martedì 18 giugno 2013

Dottor Creator Specialista in miracoli

Ed ecco un film targato anni ottanta, protagonista è un premio nobel che intende far rinascere sua moglie grazie alla clonazione di cui è perdutamente innamorato, a fargli da spalla ci sarà Boris - Vincent Spano - che si innamora di Barbara - Virginia Madsen - ricambiato.
Il timido e serioso professore ha una ragazza che gli corre dietro, perchè si è innamorata di lui ma lui è troppo preso dal fantasma della moglie per accorgersi di lei...intanto Boris e Barbara hanno deciso di stare insieme e il loro amore cresce a tal punto che vanno a vivere nella stessa casa, fino al giorno in cui a Barbara le diagnosticano una malattia...
Il tema del film è la ricerca dell'amore, della cecità di fronte ad esso, come capita al distratto e inconsolabile professore, che ce l'ha davanti ma è troppo cieco per vederlo, a Boris e Barbara invece capita il contrario, lei si ammala e rischia di morire, ma lui decide con tutte le sue forze di non spegnere il respiratore, e fa di tutto per farla tornare alla vita.
Una commedia brillante, divertente e coinvolgente che ti fa ridere e piangere allo stesso tempo, coinvolgendo lo spettatore in un turbine di emozioni che ti travolge dall'inzio alla fine...lo devo rivedere, dico così perchè questo è uno dei primi film che da ragazzina ho visto in tv e già allora mi è piaciuto moltissimo, ora l'ho recuperato e ho rivissuto le stesse emozioni di allora.
E' un film tutto da vedere, lasciandosi cullare dal ciclone emotivo di cui ho parlato poco fa, e fregandosene altamente se è un capolavoro o meno, guardatevelo perchè travolgerà anche voi.
Il film ha un cast di attori di tutto rispetto, bravissimo Peter O'Toole che risulta simpatico nel suo ruolo di professore attempato, lo seguono anche gli altri attori, Virginia Madsen, Vincent Spano e Mariel Hemingway.
In sostanza, un film piacevole, commovente, capace di farvi riflettere sul grande mistero dell'amore.
Voto: 7


Quello che so sull'amore

Ed ecco il nuovo film di Gabriele Muccino, il terzo girato in america, protagonista stavolta è il bel Gerard Butler, che interpreta un famoso calciatore ormai ritiratosi che diventa allenatore della squadra di calcio dei bambini.
Ma non solo, diventa l'attrazione di tante mamme dei bambini che vorrebbero conquistarselo o magari entrare nel suo letto.
Ora capisco che l'america da molte possibilità rispetto all'italia, e qui ci siamo, ma trapiantare il calcio - sport nazionale italiano - in america dove non se lo fila nessuno mi sembra un po' eccessivo, dato che lo sport nazionale a stelle e strisce è e resterà sempre il baseball.
Questa è una cosa di contorno, quello che non va nel film di Muccino è il suo essere patinato, e anche dimostrare di saper fare chissà che cosa mettendo un cast stellare nel film, cast che annovera nei nomi Catherine Zeta Jones, Uma Thurman, Jessica Biel, e Dennis Quaid.
Si può capire tutto, ma questo film sa di un opera in cui il regista ha giocato troppo al grande maestro, è pomposo, falso cerca la scena trasgressiva, ma questa puntualmente non si avvera, le mamme dei ragazzini che giocano a calcio sembrano tante signore che hanno l'immagine di brave mogli, che sono sessualmente soddisfatte, ed ecco che arriva il bell'allenatore, andiamoci tutti dentro...ma quando?
Questo il regista non te lo mostra, ma mostra tante femmine allupate che vogliono scopare ma lui che si potrebbe fare tutte ma puntualmente non lo fa perchè deve riconquistare l'ex moglie e deve ricostruire il suo rapporto con il figlio...
Cioè? Il film è tutto qui? In poche parole SI!!
Un film vuoto, dai contenuti discontinui e incerti, come se Muccino sia incapace di descrivere al meglio una storia e arricchirla di contenuti, è invece è un film superficiale frivolo e privo di emozioni.
EVITABILE
Voto: 3




domenica 16 giugno 2013

La Madre

Ecco un altro horror, questa volta incentrato su una figura fondamentale per ogni essere umano, la madre.
Più che un horror si tratta di un film a carattere psicologico, in cui le due bambine vengono ritrovate dopo anni, in stato selvaggio, chiuse in una casa e vengono adottate dallo zio, che con la sua compagna cerca di dare loro una vita normale, ma qualcosa di oscuro segue le bambine, ma di cosa si tratta? E' un entità che in un certo senso ha salvato le loro vite, dato che il padre dopo che ha ucciso la loro madre e due colleghi, voleva uccidere anche loro.
Le due bambine sembrano molto legate a questa figura, che sembra materna, come fare a scoprire di che si tratta e a far tornare le bambine nel mondo reale senza alcun trauma?
Evitate di definire questo film horror, che non lo è, prima di tutto perchè se dobbiamo fare una buona analisi al film nonchè anche una recensione, perchè una recensione fatta bene scopre pregi e difetti del film, possiamo dire che l'impatto stilistico è decisamente patinato, soprattutto all'inizio, c'è una forzatura soprattutto nella narrazione, la figura spettrale che si vede, soprattutto verso la fine, lo spettatore dovrebbe nelle intenzioni del regista essere preso di sprovvista, ma ottiene l'effetto contrario perchè prima di tutto lo si capisce subito dalle parole delle bambine, poi piano piano la cosa va sminuendo e si va a cercare l'effetto paura, qui il regista è incapace di creare l'atmosfera giusta di suspance e tensione.
Un horror tutto imperniato sulla psicologia, cercando pezzi qua e là, come se fosse incapace di narrare la storia, il film di per sè risulta superficiale, uno scatolone vuoto che sebbene avesse avuto buoni presupposti per essere un buon film, nelle opere del regista risulta tutto il contrario.
Un po' come quella persona che tira la pietra e poi la ritira, perchè?
In poche parole un horror che evita in tutti i modi scene di panico e terrore, ma questo non è un horror, non si può stilizzare la psicologia dei personaggi e limitarsi a quello, nell'horror devi creare la suspance, la paura, ciò che Andres Muschietti non fa.
Un film che non aggiunge niente al genere horror.
EVITABILE
Ps: Da oggi ho deciso di mettere i voti ai film, così è chiaro l'intento del mio parere :)
Voto: 3


sabato 15 giugno 2013

Ruby Sparks

Il ritorno della coppia di Little Miss Sunshine, ecco un altro film scritto da Zoe Kazan, nipote del celebre regista Elia, e interpretata da lei stessa con il suo compagno Paul Dano, che interpreta uno scrittore che ha avuto successo con il suo primo romanzo, ma poi l'ispirazione magica sembra averlo abbandonato.
Fino a quando non comincia  a sognare una giovane ragazza che gli fa scoccare la scintilla di nuovo e in questo modo costruisce una storia su di lei.
La ragazzi si materializza e il blocco dello scrittore sembra essere passato per Calvin, ma la storia comincia a incrociarsi con la realtà, fino al giorno in cui le cose si complicano e Ruby vuole la sua indipendenza...
Un altro film vincente per la premiata ditta Dayton-Faris, con uno script intelligente e due attori straordinariamente realistici e sinceri, il film è proprio incentrato su questa sincerità sottolineata dalla bravura di Paul Dano e Zoe Kazan, che sottointende il rapporto complesso e avvolte incomprensibile tra uomo e donna, sembra un film facile ma in fin dei conti non lo è affatto, perchè finchè Calvin manovra i fili del racconto va tutto bene, quando però Ruby comincia a sottolineare il suo punto di vista il rapporto si fa più difficile e complesso.
Il film sottolinea inoltre l'incapacità degli uomini a non dare per scontato un rapporto amoroso, a decidere il tutto e per tutto senza prendere in considerazione il punto di vista della donna, infatti per tutto il film è  sempre Calvin a decidere cosa deve succedere, lasciando che Ruby resti una spalla o meglio sia definita l'ombra di Calvin, ma ben presto le cose si complicano perchè l'amore non lo puoi manovrare, e lui imparerà a dare spazio alle emozioni lasciando libera Ruby?
Mai prendere le cose per scontate, ma al contrario dobbiamo lasciarle vivere in pace in modo che possano crescere accanto a noi senza alcun timore...e Calvin imparerà questo?
Tra il sogno e la realtà c'è di mezzo un abisso incontenibile, che solo persone dotate di cervello riescono a colmare, le cose vanno bene finchè è lui a decidere le azioni di Ruby, ma quando la palla passa a lei si fanno decisamente più complicate, lui non può decidere, deve imparare anche ad ascoltare, e poi chissà anche a crescere un po'.
Altrettanto bravi gli altri attori, che vanno da Antonio Banderas, e Annette Bening
Un film che è tutto un programma, da vedere, da collezionare o come volete voi, per me è
DA NON PERDERE
Buona Visione.







venerdì 14 giugno 2013

La Tregua

Il dramma dell'olocausto visto attraverso gli occhi di un grande regista italiano: Francesco Rosi, che ha tratto dal romanzo di memorie di Primo Levi.
La Tregua è il suo racconto preciso dell'esperienza che Levi fece ad Auschwitz, e ripercorre la lunga strada verso casa dopo la guerra, gli incontri che ha avuto, le amicizie nate subito dopo la guerra che gli hanno segnato in un certo senso la vita.
E' un film di speranza in cui nonostante tutto bisogna saper voltare pagina dopo una catastrofe terrificante quale è stata l'olocausto e andare avanti.
E non è facile tornare a vivere con alle spalle le torture subite, sono uomini in cui devnono fare i conti con la vita, e soprattutto ricostruire i loro affetti, i loro amori, e non è facile.
Francesco Rosi ha davanti un soggetto delicatissimo, riesce a raccontarlo con efficacia grazie alla regia stilisticamente impeccabile e l'interpretazione dei suoi protagonisti, primo fra tutti John Turturro, un attore di grande talento, che è capace di bucare lo schermo anche con semplici sguardi, e di cui sono una fan, solo per la sua presenza il film merita di essere visto, diciamo che è la ciliegina sulla torta che Francesco Rosi ha inserito furbescamente.
Il resto del cast  non è da meno, anche se io preferisco attori diversi hanno contribuito alla riuscita del film.
A proposito, a prima vista potrebbe non piacere perchè ha dei tempi lunghi, diciamo che è un film narrativo in cui si sviluppano i rapporti tra i personaggi, e spesso queste cose alla gente annoiano più di qualsiasi scena, questo è al tempo stesso il pregio ma anche il difetto del film, Rosi non ha saputo dosare bene gli ingredienti il film sarebbe stato un grande film.
Sinceramente mi aspettavo di più, va bene comunque è guardabile.
NON MALE MA SI POTEVA FARE DI PIU'


giovedì 13 giugno 2013

Killer Elite

Un film action, un opera prima, davvero niente male con un cast di attori di tutto rispetto.
Niente è mai come appare, soprattutto quando devi far fuori su commissione alcune persone per salvare il tuo amico.
La vendetta è un piatto che va servito freddo, e per Danny che si era ritirato dal lavoro di killer che svolgeva, e che ha deciso di cambiare, tornare al suo lavoro precedente è per una buona causa, salvare la vita di Hunter, il suo amico nonchè mentore; non sarà affatto un avventura facile, anzi...perchè  gli uomini che deve eliminare, fanno parte di una squadra clandestina chiamata uomini piuma, e quello che dovrebbe essere un lavoro pulito e cristallino si complica maggiormente...
Un opera prima che ricalca molto lo stile dell'esordio alla regia di George Clooney con Confessioni di una mente pericolosa, tratto dal romanzo di Ranulph Fiennes The Feather man.
Il cast di attori riesce a calarsi molto bene nelle parti, e con il regista riescono a creare molta tensione scena dopo scena.
Il film non è un capolavoro, ma neanche aspira ad esserlo, diciamo che è un buon prodotto di intrattenimento , molto curato e ben fatto, Gary McKendry sa come parlare al pubblico attraverso i dialoghi schietti e taglienti, e le scene al cardiopalma, personalizza inoltre il suo film, e sapendo che all'origine c'è un romanzo, fa si che la sua impronta resta impressa nella storia e soprattutto nei personaggi, con il risultato di avere davanti un opera che può tranquillamente stare accanto ai vostri film preferiti e non sfigura mai.
L'asso nella manica di McKendry è ovviamente Robert De Niro, che da un ottima prova di interpretazione e fa il suo porco lavoro di grande interprete, il resto del cast gli tiene testa riuscendo a creare empatia con il pubblico.
APPETITOSO


mercoledì 12 giugno 2013

Hitchcock

Volete sapere la genesi della lavorazione di Psycho? Il caopolavoro di Alfred Hitchcock, entrato nella storia del cinema e aggiunto ad altri film ne ha fatto il mago del brivido?
Non vi resta che guardare Hitchcock di Sacha Gervasi, che ne racconta l'idea, la lavorazione e le riprese, anche attraverso le donne che lo circondavano, dalla moglie, che è stata la prima a  spingerlo a girare psycho, alla segretaria, fino alle sue attrici, delle quali aveva una ossessione per il colore dei capelli e la delicatezza del volto.
Si narra anche di un certo rimpianto per Grace Kelly, attrice prediletta che per amore ha abbandonato il cinema, come fare  a sostituirla? Ci pensa una delle sue donne, la segretaria sempre attenta a nuovi volti cinematografici, e così Janet Leigh prenderà il posto di Grace, ma solo nel film.
Per tutto il tempo della lavorazione c'è una piccola ossessione che assale il mago del brivido, man mano che la lavorazione procede, viene assalito da paure sul personaggio del libro al quale psycho è ispirato, fino a sospettare della moglie che ha una relazione clandestina con Whitfield Cook, che l'aiuta a  corregge il copione, ma per girare il film, è disposto pure a scendere a compromessi, quali? Quello di ipotecare la casa e non spendere nulla in cambio di una percentuale sugli incassi.
Alla fine nonostante sia tampinato dai produttori, Psycho nonostante la distribuzione numerata, si rivelerà il suo maggiore incasso
Sacha Gervasi, dirige un buon film, supportato da un ottima interpretazione di un cast affiatatissimo, tra cui spicca il grande Anthony Hopkins, che sa interpretare il mago del brivido in maniera schietta  e sincera, copiandone pure i tic e le nevrosi, gli fa da spalla un cast di attori di tutto rispetto, che vanno da Helen Mirren, che interpreta la moglie Alma, Scarlett Johansson è Janet Leigh, Jessica Biel è Vera Miles, Toni Collette è la segrataria Peggie.
Un film che racconta il dietro le quinte di un capolavoro, un regista che si imbatte con la censura dell'epoca, del suo rapporto con le donne, sua moglie in primis, e delle sue attrici, un opera sincera e senza fronzoli, che non è affatto un biopic, ma una rilettura sul dietro le quinte di uno dei film entrati nella storia del cinema.
Sicuramente Gervasi adora Hitchcock, perchè il suo racconto è schietto, coaudiuvato da un realismo sincero e per nulla romanzato o fasullo, si racconta il mago del brivido, compreso il suo rapporto contrastante con la critica che fino all'arrivo della nouvelle vague, non gli ha dato il riconoscimento che meritava.
In conclusione se amate il grande Hitch, non potete perdervelo.
APPETITOSO.




Chained

Ne ha fatta di strada la piccola Jennifer Lynch, dopo il deludente esordio con Boxing Helena e il poco riuscito Surveillance, Hisss, il suo terzo film non è nemmeno uscito qui da noi, ci riprova con questo suo quarto lungometraggio, che a differenza dei suoi precedenti lavori mi sembra l'opera più matura di questa regista.
Il film non è pomposo come gli altri suoi titoli, che stavano alla ricerca costante di sorprnedere il pubblico ottenendo il risultato opposto, questo film, per dirla in parole povere è ridotto all'osso, ma la sostanza è presente, il che significa che è un autrice che sta crescendo.
La ciliegina sulla torta è la monumentale interpretazione di Vincent D'onofrio, un attore che meriterebbe più attenzione da parte del pubblico, perchè ha un talento da vendere; in questo film interpreta un pericoloso serial killer, che rapisce una madre e il suo bambino, uccide la madre ma cresce il piccolo come fosse suo figlio, da grande Rabbit diventa complice degli efferati delitti, il giovane inoltre ama leggere e conosce le cose del mondo attraverso i libri,  e proprio per questa particolarità si salverà la vita, anche se deve sciogliere quelle catene che lo tengono legato a un tavolo sin da quando era piccolo, ci riuscirà? E scoprirà il perchè è stato imprigionato e rapito? Come mai nessuno ha denunciato la sua scomparsa? Cosa c'è dietro il suo rapimento?
Un film decisamente migliore dei suoi precedenti, anche se dobbiamo dire che deve lavorare molto per trovare un suo stile e soprattutto allontanarsi dall'ingombrante figura del grande David Lynch per poter volare con le sue sole ali, proprio come hanno fatto regista più talentuose di lei come Sofia Coppola, che pur essendo figlia del grande Francis, riesce a parlare al pubblico, e Amy Canaan Mann, che pur con il suo film d'esordio ha lasciato una precisa impronta, anche se resta un film di genere appetibile.
In conclusione, un buon film, non me la sento di stroncarlo, non questo titolo almeno, quando sono piccoli film che dimostrano una certa maturità registica non bisogna buttarli nella spazzatura, almeno non questo film, comunque per diventare una regista con le palle deve trovare una sua strada, altrimenti resterà sempre all'ombra del famoso papà.
NON MALE, MA SI PUO' FARE DI PIU'



martedì 11 giugno 2013

Think like a man

Una commedia romantica che si differenzia dai classici del genere per il ribaltamento dei ruoli, in cui un gruppo di amici si trovano in serie difficoltà quando le donne comprano un best seller, in cui le si invita ad agire come una donna ma a pensare come un uomo...
E' logico che il gruppo di amici abituati ormai a dare tutto per scontato non sa come comportarsi, ma sarà il libro stesso, che ha aiutato le loro donne a ribaltare i ruoli a dare la soluzione adatta e giusta  e conosceranno meglio le loro donne...riusciranno a rapportarsi con loro in maniera equilibrata imparando a non dare per scontato il rapporto?
Un film che è tratto da un libro veramente scritto e pubblicato, che sottolinea la difficoltà dei rapporti amorosi e la facilità con cui si da per scontato tutto quanto, infatti quando si sta con una persona, la si è conquistata e via dicendo, poi la si da per scontata, senza però pensare che quella persona  ha una testa pensante, e oltre questo che vive anche quando è stata conquistata, perciò i maschietti devono impegnarsi di più per mandare avanti il rapporto amoroso.
Un film divertentissimo che descrive le difficoltà del rapporto d'amore, e l'intelligenza delle donne nel capire qunato sono limitati avvolte gli uomini, allora sono pronte a spartire loro una sonora lezione, come se gli uomini vengono da marte e le donne da venere? Quel libro è superato, ma il linguaggio dei sentimenti resta diverso per quanto riguarda uomini e donne, che sono diversi ma sono simili...
I nostri amici capiranno cosa vuol dire stare nei panni delle donne, se pensano come un uomo e cercheranno di andare loro incontro...l'amore è imprevedibile ma allo stesso tempo è giusto capirsi per incontrarsi e a marsi, d'altronde il linguaggio maschile e femminile si possono incrociare per poter vivere, basta solo che gli uomini si  avvicinano al mondo femminile, ma quanti di loro riusciranno a farlo?
Un film appetitoso, che mescola i generi e ribalta i ruoli, come si troverebbero i maschietti se si troverebbero nel ruolo femminile soprattutto quando la donna pensa come loro?
APPETITOSO


lunedì 10 giugno 2013

La casa 2

Seconda recensione oggi alla fabbrica, e quale film poteva esserci se non La Casa 2?
Vero e proprio sequel di La Casa autentico cult movie horror, questo secondo capitolo è fatto in pompa magna e gli effetti speciali sono certamente più curati, ovvio che si è persa la freschezza del primo film, ma resta comunque un prodotto di culto, nonostante sia un sequel non ha perso nulla del suo smalto.
Certo non è un capolavoro come il primo capitolo, ma in quanto a ironia e cattiveria è lo stesso un ottimo prodotto di intrattenimento.
E' un horror da pigliarsi per quello che è, in questo secondo capitolo vediamo Ash - interpretato sempre da Bruce Campbell - che dopo la prima terrificante avventura, ritorna nella casa per passare il weekend con la sua fidanzata: risultato? Anche la fidanzata scopre il nastro e il necromonicom, e si scateneranno di nuovo le forze malefiche possedendo la ragazza e in parte anche Ash, che si amputerà persino una mano per evitare che le forze malefiche si impossessino di lui.
Effetti gore curatissimi, avvolte risultano anche realistici, da non vedere se siete sensibili di cuore e se non vi fa effetto vi assicuro che il divertimento è assicurato, soprattutto perchè l'ironia non manca e non manca neppure un po' di cattiveria.
Insomma ci troviamo di fronte a un degno seguito di un piccolo cult, girato certamente con più mezzi e che non ha scalfito l'aurea di oggetto prezioso da collezione.
Ovviamente ci saranno coloro che diranno che non ha la stessa tensione del primo capitolo, e in parte è vero ma se volete un horror dotato di ironia, questo è il titolo che fa per voi; ovviamente non aspettatevi un capolavoro, solo un seguito fatto con più mezzi, nè più e nè meno.
Sam Raimi, resta comunque un signor regista, e si vede scena dopo scena, Bruce Campbell è un attore che è giusto per questo film, mi piace un sacco quando impugna la sua motosega con il sorrisino, questa scena mi ha fatta sbellicare dalle risate.
Il bello di una serie cult come la casa, è che nelle scene horror c'è ache la scena in cui si ride a crepapelle, nonostante il gore, e il sangue che scorre, non ti viene mai di stroncare il film, anche perchè quando lo guardi ti diverti, e questo amici miei non è poco...
DA NON PERDERE


Codice 46

In un futuro apocalittico, è una multinazionale a stabilire se una persona ha il codice genetico adatto, per procreare, per amare, o per farsi una famiglia.
Lo sperimenta sulla propria pelle William (Tim Robbins) che lavora per la società assicurativa Sphinx, il suo lavoro consiste nello smascherare i falsificatori di contratti, che permettono alle persone normali, o che la società dice che sono non idonee, a vivere la vita come tutti quanti.
Ma in un mondo dove chi ha il codice genetico adatto ha tutti i diritti, questo secondo la società che si comporta come un grande fratello onnipresente e opprimente, che premia la "perfezione" e ghettizza "l'imperfezione".
Si avete capito bene, per questo ho messo le parole tra virgolette, per renderlo più incisivo.
Ma un giorno William si innamora di Maria, (Samantha Morton) una falsificatrice, e l'amore e ricambiato ma c'è un problema, lui lavora per il nemico, e deve far parlare maria per smascherarla grazie alla sua abilità di empatizzare con la gente, l'amore per Maria avrà una conseguenza inaspettata: la ragazza rimane incinta e vengono scoperti proprio dalla Sphinx, che la fa sparire e le cancella la memoria sulla sua storia con William.
Ma c'è un problema, lui non ha dimenticato e cerca di capire cosa le sia successo, quello che scoprirà sarà agghiacciante, non solo le ha cancellato ogni traccia di William sulla sua mente, ma anche l'ha fatta abortire.
L'amore tra i due rinasce...e avrà altre conseguenze...non dico altro.
E' inutile negare la forza critica di questo film, che mette tutti dentro un grande fratello che è il manovratore degli esseri umani, trasformati in persone che non possono scegliere per la loro vita, è il sistema a decidere per loro, sistema che è rappresentato dalla Sphinx, che annulla letteralmente anche il libero arbitrio di un essere umano.
Quanto c'è di vero in questa realtà? Solo a pensarci vengono i brividi, Michael Winterbottom che in passato ho visto il bellissimo Jude che vi consiglio fortemente di vedere, in questo film, racconta come sarebbe la società manovrata da una multinazionale, che decide come devi vivere, e con chi devi procreare per avere la perfezione, meglio una società in cui siamo tutti uguali che una società in cui le differenze vengono viste come una minaccia.
Questo fa rabbrividire perchè i sentimenti, nonostante tutto non possono essere manovrati da nessuno, neanche se ti cancellano la memoria, prima o poi vengono a galla e sarà dura domarli. Winterbottom fa una critica forte a una società in cui gli umani non hanno più dignità di scelta o libertà di amare chi si vuole, tutto viene svolto secondo cosa vuole la società o in base a ciò che è giusto per lei. Siamo di fronte  a un grande fratello che limita di fatto il libero arbitrio tra gli esseri umani, e questa sarebbe la libertà?
Il film ha una regia acuta e brillante, che fa da sfondo a una critica sociale in cui solo chi è adatto può procreare o amare, non sei più tu a decidere chi amare, ma la società, se questo dovrebbe succedere nella realtà sarebbe terribile.
In conclusione, un film che deve essere visto per riflettere sull'invasione di società che si trasformano in controllori della vita degli esseri umani, negando una cosa fondamentale la libera scelta, che fa parte della vita di ognuno di noi...il libero arbitrio.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.


sabato 8 giugno 2013

My Little Eye

Un Reality show che si trasforma in un gioco al massacro.
Un gruppo di ragazzi rispondono a una inserzione su internet che cerca persone per un gioco, una specie di reality show, in cui chi vince si porta a casa un bel bottino e deve fare di tutto per vincerlo, ma ben presto a uno a uno, tutti i partecipanti del gioco ci lasciano la pelle, chi sarà il vincitore? E cosa si nasconde dietro questo strano gioco?
Un altro film che potremmo definire reality, ma sinceramente parlando non è reality o meglio, gioca a fare della parodia dei reality show, in cui un branco di giovani in cerca di fama e successo, ma più che fama e successo vogliono vincere il ricco bottino, accetta di vivere isolato dentro un reality show.
Piano piano si capisce che è un gioco al massacro perchè ognuno di loro se sbagliano qualcosa ci lascia la pelle, ma i misteri non sono facili da smascherare, soprattutto se dietro c'è una acuta analisi sull'avidità umana che rimane vittima del gioco di qualcuno che si diverte a mascherare le sue reali intenzioni...ma siamo sicuri che è un reality?
I misteri sono fitti, intensi, il regista si diverte a giocare con lo spettatore al gatto col topo, in cui i protagonisti si trovano davanti qualcosa di inaspettato che stare a sorridere davanti a una videocamera, qualcosa che non possono combattere e soprattutto un mistero fitto che sembra impossibile da sciogliere, ci riusciranno?
Nell'era dei reality show, ecco un thriller tutto incentrato su di essi, che gioca aumentando la suspance, e riuscendo a incollare lo spettatore sulla poltrona, la sorpresa ci sarà e sarà terribile.
Come è terrificante l'acuta analisi di una società disposta a tutto per vincere un bottino, e non manca anche una critica a una tv che trasforma tutto in oro, quello che non luccica; certo paragonato ad altri capolavori non è che risulta vincitore, comunque sia è un buon prodotto di intrattenimento che fa il suo onesto lavoro.
Marc Evans, costruisce il film come un thriller, prendendo a modello i classici del genere come Halloween o Venerdì 13, facendo un mix con il reality show, non accostatelo comunque a film come The Blair Witch Project, anche se i presupposti per farlo ci sono tutti, il film è completamente diverso, chi è l'assassino dei partecipanti al reality? Cosa si nasconde dietro al pc che ha inventato il gioco?
Per scoprirlo non vi resta che guardarlo.
Buona visione.
NON MALE.


venerdì 7 giugno 2013

Oblivion

Ed ecco il ritorno di Tom Cruise al cinema, e quest'anno con il secondo film: e che film!!!
E' sicuramente uno dei migliori film di questa annata, sancito da un ottima sceneggiatura, che doveva essere il soggetto di una graphic novel, poi divenuto film grazie a Tom Cruise.
Joseph Kosinski, che ha precedentemente diretto Tron Legacy, con questo film fa un passo decisamente in alto rispetto alla sua opera precedente, che era il seguito di un altro film culto anni ottanta Tron che ha rinverdito facendone un film decisamente migliore del precedente, non è differente questo grandioso Oblivion, che è un film di fantascenza, decisamente diverso dagli altri precedentemente usciti, un opera originale scritta e diretta benissimo da un autore che si rinnova sempre, si avete letto bene, perchè nonostante tutto Oblivion, è molto originale, un opera che a prima vista può sembrare di intrattenimento, e in parte è così ma poi piano piano ti accorgi che c'è di più, molto di più.
Dire che sia una trasformazione dai film di fumetto è riduttivo, ci sono tematiche profonde in Oblivion, come misteri da risolvere sul perchè la terra è ormai distrutta, chi e che cosa la ha ridotta come un centro per l'energia di un altro pianeta? Si può tornare come prima? Cosa si nasconde dietro la colonia di umani che si nascondono fuori dalle città?
Sono queste le domande che vengono in mente durante la visione di questa pellicola straordinaria e sorprendente, ed è chiaro l'intento di Kosinski, soprattutto il messaggio nascosto che vuole trasmetterci, cioè quello di rispettare quello che abbiamo e di non trascurarlo.
Tom Cruise da attore navigato che è, offre una interpretazione notevole, che non perde mai di vista le azioni del suo personaggio, lui è il centro della storia e lo spettatore segue le sue gesta cercando di sbrogliare la matassa che si cela dietro il personaggio della sua compagna...cosa nasconderà mai di tanto terribile?
Per scoprirlo guardatelo.
Un grande film, sicuramente da non perdere perchè tra quelli usciti quest'anno è uno dei migliori quindi lo consiglio a voi tutti che mi seguite.
Kosinski ha l'abilità di tenere lo spettatore sulla corda per tutta la durata del film, e di rivelare a poco a poco i suoi grandi misteri, come un puzzle che piano piano si ricompone, e lo spettatore non riesce a staccare gli occhi dallo schermo dall'inizio alla fine...se questo è poco...
In conclusione, un filmone.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE
Buona visione.

giovedì 6 giugno 2013

L'amore dura tre anni

Vive la France...
Ok fine recensione.........................
...................................................
Ok ok scusate, stavo scherzando hahaha, vi ho fatto venire un colpo vero? Hahaha, eh si ogni tanto mi piace fare scherzi per i miei lettori, in un certo senso quello che ho scritto è vero, Vive la France, il film che recensirò oggi è una commedia.
Si, avete sentito bene, una commedia francese, sapete di quelle classiche, romantiche incentrate sulla disillusione d'amore di un uomo, che per ripicca scrive un romanzo dietro a uno pseudonimo;
il problema è che si innamora proprio di una donna, che ritiene immaturo l'uomo che ha scritto questo romanzo, come fare a riconquistarla dopo che la verità è venuta alla luce compresa l'identità del misterioso scrittore? E lei riucirà a fargli cambiare idea?
Lì per lì l'idea non è originale, ma il bello del film sta tutto nel fare cambiare idea al protagonista, o per meglio dimostrare che la sua teoria è falsa, alla fine la donna di cui si è innamorato otterà ben più che il cambio di idea da parte sua...ma...e qui è il bello...non spoilero!!!
Sapete benissimo che odio rivelare dettagli a chi il film ancora non l'ha visto, anche io da critica cinematografica e recensitrice ho la mia etica, che non intendo tradire, quindi non vi resta che guardare il film per sapere come va  a finire.
Recensione...
Eh si ora arriva il bello, perchè la Francia ultimamente sta sfornando un film più bello dell'altro, non fa una differenza nemmeno l'amore dura tre anni, è intelligente, spiritoso, con una recitazione divertente e sopra le righe e una regia acuta e pungente, anzi direi trasgressiva...perchè il nostro eroe ha tante cose da imparare sull'amore...ancora...e forse capire che non tutte le donne sono uguali.
Un film tutto da vedere e soprattutto da gustare, sia per chi è single,  e sia perchè è accoppiato, in parole povere diverte senza mai essere banale o superficiale.
DA COLLEZIONARE


mercoledì 5 giugno 2013

Dreamhouse

Un uomo si ritira con sua moglie e le due figliolette in quella che si potrebbe definire una casa perfetta, ma piano piano cominciano a verificarsi strani e sinistri incidenti...cosa nasconde in realtà quella casa? E da dove arrivano quegli strani rumori? C'è stato un omicidio e le vittime chi sono? Will dovrà ricostruire ciò che è realmente successo, o è forse frutto della sua fantasia?
No ragazzi, avevo già deciso di fare una recensione telegrafica per questo film, ci sto provando, comunque è un film che parte su un binario,  per poi prendere un altro binario.
Jim Sheridan, che conosco soprattutto per quel capolavoro di film che è Il mio piede sinistro, con questo film, che è un opera di genere sembra incapace di raccontare la storia che vuole portare sullo schermo, non è capace di dare una giusta collocazione alla vicenda, parte molto bene all'inizio per poi perdersi in un bicchiere d'acqua andando totalmente fuori strada.
Un film deludente, che si può benissimo perdere, gli attori che lo interpretano sono fuori parte e sprecati, viene una tristezza infinita vedere un attrice come Naomi Watts, dentro questo film banale e privo di logica, non c'è nessuna tensione, non c'è sorpresa finale, tutto sembra essere preso a caso senza una sua precisa logica, e cosa peggiore, non è neanche un film horror, cos'è? Quel mistero promesso durante tutta la durata del film si rivela un bicchiere d'acqua gelata che infastidisce, i  personaggi si muovono come marionette impazzite dentro una storia incapace di sostenerli, ma è anche incapace di tenergli testa.
Insomma in parole povere e qui concludo, è un film che si regge sul nulla, avete presente quei film  che ti presentano chissà quale sorpresa finale, e poi alla fine ti sembra di essere stato preso in giro? Ecco Dreamhouse è proprio così.
EVITABILE.


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