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Doom generation

Seconda recensione oggi, ecco che ho scelto di parlare di Doom Generation.
Protagonisti tre ragazzi, che lasciano una scia di cadaveri intorno a loro, in un viaggio mefistofelico attraverso l'america.

Assurdo, grottesto, iper realista, su questo film si può dire di tutto e di più.
Violento fino all'invero simile, a seconda dei gusti, un viaggio catartico dentro un inferno invisibile, dove succede di tutto e di più.
Il primo film eterosessuale di Gregg Araki, così diceva la pubblicità introduttiva ho scelto di vedere questo film per caso, grazie al suggerimento di un amico che mi ha consigliato di vederlo, così mi sono buttata.
Devo dire che mi è piaciuto, anche se sinceramente non me lo aspettavo così sconvolgente, comunque sia ha sottolineato la completa metamorfosi di tre ragazzi, che sembrano usciti da un cartone animato, per approdare nel più oscuro degli incubi.
Questa è l'america ragazzi, quella decantata dal regista indipendente Gregg Araki è l'incarnazione di un sogno e il canto del più oscuro degli incubi.
Parodia del sogno americano, fatto di soldi, di successo e altro ancora, dove la violenza è sempre presente, in cui tutti possono abbracciare un fucile, e il male è visto come uno strumento per proteggersi, sottovalutando che il male distrugge.

Se avete il palato fine lasciate perdere questo film, potrebbe disgustarvi.
Se al contrario non avete problemi con scene di violenza, e sesso e affini, allora gustatevelo pure, ma attenzione, Araki non è Tarantino, anche se per le scene potreste pensarlo, il film si distanzia parecchio dalle opere del regista americano.
Primo perchè mette in scena una femmina cazzuta, qui interpretata da Rose McGowan al debutto, poi perchè c'è il triangolo amoroso tra i tre protagonisti, come se jules e jim avesse incontrato arancia meccanica in un trip allucinato e perverso, no, peggio di arancia meccanica, tanto per fare un esempio...
Così dopo la visione di questo film mi convinco che non è una boiata, anche se all'inizio può sembrarlo, mi è piaciuto parecchio devo dire.
Gregg  Araki sa come andare a parare, e parla apertamente, facendo una critica aperta e spudorata, all'america ben pensante, un inferno infagottato di fiocchetti, dove le brave persone sono quelle più pericolose, e i tre ragazzi coinvolti in questa baraonda violentissima, sembrano più veri di tutti quelli che gli stanno intorno.
Voto: 8


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