venerdì 22 febbraio 2013

Il Grande Freddo

Premessa:
Non ho una grande simpatia per la generazione dei sessantottini, motivi miei personali, ma qui non facciamo polemiche, dobbiamo parlare ma soprattutto recensire un film, allora lo faccio.
Dunque dunque, Il grande freddo parla appunto di un gruppo di giovani che negli anni sessanta voleva cambiare il mondo, giovani con degli ideali che hanno vissuto il sessantotto - che in america è stato ben diverso da quello italiano, ma lasciamo perdere - giovani che si ritrovano, sposati, disillusi, imborghesiti, grazie alla morte per suicidio di un loro amico, ed ex collega di università, una coppia che prova ad avere un figlio, poi c'è un attore che è insoddisfatto della sua vita, e poi c'è la ragazza del defunto, che stringe un amicizia con uno di loro...
E' senza dubbio un film malinconico, che ricorda con nostalgia quanto erano belli i tempi della gioventù e quanto siano cambiati i tempi ora che sono tutti sposati, con famiglia, e le difficoltà del quotidiano hanno cambiato i sogni della gioventù, le speranze e anche gli ideali.
Beh per ogni generazione c'è un po' di malinconia della spensieratezza della gioventù, quella in cui ti sembra di spaccare la mela in due, di sognare, di prendere il mondo e di abbracciarlo, ma la vita inesorabilmente cambia le cose, ci fa imborghesire, ci fa mutare i pensieri, i sentimenti e tanto altro.
La maturità arriva per tutti non c'è niente da fare, e quando arriva ci fa cambiare anche se i protagonisti del film debbo dire che un piccolo barlume di fuoco ce l'hanno ancora, nonostante siano passati tanti anni dai tempi dell'università, decidono di rivedersi per rivedere le loro vite, cercando di esorcizzare la morte del loro amico, di non pensarci, e si mettono in discussione in tutto, e alla fine decidono per cosa è meglio fare.
In un certo senso ho apprezzato molto questo film, che è costruito abbastanza bene, da un regista di talento che sa come puntualizzare il ritratto di una generazione.
Stilisticamente è un film che ritrae una generazione in declino, che ha voglia di cambiare, di confrontarsi, di guardare la propria vita, magari lo faranno in meglio, oppure non lo faranno mai, ma è meglio provarci piuttosto che restare ancorati alla monotonia quotidiana.
Tutti noi cerchiamo noi stessi, e quando una persona cara viene a mancare si cerca sempre di esorcizzare la mancanza onde evitare di soffrire di più, ci si mette in esame e si scava nel profondo per cercare cosa vogliamo davvero, proprio come accade ai protagonisti di questo film, che per altro sono tutti bravissimi.
Il Grande Freddo è e resta uno dei cultissimi che non possono mancare in una collezione che si rispetti, anche per ritrovare noi stessi, che siamo giovani oggi, negli occhi di chi è stato giovane allora.
CULT.



4 commenti:

  1. Quando lo vidi mi emozionò e lo stesso avvenne attorno a me ..ma forse è per un certo modo di intendere l'amicizia

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  2. è un film a cui all'epoca mi avvicinai con tanti pregiudizi che poi si dissolsero subito come neve al sole...anche per me un cultissimo!

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    1. si ci sono tante scene favolose, questo gruppo di amici cerca di esorcizzare la morte di uno di loro e si mette in discussione, è come se sono arrivati a un bivio - tralasciando il sessantotto che è tutto un altro discorso in cui si dovrebbe fare un papello e non ne vale la pena, almeno non in questa sede - e allora vogliono ritrovare la scintilla.

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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