Diario di un Vizio

seconda recensione di oggi, e stavolta c'è un filmone: Diario di un Vizio diretto nel 1993, da Marco Ferreri, che torna alla fabbrica dopo un bel po' di tempo.
E' il film più poetico e sincero del grande regista milanese, e racconta la vita in maniera spudoratamente realistica, senza strizzatine d'occhio al pubblico.

Per questo film sceglie due attori insoliti per il cinema d'autore; la prima è Sabrina Ferilli prima che diventasse famosa, il secondo è Jerry Calà, che tutti noi italiani conosciamo per le sue commedie vanziniane, e la scelta di interpretare un uomo che fa un lavoro di mer*a che non gli piace, e che usa come ripiego per vivere, ma vivere come?
La sua vita si scandisce da continui desideri inappagati, che cerca di soddisfare con la sua fidanzata, con cui ha un turbolento rapporto; e che lei non capisce.
Il vizio del suo diario è cercare la cosidetta botta di vita, vivere, e sognare di essere da qualche altra parte, cercando di uscire da una realtà opprimente.
Secondo me la scelta di Jerry Calà per il ruolo di Benito è ottima.
L'attore ci regala il suo personaggio più vicino all'umanità di quanto pensiate, è un essere umano insoddisfatto della sua vita, e cerca in tutti i modi continui appagamenti ai suoi desideri, sia sessuali che non.
Daltro canto la fidanzata Luigia, interpretata da Sabrina Ferilli, praticamente all'esordio come protagonista, altra scelta azzeccata, è una donna che non si cura molto del suo uomo, e cerca di assecondarlo ma fino a un certo punto.
Marco Ferreti al suo penultimo film, si è voluto concentrare su alcuni aspetti della vita, narrando la storia di un uomo comune, in cui tutti noi possiamo identificarci, uno sfigato, che cerca continuamente soddisfazioni da una vita che non gliene ha date, e ti credo che cerca svaghi ovunque li può trovare.
Diario di un Vizio è un film incredibilmente poetico, sfacciatamente sincero e che obbliga lo spettatore a mettersi nei panni dei protagonisti, e non si può fare altrimenti, noi siamo obbligati durante la visione del film a comprendere le nostre stesse paure, le nostre voglie, i nostri limiti, guardate che non è facile fare un film del genere, e ti credo che sono in pochi che lo apprezzano, io l'ho adorato e sto cominciando ad apprezzare maggiormente Marco Ferreri, che non aveva paura di dirci che la vita fa schifo.
Jerry Calà assolutamente nella sua migliore interpretazione.


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