lunedì 3 settembre 2012

Detachment - Il distacco

"Non mi sono mai sentito allo stesso tempo, così distaccato da me stesso, e così presente nella realtà."

Inizia con questa frase, il nuovo film di Tony Kaye. L'ambientazione scolastica, ne concentra lo stato drammatico dei personaggi, che si ritrovano chiusi in un mondo, seppur piccolo, fin troppo concentrato e ristretto che annienta i sentimenti.
Tony Kaye torna al cinema, dopo lo sconvolgente e duro American History X portando in scena una storia, incentrata sul sistema scolastico, seppur con le sue regole, e con i ruoli di educatori, rimane incorato e aggrappato, non cercando sentimenti  avvicinandosi al mondo degli alunni, che non sono solo oggetti che apprendono, ma esseri  umani, con i loro problemi, le loro insicurezze, e le loro ossessioni. Il distacco è sottolineato dai ruoli, dalle etichette, tra insegnanti e alunni, tra presidi, e insegnanti, e tante altre cose, ognuno ha una sua etichetta, cosa che potrebbe essere sintetizzata anche nella vita vera, dove il professore Henry Barthes, un bravissimo Adrien Brody, che si fa rispettare dai suoi alunni, con pochi e semplici gesti, dato che la sua è una classe di ragazzi difficili. Lui ci riesce, e conquista persino il rispetto dei suoi alunni, tra i quali un ragazzo di colore, e una ragazza obesa che ha bisogno d'aiuto. Deve persino fare i conti con suo padre, e con un segreto legato alla sua famiglia, legato alla morte della madre, di cui il padre sembra sapere parecchie cose, e che verrà rivelato alla fine del film. 
Ma anche questo professore, rimane attaccato al suo ruolo di insegnante, non scende mai dal suo piedistallo, anche con la ragazza che si prostituisce in strada, con cui instaurerà un rapporto particolare, e che diventerà per lei una persona speciale, arrivato ad un certo punto stacca, non continua il rapporto, ma quando quella alunna compie un gesto disperato - scusate lo spoiler ma non ne posso fare a meno - decide di mettere in discussione la sua vita, cercando di rimediare alle sue lacune, e ricostruire l'unico rapporto vero e reale della sua vita, ci riuscirà?
Tony Kaye dirige un altra pellicola polemica, questa volta sul sistema scolastico, fin troppo ancorato, nel suo piccolo mondo, ci mostra gli educatori, che con i loro limiti, non riescono a comprendere, se mai ce ne fosse bisogno, che non possono limitarsi solo a dare compiti a casa, ma devono cercare di entrare in contatto con degli esseri umani, cercando di dare sostegno, e aiuto, oltre che le lezioni scolastiche.
Perchè il mondo della scuola, viene sottolineato come il mondo reale, da un regista particolarmente ispirato, che per una volta ha deciso di mostrare che è inutile ancorarsi in un ruolo, siamo esseri umani, non dobbiamo per forza essere tutti amici, ma dobbiamo cercare di dare supporto, a coloro che insegnamo qualcosa, non si è insegnanti solo per dare compiti in classe, si è insegnanti, anche per ascoltare il nostro prossimo, il ruolo dell'educatore è proprio questo, e viene sottolineato anche nella rappresentazione del privato dello staff amministrativo della scuola. C'è la direttrice, che è in crisi con il marito, che è stata appena licenziata,  c'è la segretaria innamorata del professor Barthes, che fraintende le intenzioni della giovane allieva, che gli chiedeva soltanto aiuto, ma si capiva benissimo che era infatuata di lui, anche se il professore era ben motivato ad aiutarla. Ecco questo distacco, alla fine reprime le emozioni umane, e ne carpisce lo spirito, evitando l'empatia.
Una scena fra tutte, quella della lottizzazione dei terreni, che sottolinea lo stato di superficialità in cui si monetizza tutto, e con questo dico tutto.
In conclusione, uno dei migliori film della stagione senza dubbio, con un Adrien Brody mai così intenso dai tempi del capolavoro di Roman Polanski  Il pianista.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.




8 commenti:

  1. Per me, una delle delusioni più incredibili dell'anno.
    Film spocchioso, retorico, falso e da piena incazzatura.
    Uno dei worst ten dell'anno.

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    1. come si dice, tutti i gusti sono gusti ^_^

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  2. A me non è dispiaciuto: godibile e originale:)

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    1. sottolinea il mondo fasullo di chi usa le etichette, e se le appiccica anche nella vita reale, il flm è una metafora che racconta questo ^_^

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  3. concordo un film bellissimo che mette a nudo le pecche del sistema scolastico e l'incapacità di interpretare i bisogni educativi degli studenti (che poi porta ad un inevitabile distacco). Così come il distacco di insegnanti che si rifiutano di combattere una guerra già persa in partenza, mostrando grande rassegnazione.

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  4. impossibile non apprezzare un film così grandioso.
    certo a meno che non ci si chiami mr. ford... :)

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    1. ecco i due antagonisti per antonomasia hahaha, cmq Marco, che ce voi fà, tutti i gusti sono gusti XD

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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