domenica 30 settembre 2012

Hulk

Anche Ang Lee, ha ceduto alla moda o meglio alla tendenza dei film tratti da fumetti marvel. Lui ha scelto un personaggio complesso, un eroe difficile, e ha diretto la prima versione cinematografica di Hulk.
Essendo un film ad alto budger, devo dire che Ang Lee, ha fatto la sua bellissima figura, perchè pur essendo Hulk un blockbuster, riesce a colpire al segno lo spettatore; con la personificazione dei personaggi. E per un comic movie è una cosa piuttosto rara riuscire a caratterizzare i personaggi da creare un alchimia con chi guarda il  film, che diciamocelo non sarà mai un capolavoro, ma tra altri film fa la sua porca figura - detto in senso buono però - ora sicuramente c'è chi odia questo film e non l'ho metto in dubbio, però sono sicura che tra tanti personaggi dei fumetti che vanno dagli X-Men. Spiderman. e Iron Man, non sfigura di certo.
Ecco la trama, David Banner è un giovane scenziato di talento, ha un oscuro passato con cui dovrà fare i conti, e un padre che l'ha abbandonato che ritorna dopo tanti anni, ha una ragazza che lo ama il cui padre cerca di far luce sugli eventi che stanno per arrivare...e arriveranno ben presto, con conseguenze devastanti.
David Banner fa degli esperimenti con la nanotecnologia per rimarginare le ferite, tutto sembra procedere bene, ma la rana che sta usando muore scoppiando letteralmente, ma non si da per vinta e fa ulteriori ricerche in proposito. Un giorno rimane vittima di un incidente causato da un collega invidioso di lui e dei suoi successi, ma lui rimane miracolosamente illeso. C'è una conseguenza di questo incidente, causata anche da alcuni esperimenti fatti dal padre prima del suo concepimento e con l'incidente, innescano una reazione che quando si innervosisce si trasforma in un gigante verde. Il pericolo è imminente e il passato torna a fare capolino per pretendere il suo rendiconto, ci sarà uno scontro senza esclusione di colpi e David dovrà salvare il mondo, soprattutto dopo la scoperta dei piani diabolici di suo padre, che vuole e pretende il suo potere, riuscirà David dopo che ha scoperto la verità sull'abbandono paterno a non soccombere e a salvare il mondo?  Riuscirà a salvarsi dagli scenziati che lo vogliono studiare e dai militari che lo vogliono ingabbiare?
Un film senza esclusione di colpi, dalla sceneggiatura incalzante, e dalla regia sorprendente. Bellissimi anche gli effetti speciali che sono piuttosto realistici e curati nei minimi dettagli. Il cast di attori è la ciliegina sulla torta, Eric Bana interpreta David/Hulk, Nick Nolte interpreta il padre di David e Jennifer Connelly è la fidanzata Betty, che cerca in tutti i modi di salvargli la vita e di comprenderlo. In conclusione, se amate i comic movies non potete perderlo.
APPETITOSO



La Memoria del cuore

Eh si, non può certo mancare la pellicola sentimentalona, e mettiamocela pure. Ma questa che per altro è tratta da una storia vera, sembra davvero banale; a parte l'eccessiva dose di saccarina che rende sia la storia parecchio melensa che i personaggi, che sono tutti belli, ricchi e pompati. Non c'è nulla, ma proprio nulla che fa risalire il film in un dramma toccante, non ti scende neanche la lacrimuccia. Tutto è programmaticamente costruito, non c'è nulla di naturale o spontaneo, persino la recitazione degli attori sembra comandata a bacchetta  a distanza. Manca soltanto che ci mettono il cartellino di fronte: siamo belli, bravi e siamo i personaggi perfetti per un film d'amore.
Di storie così scialacquate credo che se ne possa fare benissimo a meno, Rachel McAdams, spero tanto che non faccia la fine di Meg Ryan, lei che ha tutte le qualità e soprattutto potenzialità piuttosto appetitose dovrebbe puntare su titoli che la esaltino, invece sceglie di interpretare un film banalotto...peccato.
Channing Tatum non lo conosco bene, quindi evito di dare un giudizio fuori luogo, quindi parlo della sua performance in questo film. Il pubblico femminile può di certo palpitare per questo maritino bello alto, e che mostra dei bicipiti da urlo, ma è anche perfetto, dolce, amorevole...ma ragazzi non tira mai le palle questo marito? Sta lì come un ebete senza mostrare coraggio? Questo film non mostra coraggio, è un occasione sprecata peccato: io ho visto tanti film d'amore, alcuni che mi facevano piangere a dirotto, altri che emozionavano, questo no, guardi la storia di questa coppia esattamente come usciresti a comprarti un rossetto nuovo, o un profumo. Stop. La trama racconta di una coppia di giovani sposi innamorati, hanno un incidente e lei perde la memoria. Qui si avvicina anche la famiglia di lei con cui non parla da molto tempo. Lei deve scoprire quale segreto si nasconde e come mai ha rotto con i suoi, e non sarà facile perchè il marito ce la sta mettendo tutta a ricostruire il suo passato...ci si mette pure l'ex fidanzato che vuole approfittare della cosa per mettersi in mezzo, finale prevedibile, tornano insieme, ma non sarà più come prima....ok scusate lo spoiler, ma questo film mi ha delusa tanto che non potevo non metterlo, mi farò perdonare.
ANONIMO.


sabato 29 settembre 2012

Requiem for a dream

Tutti noi abbiamo dei sogni, degli obbiettivi che vogliamo realizzare e soprattutto raggiungere. Capita avvolte che nella vita esistono delle abitudini che rendono difficile il reggiungimento di tali scopi. Il film è diviso in tre parti che sono: Estate, Autunno e alla fine Inverno. La primavera è stata volutamente esclusa perchè prima di tutto la storia non la prevede, secondo, i protagonisti non vedranno mai la luce e le loro azioni li porteranno a una discesa agli inferi senza possibilità di ritorno. Ok di solito non spoilero e mi scuso, ma questo fatto non poteva essere omesso, altrimenti avrei escluso una parte fondamentale della pellicola.
E' il secondo film di Darren Aronofsky ed è un opera particolare, complessa e sorprendente. Tra i protagonisti ci sono Jared Leto, Ellen Burstyn, che offre la migliore performance della sua carriera, e una ritrovata Jennifer Connelly, che con questo film rinverdisce una carriera rimasta un po' in ombra. Ed è proprio grazie a questo ruolo che verrà scelta dal regista Ron Howard per interpretare la moglie di Russell Crowe nel film A Beautiful Mind.
Ritorniamo al film, che mostra in maniera spregiudicata, tanto da risultare piuttosto disturbante la visione, e non metto in dubbio che ha sconvolto anche me, ma è in questa acuta lucidità che sta la genialata del film, che sottolineo tratto dal romanzo del 1978 di  Hubert Selby Jr, qui autore della sceneggiatura insieme a Darren Aronofsky. E' un film realistico, senza trucchi, senza buoni sentimenti, perchè infondo la vita è così, non ci sono quasi mai happy endings. Eppure in questa spregiudicatezza tocca una realtà molto vicina a tutti noi, il sogno di Sara di andare in tv, le fa perdere il senso della realtà. Pur di andare in tv comincia a drogarsi e a non rendersi conto che quelle pasticche per dimagrire sono in realtà droghe che la stanno distruggendo rendendola ancora più teledipendente. Le scene delle allucinazioni sono ancora più tremende, fanno impressione perchè sottolineano lo stato cieco dei protagonisti del film, che pur di raggiungere il loro requiem per un sogno, non guardano in faccia niente e nessuno. Suo figlio sta peggio di lei, vive di espedienti e per aiutare la sua ragazza, che vuole aprirsi un negozio di abbigliamento comincia a spacciare droga; e questo lo porterà sempre più a fondo, compresi tutti gli altri, sua madre, che finirà di essere l'ombra della persona che era, la sua ragazza, che finirà per prostituirsi, e l'amico che andrà in prigione.
Insomma non è il classico film per gente sensibile ve lo assicuro io, ma è intenso, realistico sconcertante e soprattutto vero. La bellissima colonna sonora firmata da Clint Mansell, accentua lo stato di  angoscia per lo spettatore che scena dopo scena, assiste al disintegrarsi dell'umanità che viene descritta nel film, i protagonisti sono capaci di cancellare loro stessi per inseguire un sogno, una utopia, nessuno mai si ferma a pensare alle conseguenze delle loro scelte, si fa qualsiasi cosa per apparire in tv, si fa qualsiasi cosa per un negozio di abbigliamento, si fa qualsiasi cosa per essere come non si è nella realtà; ma a quale scopo? Quello di perdere noi stessi?
Un film allucinante e incredibile, mostruosamente disturbante, sorprendentemente realistico ve lo assicuro, io l'ho visto due volte, e per tutte e due le volte sono rimasta impressionata, ma in maniera positiva.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


giovedì 27 settembre 2012

Vi piace l'horror? Fate un salto a The Kings of Horror

Come ho pubblicizzato la fansine dedicata a Lynch, ora pubblico la prima fansine creata questa estate e  legata alla fabbrica dei sogni The Kings of Horror ecco il link, vi aspetto numerosi anche in quella fansine mi raccomando, se amate il cinema horror e fantastico fate un salto anche lì http://thekingsofhorror.blogspot.it  vi aspettiamo numerosi.

Un altra giovinezza

Questo film ha segnato la definitiva consacrazione nel mio cuore di un autore, un artista, che si è affacciato nel lontano 1994 con il bellissimo Bram Stoker's Dracula che mi ha fatto conoscere il genio incontrastato di Francis Ford Coppola; si parlo di genio, perchè oltretutto Coppola lo è, inutile negarlo poi perchè guardando questo film ho ricevuto la definitiva conferma che dovevo tenerlo di più in considerazione. Innanzitutto Un altra giovinezza è un film sottovalutatissimo, per alcuni incomprensibile, altri lo hanno paragonato addirittura a INLAND EMPIRE di Lynch, ma io credo che il paragone sia prima di tutto improponibile, poi sono due film diversissimi: questo film per me è un piccolo capolavoro da non sottovalutare.
Ok ognuno ha idee differenti in proposito, un opera cinematografica può piacere o meno; ognuno di noi ha sensazioni e reazioni diverse davanti a una pellicola, e questo è comprensibile. Credo che Un altra giovinezza tratta dei temi di una profondità assoluta, che per alcuni possono essere criptici, e per altri fuori luogo. Io credo che aldilà di tutto è un film che bisogna comprendere, e soprattutto bisogna interpretare, tra i temi fondamentali di questa pellicola sorprendente ci sono la vita, e l'amore, e soprattutto la presenza distante di Dio. E' questa spiritualità in cui il film è centrato avvolte anche impregnato, che lo rende mistico, misterioso, ci sono scene che ti ipnotizzano e ti incantano, e sono cose che mi hanno colpita moltissimo perchè non me le aspettavo da Francis Ford Coppola, e forse questa non aspettativa, che mi ha sorpreso fino a considerarlo uno dei più interessanti registi di tutti i tempi, ok ora potete pure dire il contrario, a me il film è piaciuto un sacco, e non metto in dubbio che un giorno verrà rivalutato, succede a parecchie pellicole, perchè non a questa? Di certo è un opera talmente lontana dalle sue precedenti che può senza dubbio suscitare scontento nei suoi fans, ma avendo visto un bel po' di film di Coppola, - non li ho ancora visti tutti, ma non è detto che comincio a farlo molto presto, soprattutto quelli che mi mancano di vedere - posso sostenere che in futuro verrà preso in considerazione meglio.
Io me lo auguro, e questo film ha tutte le carte in regola per essere rivalutato col tempo, come una delle più sincere, ma soprattutto profonde pellicole del grande maestro americano.
La trama racconta di un professore, che colpito da un fulmine all'improvviso comincia a ringiovanire, incontra una ragazza che dopo un incidente comincia a parlare una lingua sconosciuta, ma siamo negli anni trenta, i nazisti vorrebbero catturarlo per fare esperimenti, e per scoprire come mai ringiovanisce dopo il fulmine, quali segreti si celano dietro questa apparente e inspiegabile giovinezza?
E' un film tutto da vedere, ma fatelo col cuore limpido, senza essere influenzati da altri pareri, fatelo con la mente aperta e libera, sono sicura che avrete le mie stesse sensazioni dopo la visione.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


mercoledì 26 settembre 2012

Larry Flynt oltre lo scandalo

Ok mi dite, ma metti la locandina che ha fatto scandalo? Si la metto, perchè il film parla di un uomo, editore della più insulsa rivista pornografica d'america, che è stato vittima della persecuzione censoria e bigotta d'america. Il film parla della libertà d'espressione ma soprattutto parla di persone a cui questa libertà, sta fin troppo stretta diciamo. In america si può parlar di guerra, puoi mostrare le viscere in fotografie dei cadaveri, ma se mostri la vagina di una donna in bella vista è più scandaloso, è da censurare, è da condannare.
Larry Flynt, è stato in america come una specie di Hugh Hefner, ma se Playboy veniva in qualche modo accettata dalla società, con le sue interviste a politici e a personaggi famosi, Flynt  veniva censurato perchè non aveva paura di mostrare sesso vero nelle sue pubblicazioni, e, cosa ancor più grave fare parodia di persone ritenute integgerrime.
Flynth è stato vittima di processi ingiusti, e persecutori, ma lui non si è spaventato di tutto ciò, e da editore pornografico, - la rivista si chiama Hustler, ed è nata in un primo tempo per pubblicizzare i suoi strip club - si fa portavoce della libertà d'espressione, e di come le istituzioni americane vogliono censurare la sua rivista solo perchè è una rivista pornografica che fa parodie - una tra tutte quella del reverendo fallwell che citerà in giudizio Flynt per diffamazione perdendo la causa - e non è come Playboy, che mostra fotografie patinate etc etc etc...nonostante ciò la rivista vende milioni di copie, ogni volta che vogliono censurarla, ogni volta che ci sono processi e ogni volta che si inventa scoop immaginari, o presunti tali, vedi la taglia su chi scopre l'assassino  di Kennedy e le foto nuda di Jackie che hanno fatto decollare la rivista, che è partita in sordina, e all'inizio gli hanno rimandato le copie, per poi esplodere in una vendita che non si poteva controllare, perchè poi più una cosa la proibisci, più la gente la compra, hanno addirittura arrestato i giornalai che la vendevano.
L'unica colpa di Flynt era pubblicare una rivista, che seppur discutibile per costituzione aveva il diritto a pubblicarla, una persona se non vuole comprarla non la compra, se non ti piace una cosa non la compri, non la segui, non hai nessun diritto a non permettere a un altra persona di pubblicarla o di venderla.
Tra i censori più accaniti c'è anche Keating, un truffatore che è finito in prigione per aver rubato un mare di soldi ad una banca, ma quello è più accettabile piuttosto che far pubblicare una rivista, seppur pornografica non faceva del male a nessuno, sempre se comprata, letta e sfogliata da un adulto.
Nell'america bacchettona e moralista, non si accettano riviste pornografiche, non si accetta che una persona editi queste riviste, una persona può essere contraria a queste riviste, e se sei contrario non la leggi stop. Ma non si può permettere che una elite debba scegliere cosa devo o non devo leggere, perchè questo fa parte di un regime dittatoriale, e non di un regime democratico.
Scritto da Scott Alexander e Larry Karazewsky, e diretto da Milos Forman, è un film che racconta la biografia di un magnate, che lotta duramente per la libertà d'espressione, ed è stato vittima della censura e della moralizzazione di una nazione, che deve scegliere cosa  e come una persona debba leggere. Che la pornografia non si faccia leggere ai bambini è sacrosanto, devono essere i genitori a togliere queste riviste di mezzo, e anche i giornalai, fare in modo che  i bambini non vedono riviste porno...ma si sa, è meglio colpevolizzare e perseguitare invece di capire che la libertà d'espressione, che ci piaccia o no, è una cosa fondamentale, e non ci può essere una commissione o una censura che stabilisca cosa si debba leggere. Il film è prodotto inoltre da Oliver Stone e interpretato da Courtney Love, Edward Norton e Woody Harrelson, Larry Flynth oltre lo scandalo ha vinto l'orso d'oro a Berlino e racconta con assoluta sincerità, il dramma di un uomo che ha subito la più infamante persecuzione solo perchè ha pubblicato una rivista. Forman per questo film, usa un linguaggio narrativo, che esalta i personaggi e ce li fa conoscere nel loro intimo, non scadendo mai in raffiguranti macchiette, cercando di capire quali meccanismi ci sono stati dietro questa censura e anche di non condannare i personaggi per quello che fanno.
Nell'america puritana un film su Flynth non ha avuto il successo che meritava, ma la pellicola anche se è polemica merita di essere vista. Anche per capire il personaggio e soprattutto il fenomeno della pornografia, seppur discutibile ha squarciato le ipocrisie e i segreti di tutti gli americani.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.



Coraline e la porta magica

Ecco un piccolo gioiellino favoloso d'animazione. Dietro la macchina da presa c'è nientepopodimeno che Henry Selick, il regista di quel capolavoro dell'animazione stop motion che è Nightmare Before Christmas. Questa volta si tratta dell'adattamento dell'omonimo romanzo per l'infanzia scritto da Neil Gaiman. Il film è tale e quale ad una fiaba per bambini, che rappresenta un percorso di crescita della protagonista. Coraline, il cui nome viene scambiato sempre per Caroline, è una tipica bambina insoddisfatta, in cui genitori pensano sempre al lavoro. Lei cerca da loro le attenzioni che non le danno, un giorno, di notte e per caso, apre una porta magica e vi trova i suoi genitori, ma in maniera del tutto diversa da come sono di solito. Gentili, disponibili, accondiscenti...all'inizio Coraline ne rimane stupita, poi piano piano comincia ad accettare questa cosa, finalmente i genitori sono come li vuole lei...ma c'è un ma...
come in tutte le cose troppo perfette per essere vere, si comincia a capire effettivamente che qualcosa non tira per il verso giusto quando l'altra madre le dice che al posto degli occhi le devono mettere i bottoni. Finalmente capisce che non è tutto oro ciò che luccica, e quando si accorge del lato malvagio dell'altra madre, cerca in tutti i modi di rimediare al suo errore. Riuscirà la nostra eroina a capire che è meglio accettare i genitori per come sono, e cosa si cela nel nascondiglio dell'altra casa dove ci sono gli altri suoi genitori? Riuscirà a far luce sull'agghiacciante e crudele segreto che l'altra madre cela dietro ai sorrisi, e alla bontà?
Un film intelligente e per nulla banale, che a differenza di tanti filmetti racconta una fiaba, giusta per coloro che devono imparare una cosa fondamentale nella vita: accettare gli altri, sia con i loro pregi che con i loro difetti. Perchè se cominci ad accettarli, impari ad accettare anche te stessa per come sei. Riuscirà Coraline a capirlo?
Un piccolo grande film da non perdere, e da guardare, soprattutto per capire piccole cose fondamentali come l'amore, fatelo guardare anche ai più piccolini, i bambini hanno tanto da imparare con questo film.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.




lunedì 24 settembre 2012

Nuovo Blog su David Lynch

Un altra fansine legata alla fabbrica dei sogni, dopo The Kings of Horror ecco a voi il blog dedicato a David Lynch, autore di tanti capolavori, che qui conoscete tutti benissimo dato che ha parecchi film recensiti, quasi tutti, io sono una sua fan sfegatata da ben 22 anni, anno in cui ho scoperto Twin Peaks, lo volete visitare?
Cliccate sul link http://davidlynchsworld.blogspot.it

domenica 23 settembre 2012

The Rum Diary - Cronache di una passione

Johnny Depp ci riprova a riprendere i panni di antidivo anticonformista, tornando a recitare in un film tratto dal romanzo Hunter S Thompson: ma questa volta la magia non si compie; perchè direte voi? Semplice, il film è troppo patinato e poi alla regia abbiamo Bruce Robinson, che seppur scrittore non riesce a dirigere una pellicola innovativa ma convenzionale.
Certo se fosse stato nelle mani di un genio come Terry Gilliam le cose forse sarebbero diverse; nonostante ciò è nella direzione degli attori che c'è il suo punto di forza.
Andiamo al dunque, dicevamo Johnny Depp ci riprova, cerca di togliersi i panni di Jack Sparrow, e lo capisco ma questa volta non centra il bersaglio; ma non per colpa sua. Se c'è qualcosa che non va sta nella pellicola, narrativamente l'ho trovata intrigante e appetitosa quanto basta, ed è proprio questo uno dei suoi difetti: è il suo voler piacere a tutti costi che ne mina l'importanza, e soprattutto non riesce ad essere innovativa, limitandosi ad essere convenzionale e superficiale. Robinson non va fino infondo alla storia, non riesce a tenergli testa e tantomeno esprimere un parere personale, sembra che i personaggi del suo film devono recitare secondo come è scritto nel copione; stop!
E pensare che da Depp ci si aspetta molto, soprattutto se si conosce il suo glorioso passato. A lungo andare però scegliere film a seconda di chi ha scritto il romanzo d'origine, e poi non tenere conto del regista mi pare un rischio fin troppo azzardato.
Quando ha recitato in Paura e delirio a Las Vegas, coraggiosa e anticonformista pellicola che praticamente osava grazie alla bravura di Gilliam di fregarsene di quello che dicono gli altri, a differenza Robinson non vuole sporcarsi le mani, dirige un film tecnicamente splendido, ma fin troppo patinato sia per un autore come Hunter S Thompson, che per la bravura di Depp, che con gli altri attori sono si, tutti bravissimi ma sembrano manichini impomatati. Insomma Bruce Robinson in conclusione ha voluto fare un bel film, ma non ha voluto andare oltre i canoni, ci ha donato un film impacchettato e costruito, ma c'è troppa carne al fuoco, e come si dice il troppo storpia, soprattutto quando vuole piacere a tutti i costi. Peccato.


venerdì 21 settembre 2012

La guerra è dichiarata

E' il film che ha entusiasmato la critica questa estate. Il cinema francese sembra rinato, e sappiamo benissimo il glorioso passato che ha avuto, ma bando alle ciance, parliamo del presente; La guerra è dichiarata è un film tratto da una storia vera: la storia del figlio di Valèrie Donzelli, regista di questo bellissimo film, che ha voluto raccontare il suo dramma; all'inizio sembra il classico film palloso, di quelli che quasi quasi ti annoiano e per cui spegneresti volentieri il televisore, poi man mano che la storia va avanti ti accorgi che la storia è coinvolgente; e nonostante tutto ti accorgi che questi genitori un po' in ansia stanno per vivere la più tragica delle avventure della vita: la malattia del bambino. Di che malattia si tratta? Un tumore al cervello, e allora nonostante tutto non si arrendono e cominciano una guerra alla malattia, aiutati dai medici per salvare la vita al bambino. Tra le tante scene drammatiche segnalo la terribile corsa del padre mentre urla, dopo che ha saputo della malattia del suo bambino, urla drammatiche, dolorose, laceranti, di una persona che sta per provare il più grande dolore che un essere umano può soffrire: la perdita di un figlio.
Ma non sarà così fortunatamente, perchè questi due ragazzi, che all'inizio vediamo come moderni Romeo e giulietta, alle prese con l'innamoramento e le prime difficoltà della vita, dimostreranno di avere due palle così, è il loro coraggio che salverà il bambino, anche se poi dopo poco tempo la loro storia finirà e resteranno in buoni rapporti visto che hanno deciso di raccontarlo in un film.
Un film che mi ha sorpresa e che mi ha coinvolta, rivelando con assoluta semplicità il talento e il dolore di una donna, che ha voluto raccontare la sua storia drammatica, in maniera spiccia, semplice, senza falsi piagnistei. Un opera sorprendente che merita molto, soprattutto per la grande semplicità con cui viene raccontata la storia, che seppur sia sorprendente, appare piuttosto incompleta, perchè certe volte si ha l'impressione di guardare un mezzo documentario, ma cosa possiamo dire di un film bello come questo?
Si solo una cosa, andate a vederlo ma forse l'ho detto già. Ok non fa niente l'ho ripetuto, se vi piace ditemelo, e se non vi piace pazienza.
APPETITOSO


1997 fuga da New York

Chiamatemi Jena...E' questo il letit motiv del film, ed è questa la frase con la quale il film è diventato una leggenda del cinema.
John Carpenter, per una volta abbandona il cinema horror, per un film di fantascienza apocalittico, tutto muscoli e testosterone, come protagonista sceglie il suo attore feticcio Kurt Russell, che tornerà anche nel bellissimo e sottovalutato sequel.
1997 fuga da New York è diventato un film di culto; e John Carpenter nonostante si trovi in un territorio fino ad ora inesplorato, dimostra di sapersela cavare alla grande, perchè in questo film si toccano anche altri generi, tra cui la fantascienza e l'apocalisse. Per qualsiasi autore sarebbe stata una catastrofe, ma non per quel geniaccio di John Carpenter, che ha il coraggio di mettersi in gioco e vince la sua scommessa.
E' uno dei suoi migliori film appunto per questo motivo e per tanti motivi, tra cui l'assoluta freschezza della trama e personaggi accattivanti, tra cui spiccano il veterano Ernest Borgnine e Harry Dean Stanton, per la seconda volta in un film di Carpenter dopo Christine - la macchina infernale ma apparte questo, c'è la storia: il presidente è stato rapito dal conte, un criminale che vive nella parte di New York dove c'è la prigione più sicura del mondo, un luogo impossibile da raggiungere, e impossibile da uscire, e viene chiamato Jena Pliskeen purchè liberi il presidente e lo faccia tornare a casa. Qui si accorge che i torni non tornano, e che forse lo stesso presidente nasconde qualcosa...riuscirà Jena a scoprire il misfatto e rimettere le cose a posto come dice lui?
E non solo, lui deve fare in modo anche di salvarsi la pelle visto che  ha delle capsule di cianuro in corpo, e il tempo stringe, ma nel frattempo incontra strani individui tra cui un tipo bizzarro di nome mente, che conosce tante persone e sa come risolvere la questione: sarà lui ad aiutare Jena? Riusciranno a sconfiggere il conte? E cosa realmente nasconde il presidente?
Un film d'azione sorprendente, girato benissimo e con attori capaci di restare nell'immaginario sin dalla prima visione, bravissimi tutti i protagonisti, tra cui Donald Pleasance, qui nel ruolo del presidente. A pensare che Carpenter riusciva a girare piccoli film in maniera indipendente, opere che sono entrate nella leggenda e che hanno fatto la storia del cinema è un piacere scoprirli, guardarli e soprattutto recensirli per farli conoscere al grande pubblico.
Furbescamente Carpenter, lancia una certa critica sui muri che vengono alzati, per far si che i criminali rimangano dentro al ghetto, e le persone normali respirino l'aria liberi; lì dentro ci sono i reietti della società e fuori ci sono le persone per bene. Quando si guarda un film spesso certe cose non si notano, ma è giusto sottolinearle, il bene e il male non esistono, esiste solo l'essere umano, e non può vivere circondato da muri, perchè coloro che hanno alzato quei muri spesso sono più corrotti di coloro che ci vivono dentro.
CULTISSIMO.




mercoledì 19 settembre 2012

Sirene

Tutti noi siamo stati adolescenti, che è quella fase della vita in cui stai crescendo, e crescendo ti accorgi che il mondo intorno a te diventa strano, ti fai mille domande su cosa vorresti essere e soprattutto cosa ti aspetti dalla vita, si fanno sogni e tante altre cose.
Questa è la storia di Charlotte Flax, che poi è la voce narrante del film, una ragazza un po' timida, in piena crisi adolescenziale, che vorrebbe farsi suora. Sua madre invece, è l'esatto opposto. Spudorata, esuberante ed incapace apparentemente di fermarsi e parlare con la figlia, che non sa cosa fare della vita, lei cerca ovviamente di svegliarla un po', finchè non arriva in città il campanaro di cui Charlotte si  innamora perdutamente. E' proprio qui che la crisi mistica della ragazza si accentua ancora di più, ma non avendo qualcuno con chi parlare fugge via, da una famiglia strampalata, da una madre troppo esuberante, cercando la famiglia perfetta che non ha.
La madre intanto fraternizza con un uomo che sembra essere giusto per lei: Lou, proprietario di un negozio di scarpe che sin da subito dimostra di avere un debole per lei, è arrivato il momento di piantare i chiodi al muro?
Una commedia deliziosa, interpretata da una spumeggiante Cher, da Bob Hoskins, che segna un debutto particolare, quello di Christina Ricci, che diventerà famosissima nei novanta grazie anche al film Casper.
Un film semplice, schietto, che parla di vita, di amore, soprattutto di quella fase particolare in cui siamo passati tutti, l'adolescenza, coaudiuvato da un cast sorprendente, e da una regia sincera e spudorata, che non ha paura di raccontare la storia, perchè la conosce fin troppo bene, Richard Benjamin, caratterizza i suoi protagonisti con una naturalezza e un realismo sorprendenti.
Uno dei film dei tempi d'oro di un altra attrice che apprezzo molto, Winona Ryder, che all'epoca era famosissima, e che aveva davanti a se una brillante carriera allora.
DA NON PERDERE.


martedì 18 settembre 2012

Mean Streets

Film fortemente autobiografico di Martin Scorsese, nel quale sono ben presenti e vengono sottolineate spudoratamente le sue tematiche abituali: l'incrocio tra un esistenza cristiana in un mondo sostanzialmente dominato da un gruppo criminale organizzato. E' un film duro spietato, che non ha mezze misure, i suoi personaggi vivono constantemente in un mondo senza pietà, ed è proprio qui che viene raccontata la nostra storia. Il protagonista è Charlie Cappa, uno straordinario Harvey Keytel, che ha uno zio mafioso a little italy e vorrebbe dargli dei compiti di responsabilità e aiutarlo, ma si scontra molto spesso con la sua grande fede e con la realtà di tutti i giorni del quartiere. Ha un amico che fa debiti a destra e sinistra, Johnny Boy, Robert De Niro, che non paga mai  e si mette sempre nei casini. Pur essendo amici d'infanzia, Charlie si renderà conto che la figura di Johnny sarà come una mina vagante nella sua vita. Ha persino una ragazza, Teresa, cugina di Johnny, una ragazza epilettica che lo zio non approva. Le cose peggiorano quando Johnny viene a sapere della storia di Charlie con sua cugina e minaccia di raccontarlo a suo zio, e precipitano ulteriormente quando un mafioso locale vuole indietro i soldi, e sta col fiato sul collo a Johnny boy, nonostante gli sforzi di Charlie per rimettere tutto a posto, Johnny pagherà il suo debito? O ci sarà un amara sorpresa?
Primo episodio della trilogia gangsteristica diretto da uno straordinario Martin Scorsese, che già con questo film si rivela un fuoriclasse. Il film, è a tutti gli effetti un capolavoro, e vede tra i protagonisti due attori in piena forma smagliante, Robert De Niro che interpreta Johnny Boy, personaggio psicotico e allucinato, e  Harvey  Keytel, nel ruolo di Charlie Cappa, un bravo ragazzo che comincia a fare i primi passi nel mondo del crimine grazie allo zio, ma a differenza di Johnny, Charlie ha una coscienza, e capisce che non si può cazzeggiare più di tanto con quella gente; cerca sempre nonostante tutto, di  mettere la buona parola, ma le pietre non si possono spremere più di tanto, ma allo stesso tempo non si può scherzare con i mafiosi, perchè quelli prima o poi te la fanno pagare.
Un film straordinario e sorprendente, che sottolinea la capacità di Scorsese nell'interpretare le sue tematiche e concentrarle in un film, non è un fatto semplice mostrare amore per Dio, ma allo stesso tempo impugnare la pistola. In questo film, la tematica ta credere in Dio e vivere nel mondo reale dominato dalla criminalità, è tutto portato con estrema lucidità e chiarezza; anzi avvolte talmente schietto che fa capire come sia diverso il mondo e la vita, dalla credenza in Dio.
Inoltre Scorsese, conosce bene i suoi protagonisti, e il mondo malfamato in cui interagiscono, e come un antropologo li racconta, con estrema schiettezza, e succederà anche con gli altri due capitoli della trilogia, imperdibili tutti quanti, e scusate se è poco.
CAPOLAVORO.




lunedì 17 settembre 2012

Shortbus - dove tutto è permesso

AVVERTENZE: Prima della visione levatevi dalla testa una cosa: questo film non ha nulla a che fare con la pornografia, anche se ci sono scene piuttosto realistiche ed esplicite. Secondo: guardatevelo con la consapevolezza di assistere a uno dei film più sinceri e veri, girati dopo l'11 settembre. Racconta un america senza più fiducia nel futuro,  e soprattutto nell'amore, unica via di contestazione è il sesso, in tutte le sue forme. Ma non è un sesso volgare e gratuito, è un sesso liberatorio, una risposta a tutti i mali del mondo che viene usato come risposta alla tristezza, alla vita, alle delusioni, insomma a tutto ciò che non va nel mondo.
America svegliati!!! E' questo il messaggio che John Cameron Mitchell, se negli anni sessanta si combatteva per la libertà sessuale, e per i diritti civili, adesso il sesso è diventato una risposta quasi provocatoria a un mondo che ha dimenticato i valori fondamentali della vita. I protagonisti sono persone normali, chi è gay e cerca  una sistemazione con la persona amata, una terapista che non riesce a venire, e ci prova in tutti i modi, ma si accorge che più che dare aiuto agli altri deve aiutare se stessa, una feticista che adora picchiare le persone per provare piacere cercano di esprimere se stessi, in un mondo che ben troppo spesso censura e discrimina.
Un film sorprendente e straordinario, girato con attori non professionisti, da un regista che dimostra un assoluta libertà di espressione, è un capolavoro, non c'è altro da dire, uno dei più grandi film che dicono la verità in faccia allo spettatore, senza falsi pudori, e senza facili moralismi. Perchè qui si respira un grido d'allarme verso qualcosa che ci è stato imposto come regola ferrea, ma per quale motivo? Per reprimere un sano e naturale istinto?
Non c'è nessuna scena da provocare scandalo, non c'è nessun sentore di pornografia, anzi durante la visione mi sono accorta di assistere a una delle pellicole che lanciano chiari messaggi realistici e sinceri: siate voi stessi, e vivete con naturalezza il rapporto con il vostro corpo; e se questa è "provocazione" allora signori miei avete sbagliato strada, la vera provocazione se ce ne stata una, è quella di sottolineare la stupidità del mondo, bigotto e materialista, di cui il film sottolinea per tutta la durata questo messaggio, facendo dimenticare alll'uomo una cosa fondamentale. L'amore.
E' una generazione che urla la sua voglia di libertà quella che si vede in questo film meraviglioso, uno dei più belli che ho visto, sicuramente non è stata una pellicola facile, non ci sono scene gratuite, e per fare un film del genere bisogna avere tanto coraggio, come ha fatto Mitchell.
Quello che mi ha lasciato questo film è stato la consapevolezza di guardare infondo a me stessa, perchè la verità sta dentro di noi, ed è questo: la vera pornografia sta nel censurare il pensiero umano, e la voglia di esprimere se stessi, non è certo facendo vedere scene esplicite o reprimere naturali impulsi che vengono marchiati, definiti scandalosi dalla società.
Lasciare pensare gli esseri umani con la propria testa è sempre stato pericoloso per la società, Shortbus non si pone limiti, anzi, vuole che lo spettatore assista e diventi uno dei personaggi del film.
E la società dimentica una cosa, tutti abbiamo bisogno d'amore, e se questo è scandaloso è un suo problema.
Infondo lo cantava anche John Lennon all you need is love, e cosa c'è di scandaloso nell'amore e nell'esprimere se stessi? Cosa c'è di scandaloso in questo? Ci nascondiamo per fare l'amore diceva Lennon, ma l'odio e la violenza vengono fatte alla luce del sole...il film è un grido di libertà, un allarme contro tutti i mali del mondo, diretto da uno straordinario quanto coraggiodo John Cameron Mitchell, che entra di diritto nell'olimpo dei miei autori preferiti.
CAPOLAVORO.

Ps: Oltre la foto di rito, vi lascio anche la canzone di John Lennon appena citata poco fa...





domenica 16 settembre 2012

Intruders

Ma diciamocelo subito, tra i tanti film horror che escono, avvolte pacchiani, altre volte interessanti, altre volte sono veri e propri cult, ci sono piccoli oggettini che meritano non una vera collezione, ma sicuramente una visione. Ok forse esagero, per lo meno, non sono i soliti titoli pacchiani senz'anima e core...
Bene, tra i film che meritano un attenzione particolare e soprattutto una visione, ci annovero anche Intruders. Ora mi direte, ma Arwen non è mica un capolavoro, e con ciò? Beh vedetevelo, innanzitutto l'intreccio è particolarmente intricato, e fa stare incollati alla poltrona, poi c'è un ricordo passato che torna a tormentare due famiglie: naturalmente c'è anche un trauma infantile sepolto nella memoria. Ma che legame c'è tra queste due famiglie? E chi si nasconde dietro la maschera delll'uomo incappucciato? E' possibile sia tutto una questione di testa?
E' senza dubbio un film ad alta tensione, che annovera nel cast un attore con le contropalle come Clive Owen, che in passato ha dato segni di saperci fare davanti alla macchina da presa. Poi la trama intrecciata che ti tiene sulle spine, fino al sorprendente finale che ti lascia a bocca aperta. Ma si tratta soprattutto di un opera riuscita, che risulta appetitosa, e intrigante e ha il pregio di non annoiare lo spettatore.
Ma attenzione, anche se il film intriga ci sono diversi buchi, soprattutto nella sceneggiatura; per quanto riguarda l'uomo incappucciato, che non si imbastisce fino infondo e questo penalizza di fatto il film. Nonostante ciò si lascia guardare bene, perchè riesce a scuotere lo spettatore fino a portarlo fuori strada, ma particolari - e azzeccatissimi direi - indizi, riescono a portarlo esattamente dove vuole il regista, con un finale a sorpresa che chi guarda non si aspetta di trovare.
Ma il film nostra un altro lato umano, le paure dei traumi infantili, che spesso e volentieri ci portiamo con noi dall'infanzia, la sensibilità dei più piccoli, in questo caso una bambina che riesce grazie alla sua recezione di captare qualcosa che non va. Il compito di scoprire tutto ciò è del padre, che dovrà scavare dentro di se, nel profondo del suo inconscio per salvare la sua bambina, superando così il suo trauma, ce la farà?
APPETITOSO.


sabato 15 settembre 2012

La città incantata

Nell'era del 3D, quasi quasi ci si dimentica dei tradizionali cartoni animati. Ma chi è veramente cinefilo, sa riconoscere i limiti, e avvolte le pompagini, che il 3D avvolte ci propina, tralasciando la grafica che resta superlativa, anche se un po' troppo artificiale. Ci si sorprende davanti alla poesia e alla semplicità dei vecchi film d'animazione, oddio non proprio vecchi, diciamo dei film d'animazione tradizionali, quando sono supportati da una storia sorprendete come appunto questo bellissimo, La città incantata. Per me è stato come tornare a quando da bambina guardavo i cartoni in tv, è l'effetto ricordo di storie che in un certo senso ti inseriscono nel film, e ti vedi come uno dei personaggi.
Il film è una fiaba a tutti gli effetti, e narra la storia di una ragazzina di 10 anni, che con i suoi genitori è in viaggio verso una nuova residenza. Appena arrivati su una strada che sembra una scorciatoia la oltrepassano, nonostante ci sia davanti una pietra. Nonostante ciò arrivano nella città. All'improvviso si trovano davanti a montagne di cibo, i genitori cominciano a mangiare voracemente dimenticando una cosa importante: la loro bambina, che si vedrà costretta a cercare una soluzione per salvare i genitori colpiti da incantesimo e trasformati in maiali. Riuscirà la piccola Chihiro a salvare i suoi genitori e cosa fondamentale a non dimenticare il suo nome? E lo strano ragazzo che le offre una mano, riuscirà a ricordare chi è e a salvarsi a sua volta?
Un film straordinario, tutto da guardare, per la semplicità con cui è raccontata la storia, e, soprattutto per la capacità di Miyazaki nel raccontarla. Non è il classico film d'animazione tutto fuochi d'artificio, ma un autentico gioiellino, capace di far riflettere e conquistare, e non è da tutti i giorni riuscire a portare una simile poesia e trasmettere, tanti sentimenti con un semplice cartone animato. Ma Miyazaki ci fa comprendere che quello a cui stiamo assistendo non è un semplice cartone animato, è una storia con una sua precisa genesi, e la si deve guardare, i personaggi sembrano assurdi, un po' matti, ma siamo o non siamo in una città incantata? Ovviamente c'è una cosa fondamentale che lega il tutto: la magia.
Basta, non dico nulla altrimenti vi rovinerei la visione di questo piccolo grande film, per me è un capolavoro; ma sono sicura che rimarrete conquistati dopo averlo visto.
CAPOLAVORO.





venerdì 14 settembre 2012

Toro Scatenato

La biografia di Jake La motta, diretta da Martin Scorsese è senza dubbio uno dei film americani più importanti di tutti i tempi.
Non è facile per me redigere una recensione ad un film così importante, non so perchè. Credevo fosse facile scrivere di grandissimi film, ma in un modo o nell'altro, so di certo,  che quando il valore di un opera superi dal suo livello, il passare del tempo tanto da diventare uno dei capolavori massimi della storia del cinema, non è mai tanto facile parlarne. La mia recensione stasera sarà un tributo affettuoso a un grande film, diretto da un grandissimo regista.
L'ascesa e la caduta di un pugile italoamericano, constantemente "corteggiato" dai gangster, che gli offrono salti di qualità per la sua carriera, le persone che gli vivono intorno: la moglie, che poi diventerà vittima della gelosia di Jake, il rapporto d'amore e odio con il fratello manager Joey - interpretato da un giovane Joe Pesci che da questo film fa coppia con Robert De Niro. E poi c'è lui: Jake. Vero animale da ring, una vita vissuta a far cazzotti e a sfogare una rabbia repressa, i cui sentimenti di amore e odio, vengono incentrati sulle figure più importanti della sua vita. Robert De Niro offre un interpretazione mostruosa, è inutile negarlo; sin dai primi minuti di film, dove prova le sue battute davanti allo specchio, fino all'ultima scena. Splendida la fotografia in bianco e nero che ricalca fedelmente lo stato d'animo dei protagonisti e l'era in cui il film è ambientato. Senza dubbio è uno dei più grandi film di Martin Scorsese, uscito nel 1980, all'inizio non ha avuto il successo che meritava, ma ha raccolto due oscar a De Niro, come migliore attore protagonista, e a Thelma Schoonmacker per il miglior montaggio.
Si tratta di una delle migliori pellicole del sodalizio artistico tra Scorsese e De Niro, che portano sullo schermo grazie all'adattamento di Paul Schrader e Mardik Martin, la vita del pugile Jake La Motta.
Portare sullo schermo una storia realmente accaduta, e per di più tratta da un libro, non è mai facile. E' la bravura di Scorsese, che lo ha reso capolavoro. Martin Scorsese, riesce a dare un impronta realistica al personaggio, facendo in modo che lo spettatore entri in comprensione con il personaggio. Un uomo vittima dei suoi eccessi, di rabbia, di gelosia, di frustazione, di odio, di amore, mischiati tutti insieme, che vengono sfogati solo in un unico posto: il ring. Ed è soprattutto sul ring che il toro si scatena, ma è un uomo vittima anche delle sue insicurezze, delle sue debolezze, e soprattutto della gelosia per la moglie Vicky - Cathy Moriarty al suo debutto sul grande schermo - che diventa per lui un ossessione, e ci sono anche i famosi "bravi ragazzi" che vogliono mettere le mani sulla gallina dalle uova d'oro. Nei primi tempi, Jake cerca di reagire, ma quando si vede tolta un altra vittoria - grazie a un incontro truccato - non può che scendere a compromessi con il businness ed è grazie al business che  riesce ad ottenere il titolo mondiale e diventare una leggenda, fino a quando un aggressione a suo fratello - che crede sia andato a letto con sua moglie - segna l'inizio del suo declino sul ring, e al conseguente ritiro.
Un film immenso, unico, le parole che ho espresso non esprimono appieno il valore reale di questa opera d'arte.
CAPOLAVORO ASSOLUTO.




giovedì 13 settembre 2012

Birthday Girl

Il timido impiegato di banca John, Ben Chaplin, ha fatica a trovare la persona giusta. Si affida perciò a un sito specifico per trovare l'anima gemella, la trova in una ragazza russa di nome Nadia Nicole Kidman.
All'inizio le cose saranno complicate per entrambi, perchè Nadia parla solo russo, e John solo inglese, l'unico modo per comunicare all'inizio è il linguaggio del corpo. Piano piano però le cose cominciano a migliorare, anche perchè cominciano a capirsi anche attraverso uno stratagemma: Il linguaggio dei segni.
Va tutto bene finchè non arrivano dei vecchi cugini di Nadia, che in un certo senso vengono a rompere le uova nel paniere al timido impiegato.
John capirà che c'è qualcosa che non va, quando i cugini di Nadia imbavagliano la ragazza in cucina. Per poterla liberare, il giovane dovrà prelevare dei soldi e darli ai cugini. E così John si trova vittima di una truffa organizzata: come uscirne fuori?
E Nadia centra qualcosa? O anche lei è una pedina del gioco? Film bellissimo, un po' sottovalutato ai tempi dell'uscita, che mostra un gruppo di attori in straordinaria forma. Nicole Kidman, quell'anno è esplosa grazie a Moulin Rouge di Baz Luhrmann The Others di Alejandro Amènabar, questo è il terzo film con Nicole Kidman uscito nell'anno magico 2001, e forse è stato in ombra rispetto ai film precedenti; ma si presenta come una pellicola intelligente, spiccia, semplice, mostrando che nonostante tutto quando l'amore ci mette lo zampino non c'è nulla da fare.
Alla fine di tutto, nonostante la rabbia, John capisce di amare quella ragazza; e lei comprende una cosa fondamentale della vita: che bisogna sempe seguire il proprio cuore.
Il cuore ha delle ragioni che la ragione non comprende, è una realtà lucida, che viene descritta in modo non banale da un autore intelligente che conosce bene la storia che vuole raccontare, e ci fa amare i suoi protagonisti proprio come lui li ama. Non è da tutti i giorni guardare un film originale, che mostra senza falsi pudori e inutili ipocrisie, l'amore nelle sue tante sfaccettature. Si è molto parlato del nudo di Nicole Kidman, e il conseguente scandalo che è derivato da esso: ragazzi è solo un film; guardatelo senza farvi tanti problemi.
Jez Butterworth comunica con la sua mdp un linguaggio nuovo dell'amore, e lo traduce allo spettatore del film, anche se poi si capisce benissimo che Nadia vuole molto di più dalla vita, che seguire un duo di furfanti che non la porta da nessuna parte. Capisce che c'è qualcosa di diverso in John, e di tentare di dare una svolta alla sua vita. Riuscirà a dare un colpo di spugna?.
Non vi resta che guardare il film.
Bravissimi Vincent Cassell Mattew Cassovitz, nel ruolo dei cugini, che sanno tenere testa al quasi imbranato Ben Chaplin, prima che questi dimostri coraggio, ma è il personaggio che è così e lui lo interpreta in modo misurato e intelligente.
APPETITOSO.






In The Mood for love

L'amore visto attraverso lo sguardo di un artista. Si può definire con queste poche, ma semplici parole questo grande film. Wong Kar-Wai qui è al suo meglio, e non gira un film passionale, ricco di scene drammatiche: gira un film fatto di silenzi, situazioni, che si incrociano e si incontrano lungo tutto il film, ma come si dice, il silenzio vale più di mille parole.
In The Mood for love non è il classico film d'amore, è un film che bisogna capire, protagonisti sono un uomo e una donna che si incontrano per caso. Il loro incontro è una coincidenza, e attraverso la vita quotidiana che due destini attraverso sguardi, cortesie, e la quotidianità della vita capiscono di amarsi.
Non sentiremo mai dalle loro parole la parola fatidica, che è ricca di tanti altri film del genere, ma lo spettatore lo capisce che si amano. Lo capisce attraverso le attenzioni dei due amanti che si ritrovano; ma il destino ha per loro un amara sorpresa: scoprono per caso che i rispettivi coniugi sono amanti, e allora la delusione, la rabbia e la gelosia prendono il sopravvento, ma ora c'è anche il loro amore, come fare ad andare avanti?
Un amore non espresso è anche il più doloroso, perchè ci porta davanti a una nuova strada, e si deve scegliere quale intraprendere. La nuova comporta di lasciare il proprio marito o moglie, e di continuare con la nuova storia e la cosa diventa dolorosa, soprattutto se provi ancora qualcosa per l'uomo o la donna che hai sposato.
Ci sarà una scelta dolorosa, ma a quale prezzo?
Un film malinconico e silenzioso, che trasmette nei pochi gesti dei suoi protagonisti, molta passione di cui un classico film d'amore può esprimere. Interpretato da due attori straordinari quali Tony Leung e Maggie Cheung, bravissimi, loro sono i protagonisti del film, e lo dimostrano con una naturalezza senza pari. La ciliegina nella torta ce la da la regia di Wong Kar-Wai in cui esprime con gli straordinari colori della fotografia e delle scene, una storia realistica, mai banale che trasmette sentimento puro, è una regia narrativa e virtuale, in cui i protagonisti sembrano galleggiare rispetto agli altri interpreti, mi spiego, questa affermazione può sembrare strana ma è una sensazione che si ha, perchè in pratica loro due sono sempre in primo piano. Persino i loro rispettivi coniugi vengono ripresi di spalle, perchè ci sono solo due protagonisti, i nostri occasionali amanti.
Dimenticate scene pruriginose, non ci sono scene d'amore, nonostante questo il film si concentra su un altro tipo di  desiderio, un desiderio nuovo, che viene trasmesso nella scena migliore del film, quando restano da soli a casa di lui, è palpabile il desiderio, anche se non consumato.
Bellissima anche la colonna sonora, che accompagna i nostri protagonisti nella loro scoperta dei loro sentimenti, e nella delusione del tradimento.
E' senza dubbio il miglior film di Wong Kar-Wai.
CAPOLAVORO.


mercoledì 12 settembre 2012

The Ward - Il reparto

Ultima pellicola del mago dell'horror, che ritorna al cinema nove anni dopo dal bellissimo e sottovalutato Fantasmi da marte. Questa volta punta su un soggetto un po' diverso, che ricorda il film Il Seme della Follia anche se non raggiunge il livello di capolavoro. The Ward si presenta come un onesto film di genere, diretto da un maestro che sa come raccontare una storia horror, e solo per questo merita un recupero.
La protagonista è Amber Heard, un attrice giovane che nell'interpretare la protagonista se la cava egregiamente: ma passiamo al film.
La storia narra il ritrovo di una ragazza, che dopo aver incendiato una fattoria, viene portata dai poliziotti in un ospedale psichiatrico. Internata contro la sua volontà dovrà fare i conti con le altre internate che in un primo momento la tengono alla larga. Ben presto dovrà confrontarsi con una strana presenza nell'ospedale, molte ragazze che sono andate via poi non sono tornate più. Cosa è successo di così sconvolgente nell'ospedale? E chi è questa strana presenza che sconvolge la vita delle altre ragazze che vivono nell'ospedale? Quale segreto si cela dentro le mura di quell'ospedale psichiatrico? Per Christin (Heard) sarà un viaggio per scoprire un atroce realtà, e dovrà anche scoprire chi è che piano piano sta facendo scomparire le ragazze ricoverate. La realtà sarà più sconvolgente di quanto crede.
Ecco il mio parere, onesto film di genere? Un film del geniaccio è più che un onesto film di genere, si lo so sono le parole di una fan quindi sono un po' di parte. Quello che sorprende è constatare l'abilità di Carpenter di riuscire a dirigere una storia apparentemente semplice e fare un ottimo lavoro; cosa più unica  che rara di questi tempi, e sono i grandi autori di talento lo sanno fare. Il film si presenta come una lenta discesa agli inferi con sorpresa finale, scritta in maniera intelligente e astuta in modo tale che lo spettatore sia incollato alla poltrona dall'inizio alla fine. Beh sapete tutti che dietro alla macchina da presa non c'è un dilettante, ma un regista con le palle, che riesca anche a dare il colpo di scena finale, con una sorpresa finale: e che sorpresa.
Tenete d'occhio anche Jared Harris nel ruolo del dottor Stringer, psichiatra mefistofelico la cui interpretazione intriga e che ha in serbo l'agghiacciante sorpresa finale.
Un film tutto da vedere, anche se non ha una trama originalissima.
DA COLLEZIONARE.






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