lunedì 31 marzo 2014

The Butler - Un maggiordomo alla casa bianca

Lee Daniels torna al cinema, e lo fa con una pellicola che racconta la storia di un maggiordomo di colore che ha lavorato per anni alla casa bianca.
No, non è uguale a 12 Anni Schiavo, non ha la stessa drammaticità della pellicola di Steve McQueen, che resta sempre migliore di questa, eppure si respira una certa atipicità, in pratica è la storia di un uomo che per anni ha obbedito ai suoi padroni bianchi, perchè semplicemente è stato educato a farlo così; nonostante abbia visto il padre morire per mano di un bianco e nonostante il figlio apre gli occhi sulla realtà e combatte per i diritti della gente di colore, e si scontra con lui, nonostante questo resta al suo posto.
Le conseguenze sono una paga molto più bassa rispetto ai bianchi, e non ci vuole molto a capire il grado razzistico di certi uomini politici che "a parole" decantano diritti umani, ma  a conti fatti ognuno segue il proprio tornaconto e i propri pregiudizi.

Il film resta comunque il classico prodotto da oscar, nè più e nè meno, e proprio quest'anno, che ha trionfato la pellicola di McQueen la tematica sembra essere proprio la grande piaga d'america: il razzismo.
Ci sono sempre grandi e piccoli film, questo ad esempio, seppur piacevole e interessante a vedersi, è manieristico, infarcito di sentimentalismi costruiti per rendere il prodotto appetibile per l'academy, un po' di critica e autocritica mischiata con un pizzico di provocazione lo avrebbe reso un piccolo capolavoro.
Resta comunque un bel film, che con tutti i suoi pregi e difetti non sfigura affatto, anche se a differenza di tante pellicole sull'argomento, non aggiunge nulla di nuovo.
Bravo come sempre Forest Whitaker, che ci regala un personaggio unico, e rende il film degno di essere visto, gli fa eco un nutrito cast di attori di colore, tra cui figura un redivivo Cuba Gooding Jr ancora recita? Attore che sembrava ormai relegato in ruoli minori in pellicole insignificanti, il musicista Lenny Kravitz e la cantante Mariah Carey.
Il ruolo della moglie del maggiordomo va a Ophrah Whinfrey, che torna a recitare dopo il bellissimo e sconvolgente Il colore viola di Spielberg.
In sostanza, un film che passa e va, come bere un bicchiere di acqua frizzante, pieno di buoni sentimenti verso la gente di colore, che colpiscono ma che non rimangono ahimè nella memoria, colpa di clichè abbastanza stereotipati, e buoni per partecipare alla notte degli oscar, glamour quanto basta, ma non se si vuole fare un capolavoro degno di questo nome.
Voto: 6


4 commenti:

  1. Non mi aveva mai convinta più di tanto l'uscita di questo film, soprattutto dopo averne sfornato un altro sulla stessa tematica, e poi firmato McQueen. Lo vedrò poi, ma immagino già che le mie sensazioni saranno molto simili alle tue sopra esposte. ;-)

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    1. si decisamente, io credo che 12 anni schiavo a confronto è un grande film :)

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  2. Mah, non mi aveva fatto impazzire. Troppa carne al fuoco e una sceneggiatura pluripremiata ma poco coesa, troppe guest star spesso sprecate. Peccato davvero perché ero partita con le migliori intenzioni! :(

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    1. si in effetti il film è troppo pompato, è troppo un prodotto costruito per gli oscar, non ha freschezza e leggerezza, è uno dei suoi difetti maggiori purtroppo :)

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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