venerdì 15 febbraio 2013

Gente comune

Robert Redford esordisce alla regia con un film che è una fortissima critica all'istituzione familiare.
Una famiglia borghese prova il dolore della morte del primogenito, è successo in un incidente in cui l'altro figlio più piccolo è stato testimone.
Al centro di tutto c'è una famiglia devastata dal dolore, e dal rapporto ormai logoro, la persona che è chiusa è la madre, che incolpa il figlio piccolo della morte del più grande, non esplicitamente ma lo fa con il suo comportamento rigido e freddo, ma il ragazzo che cade vittima di una depressione per la morte del fratello, anche al senso di colpa che è scaturito dal comportamento freddo della madre non sa che lo stesso comportamento lei lo tiene con il marito con cui il rapporto è ormai finito.
Il ragazzo comincia una terapia con un analista, che piano piano riesce a scavare nel suo inconscio per fare uscire il dolore della perdita del fratello, e soprattutto fa uscire gli scheletri nell'armadio di una famiglia ormai che è tale solo agli occhi del mondo.
Una delle scene particolarmente drammatiche è quella in cui chiedono alla madre di fare una foto con il figlio, e lei rifiuta con tutte le sue forze, poi certe urla, certi problemi che esplodono in famiglia che sottolineano l'incapacità della donna di amare altre persone all'infuori del figlio che è morto.
Non dico il finale per non rovinarvi la sorpresa se non l'avete visto, quello che vi dico è che è un film che esplora attraverso il dolore della perdita la psicologia di una famiglia, e dei diversi modi di vivere il dolore della perdita.
Al centro c'è anche un ragazzo, che deve affrontare in prima persona un dolore inaccettabile e conviverci, ma  soprattutto deve capire chi sono le persone che veramente lo amano, nella vita le cose capitano, e non è colpa di nessuno se accadono, perchè vuol dire che devono accadere, non è possibile prevedere gli incidenti, nè tantomeno evitarli, mentre il padre cerca di capire quel figlio problematico, la madre è quella che rimane chiusa nel suo guscio e non vuole aprire il suo cuore al figlio.
Non un grande film, ma un buon film, capace di fare riflettere sugli eventi della vita e sul dolore, ma soprattutto sottolinea anche i sentimenti che vivono dentro il cuore di una famiglia ormai a pezzi, in cui il solo padre cerca di tenere unita, ma alla fine non si può tenere unita una famiglia ormai finita.
Basta non dico niente, dico soltanto una cosa, guardatevelo.
APPETITOSO.


2 commenti:

  1. Ricordo che mi è piaciuto molto..più che appetitoso :)
    P.S.Ieri credo di aver postato un commento nel posto sbagliato ! l'età...!!

    RispondiElimina

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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