sabato 22 marzo 2014

Io e Te

Ed eccocci a uno dei migliori film di Bernardo Bertolucci, che per l'occasione ritorna in italia per raccontare una semplice storia di ragazzi.
Un fratello e una sorella si ritrovano per caso nello scantinato di casa e passano forzatamente del tempo insieme, il ragazzo Lorenzo, decide di stare lontano da tutto e da tutti e stare per i fatti suoi, quando nel suo spazio irrompe Olivia, tossicodipendente e arrivata per raggiungere il padre, i suoi piani vanno a farsi benedire.
Questa volta il buon Bernardo Bertolucci traduce per lo schermo il romanzo omonimo di Niccolò Ammaniti e sceglie come protagonista un esordiente assoluto, Jacopo Olmo Antinori, e se devo dirla tutta era da tempo che in Italia non si vedeva un film così fresco e semplice da rasentare la poesia, ebbravo Bernardo, ci sei mancato bentornato.

Un piccolo ma grande film, come altrimenti descrivere questa opera maiuscola del grande Bertolucci che a quasi dieci anni torna al cinema dopo il sorprendente The Dreamers che cercherò di recensire il più presto possibile? Dalla parigi del '68, all'italia contemporanea, parlando di ragazzi, di solitudine, di incapacità di rapportarsi con gli altri, di problemi che all'inizio sembrano palazzi che non si possono scavalcare, di piccoli mondi che si aprono di cui i protagonisti sono proprio quei ragazzi, che almeno in un piccolo angolo di mondo sono capaci di ritrovare se stessi, come è impossibile farlo fuori dalle mura di casa.
Due fratelli che si ritrovano, all'inizio Lorenzo si rompe le palle che sua sorella Olivia è venuta a invadere il suo mondo, ma piano piano questi ragazzi si ritroveranno chiusi insieme in quel piccolo spazio sconosciuto, dove parleranno come fossero tutti e due parte di una stessa opera teatrale.
Sono due anime differenti, Lorenzo è introverso, non è capace di avere un rapporto con i ragazzi della sua età perchè si sente diverso da loro, e parla con uno psicologo che a malappena lo capisce, Olivia è l'esatto opposto, solare, allegra, anzi fin troppo, ma tossicodipendente, e per una strana coincidenza si ritrovano chiusi dentro e si conoscono, parlano, e attraverso le parole si incontrano e si capiscono, all'inizio Lorenzo vuole stare per i cacchi suoi, e dice ad Olivia di tornare da dove è venuta, ma ben presto le cose cambieranno, fino a che tra i due ragazzi non nasce l'affetto.
Un film delicato e difficile, che nelle mani di Bertolucci diventa la sintesi dei rapporti fraterni, molto difficili da gestire e da descrivere, perchè il rapporto tra fratelli è silenzioso, un amore diverso e quindi più difficile da esprimere, perchè a differenza del rapporto d'amore classico, ci sono le parole, c'è un amore spirituale che non valica certi limiti.
Per questo Bertolucci capisce di camminare su un terreno minato, e la sua regia è presente ma silenziosa, non invade lo spazio dei due ragazzi, che sembrano liberi di esprimersi, scena dopo scena in completa libertà e improvvisazione.
Forse per questo lo reputo un piccolo capolavoro.
Voto: 10



4 commenti:

  1. d'accordo, un piccolo grande film

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    1. Bertolucci è indubbiamente un grande regista, dovrei approfondirlo perchè lo merita sicuramente, con questo film è tornato in italia, dopo anni di lavori all'estero, e il solo fatto che sia venuto delizioso è da segnalare :)

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  2. Mi manca, ma ora credo di avere un motivo in più per recuperarlo. The Dreamers fu tanta "roba"...vediamo. Poi ti dico. ;-)

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  3. si decisamente sono daccordo ^_^

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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