
Un film attuale, e anche politico se vogliamo, Denis Villneuve non si adatta certo a hollywood, anche se non tocca mai il pugno nello stomaco riesce a dosare gli ingredienti in maniera eccezzionalmente sincera, e lascia che sia il pubblico a vivere il film, il che è molto raro di questi tempi.
Perchè questo film fa in modo che il pubblico si identifichi nei protagonisti, se Keller Dover rapisce colui che sospetta abbia rapito la sua bambina, in un modo o nell'altro lo si riesce a comprendere, nonostante le sue gesta siano discutibili, ma mettiamoci nei suoi panni...voi cosa fareste?
Il film ha anche un finale apertissimo, in cui non tutto è come appare, ma la vita non sarà mai più la stessa, ed è proprio questo che fa riflettere, un finale diverso o anche un happy ending, non avrebbe avuto lo stesso effetto del finale effettivamente scelto da colui che ha curato lo script Aaron Guzikowski.
Denis Villneuve dirige un film attuale e spiazzante, a tratti graffiante su un fatto apparentemente accaduto senza motivo, capace di modificare per sempre le vite dei protagonisti.
Voto: 8




domenica 15 dicembre 2013

Rosso come il Cielo

Ci sono certi film che vale la pena guardare, ma non solo guardare ma anche avere, titoli piccolissimi che per alcuni non sono da tenere in considerazione, anzi per la maggioranza, ecco che si rivelano dei grandi, grandissimi film.
E' il caso di Rosso come il cielo, diretto da Cristiano Bortone che racconta la storia vera del più grande montatore del suono italiano, che sin da piccolino è stato costretto a studiare in una scuola per cechi, e da una idea all'inizio banale ha iniziato ad usare i suoni e da questi suoni ha cominciato a vivere come una persona normale, lui vede attraverso i suoni ed è proprio questa sua abiltià a trasformare l'istituto da chiuso nellle sue abitudini dovrà rendersi conto di considerare anche altre vie per considerare i bambini, e così i ragazzi dell'istituto avranno una motivazione in più per dimostrare che anche se sono ciechi possono fare ciò che il loro cuore desidera.

Cristiano Bortone traduce per lo schermo una storia vera capace di fare riflettere sulla arretratezza dell'italia negli anni settanta, quando chi aveva una patologia come la cecità o altre cose, veniva messo in scuole specializzate, per persone cieche, invece di mandarli a scuola con tutti gli altri.
Con la figura di Mirco Menacci si racconta un film bellissimo e coinvolgente, tanto da fare riconoscere il pubblico nei bambini, è lui in quella scuola scopre la musica e il suo talento per i suoni, ed è lui stesso che con gli altri bambini dovrà lottare affinchè questo suo sogno diventi realtà.
Come ho detto ad inizio recensione certi film sono piccoli film ma allo stesso tempo sono anche grandi, ed è curioso che è proprio l'italia a fare uscire questa meraviglia, a fine recensione metto un filmato che racchiude in se tutta la forza e la potenza del film.
Cristiano Bortone  stesso è da lodare perchè ha diretto con semplicità e sincerità un opera difficile e complessa, e ha messo a fianco al piccolo protagonista anche dei bambini ciechi. Per me è bellissimo questo film per vari motivi, primo la semplicità, una regia semplice e decisa senza fronzoli, poi il coraggio, non tutti in italia sono capaci di sfaldare le etichette al cinema per farsi conoscere, e altro motivo è la critica, un paese come l'italia che per i bambini ciechi li faceva stare divisi dai bambini normali non è una bella cosa a vedersi.
Quei bambini siamo noi, siamo tutti, io almeno mi sono riconosciuta nel gruppo dei piccoli protagonisti, e solo per questo il film va visto...Da non perdere assolutissimamente.
Voto: 8 e 1/2






sabato 14 dicembre 2013

A Mia Sorella

Questo film è disturbante,  ma questo non vuol dire che non sia un ottimo film.
E' disturbante perchè è costruito come un vero pugno nello stomaco, e finisce da pugno nello stomaco, ammetto che è il primo film che vedo di Catherine Breillat, e decisamente credo che sia una regista interessante.
Al centro la sessualità femminile, due sorelle Elena la più grande, filiforme e inseguita dai ragazzi, Anais la più piccola decisamente sovrappeso, e la sorella non fa che puntualizzare questo dato che i genitori non la lasciano uscire se non è accompagnata dalla sorella.
Elena viene corteggiata da Fernando, un ragazzo italiano che studia all'università, e che grazie ad un anello fa l'amore con lui, la sera dopo, quella prima con sua sorella presente nella stanza fanno solo sesso anale perchè la ragazza non vuole perdere la verginità.
Dicevo, dopo che la ragazza ottiene l'anello in regalo Elena va fino in fondo, fino a quando la madre del ragazzo non lo reclama.
Le vacanze finiscono un po' prima del previsto, anche per questo motivo ma un maniaco le aggredisce mentre sono in viaggio per tornare a casa.
Quello che più sconvolge di questo film è il punto di vista della regista, per lei la perdita della verginità equivale a uno stupro, anche se ho apprezzato il suo film credo che sia tutto tratteggiato nella storia che ha voluto raccontare sullo schermo.
Si è vero che gli uomini per farsela dare farebbero qualsiasi cosa, è anche vero che avvolte sono gli eventi del caso a farti perdere quella cosa con cui sei nata, come nel caso di Anais, lei la perde per l'aggressione con il maniaco, non perchè è stata corteggiata.
E' soprattutto un film di denuncia, sul mondo maschile che vuole prendere senza essere capace di donare sentimenti, per loro è tutto concentrato sul sesso, che è un po' la realtà dei fatti.
Questo film in sostanza è la storia di una crescita, la regista sembra voler raccontare che per una donna, la perdita della verginità anche se è per scelta, diventa un po' come la perdita dell'innocenza, e di una forte crescita, ed è uno stupro per questo motivo, sia per scelta, sia per una violenza subita, non a caso Anais dopo lo stupro subito, sembra quasi essersi liberata dell'ingombrante verginità, anche se al suo aggressore gli chiede di non farle male.

Il potere dei soldi

Ok, lo so; quando ci sono i soldi di mezzo ci credete subito eh? Aspetta, si so da dove è presa questa frase, da un film con Nicole Kidman, che in questo film centra eccome, il film con la Kidman centra un po' meno però.
Al centro di tutto c'è un giovane che per una bravata rischia di perdere il posto di lavoro, allora il suo capo lo mette un bivio: per salvare il suo posto di lavoro dovrà fare da spia alla concorrenza, ma ben presto si trova immischiato in un gioco più grande di lui, quello che i grandi capi non sanno è che il giovane ha un asso nella manica.

Robert Lucketic stavolta punta grosso, mettendo da parte le commedie con cui è diventato famoso, adesso gira un film più impegnativo, e con un cast d'alta classe; basti pensare ai due mostri sacri Il sempre bravissimo Gary Oldman che io apprezzo molto; e il mitico Harrison Ford.
Come è stato il cambio di genere per Lucketic? Piuttosto controverso direi, avendo un cast e un plot Bigger Than life si poteva almeno fare qualcosa di più originale. Certo Robert Lucketic non ha certo il guizzo e l'inventiva di tanti  registi che di questo genere hanno diretto opere innovative e uniche.
Lucketic invece sembra andarci troppo piano, per paura di dover sconfortare il pubblico, il genere Noir/Thriller ha bisogno di registi più sicuri di se, che non temono nè il loro talento, nè di impaurire il pubblico, e sarebbe stato anche un guizzo che avrebbe fatto decollare questo film, che ha delle potenzialità pazzesche.
Un po' di coraggio in più e questo film sarebbe stato ottimo, invece Lucketic dimostra di essere un principiante che non vuole scoraggiare nessuno, e lui non è affatto un principiante, ma dico io perchè scegliere di girare questo film se poi non ti butti esprimendoti a dovere? Il film se lo meritava.
Il cast di attori ha praticamente tutto il film sulle spalle, la regia fa il suo bel compitino ma non è affatto ispirata e soprattutto ha paura del plot...peccato.
Voto: 5


giovedì 12 dicembre 2013

A Royal Affair

Ok, ecco l'ennesimo film polpettone che parla di amori e tradimenti delle famiglie reali, si ad alcuni potrebbe anche piacere, a me ha annoiato a morte.
Credo anche di non essere la sola a pensarlo, perchè purtroppo se da una parte la ricostruzione storica è impeccabile, dall'altra prevale una costruzione della trama che non si cura delle emozioni del pubblico...grosso sbaglio.
Si lo so, ora mi dite è un film europeo, ma come li guardi tu i film? Oh ragazzi non è che ognuno davanti a un film ha le stesse reazioni, per carità, quindi non prendete per oro colato solo le mie parole, potete anche criticarle non mi offendo mica sempre che la vostra critica sia ovviamente costruttiva.
Ma andiamo a noi, c'è l'attore de Il Sospetto Mads Mikkelsen, che è uno dei motivi per cui vale la pena di vedere il film.

La trama racconta del re Christian VII che sposa sua cugina, la principessa Caroline Mathilda, sorella di Giorgio III. L'instabilità mentale del sovrano comincia a farsi sentire già dai primi giorni di nozze, il re usa sua moglie solo per metterla incinta, il resto del tempo lo passa sotto le gonne delle altre donne, come medico del re viene scelto Johanne Friederich Struensee, un medico dalle idee illuministe, che vengono appoggiate dal suo stesso paziente, fino a quando non nasce l'amore tra il medico e la regina, e egli viene esiliato per così dire dalla danimarca insieme alla regina, da un delirante re.
Con un plot del genere si poteva fare un grande, grandissimo film, e invece si è puntato a raccontare gli eventi esattamente come sono avvenuti, ma ci vuole emozione coinvolgimento, che tradotti sullo schermo sono pari a zero! Oddio avvolte sembra di bestemmiare, ma è solo il mio parere.
In conclusione è un film stereotipato dal tono documentaristico, che sarebbe stato un capolavoro se solo ci fosse stata non tanto l'emozione e il coinvolgimento, ma quel pizzico di magia che il regista è incapace di dare alla sua opera, peccato.
Voto alla ricostruzione: 8
Voto al plot e coinvolgimento: 4


mercoledì 11 dicembre 2013

Dark Skies - Oscure presenze

No, non è il classico horror, ma è un film di paura...e non credo neanche a quello che dice la copertina, il più spaventoso film sui rapimenti alieni mai girato, però è fatto bene e i salti sulla sedia non si contano.
La su è una paura sottile, quasi silenziosa, ma non è meno minacciosa di tante altre situazioni.
Al centro c'è una famiglia, i Barrett con due figli, uno quasi un teenager e l'antro ancora bambino, sono testimoni di eventi soprannaturali sconosciuti che disturbano la vita sin da quando il più grande era piccolo, ma i poveri genitori come fanno a scoprire di cosa si tratta e perchè gli succedono queste cose? Passerà non poco tempo quando si accorgeranno che la loro casa è stata violata da qualcuno, che ha lasciato bizzari segni della loro presenza in casa, così devono ripristinare l'allarme, ma le cose andranno ancora peggio, la notte dopo l'installazione del sistema d'allarme si accorgono che tutte le porte sono state aperte e che le foto di famiglia sono sparite, i poliziotti credono si tratti di uno scherzo dei ragazzi fino a quando uno stormo di uccelli aggredisce la casa distruggendo i vetri, adesso bisogna scoprire cosa sta succedendo, li aiuta un uomo che si occupa di fatti misteriosi, dalla scomparsa del figlio per via degli extraterrestri, ma ormai è troppo tardi per impedire l'inevitabile...
Scott Stewart non fa un capolavoro, togliamoci dalla testa l'idea che questo sia un capolavoro perchè non lo è, ma ha l'intelligenza di fare un piccolo film capace di tenerti piantato sulla poltrona, il che non è da tutti i giorni specialmente in questo periodo, e riesce nell'intento di portarti a vivere la storia, il che lo rende un film da segnare e da vedere sicuramente, se volete potete anche inserirlo accanto ai vostri preferiti che ovviamente non sfigura, ci sarà qualcuno che storcerà il naso, dirà non è un film horror ma sui rapimenti alieni, e con ciò? Godetevelo, è una paura ignota, perchè esso da sempre timore agli umani, ciò che è oscuro, ciò che è sconosciuto quando è minaccioso, diventa sinonimo di tensione, di paura che aldilà di fantasmi, vampiri o zombie, è una paura palpabile e presente per tutto il film, credete che sia poco? Per me non lo è affatto, e credo che per certi film sia logico andare oltre le apparenze e guardarli senza il timore di qualche scomunica.
Volete guardarlo da soli? Potete farlo, sempre che il vostro grado di impaurimento non è di quelli che vi danno la tremarella alle gambe, allora guardatelo in compagnia, ma guardatelo.
Sapete benissimo che non spoilero, quindi non vi dirò nulla in proposito più di quanto vi ho detto già, in conclusione da non perdere.
Voto: 7 e 1/2


Misfits stagione 1

Urcaaaaaaaaa ma che cos'è?
E' un telefilm di super eroi? NOOOOOOOOOOOOO
E' un telefilm i cui personaggi hanno poteri magici? NOOOOOOO
E allora che è?
Aaaaaah ho capito...hehehe si ora ci siamo i personaggi sono dei ragazzi ai servizi sociali che sono vittime di una tempesta misteriosa che ha dato loro vari poteri, ma non diventano mica supereroi al servizio dell'umanità, anzi vivono convivendo con questi poteri e la cosa buffa è che devono uccidere il loro sorvegliante perchè il temporale lo ha fatto diventare una minaccia per i ragazzi.
Nathan, Simon, Kelly, Curtis e Aisha devono imparare a scoprire i loro poteri, Nathan crede di essere l'unico a non aver acquisito un potere, Simon può diventare invisibile, Kelly legge i pensieri altrui, Curtis riavvolge il tempo e Aisha scatena eccitazione sessuale negli uomini.
Nella prima stagione devono fare in modo di non essere scoperti dalla fidanzata del loro sorvegliante che sta facendo le indagini sulla sua scomparsa.

I ragazzi scontrandosi anche con altre persone, scopriranno di non essere gli unici ad essere stati investiti dal temporale e aver acquisito poteri magici, ma non ci sono effetti speciali, lotte per la salvezza dell'umanità, niente di tutto ciò, ci sono loro che scontrandosi con gli altri esseri umani devono esaminare la loro vita, cercando di non farsi beccare per l'omicidio di Tony il loro sorvegliante.
Ed ecco che l'inghilterra sforna una serie con persone normali alle prese con poteri sconosciuti che non cambiano affatto la loro vita, quello che sono restano, non si mettono costumi con mascherone per salvare l'umanità o difendere la giustizia, anzi i loro poteri li usano anche  a scopi personali, per guadagnare qualcosa, il che non è il perfetto esempio di altruismo.
Mentre tutti gli altri imparano a conoscere e a convivere con i loro poteri, Nathan sembra essere l'unico a non averne acquisito neanche uno, e mentre le indagini dell'assistente sociale vanno avanti, loro devono fare in modo di non farsi beccare.
Una serie ultracool strafica, che mi ha divertito, personaggio preferito? Ovviamente Nathan, per il semplice motivo che per tutta la prima stagione, non gli succede niente di granchè, ma riesce pur sempre e senza particolari poteri a togliersi dai casini, anche se è un po' difficile perchè avvolte si trova in situazioni complicate.
Da vedere.
Voto: 8


lunedì 9 dicembre 2013

Il Fantasma dell'Opera

Ed ecco a voi la versione cinematografica del musical The Phantom of the Opera di Andrew Lloyd Webber a sua volta ispirata all'immortale romanzo di Gaston Leroux, devo comunque dire che forse la versione italiana, con le canzoni addirittura doppiate, mette un po' ombra al film originale, e c'è anche una pesantezza che poteva essere evitata...se mettevano i sottotitoli magari il film si godeva ancora meglio.
Joel Schoomacher non è certo un regista da Musical, e lo si nota per una certa approssimazione nella storia, anni fa vidi una versione televisiva con Burt Lancaster, e nel ruolo del fantasma c'era Charles Dance che mi colpì moltissimo e mi piacque molto più di questo film.
Peccato perchè ha come protagonista un figaccione come Gerard Butler, anche se come fantasma è sexy non è credibile, ma va da se nel film fa la sua porca figura, il film non è giocato sull'oscurità, come forse il musical è incentrato d'altronde il romanzo originale punta tutto su questo, sulla paura, e sul mistero e timore per questo fantasma.
Il grande limite di Shoomacher è quello di puntare tutto sul sex appeal, e non far riflettere lo spettatore, sulla paura, sull'intolleranza e via dicendo...facendo in questo modo limita il fattore emotivo del pubblico, grosso sbaglio, grossissimo.

Puntare sugli ormoni invece che sulle emozioni, ohibò non sono una moralista, chi mi conosce bene sa che sono di vedute aperte, anzi apertissime, ma per certi film avvolte bisogna puntare anche sui sentimenti, il film è godibile a vedersi, le musiche sono trascinanti e coinvolgenti, gli attori attraenti, ma c'è troppa perfezione nella carta che oscura ciò che rende un film degno di essere collezionato, la regia troppo patinata, e lo stile perfettino, peccato, perchè il musical di Webber è sicuramente un capolavoro, ma questo film decisamente non lo è.
Fermo restando che a me piace il musical, è uno di quei generi che seguo con passione e curiosità sin da quando ero piccolissima e a dimostrarlo c'è un capolavoro come Grease che è stato il primo musical che ho visto, che è stato il musical + famoso e fortunato della storia del cinema, qui non siamo a quei livelli purtroppo.
Joel Shoomacher dovrebbe fare film che sono più vicini a lui, il musical dovrebbe lasciarlo a registi molto più esperti di lui, forse sarebbe stata una mossa più intelligente.
In conclusione, un film piacevola ma niente di più.
Voto: 6



Philadelphia

Negli anni novanta i tempi erano cambiati, una star come Freddie Mercury morta di Aids ha fatto capire che il problema non poteva più essere nascosto, e così hollywood non ci ha pensato un attimo e con la regia di Jonathan Demme fresco di successo del suo capolavoro Il silenzio degli innocenti, ha fatto un film con protagonista un omosessuale per via delle accuse di omofobia che gli venero fatte dopo l'uscita del film precedente, mettendo a tacere le voci accusatrici.
Eh si, i tempi allora erano cambiati, Tom Hanks nel ruolo della vita che gli ha regalato il suo primo oscar e ha aumentato la sua fama, insomma è la consacrazione.
Un ruolo difficile e sofferto che Tom Hanks interpreta in modo magistrale, regalando al pubblico una delle migliori performance degli anni novanta.
La storia è quella di un avvocato omosessuale che viene licenziato dallo studio perchè i capi hanno scoperto il suo orientamento sessuale e in più ha l'aids; la ragione che hanno portato come causa del licenziamento è l'incompetenza, ma è una scusa.


Andrew Beckett porterà in tribunale i suoi principali, difeso da un avvocato eterosessuale all'inizio pieno di pregiudizi ma che a poco a poco questi svaniranno come neve al sole non appena toccherà con mano la realtà dell'omosessuale che sceglierà di difendere.
Andrew Beckett è un grande avvocato, che a causa della sua malattia e del suo orientamento sessuale è stato licenziato, ma siccome non potevano esplicitamente licenziarlo per questo motivo, hanno preso una scusa dell'incompetenza - chissà perchè dato la precisione dell'avvocato - così Andrew, supportato dalla sua famiglia di origine, e dal suo compagno, va in tribunale per far si che rispettino i suoi diritti, anche se dovrà girare ben 9 avvocati per convincerne uno solo, come lo convince? C'è una scena splendida del film in cui Andrew è in biblioteca, e un uomo, colui che lavora nella biblioteca lo invita ad andare in un altra stanza, e non se ne va finchè lui non dice di si, è evidente perchè glielo dice, perchè ha paura della sua presenza, ma Joe Miller che inizialmente ha rifiutato la causa ed è un nero e capisce cosa vuol dire l'intolleranza, gli chiede a quale avvocato si è rivolto, Andrew dice che si difenderà da solo, ma ben presto Miller si prenderà il caso nelle mani.

Primo film mainstream che parla apertamente di Aids con un avvocato omosessuale accettato dalla famiglia e sostenuto nel momento in cui deve fare causa a chi gli ha tolto ingiustamente il lavoro, facendo sparire di proposito un documento per poi portarlo alla luce dopo qualche ora...
Un film che parla di tolleranza e giustizia con un grandissimo Tom Hanks, attore che ultimamente non fa bei ruoli, ma che quando uscì questo film  mi colpì tanto che lo presi in considerazione per aggiungerlo ai miei preferiti e da allora devo dire l'ho sempre seguito.
Ma andiamo al film, uno dei migliori di Demme supportato da un cast di attori superlativo, che vanno da Joanne Woodward ad  Antonio Banderas, nel ruolo del compagno di Andrew.
Demme dopo il capolavoro con Anthony Hopkins doppia parlando di Aids a tutto il mondo, e Tom Hanks vince il suo primo oscar, che doppierà l'anno seguente con Forrest Gump altra bella pellicola di Robert Zemeckis, ma è il suo ruolo di Andrew Beckett che io preferisco, dove è entrato veramente nell'olimpo dei migliori attori della storia del cinema, un grandissimo ruolo per un grandissimo film, e scusate se l'ho ripetuto, termino con la scena più bella del film, quella con la canzone io sono l'amore di Maria Callas.
Voto: 8




domenica 8 dicembre 2013

Californication stagione 1

Lo ammetto, Hank Moody è il mio eroe, però diciamolo, all'inizio è stato uno choc vedere colui che ha interpretato uno dei personaggi televisivi più controversi della storia del piccolo schermo trasformato in uno scrittore in crisi creativa, ancora innamorato della sua ex compagna, che scopa continuamente, persino con la figlia sedicenne del nuovo compagno della sua ex compagna.
Con questi presupposti all'inizio pur apprezzando il modus operandi di questa goliardica serie tv, non è stato certo un bel vedere, ma puntata dopo puntata piano piano ha lasciato il segno nel mio cuore.
Cosa penso di questo telefilm? Strafico, Gasato, ultracool, il sesso finalmente è narrato in maniera comica e bizzarra e come protagonista di un telefilm abbiamo uno simile a tutti noi, insomma Hank Moody è un po' tutti noi, il che è un punto a suo favore e al nostro.
Obiettivo di Hank: riconquistare l'ex compagna ed essere un buon padre per sua figlia, sfogando col sesso compulsivo le sue frustrazioni, insomma è un personaggio sui generis e David Duchovny è bravissimo a interpretarlo, cosa strana per questo attore divenuto negli anni 90, un mito per gli appassionati di fantascienza con X-Files, telefilm divenuto cult in quegli anni, che ha fatto letteralmente la storia del piccolo schermo, meriterebbe maggior considerazione perchè è davvero bravo, ci vorrebbe un Tarantino a riportarlo al grande schermo.
Lo avete capito che questa serie è ormai una delle mie preferite no?
Non c'è bisogno di leggere tra le righe, lo dico esplicitamente, finalmente una serie con protagonisti non super uomini, o persone straricche e perfettine, ma esseri umani, con i loro pregi e difetti, divertente e ironica come non si vedevano da tempo...insomma è imperdibile, consigliatissima per chi come me, vuole divertirsi con un prodotto più vicino ai comuni mortali di tanti altri telefilm, finiti ormai nel dimenticatoio.
Riuscirà Hank nei suoi propositi? E il suo agente nonchè amico che prima si fa la segretaria e la usa come oggetto sessuale, e poi ci aggiunge la moglie per poi capire che tra le due scorre ben più che semplice amicizia lo mette in crisi, e a chi rivolgersi se non a Hank Moody?
L'inizio della stagione si apre con You can always
get what you want dei Rolling Stone dentro una chiesa e si chiude dentro un auto con Karen vestita da sposa con Hank e Becca....aaaaaaaaaah stop, stop, stop, non voglio spoilerare più di tanto, dico soltanto correte a vederla.
Voto: 9



venerdì 6 dicembre 2013

The Walking Dead Stagione 2

E la seconda stagione di The Walking Dead è qualcosa di fenomenale. Se la prima è stata straordinaria la seconda è molto ma molto meglio, dimenticate qualsiasi cosa abbiate visto nella prima, perchè la seconda stagione promette colpi di scena che vanno dalla prima all'ultima puntata.
Ci sarà anche la perdita dell'umanità verso la fine, e la consapevolezza che forse sono tutti contagiati, innanzitutto comincia con la sparizione della piccola Sofia, e il ferimento del figlio di Rick, il bambino verrà curato da un anziano in una fattoria, Hershell Green ma per poter tornare come prima bisogna andare all'ospedale e rischiare di incontrare qualche zombie...il che vuol dire rischiare la propria pelle.
Sarà Shane ad andare a prendere l'occorrente per operare il bambino, ma ucciderà colui che lo ha accompagnato, inizialmente si comprende per poter salvare il bambino, ma man mano che la stagione va avanti avviene un cambiamento incredibile in lui; si rasa la testa, comincia ad affrontare Rick per poter riprendere il posto nel cuore della moglie dell'amico, che peraltro rimane pure incinta.


Nella fattoria Glenn si innamora di Maggie, e scopre che nel granaio della fattoria ci sono degli zombie, e le ricerche di Sofia non terminano fino alla sconvolgente consapevolezza che la piccola è diventata una zombie, e muore tra le urla disperate di sua madre.
Intanto tra Rick e Shane c'è la resa dei conti, lui ha sempre saputo che l'amico ha iniziato una relazione con sua moglie, ed ora è molto cambiato tanto che i due arrivano pure a scontrarsi fisicamente e nonostante tutto Rick dice all'amico che il figlio è suo, e che ognuno deve stare al suo posto.
Quando però anche Hershel Green, colui che ha salvato il figlio di rick si rende conto che gli zombie non possono più essere salvati, va in un bar per dimenticare il dolore di veder morire la moglie e il figlio divenuti tali, è Rick a raggiungerlo per portarlo a casa, ma vengono raggiunti da dei balordi che vengono uccisi da Rick stesso per permettere  a lui e all'uomo che ha salvato suo figlio di tornare a casa, ma nel frattempo hanno preso in ostaggio a uno di loro...

Intanto a suo figlio Carl,  Rick mette in mano le armi, prima Lori sua moglie non era daccordo, ma visto come vanno le cose, il ragazzo deve pur salvarsi la vita, ma una mossa sbagliata del ragazzo fa si che uno zombie attacchi Dale aprendogli la pancia e a farlo morire, ma la colpa non è sua, perchè la fattoria sarà invasa da un orda di zombie famelici, dove perderanno la vita molti di loro, e il gruppo si unisce ancora di più, e se un tempo Hershel, non era daccordo di tenerli nella sua fattoria, prima dell'invasione cambia idea e diventa uno di loro.
Una stagione dal punto di vista molto più approfondita e curata della precedente, il che fa presupporre grandi cose con la terza stagione, in cui niente è come appare, e che le persone, gli esseri umani vengono messi letteralmente alla prova di fronte a degli avvenimenti incredibilmente terribili, come il trovarsi di fronte a tua figlia ormai diventata una zombie e non sapere se spararle in testa oppure no.
La fattoria diventa il punto zero, dove nessuno zombie ha ancora invaso coloro che la abitano possono dormire sonni tranquilli, fino al punto di conoscere la verità.
Hershel è un medico che vuole cercare una cura per guarire dalla terribile malattia che trasforma gli esseri umani in zombie, perchè dentro quel fienile, ci sono sua moglie e suo figlio, e li vuole curare, non immaginando nemmeno che ormai non c'è più niente da fare
La seconda stagione è molto meglio della prima, sicuramente, e vale la pena continuare a vederla, soprattutto perchè in ogni puntata non sai cosa succede, il che è un punto a suo favore, quest acontinua sorpresa ti incolla alla poltrona letteralmente.
Voto: 7 e 1/2




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