domenica 12 agosto 2012

Il Dittatore

Come vi dicevo, anche se il blog è in pausa ogni tanto posso scrivere qualche recensione, oggi è il turno di parlare del film Il dittatore.

Ok lo ammetto, fino ad oggi non ho tenuto molto in considerazione Sacha Baron Cohen come attore comico, ora ho voluto vedere effettivamente che genere di film faceva, dato che è stato ampiamente pubblicizzato questo dittatore, ebbene, il film non è nulla di eccezzionale, la solita commedia demenziale condita di cattivo gusto? Forse, fattostà che nonostante la demenzialità, mi ha divertita, vedere questo dittatore che viene stronato da un sosia e fa il ruolo del popolo fa pensare a tante cose, lo spettatore crede che si ravvedi, e che diventi un tantino democratico, e invece no, non lo diventa, nonostante la riappacificazione con alcuni dissidenti fuggiti dal suo paese, e trapiantati in america.
Il film di Larry Charles ha parecchi buchi nella sceneggiatura, sembra voler divertire facendo del pollitically scorrect, se da un lato, grazie ad alcune scene ad effetto riesce nell'intento, da un altro punto di vista la banalità delle scene ne appesantisce un po' la trama che evidenzia diversi buchi nella sceneggiatura, d'altra parte il politically scorrect è presente in quasi tutto il film e ci sono certe scene esageratissime che non divertono affatto, altre scene più misurate ma divertenti, la cosa migliore del film? La performance di Sacha Baron Cohen, che, seppur non essendo all'altezza di altri comici più talentuosi, qui invece riesce ad essere acuto con una comicità tagliente tanto da rendere simpatico questo dittatore, il cui cattivo è lo zio impersonato da Ben Kingsley che cerca in tutti i modi di spodestarlo per i giacimenti di petrolio.
In un certo senso si ride e ci si diverte, ma in un altro la pellicola è quello che è, costruita intorno a Cohen, ne delimita gli spazi riservati agli altri attori, che sembrano macchiette senz'anima e prive di pathos, la regia sembra scodinzolare intorno al dittatore, cercando scene ad effetto che il più delle volte toccano il ridicolo involontario, in poche parole un film poco riuscito, che fa della satira, ma che non riesce a criticare il mondo che ci circonda, insomma in parole semplici è un film che dovrebbe fare della parodia e della risata una critica all'america, ma non è dissacrante, non è feroce, in parole povere si è voluto toccare la vecchia favola del principe e del povero, ma senza riuscire a colpire fino in fondo, ora alcune scene sono divertenti, altre no, la trama racconta di Aladeen, che non vuole la democrazia per il suo paese, e che deve rispondere dei suoi crimini negli Usa, appena arrivato dovrà fare i conti con lo zio che vuole mettere al suo posto un altra persona per arricchire il suo portafoglio con il petrolio che lui rifiuta di esportare agli americani...chi vincerà?
Una trama banale e poco originale, legata a una regia poco incisiva, che invece di esaltare una comicità intelligente fa della demenzialità il suo punto di forza.


4 commenti:

  1. ormai Sacha Baron Cohen non è più una sicurezza.
    curioso che anche nel film di Scorsese apparisse insieme a Ben Kingsley, ma "Hugo Cabret" è cinema, "Il dittatore" scompare al confronto

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  2. questo non ancora ma li ho visti gli altri di sacha, mi han divertito per carità, solo che alla fine non sapevo proprio cosa avrei potuto scriverne

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    Risposte
    1. io tra poco dovrei vedere Borat che mi sono procurato di recente...vediamo com'è :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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