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Prisoners

Ed eccocci qui, e recensiamo anche il primo film americano di Denis Villneuve, che racconta una storia di tensione e d'angoscia, di due bambine che durante la festività del ringraziamento, mentre giocano spariscono misteriosamente senza lasciare traccia, a farne le spese è un minorato mentale che viene rapito dal padre di una delle bambine e lo tortura per scoprire la verità, ma il poliziotto segue la pista più razionale e anche la più esatta, mentre il padre si lascia andare alla rabbia.
Un grande film, devo dire fatto benissimo, a differenza di tanti autori che si americanizzano Villneuve fa un film polemico sull'america e soprattutto su come gli americani sono diventati.
Hugh Jackman nel ruolo di Keller Dover finalmente dimostra il suo talento in un film capace di spiazzare ed indignare, con una trama complessa e ben articolata, tutto è giocato sulla suspance e sulla tensione emotiva.
Le due bambine rapite diventano il simbolo di una società in preda alla tensione e alla paura, di chi si ha paura? Degli estranei, dei minorati mentali, di chi è diverso da noi, e allora lo si condanna ancora prima di riflettere su cosa è realmente accaduto e chi è stato effettivamente a rapire le bambine.
Ma questo film parla anche di prigioni, ovvero le sbarre che ognuno di noi si costruisce, i gusci dentro i quali custodiamo le nostre vite, e appena qualcuno invade quel guscio ecco che comincia l'ansia, l'agitazione, e tutte le nostre paure esplodono fino a conseguenze disastrose.
Un film attuale, e anche politico se vogliamo, Denis Villneuve non si adatta certo a hollywood, anche se non tocca mai il pugno nello stomaco riesce a dosare gli ingredienti in maniera eccezzionalmente sincera, e lascia che sia il pubblico a vivere il film, il che è molto raro di questi tempi.
Perchè questo film fa in modo che il pubblico si identifichi nei protagonisti, se Keller Dover rapisce colui che sospetta abbia rapito la sua bambina, in un modo o nell'altro lo si riesce a comprendere, nonostante le sue gesta siano discutibili, ma mettiamoci nei suoi panni...voi cosa fareste?
Il film ha anche un finale apertissimo, in cui non tutto è come appare, ma la vita non sarà mai più la stessa, ed è proprio questo che fa riflettere, un finale diverso o anche un happy ending, non avrebbe avuto lo stesso effetto del finale effettivamente scelto da colui che ha curato lo script Aaron Guzikowski.
Denis Villeneuve dirige un film attuale e spiazzante, a tratti graffiante su un fatto apparentemente accaduto senza motivo, capace di modificare per sempre le vite dei protagonisti.
Voto: 8




Commenti

  1. Denis Villeneuve sforna solo film che siano almeno capolavori:)

    aspetto "Enemy", esce a marzo, credo, tratto da "L'uomo duplicato", di Saramago, il libro è eccezionale. il film non sarà da meno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un altro film di Villneuve a Marzo? Wow lo terrò presente allora :)

      Elimina
  2. grandissimo film!
    villeneuve ormai sfreccia sempre più veloce sulla pista del cinema mondiale :)

    RispondiElimina
  3. Ottima rece, vedo che sia io che te abbiamo avuto le stesse sensazioni guardando questo gran bel film.

    Doppia lode alla performance di Jackman

    RispondiElimina

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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