giovedì 28 febbraio 2013

Django Unchained

L'omaggio di Quentin Tarantino allo spaghetti western, soprattutto quelli di Sergio Corbucci al quale Django Unchained si ispira è senza dubbio sentito, sincero e soprattutto un opera di una maturità che ha superato le mie aspettative, come d'altronde le aspettative di tutti gli ammiratori di Tarantino, che da un bel po' di  anni non sbaglia un film.
Ma andiamo al dunque, questo film è il canto del cigno di un autore che ormai sa come dirigere un film, soprattutto grazie alla sua grandissima cultura di incallito cinefilo, e  alle sue mille citazioni che non mancano neanche in questo splendido film.
con Django Unchained, tarantino non si limita a divertirsi a citare, ma fa suo il film, come fosse una libera espressione di un personaggio nato nel cinema italiano e interpretato da Franco Nero che fa un cameo nel film, rendendo l'opera che vive di vita propria, e cammina con le sue gambe, e questo solo i grandi registi lo sanno fare.
Intendiamoci Django Unchained non è soltanto un omaggio a un genere amatissimo dal regista in questione, è una storia a se, che colpisce per la grande immedesimazione degli attori nei personaggi, poi per la cura con cui il film è stato girato, si vede lontano un miglio che questo film è un capolavoro, a differenza di altre sue pellicole qui non resuscita attori dimenticati, ma prende i migliori attori che hanno lavorato con lui, Christoph Waltz che era presente in Bastardi senza gloria e che offre una interpretazione divina, poi c'è anche il suo attore feticcio Samuel L Jackson.
Gli antagonisti sono Django interpretato da un nero, Jamie Foxx, attore che apprezzo molto, e Leonardo di Caprio nel ruolo del proprietario terriero cattivo che ha con se la moglie di Django.
La questione razziale americana viene portata alle estreme conseguenze, qui si parla di schiavitù, precisiamo è sempre stato uno dei temi portanti del cinema di Tarantino, che ha sempre preso con se attori di colore nei suoi film, ma qui ambienta il film proprio durante il periodo prima della rivoluzione americana.
Il paradosso è vedere un attore di colore diventare da schiavo a cacciatore di Taglie a fianco di King Shultz, un tedesco che gli salva la vita dopo averlo scoperto in catene da un branco di schiavisti, lo libera e lo fa diventare cacciatore di taglie.
Il giovane però vuole liberare la moglie dal proprietario terriero che la tiene come schiava, la ragazza ha però una particolarità, sa parlare il tedesco, per questo Shlultz ne approfitta e parla con lei il tedesco per riferirle che il marito la vuole salvare.
Con questo film Tarantino dice la sua a proposito della questione razziale, che in america dopo due secoli è ancora ben radicata, ed esprime il suo punto di vista senza facili sfaccettature, come per rassicurare il suo pubblico e soprattutto il pubblico di colore, che quello è il suo pensiero, che i proprietari terrieri avvolte erano meschini e lo racconta mettendosi direttamente dalla parte di Django, che è il vero eroe del film.
Non mancano le scene violente, e splatter, soprattutto il duello finale con il cattivone interpretato da Di Caprio che in quanto a bastardagine se la gioca con il servo Samuel L Jackson, che ha voltato le spalle alla sua gente per leccare il culo al bianco padrone.
Tarantino presenta due facce di una sola medaglia, grazie ai personaggi dei padroni e dei servi di colore come l'irriconoscibile Samuel L Jackson  per dimostrare il fatto che gli uomini di solito sono tutti uguali, qundi è inutile creare assurde differenze.
CAPOLAVORO.

Questa recensione la dedico al Cannibale e a MrFord





15 commenti:

  1. Un film grandissimo, ma occhio, non parlerei di "canto del cigno", Tarantino ci regalerà quasi certamente diverse altre perle :)

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    1. ah si, ovviamente ho scritto canto del cigno perchè questo è uno dei suoi film più belli, girato sicuramente col cuore :)

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  2. Arwen ,provo un particolare piacere nel leggere il tuo entusiasmo per Django ..un senso di appartenenza :) Capolavoro.

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  3. beh un film rivoluzionario, un cult totale senza ombra di dubbio!

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    1. aaaaaaah rivoluzionario non direi, ma un grande grandissimo film, concordo per il cult :)

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  4. ma grazie per la dedica!
    sebbene in compagnia di quel cattivone di ford uahah

    comunque tarantino non è da un bel po' di anni che non sbaglia un film. non ne ha mai sbagliato uno ;)

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  5. D'accordo Capolavoro, eccezionale Waltz

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    1. Non poteva essere altrimenti, Waltz è la ciliegina sulla torta di Tarantino, deve chiamarlo per un altro film e fa il tris di oscar come non protagonista hahaha

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  6. mi state facendo sentire come la bollicina di sodio che nella pubblicità dell'acqua Lete chiede se c'è qualcuno...per me non è un capolavoro, anzi mi sembra che Quentin si stia specchiando nello stagno a vedere quanto è bello e quanto è bravo a fare cinema.... che poi è anche vero!

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    1. Non ti preoccupare, qui c'è libertà d'espressione, non ti mangia nessuno se dici che non ti piace :D

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  7. No ti prego, canto del cigno no!!!
    Quentin deve come minimo dirigermi altri 10 film prima di lasciarci! XD
    Comunque non è IL capolavoro di Quentin ma è sicuramente uno dei suoi capolavori, come ben ha detto il Cannibale, quando mai il mio aMMoro ha sbagliato un film? :PP

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    1. si forse ho carcato un po' la mano, comunque come canto del cigno intendevo come il film + maturo da lui diretto, mi sono lasciata trasportare dall'entusiasmo hehehe

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  8. Capolavoro assoluto. E come poteva essere altrimenti? L'impronta di Tarantino c'è tutta e ha saputo aggiungere quel tocco di divertissement che nell'originale di Sergio Corbucci (ovviamente) mancava. Di Caprio è da Premio Oscar!

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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