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Una sull'altra

Scusate l'assenza...ma ho avuto il pc guasto e ora sono qui, si torna regolarmente a recensire film, oggi tocca a uno dei primi gialli, anzi, il  primo giallo diretto da Lucio Fulci, dalle atmosfere hitchcockiane.
Infatti il film sembra riprendere il capolavoro di Alfred Hitchcock La Donna che visse due volte a cui si è ispirato in maniera più che esplicita.
Certo non ha la stessa forza emotiva, ma pur non essendo un capolavoro, già si nota una certa demarcazione verso il cinema di suspance, che lo renderà famoso.
Rispetto ad altri suoi film dello stesso genere è un film minore, ma che già anticipa ciò che in futuro diventerà il suo marchio di fabbrica, ovvero la capacità di costruire una storia ricchissima di colpi di scena, che rimane impressa.

In questo film inoltre ci sono parecchie scene che ricalcano il filone del cinema sexy all'italiana, scene di nudo che all'epoca fecero scalpore, ma andiamo a noi, una donna muore e il principale sospettato è il marito, un giorno conosce una bionda identica alla moglie, ma quando lui viene incriminato dell'omicidio si scopre una terribile verità.
Il plot non è male e questo film ti fa passare i suoi 99 minuti sulla poltrona, Fulci riesce, e cosa rara a quei tempi, con la sua regia curata a rendere il film incredibilmente interessante, grazie a un plot narrativo ben sviluppato.
Per essere un giallo non è affatto male, anche se i veri capolavori usciranno negli anni settanta.
Se siete fans di Fulci non potete perdervelo, soprattutto  per quei tempi, e aveva un ottimo cast, il protagonista era Jean Sorel, poi c'era anche Elsa Martinelli e la protagonista è Marisa Mell.
Da lì in poi il cinema di Fulci comincerà una stagione d'oro che verrà riscoperta  e rivalutata con gli anni, nonostante le critiche feroci all'epoca, facendo di Lucio Fulci uno dei registi di culto.
Innanzitutto pur ispirandosi a La donna che visse due volte, intelligentemente se ne allontana, facendo una storia a se stante che riesce a camminare con le sue gambe, il che fa presumere che la strada intrapresa dal regista romano sia in ascesa per diventare uno dei grandi del cinema di genere.
Ripeto, non un capolavoro ma un opera da collezionare assolutamente.
Voto: 6 e 1/2







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