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American Pastoral

E' già passato un po' di tempo da quando ho visto American Pastoral, opera prima di Ewan McGregor, che si cimenta per la prima volta nella regia, adattando per lo schermo il romanzo di Philip Roth.

Ci sono stati pareri contrastanti su questo film, almeno su letterboxd, sito che uso come database per tutti i film che vedo, e sono tantissimi, anche se devo ammettere devo ancora fare molta strada.
Comunquesia ho trovato il film capace di coinvolgermi, e non scherzo.
E' la storia della caduta di un sogno, che difficilmente si accetta.
Abbiamo come protagonisti lo stesso Ewan McGregor nel ruolo de lo svedese, ebreo che in passato è stato campione di football, sposa una bella ragazza che in passato è stata una miss, tutto sembra perfetto, anche se lui è un ebreo e il padre di lei ci mette un bel po' prima di accettare la cosa.
Comunque sia sembrano aver costruito la famiglia perfetta, un buon lavoro, una bella casa, i soldi che entrano a palate, ma c'è qualcosa con cui non hanno fatto i conti: la loro figlia, che entra subito in conflitto con loro sin da quando era piccola.
Alla bambina sta  stretto quel mondo così "perfetto" e comincia ad estraniarsi dalla propria famiglia, i genitori credono che abbia problemi, e cercano in tutti i modi di aiutarla.

Ma la frattura tra la ragazza e i genitori è presente, esiste, e continuerà fino al punto di rottura, quando ormai tutti i sogni e le certezze andranno in sfracello.
Se il film di McGregor è stupendo, perchè lo è, questo senza ombra di dubbio, e vi consiglio la visione, sono sicura che lo apprezzerete pure voi, anche il romanzo che lo ha ispirato dovrebbe essere ancora meglio.
Comunque non ho letto il romanzo, cercherò di farlo lo prometto, ma ho visto il film, che senza dubbio racconta la distruzione del sogno americano attraverso gli occhi di un uomo, che vede scomparire tutte le sue certezze e i suoi affetti, che ha costruito, attorno a se.
Quando poi la figlia si trova coinvolta in attentati terroristici, ormai Jerry levov, ovvero lo svedese, capisce che tutto ciò per cui credeva è andato perduto.
Comincia persino un conflitto con la moglie, memorabile è la scena in cui se la ritrova nuda nel suo ufficio con la corona da miss, che urla come una pazza, segno che tutto ciò che era è non solo andato perduto, ma la realtà è che era solo un illusione.
Non c'è redenzione per questa coppia così "perfetta" eppure così normale, forse anche più normale degli altri, con i loro pregi e difetti, che usciranno fuori condannando un mondo ovattato e fasullo su cui hanno costruito un intera esistenza.
Jerry e sua moglie devono fare i conti con la realtà della vita, anche se faranno di tutto per preservare la loro figlia dalla realtà e cercare di salvarla da una situazione in cui ormai non può essere salvata, dato che non credono affatto che lei sia coinvolta in quegli attentati.
Ma la realtà si presenta come un fulmine a ciel sereno, nel drammatico confronto tra padre e figlia, in cui finalmente si scoprono le carte, e conoscerà davvero quella figlia tanto amata.
Ma un padre può accettare una cosa simile? Il finale è sconvolgente, un vero pugno in piena faccia, che sottolinea una separazione drammatica e dura che è la risposta a tutte le certezze della vita borghese costruita da Jerry e da sua moglie.
Un film duro, a tratti spietato che sottolinea la vaquità del sogno americano, contro la realtà della vita.
Tutti noi vediamo la vita in modi differenti, c'è chi accetta passivamente l'immobilismo con rassegnazione, c'è invece chi non accetta la falsità di una "felicità" costruita ad hoc per il quieto vivere, e la figlia di Jerry, fa parte della seconda categoria.
In conclusione, un film emozionante e coinvolgente, che rasenta il capolavoro, anche se non lo tocca a tutti gli effetti, duro, e spietato contro le certezze di una felicità costruita invece che realistica.
In poche parole, un film imperdibile, bravissimo Ewan McGregor che ha saputo tradurre per lo schermo un opera realistica quanto toccante.
Voto: 9





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