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Casinò

E' l'ultimo, ultimissimo film girato in coppia con Robert De Niro, per molti anni vero e proprio alter-ego cinematografico di Martin Scorsese, nonchè suo attore feticcio, Casinò può essere visto come la chiusura di una trilogia iniziata con Mean Streets e proseguita con   Quei bravi ragazzi, in questo film che ha scritto in coppia con lo sceneggiatore Nicolas Pileggi, peraltro tratto da un suo romanzo, che narra la storia del più geniale gestore di Casinò di Las Vegas Frank "Lefty" Rosenthal qui ribattezzato Sam Rothstein e interpretato  da un grandissimo Robert De Niro, qui in forma smagliante da Joe Pesci vera e propria mina vagante della storia nel suo ruolo dell'amico gangster Nicky Santoro, è inutile dire che la maestria di Scorsese la si scorge dall'inizio alla fine, ci troviamo di fronte un capolavoro assoluto, qui non ha mezze misure, sia per la violenza, - che a proposito io non capisco perchè tante lamentele, Scorsese non si limita a far vedere il gangster, ce lo fa vivere dal di dentro scene violente comprese, è piuttosto realistico e disturbante, ma è la mafia bellezza non è mica un pacchetto di popcorn...- che per le scene più legate ai personaggi, piene di passione e di pathos spinti talmente allo spasimo da risultare eccessivi se diretti dalle mani di un autore inesperto, nelle mani di Scorsese questo non avviene, neanche nelle scene in cui è facile cadere nel patetismo assoluto soprattutto quando è in scena Sharon Stone, qui nella sua prova migliore, dimostrando di essere oltre che un volto e un corpo anche una attrice con gli attributi che riesce a tenere testa persino a un grande attore quale è De Niro a loro due fa da contraltare il grande Joe Pesci, nel ruolo del ganster spietato che non guarda in faccia a nessuno per i suoi scopi, Scorsese non si limita a raccontare, il film è un autentico pugno nello stomaco, forse è la sua opera più polemica, perchè fa letteralmente a pezzi il sogno americano, dimenticatevi le casette con il giardinetto e il marmocchio che gioca con i bambolotti, qui costruisce questo sogno, per demolirlo completamente, in una discesa agli inferi che ricorda molto quei viaggi senza via d'uscita in cui è impossibile ritrovare la luce, a meno che non sei una persona integra che crede realmente a se stesso per uscire da quell'inferno, ed è proprio questo inferno caratterizzato da una spietata avidità il tema centrale del film, che alla fine divorerà tutti quanti Ginger (Stone), Nicky e tutti coloro che hanno mandato a putt*** quell'impero costruito per fregare i nostri soldi, come dice Sam all'inizio del film, che lui gestisce con severità, a lui non sfugge nulla, ha tutto sotto controllo, per questo quando ha iniziato la scalata al casinò oltre a raddoppiare le entrate e fare un sacco di soldi ha delle idee innovative per attirare il pubblico, come fare entrare le scommesse nei casinò e fare gli spettacoli, le cose peggioreranno con l'arrivo ci Ginger McKenna di cui Sam si innamorerà perdutamente e che sarà la causa di tante sfortune che accadono a Sam, Ginger è una truffatrice, e una prostituta, all'inizio sarà eclatante per lui sfoggiarla agli amici e nei parties, ma poi la sua avidità brucerà il mondo intorno a Sam rischiando di fargli fare una brutta fine, anche grazie alla liason con Nicky Santoro e con un vecchio amico Lester Diamond, un pappone, che le chiede sempre soldi e campa alle sue spalle, di cui lei è innamorata.
Un film magnifico e immenso, coaudiuvato da un cast eccezzionale e da una regia magistrale per un film che è sicuramente una delle migliori opere degli anni novanta.
CAPOLAVORO ASSOLUTO.




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