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Il Paziente Inglese

                                                   Riguarda & Recensisci
E siamo giunti anche alla recensione de Il Paziente Inglese, con cui iniziano anche le recensioni ai film del regista inglese Anthony Minghella, che mancavano alla fabbrica, ed è proprio grazie alla rubrica Riguarda & Recensisci, che ripesca i film visti in precedenza e non ancora recensiti che stasera parlo di questo straordinario film.
Il Paziente Inglese l'anno scorso ha compiuto vent'anni dalla sua uscita, io l'ho rivisto stasera e mi sono stupita del fatto che sia ancora una pellicola a tutt'oggi attuale, e che nonostante i vent'anni che ha sulle spalle scorre via in maniera toccante e struggente, come se il passare del tempo non avesse effetti su di lui.
E dovremmo ringraziare Anthony Minghella, che ha fortemente e fermamente voluto come protagonista Kristin Scott Thomas, se Il Paziente Inglese potremo forse un giorno inserirlo nei piccoli o grandi classici a seconda dei punti di vista, della storia del cinema. 

 Pur non essendo un capolavoro, è un film molto toccante e struggente, la prima volta che l'ho visto ho pianto come una fontana, giuro, oggi che l'ho visto per l'ennesima volta mi sono scese copiose lacrimucce, e ho avuto qualche singhiozzo che è sceso nelle scene più drammatiche del film.
Comunquesia parliamo di questo film.


Il film narra la storia di un uomo completamente sfigurato a causa di un incidente con il suo aeroplano che è assistito da Hana - una brava e coinvolgente Juliette Binoche vincitrice grazie a questo ruolo di un oscar come migliore attrice non protagonista - una infermiera volontaria che è molto presa dalla storia di questo uomo misterioso e legge il libro di Erodoto che lui conserva tra i suoi ricordi, tramite una serie di flashback sapientemente studiati dal regista, lo spettatore rivede il passato di questo uomo misterioso, che altri non è che il conte Lazlo de Almasy che si trova in Africa per una serie di escursioni alla ricerca della caverna dei nuotatori, insieme ad alcuni esploratori inglesi.
Basta soltanto poco purchè si innamori perdutamente ricambiato di Katherine Clifton, una donna sposata a un aviatore inglese, molto colta ed elegante, tra i due la passione esplode dirompente, e non lascia scampo a nessuno, e mentre Hana si prende cura del suo paziente, una serie di personaggi le sta intorno, primo tra tutti l'indiano sihk Kip - interpretato da Naveen Anderews  attore che apprezzo molto, sin da quando ho visto Lost - che aiuterà Hana ad andare avanti e dimenticare il suo fidanzato morto e distraendola da un affetto particolare che la lega al suo paziente, che molti credono si tratti di amore.
Poi c'è Caravaggio, un uomo che sa chi è veramente il paziente, e conosce il suo nome credendo che si tratti di una spia dei nazisti, vuole delle risposte sul perchè gli hanno tagliato i pollici e soprattutto vuole scoprire cosa nasconde il suo passato, Caravaggio è un uomo in cerca di una rivalsa per le brutalità subite durante la guerra.
Ma sarà Almasy a raccontare tutta la verità su ciò che è successo in Africa.
Intanto nei flashback, assistiamo allo struggente amore nato per Katherine, e non si tratta di una semplice scappatella, ma di un tipo di amore che cancella ogni cosa che gira intorno, e non ci vuole molto a capire che è l'amore quello vero, che dura per tutta la vita quello che nasce tra il conte e la bella signora inglese.
Come non ci vuole poi molto perchè il marito di Katherine, Geffrey - interpretato da Colin Firth - non capisca la situazione, tutto bene finchè lei non decide di troncare la relazione per far si che il marito non scopri nulla, ma sarà una decisione inutile perchè i sentimenti che loro provano non possono certamente essere frenati, nè tantomeno tenuti al guinzaglio.
Minghella, intelligentemente intreggia una struttura tra passato e presente, tra due storie d'amore, quella tra Kihp e Hana, e quella tra il conte de Almasy e Katherine, fecendo una netta distinzione tra le due storie in maniera precisa, quasi chirurgica.
Hana diventa allo stesso tempo testimone di una storia legata a ritagli su un libro di Erodoto, tralci di foglietti di carta conservati che rappresentano gli unici ricordi del suo paziente, e se ne appassiona in maniera tale che gli legge i suoi ricordi e allo stesso tempo quei ricordi la aiutano a voltare pagina e ad aprirsi a Kihp, per una nuova storia d'amore.
Senza dubbio è uno dei miei film preferiti, non lo vedo molto spesso, ma quando lo vedo anche io mi emoziono con questa magnifica storia d'amore.
Il film è tratto dal romanzo di Michael Ondatije e l'origine letteraria magari farà un po' storcere il naso ai lettori di libri.
Ci sono ovviamente i premi a parlare per il film, che è senza dubbio uno dei più premiati degli anni novanta, vincitore addirittura di nove oscar, e due golden globe.
Avevo sempre visto Il Paziente Inglese come una specie di polpettone, almeno per quanto riguarda il film, ora devo assolutamente ricredermi, e constatare senza ombra di dubbio di averlo rivalutato un pochino.
Questo accade a volte con le opere cinematografiche.
Daltronde sono già passati vent'anni che è uscito al cinema questo film, quindi ha una sua qualità precisa che deve che lo si voglia o meno essere riconsciuta, come deve essere riconosciuto anche un regista ormai scomparso come Anthony Minghella, di cui ho visto oltre questo film anche Il Talento di Mr Ripley e Ritorno a Cold Mountain che prossimamente recensirò, sempre nella rubrica Riguarda & Recensisci, cercherò ovviamente di vedere altri suoi film, e vi racconterò il mio parere ovviamente alla fabbrica dei sogni.
Questo film ha stravinto agli academy awards, l'anno in cui finalmente si sono accorti dell'importanza del cinema indipendente coloro che assegnano la famosa statuetta.
Il film è nato come un opera indipendente, soprattutto quando i produttori del cinema tradizionale non hanno accettato come protagonista Kristin Scott Thomas, al suo posto volevano Demi Moore per fare incassare il film al botteghino, alla fine l'ha spuntata il regista che assolutamente voleva la Thomas per il ruolo di Katherine, e il responso del pubblico gli ha dato ragione, nel mondo in quell'anno ha incassato la bellezza di 230 milioni di dollari, tanto per fare un esempio.
Sinceramente penso che Demi Moore in questo film sarebbe stata fuori parte, e l'ostinazione di Minghella gli ha dato senza dubbio ragione.
Da segnalare la presenza del nostro Nino Castelnuovo nel piccolo ruolo di Dagostino.
Se non l'avete visto vi consiglio assolutamente la visione, ne potrete restare sorpresi.
In conclusione, la rece è venuta lunghissima e sono stata davvero un fiume in piena stasera, assolutamente non fatevi perdere questo bellissimo film.
Voto: 7 e 1/2




 




 

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