giovedì 6 marzo 2014

La Grande Bellezza

Ok a che ci sono mi tiro in ballo pure io, e recensisco l'ultima opera vincitrice di un oscar di Paolo Sorrentino, che gli italiani di facebook reputano un capolavoro accostandolo addirittura e dico ADDIRITTURA al grande Fellini, non capisco che vuol dire questo accostamento, forse per via della Dolce Vita? Anche se sinceramente non parla della dolce vita romana di via veneto, il film di Fellini cari amici facebookiani, è molto più profondo del film di Paolo Sorrentino, che più che trarre spunto dal capolavoro felliniano si ispira anche alla lontana.
Ecco il mio parere, non è il capolavoro che dicono, non capisco tutta questa contentezza, questa fierezza, e questa tifoseria per un film, ma quando mai bisogna urlare al miracolo per un film perchè vince un oscar? Manco fosse una partita di calcio, ecco come siamo giunti noi italiani, e forse è di questo che parla Sorrentino di un italietta sempre pronta a festeggiare, e a godersela, dentro il loro piccolo mondo decadente  - e la cosa è molto più profonda e drammatica dell'opera Felliniana che parla si del bel mondo, ma che ne sottolineava anche l'armonia, lo star system che allora era uno dei cardini del nostro cinema dato che anche gli americani venivano a girare i film da noi, e non gli spot pubblicitari ndr. - dei salotti chic, ricconi, gente piena di soldi, che non fa altro che spendere soldi in festini, per poi parlare di ragazzi disoccupati dall'altro della loro superiorità non capendoci una sega.


Dentro questo mondo c'è Jeb Garbanella, uno scrittore che si è gettato nella mischia della grande bellezza, dei salotti chic, delle feste della gente che conta, ma restando imprigionando in quel bel mondo, in quella dolce vita - non è un accostamento al film di fellini - perdendo la sua identità, ora a 65 suonati fa il punto della sua vita cercando una via d'uscita da questo mondo, cercando uno spruzzo d'aria e uno spiraglio di vita dentro quella massa di gente inutile e boriosa che cazzeggia perchè è qualcuno o perchè vuole diventare qualcuno, lui vuole ritrovare la luce che ha perduto e uscire da quella gabbia di zombie da cui si è rinchiuso quando era un giovane di belle speranza inghiottito da quella bella vita.
Ma c'è sempre un prezzo da pagare, e cerca di ritrovare il suo amore perduto scoprendo che poi non c'è altra possibilità, e allora ricerca se stesso in quasi tutte le persone che incontra, riuscirà a trovare la luce? O sarà un altra illusione alla sua vita fasulla?
Un film sinceramente drammatico, un opera di sconvolgente tristezza, che fotografa un paese senza identità, racchiuso nel piccolo mondo della casta, di una borghesia incapace di vivere, ma di esistere solamente, e dall'alto del loro privilegio sputare sentenze sulla gente povera.
Sinceramente non so se questo film mi sia piaciuto, anzi non mi è piaciuto affatto, ma non perchè sia brutto o che non abbia nè capo nè coda, che sarebbe anche assurdo, tecnicamente gli preferisco altri film di Sorrentino, vedasi il bellissimo Il Divo o Le conseguenze dell'amore, Tony Servillo è un attore favoloso, il migliore attore contemporaneo che abbiamo in italia, ma non è un capolavoro, forse un giorno verrà rivalutato o forse no, ma decisamente è un film che lascia l'amaro in bocca, soprattutto per la storia che racconta non certo per la qualità, anche se a dirla tutta è un buon film, ma non un capolavoro.
Voto: 7




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