lunedì 1 settembre 2014

Daisy Diamond

State lontani da questo film, anzi...prendete le dovute precauzioni dalla visione, non perchè è brutto - Il film è una  bomba spaccaculo di quelle che non si dimenticano, e vi assicuro che si avvicina al capolavoro, e non assoluto sicuramente tocca i vertici del capolavoro - ma perchè la storia potrà farvi impazzire, o meglio potrà farvi restare a bocca aperta.
Noomi Rapace è straordinaria, l'avevo vista nella trilogia di Millenium, ma in questo film la sua recitazione e soprattutto il suo personaggio, fa a pugni con lo spettatore, potreste voi comprendere una madre che ha affogato la vostra figlioletta, e cercare empatia con lei?

Si si può, sembra strano, una pazzia direste se non avete visto il film. Il regista è Simon Staho, uno svedese, grande amante del cinema di Bergman, state attenti ai frammenti tratti da Persona, suo capolavoro assoluto, quei frammenti anche se in apparenza non centrano nulla con il film, c'è però un legame - e il regista ce lo farà notare andando avanti con la storia tra Anna e sua figlia  Daisy, la bambina concepita durante uno stupro ai danni di Anna piange tutto il tempo, e fa saltare in continuazione i provini della madre, aspirante attrice.
Il rapporto tra madre e figlia è piuttosto conflittuale, perchè Daisy è una bambina difficile e Anna si sente come intrappolata nel suo ruolo di madre, come fosse dentro una prigione da cui sembra incapace di uscire: come fare per fare smettere di piangere Daisy? Ci pensa proprio Anna, affogandola nella vasca da bagno, se credete che la cosa si risolva qui, vi sbagliate di grosso, perchè arriva un altro dolore, ben più profondo di prima, ovvero la morte della bambina.
Anna si accorgerà che l'assenza della piccola sarà un macigno troppo grande da portare sulle spalle, che tutto il resto non ha senso senza di lei, e che anche le esperienze sessuali si fanno meccaniche, fredde, mentre la mdp di Staho, cerca il confronto con lo spettatore, per avvicinarci di più al personaggio di Anna, per comprenderlo e capirlo, ed è talmente bravo da risultare quasi naturale il confronto, e anche con i provini non va di certo bene, alla fine il suo film lo farà: ma come comparsa muta; bella consolazione dopo una vita di andare e venire per provarci.
Un grande film, doloroso, lacerante, che non lascia spazio a facili congetture o archetipi, è un macigno da guardare e se siete coraggiosi anche da comprendere una persona che ha fatto un azione infame e ignobile, e guardare cosa c'è dietro questa azione...beh ve lo dico subito, non è facile da guardare e da comprendere...eppure il regista ci riesce benissimo a creare empatia con Anna, interpretata da una grandissima Noomi Rapace.
Il film da noi è ancora inedito, chissà perchè eh? Consigliatissimo se avete coraggio soprattutto.
Voto: 9


domenica 31 agosto 2014

Speciale Robin Williams - L'attimo Fuggente

Con questo post inizia una speciale rassegna per ricordare l'attore recentemente scomparso Robin Williams, un tributo personale per recensire i suoi film, non avrà una cadenza precisa, ma quando capita, o anche quando finisco di vedere i suoi film.
Questa sera recensisco il film che è entrato nel mito e nel cuore di tutti noi: L'attimo Fuggente.
Il professor John Keating, insegnante sopra le righe e fuori dagli schemi, prende posto nel prestigioso liceo di Welton, scuola conformista e conservatrice, e insegna ai suoi allievi a pensare con la loro testa, comincia strappando l'introduzione del libro di letteratura, e gli insegna la letteratura a modo suo.

Gli stessi insegnanti sono stupefatti dal modo di insegnare di Keating, che insegna ai suoi ragazzi a esprimere quello che desiderano, a cogliere l'attimo, carpe diem, a non rinunciare alle cose che vogliono davvero.
Questi modi di insegnare non passano di certo inosservati, nemmeno al preside della scuola, ma Neil Perry rimane affascinato da Keating, a tal punto da fondare insieme ai suoi compagni la setta dei poeti estinti.
Perry non è l'unico allievo che rimane affascinato da Keating, un po' tutta la classe viene conquistata dal modo di insegnare del professore che diviene un idolo per quei ragazzi.
Le cose precipitano quando uno di loro, a nome della setta dei poeti estinti, invita il preside ad ammettere le ragazze a Welton, e come potete immaginare, il preside chiede spiegazioni in modi poco ortodossi, con dei colpi sulle chiappe degli allievi per farli parlare.
A peggiorare il tutto c'è anche la morte di Neil Perry, che sarà motivo di licenziamento ingiusto per Keating.
Il ragazzo amava recitare, ed era bravissimo, ma il padre dispotico, non tollerava questa passione per il figlio, perchè aveva pianificato tutto e deciso il futuro per suo figlio, il ragazzo non è stato in grado di affrontare il padre e dirgli della sua passione per la recitazione e il teatro, così non dice nulla, credendolo fuori sede per lavoro, appena però se lo ritrova in teatro se lo porta a casa.
Lì decide che andrà all'accademia militare e poi diventerà un dottore, Neil Perry non regge il peso della morte dei suoi sogni, e di lì a poco si spara in testa un colpo di pistola.
Il giorno dopo i ragazzi saranno costretti a firmare una dichiarazione in cui si accusa che Keating è stata la ragione della morte di Neil Perry.
Il giorno dopo l'insegnante, mentre prende le sue cose, i ragazzi salgono nei banchi chiamandolo Oh Capitano, mio capitano, anche quelli che non erano daccordo con lui e tutto quello che è successo, a niente serviranno le urla del preside, che invita i ragazzi a sedersi e urla a Keating di andare via.
Un film che è ormai considerato un capolavoro assoluto nella storia del cinema, un caposaldo, un cult, ormai entrato nel mito e nel cuore di tutti noi, e solo un grande attore come Robin Williams, poteva impersonarlo.
Peter Weir ha fatto un uso magistrale della regia, che è capace di essere determinata e allo stesso tempo emozionare con semplici inquadrature, grandissima inoltre anche la sceneggiatura di Tom Schulman, che riesce a colpire nel profondo per entrare dentro al cuore.
In conclusione: un grande film, da non perdere assolutamente.
Voto: 9




sabato 30 agosto 2014

Il Fuoco della Vendetta - Out of The Furnace

Questa è una storia di vendetta...una storia amara narrata con stile narrativo da Scott Cooper e prodotta da Ridley Scott e Leonardo Di Caprio.
Avvolte si ha l'impressione di assistere a un opera cinematografica a cui manca qualcosa, ma è soltanto una sensazione, che va via via scemando man mano che il film va avanti.
Devo ammettere che ho appena terminato di vederlo e non mi è affatto dispiaciuto, anche se da qui a considerarlo capolavoro ce ne passa eh?

Christian Bale è bravissimo come sempre e non perde mai di vista la solitudine che caratterizza il suo personaggio, Russell, un operaio uscito di prigione per colpa di un incidente in cui sono morte due persone, e si accorge che il fratello Rodney è entrato in un brutto giro, legato agli incontri di lotta illegali.
Colui che organizza questi incontri, John Petty - a proposito interpretato da un grandissimo Willem Dafoe bentornato, la sua presenza vale la visione del film - invita Rodney a rifarsi una vita normale con un lavoro in fabbrica, perchè vuole liberare il ragazzo da alcuni loschi affari che lo legano a Curtis deGroat, una specie di gangster locale con cui ha un debito.
Il ragazzo decide comunque di combattere, non prima di aver scritto una lettera a suo fratello, dove gli dice che questo sarà l'ultimo combattimento, poi cambierà vita; non farà in tempo a terminare l'incontro che lui e John vengono raggiunti dalla banda di Curtis che li fa fuori a sangue freddo...
Purtroppo non c'è via di scampo e la polizia non ha la giurisdizione per incastrare Curtis, così ci pensa Russell a risolvere la questione.
Un film che cresce piano piano, e che cammina sul binario della narrazione, facendo in modo che sia lo spettatore ad essere accompagnato e - cosa importante - a immedesimarsi nei protagonisti, una forma di rispetto così è molto rara al giorno d'oggi da parte di un regista, io credo sia lodevole, e Cooper ha questa capacità di non tergiversare con scene al cardiopalma, o fracassone, ma catapultando lo spettatore in maniera del tutto calma, nella vita dei personaggi.
Alcuni troveranno questo film un po' superficiale, altri non lo ameranno, certamente non tutti i film sono uguali, ma questo film ha soddisfatto in pieno le mie aspettative, in effetti merita di essere visto, anche perchè la recitazione degli attori è favolosa, e credetemi, non tutti i film mi hanno fatto questa impressione.
Dopo la visione avevo detto gli do un sei e mezzo, ora ho cambiato idea...questo film merita di più.
Voto: 7



Tutte Contro Lui - The Other Woman

Il sottotitolo dice: Per vendicarsi dovranno diventare amiche.
Messo così sembra qualcosa di carino e appetibile, la stessa cosa che mi ha attirata a guardare questo film.
Un filmetto, punto.
In passato Nick Cassavetes ha fatto molto meglio, ma si sa, il cinema è anche evasione, e non a caso pure questo film è di evasione, quindi nulla di nuovo sotto il sole, solo il solito maschio sciovinista e sciupa femmine, bugiardo e incosciente, che ha una moglie, un amante e un altra donna.

Le tre si accorgono di essere state vittime del raggiro e si alleano per fargliela pagare.
Il film potrebbe ridursi a questo. Stop, fine della trama.
Contornato dai soliti clichè dei chick flick da commedia leggera americana, non presenta nulla di eccezionale, tranne una caratterizzazione dei personaggi, coi soliti stereotipi tipici di questo genere di film.
Si, il film è ricco di stereotipi, più o meno facili; e, come film d'evasione può andar bene se ti vuoi rilassare, ma di certo si dimentica facilmente una volta finito.
Cosa resta del film?
Beh questo lo lascio decidere a voi, la visione di un film e le sensazioni che lascia sono soggettive, su certi punti l'ho trovato fastidioso, superficiale, e anche piuttosto furbo.
Sinceramente parlando mi sono stufata di vedere i soliti film con donne vittime e uomini bastardi!
Non potrebbero scambiare i ruoli ogni tanto, la donna bastarda e l'uomo vittima? Così sarebbe qualcosa di nuovo e più appetibile xD.
Del resto il solito girl power che viene fuori, le donne che si coalizzano insieme e scoprono le magagne di lui, che usa la moglie per frodare i suoi clienti e allora lo fottono restituendo il denaro a chi lui lo aveva fregato.
E come finisce?
Che vincono sempre le buone, ovvero le donne...ma che palle...
In effetti il film non presenta nessuna innovazione o evoluzione del rapporto di coppia, il solito marito bambinone e sciupafemmine, che passa da una donna a un altra con la stessa leggerezza in cui si cambia i calzini, la moglie non sospetta nulla fino a quando una delle donne non si presenta in casa per fare la sorpresa all'uomo, che poi sarebbe il marito dell'altra che le apre la porta, da qui scatta il tutto con una sbronza colossale che finisce con lo smaltimento nel salotto dell'altra e via dicendo.
Che altro dire? Non ve lo consiglio affatto, ci sono film migliori di questo.
Voto: 4


venerdì 29 agosto 2014

Dragon Trainer 2

Oooh yess, cari amici, vicini e lontani, bloggers e non...rieccomi per la seconda rece di oggi - si lo so la dovevo fare ieri ma una cosa tira l'altra e ho dovuto rimandare - che è neanche a dirlo Dragon Trainer 2.
Lo devo dire, mi sono divertita, nell'ora e mezza di visione, devo dire però che questa seconda puntata è migliore della prima, in quanto la storia è toccante e coinvolgente.

Il miglior film uscito al cinema nella settimana passata lo sottolineo, quindi non vi resta che correre a vederlo, poi mi dite se vi è piaciuto o meno, se vi è piaciuto mi darete sicuramente ragione, se al contrario l'avete trovato palloso beh...come si dice? De gustibus xD.
L'unica nota stonata? L'animazione digitale in 3D, secondo me toglie qualcosa al film, e lo rende meno avvicinabile al pubblico, forse sbaglierò, ma mi ha dato questa impressione.
Le scene sono spettacolari e divertenti, i voli coi draghi mi hanno catapultata nella dimensione dei vecchi film anni ottanta fantastici, ma la cosa migliore è la sceneggiatura, curata dallo stesso regista che per questo secondo capitolo si è superato.
La regia è alquanto vivace e spettacolare, ti sembra di essere davvero un personaggio del film, soprattutto nelle scene dei voli.
Il film che non è un capolavoro, si fa vedere bene, e tratta argomenti come la pace e l'armonia tra i popoli, i segreti legati ad Hiccup, che scoprirà la verità su sua madre, creduta morta ma in realtà ha capito che la  guerra tra vichinghi e draghi era inutile ed è stata rapita da un drago, così sarà protagonista di una grande avventura, che salverà un popolo da un cattivo che li vuole dominare.
Insomma siamo nei territori del film fantastico e d'animazione, un film giusto per grandi e piccini, che vogliono volare sulle ali della fantasia, forse non entrerà nella storia del cinema, ma di sicuro entrerà a forza nei vostri cuori.
La madre, gli mostra un posto dove i draghi e i vichinghi vivono in armonia, e si riconcilia con il marito. La sera stessa festeggiano senza sospettare quello che li aspetta...
Dopo una battaglia cruciale tra titani, Hiccup, si accorge che non c'è più speranza, ma gliela da sua madre che gli dice che ha il cuore di un drago e l'animo di un re, così facendo ha una grande idea per sconfiggere il cattivo...ci riuscirà?
In conclusione, un bel film d'animazione, spettacolare e coinvolgente.
Voto: 7 e 1/2



My Summer of Love

Ooooh e che abbiamo oggi?
Eccolo, altro titolo suggerito da J Doinel, quel ragazzo è un vulcano di idee, devo ammettere però che mi consiglia film interessanti e bellissimi, dovrebbe scrivere di più nel suo blog...vabè andiamo al film xD.
Mona è una ragazza della classe operaia, vive da sola con suo fratello ex alcoolista ora uscito di prigione, ora diventato un fanatico religioso trasformando il suo pub in un luogo di preghiera.
Mona incontra Tasmin, una ragazza di estrazione sociale più agiata, figlia di un membro del parlamento britannico, che le dice di avere una sorella anoressica morta suicida.
Mona si illude di aver trovato un amore sincero anche se la persona che ama ha il suo stesso sesso, ma quando si accorgerà che la sorella di Tasmin è viva e vegeta e gode di ottima salute, capirà che è stato tutto una finzione, una recita, così il rapporto che credeva vero rischia di sfociare in tragedia.

Il film sottolinea la perdita dell'innocenza, e la non comprensione di cosa vige dietro la maschera della persona di cui ci invaghiamo.
Chi conosce veramente la persona di cui siamo innamorati? Avvolte si vive accanto a una persona senza conoscerla affatto; Pawel Pawlikowski, già presente alla fabbrica con IDA, firma il suo film in apparenza più solare, anche se la tematica LGBT è si sottolineata, ma in modo lieve, accarezzando le due protagoniste, facendole avvicinare al pubblico in modo sincero, come è sincera Mona, la cui immedesimazione col personaggio è immediata.
Chi di noi non si è sentito come Mona almeno un momento della nostra vita? Tralasciando la tematica omosessuale, perchè l'amore è amore, di qualsiasi colore od orientamento si presenti.
Il film è anche un gioco di specchi, in cui le due protagoniste si incrociano e provano qualcosa, ma è veramente accaduto qualcosa tra loro due? Io credo di si, anche se per un solo istante, non importa se una delle due ha finto così per gioco o per cattiveria, questo il regista non ce lo mostra, presenta soprattutto la superficialità di Tasmin - interpretata da Emily Blunt, qui ai suoi primi ruoli importanti - e la sincerità di Mona il vero fulcro del film, che si presenta per quello che è, forse illudendosi di provare qualcosa di vero per una volta nella vita, poi c'è la catarsi, quando la verità prende il sopravvento, e la rabbia che si prova perchè ci si accorge che tutto quello che hai vissuto in quella bellissima estate era solo finzione, non verità, e ti crolla il mondo addosso, un mondo fatto di illusioni e parecchi inganni; allora qui si perde un briciolo della tua innocenza, e comincia la consapevolezza che ormai tutto è cambiato, anche tu: nulla può tornare come prima.
Un film amaro, diretto da un autore capace di parlare e far riflettere, su quello strano sentimento capace di accecare, ma allo stesso tempo dolce e amaro, di cui le persone non possono fare a meno. Quel sentimento è l'amore.
Voto: 7



giovedì 28 agosto 2014

Happy Birthday Fabbrica dei sogni



Non poteva mancare il post scritto dalla sottoscritta, ed ecco che festeggio a casa mia, il mio bloggheanno, sono passati sei anni dall'inizio di questa avventura, che ha portato tanti frutti, tanti film scoperti - anche grazie agli amici Robydick, Bradipo, J Doinel, Babol, James Ford, Il Karda, Marco Goi, Kelvin e tanti altri ancora, scusate se non li nomino tutti, probabilmente mi dimenticherò di qualche nome ma non importa, 6 anni è un traguardo importante che segna anche la maturità del blog, che da ora in avanti toccherà tutto il cinema b-movies, cult movies, slow movies, capolavori, blockbusters, cinema trash, Exploitation  film dimenticati o inediti, piccole gemme da scoprire e tanti altri ancora, il cinema è un viaggio che racchiude tutte le tipologie, in una continua crescita culturale ed emozionale, alla ricerca di tanti capolavori che aumentano giorno dopo giorno la crescita sia personale che del blog.
Ringrazio di cuore chi si è avventato tra queste pagine e mi ha consigliato film, chi mi ha criticata anche con provocazione, perchè anche quelle fanno crescere, anche se io preferisco una condivisione più pacifica e tranquilla, ma ovviamente non siamo tutti uguali xD.
Ringrazio soprattutto i tanti amici che giorno dopo giorno commentano tra queste pagine, e che ha costruito la sua crescita e soprattutto la sua vita all'amore per il cinema, tutto il cinema, anche quello che fanno in sala, perchè non si deve mai dimenticare la sala cinematografica come un luogo di culto per tutti gli appassionati di cinema che si rispettano.
Vi abbraccio di cuore a tutti e vi ringrazio, se la fabbrica è cresciuta il merito è anche vostro.
Arwen Lynch.




Arwen al Cinema del 28/08/14

Seconda puntata della rubrichetta che segnala le uscite cinematografiche, che nella settimana prossima - tempo permettendo e se riesco a vederli i film - saranno recensiti i film che sto per elencare, dunque cominciamo:

Mud - di Jeff Nichols

Commento: Mmhh, il film è arrivato da noi con due anni di ritardo, ma già la trama mi intriga parecchio, gli darò un occhiata se riesco a vederlo, così lo recensisco perchè mi ispira parecchio, vedremo se soddisfa le aspettative.


Planes 2 - di Roberts Gannaway

Commento: Hehehe, devo recuperare il primo, questo ovviamente lo metto in cantiere per una visione, casomai l'altro lo metto in lista d'attesa o li sposto tutti e due tra una settimana esatta, non lo so, ma ai film d'animazione una chance gliela si da sempre....quanto mi piacciono i film d'animazione xD.


Il fuoco della vendetta - di Scott Cooper

Commento: Questo film non me lo lascio scappare, perchè secondo me ha tutte le carte in regola per piacermi, il che è già un punto a suo favore, la trama mi ispira, gli attori che mi piacciono ci sono pure, compreso Christian Bale, direi che in settimana troverete la recensione di questo film insieme a Mud, andata, ci siamo, film segnato.

Under The Skin - di Jonathan Glazer

Commento: Sono un po' confusa riguardo a questo film, ma una chance gliela voglio dare, potrebbe pure piacermi, vedremo, intanto lo segno per la visione, potrebbe pure essere una sorpresa o un immensa cavolata poco importa, la fantascienza è un genere che mi piace, quindi andata, in settimana verrà recensito insieme agli altri due :)

Quel momento imbarazzante - di Tom Gomican

Commento: A una commedia non si dice mai di no, eppure questo film mi sa già di roba trita e ritrita, forse lo metto in panchina per un futuro recupero, magari quando non ho nient'altro di interessante da vedere...vediamo.

Pazza Idea - di Panos H Koutras

Commento: Questo film non me lo lascio proprio scappare, speriamo di trovarlo e vederlo,  perchè oltre ad essere un film che ha partecipato a Cannes, viene dalla Grecia, e ultimamente gli ellenici sfornano film che fanno concorrenza ai tanti blockbusters vuoti e sensa senso usciti al cinema, intanto incrocio le dita, non si sa mai xD.

The Stag - Se sopravvivo mi sposo - di John Butler

Commento: Mmmh non lo so, seconda commedia in uscita - e dopo cattivi vicini ci vado cauta nell'esprimere un parere preventivo - potrebbe essere divertentissima come una cavolata non so, magari la metto in panchina per una futura visione, non mi convince molto come film vedremo.

La Ragazza del dipinto - di Amma Asante

Commento: Sembra il classico drammone tratto da una storia vera sul razzismo, così a pelle non mi dice nulla, ma potrebbe essere una sorpresa, vedremo una chance gliela voglio dare, speriamo che mi piaccia :)
Film segnato: questa settimana dovrò fare i salti mortali per vedere i film hahaha, e forse è meglio che li metto in lista e piano piano li recensisco xD

One on One - di Kim Ki-Duk

Commento: Maledetto Kim, non riesco mai a vedere i tuoi film quando escono al cinema, a peggiorare il tutto è che sei un autore che sto approfondendo, la trama è vontrieriana come sempre - ma quanto ce fai soffrì eh? Sadico cattivone che non sai altro hahaha xD - ovviamente scherzo ;) non prendete per oro colato quello che scrivo, perchè il grande Kim Ki-Duk è un autore con le contropalle, per questo lo sto approfondendo, e spero vivamente di vedere questo film, altrimenti in panchina per un futuro recupero...ma spero di vederlo presto xD.


Oookay, questa settimana dovrò fare i salti mortali per recensire in tempo, cercherò di organizzarmi al meglio, intanto più tardi guardo Dragon Trainer 2 che recensirò subito dopo la visione, e con questa rubrichetta, ci vediamo giovedì prossimo, buon cinema a tutti e soprattutto buone visioni.

L'età Inquieta

Questo è un film che mi ha colpito molto, e anche positivamente.
Ammetto di non conoscere l'autore ma vi assicuro che lo ritengo molto interessante, anzi direi che ben presto visionerò un altro suo film che ho in programma e questo è già positivo in quanto non sono molti gli autori che stuzzicano la mia curiosità, come l'ha stuzzicata Bruno Dumont, anzi uno c'è ed è Tarkovskij ma quella è un altra storia.
Primo film visionato, quindi potete capire da dove parte questa mia recensione.
Mi ha colpito molto il minimalismo, molto simile al cinema di un altro grande autore Robert Bresson, anche se qui è descritto in maniera opressiva, volta a sottolineare il malessere del protagonista, Freddy, malato di epilessia, che con i suoi amici passa il tempo a scorrazzare in motocicletta, senza una prospettiva, senza futuro.
Freddy ha una storia con Marie, una ragazza con cui passa la maggioranza del tempo principalmente a fare sesso, e che lavora come cassiera in un supermercato.
Dumont fotografa un adolescenza inquieta dentro una piccola cittadina dove non ci sono prospettive, nè futuro, a "contaminare" quel piccolo mondo ristretto - che per altro è sottolineato dalla mancanza di ideali e da una feroce xenofobia - è una famiglia magrebina, che diventa oggetto dell'odio del gruppo di ragazzini.
Bruno Dumont fotografa con una sincerità disarmante, la piccola cittadina delle Filande Bailleul, dove è ambientato il film, concentrandosi in maniera esplicita e inequivocabile sul malessere del protagonista, un giovane che si lascia trascinare da una vita di cui non si riconsce, e l'ambiente dove vive è simile a una prigione se ci fate caso.
Quel piccolo paese dove tutti si conoscono, la vita scorre uguale, in tv parlano soltanto di episodi di violenza, e un deserto costante invade la vita delle persone, non sono certo il luogo ideale per cui crescere.
A peggiorare le cose c'è il trascinarsi dietro il gruppo, covando un odio xenofobo verso il giovane magrebino che nel frattempo comincia a frequentare i posti che frequentano gli altri, ma mentre Freddy si lascia trascinare, la differenza è che il giovane magrebino ha una personalità propria.
Si arriverà al punto di commettere una tragedia, quando la ragazza comincerà a frequentare il magrebino...e forse quella tragedia segnerà il punto di non ritorno per Freddy, per un cambiamento che non riguarderà nessuna delle persone che conosce.
Un film davvero incredibile, reso interessante dalla sapienza di Dumont nel saper cogliere il suo stato d'animo, un film non facile devo ammetterlo, ma molto molto interessante, tornerò a parlare di Dumont, perchè lo ritengo un autore da conoscere, soprattutto se si ama il cinema.
Ringrazio l'amico J.Doinel che fin dall'anno scorso mi dice tirandomi un po' le orecchie di avvicinarmi a Dumont, che lui considera un genio, e un po' gli do ragione.
Anzi, la dedico a lui la recensione di stasera, perchè come cinefilo è una persona dalla cultura cinematografica mostruosa, con lui c'è solo da imparare.
Voto: 8



mercoledì 27 agosto 2014

Bolle di Cinema - La Notte del Demonio

Oookay, eccoci di nuovo giunti anche stavolta con l'amica Bolla che è ospite di nuovo alla fabbrica e io nel suo ormai mitico bollalmanacco per una rece a 4 mani, questa volta però il film l'ha scelto lei, un bellissimo film devo dire, ed è La notte del demonio. La recensione la potete leggere anche Qui.
Come sempre a cominciare le danze è l'ospite, a cui lascio la parola, poi continuo io con il mio parere:
Bollicina a te..



Babol.

Girato negli anni '50, La notte del demonio è un perfetto esempio di come non siano il sangue o gli effetti speciali a fare un buon horror, ma l'atmosfera e il sapiente uso di una regia in grado di giocare con i dettagli, le luci e le ombre in modo da coinvolgere e confondere lo spettatore. La notte del demonio non offre infatti facili risposte ed è volutamente ambiguo sia per quel che riguarda la sua realizzazione sia per la storia raccontata, un thriller sovrannaturale dove la magia e la demonologia si mescolano alla scienza e alla psicologia, mettendo in scena uno scontro vecchio di decenni. La sequenza iniziale non lascerebbe spazio a dubbi riguardo alla natura "magica" degli eventi che accadono nel corso del film, tuttavia lo spettatore può tranquillamente scegliere se schierarsi dalla parte del Dr. Holden e ritenere il tutto frutto di una suggestione in grado di evocare orribili visioni oppure dalla parte del Dr. Karswell, dal sembiante pacioso e demoniaco al tempo stesso, abile stregone o forse ancor più abile ciarlatano: d'altronde, com'è noto e come viene ripetuto più volte nel corso della pellicola, la magia (e questo vale anche per quella cinematografica) funziona solo se la gente crede in essa e tutto, in La notte del demonio, congiura per cancellare ogni parvenza di scetticismo e per lasciare quindi i protagonisti alla mercé di un'incomprensibile (ir)realtà. Mentre le "coincidenze" mortali si affastellano l'una sull'altra il Dr. Holden viene schiacciato da una cappa di progressiva diffidenza che gli impedisce di discernere gli alleati dai nemici e viene sì costretto ad allargare i suoi limitati (per quanto vasti) orizzonti cognitivi per lasciare uno spiraglio da cui possano entrare anche quei concetti che superano la scienza, tuttavia la particolarità di La maschera del demonio è che, fino all'ultimo, il protagonista non dichiarerà di credere perché, tante volte, "è meglio non sapere", come viene ribadito in uno dei finali più moderni e mozzafiato della storia del Cinema. Dopo quasi 60 anni La notte del demonio riesce a mettere ansia anche grazie alle immagini, ovviamente. Non tanto per quelle che mostrano l'inquietante Bestia che perseguita le vittime della maledizione (immagini volute dai produttori, non da Tourneur), quanto per le riprese di dettagli apparentemente insignificanti, per l'oscurità che sembra sempre sostare a pochi centimetri dagli attori, pronta a ghermirli (come la mano di Karswell che, in una sequenza particolarmente riuscita, insegue Holden senza che lui se ne accorga), per la roboante musica carica di tensione che si alterna ad un fischiettio quasi innocente, per quelle spaventevoli nuvole che sembrano squarciare il cielo e anche la pellicola, lo schermo, come se il Demonio stesse venendo a prendere proprio noi. Sfortunatamente, non ho potuto guardare La notte del Demonio in lingua originale ma ho apprezzato ovviamente la prova di tutti gli attori coinvolti. Dana Andrews non si scompone mai e ha sempre quei capelli perfettamente pettinati di chi si mantiene granitico anche davanti al terrore dell'inspiegabile e Peggy Cummins non è la solita damsel in distress ma si propone come un valido modello di donna forte, sicura e in grado di mettere una pezza laddove la sicumera dell'uomo (per di più "scienziato") farebbe solo casini ma il migliore di tutti è senza dubbio Niall McGinnis, che interpreta il Dr. Karswell. Il caratterista irlandese riesce a dar vita ad un personaggio complesso e pieno di sfumature, terrificante in una scena e apparentemente innocuo in quella dopo, talmente imprevedibile che spesso mi sono ritrovata a temere per la vita della vecchia madre impicciona, un elemento bizzarro in grado di stemperare con un pizzico d'ironia una vicenda altrimenti fosca e assai paurosa. Detto questo, cospargo il capo di cenere per aver aspettato così tanti anni a guardare un capolavoro come La notte del demonio e lo consiglio spassionatamente a tutti gli amanti dell'horror e del buon cinema!


Arwen

Ragazzi che film!!! Innanzitutto ringrazio la mitica Bolla per avermelo fatto conoscere, il film l'ho visto ieri e sono rimasta molto colpita dalla capacità di Jaques Tourneur, di creare tensione e inquietudine ad ogni inquadratura.
E' difficile fare un buon film horror, ma dobbiamo tenere in considerazione che il film è degli anni 50, e seppur girato con i mezzi a disposizione di allora - non c'era ovviamente la tecnologia di oggi, che in parte ha snaturato di molto il genere - c'è molta capacità di creare la giusta tensione in un horror che si rispetti.
Il film viaggia a metà strada su scienza e magia, e presenta due personaggi all'opposto che si scontrano su degli avvenimenti che non possono essere presi con razionalità.
Il personaggio del mago ovvero Karswell è quello che mi ha colpito maggiormente, incarna la figura della persona pericolosa che si scontra con lo scettico scienziato, Dr Holden che lo crede un ciarlatano.
Sarà un gioco da caccia al gatto con il topo, mentre il mago riesce con astuzia a mettere in luce le sue facoltà e a prendere per il naso Holden, quest'ultimo deve far luce sugli strani avvenimenti che hanno causato la morte dello zio di una giovane, che anche lei vuole vederci chiaro.
Sin dall'inizio il regista ci mostra che i fatti messi in luce hanno qualcosa di sovrannaturale, è lo scienziato che non crede in esso, e nel suo scetticismo, non si accorge che è già dentro un gioco più grande di lui.
Gli avvenimenti inspiegabili narrati nel film svolgono un azione sorprendente e repentina, Karswell, è imprevedibile, non è possibile giocare d'astuzia con lui, Holden si renderà conto che non basta la razionalità per far luce sul mistero della morte del collega, nonchè zio di una giovane ragazza che gli ha chiesto esplicitamente di cercare di scoprire cosa è accaduto.
Nel film c'è un lavoro di regia magistrale e attento, Jaques Tourneur lo conoscevo perchè anni fa vidi un altro bellissimo film, Il Bacio della pantera, che spero di recensire presto.
Tourneur è molto bravo a sottolineare questo mix tra razionalità e irrazionalità, tra ciò che si può spiegare, e ciò che non si può spiegare, e si cela in eventi incomprensibili che hanno qualcosa di occulto.
Nel finale però, si capisce un altra cosa, ben più incredibile perchè non se lo aspetta nessuno, perchè Holden smette di essere razionale, e comincia a vedere le cose in un altro modo, e qui il destino gioca a suo favore, ma non vi dico altro per non rovinarvi la sorpresa, dico soltanto che questo è un grandissimo film, che ahimè non sapevo nemmeno della sua esistenza.
Un capolavoro punto.
Ringrazio ancora l'amica Bolla sia per avermi proposto di recensire insieme questo film, sia per avermelo fatto conoscere, perchè ho di fatto aggiunto un altro cult alla lista dei miei film horror preferiti, e il che non è poco.
In conclusione, il film è tutto giocato sull'intelligenza e l'imprevedibilità,  in maniera ambigua in cui lo spettatore cerca in un modo o nell'altro di indovinare cosa succede dopo, rendendolo partecipe al film, e questo signori miei succede raramente, molto raramente.
Voto: 9



Frances Ha

Questo è un film adorabile.
Come si fa a non amarlo?
Prima di tutto perchè non è la classica storia strappalacrime, o superficiale come una commedia romantica.
Frances Ha racconta un altro tipo d'amore: l'amicizia.
Un sentimento poco approfondito al cinema fino ad ora, ma affrontato in modo fresco e brillante, con continui rimandi alla Nouvelle Vague, sia nella fotografia che nella travolgente colonna sonora.
Vuoi mettere andare al cinema e guardare questo piacevolissimo film e respirare le atmosfere di quel movimento che ha cambiato notevolmente il modo di fare cinema più di mezzo secolo fa?

Noah Baumbach con la sua compagna, nonchè protagonista e co-scenegiatrice del film Greta Gerwin fanno un sentito omaggio a quella scuola francese, la Nouvelle Vague con un film d'autore che si guarda tutto d'un fiato.
E' impossibile non distogliere lo sguardo dallo schermo e non provare ad affezionarsi con la protagonista, che soffre molto perchè Sophie la sua migliore amica, con cui ha un feeling speciale, si è innamorata e ha deciso di vivere con il suo fidanzato, lasciandola sola.
Da questo momento per Frances inizia un periodo di adattamento che la costringerà a vivere senza la sua amica, ma anche a frequentare persone diverse: ce la farà a vivere senza Sophie? E Sophie, si adatterà anche lei a questa convivenza, oppure sarà per lei un altro rapporto passeggero?
Qualche benpensante magari potrebbe trovarci un sottofondo lesbico, ma vi dico subito che è una ca**ata bella e buona, il film non tratta di questi argomenti, anche se fosse il contrario non ci sarebbe nulla di male.
Una fresca e spensierata commedia che parla d'amicizia, una forma d'amore mai del tutto approfondita al cinema, - soprattutto per quanto riguarda il mio percorso sottolineo - ma che nelle mani di Baumbach - di cui  in passato ho visto Il Matrimonio di mia Sorella e Il Calamaro e La Balena - diventa un apologo sulle cose che veramente contano nella vita, le piccole cose e cosa ancora più importante, gli amici.
Tutto qui mi direste voi, e io dico si, è una storia semplice, da bere tutta d'un fiato, soprattutto perchè riesce a divertirti senza essere patetica, anzi, durante la visione ti mette stampato un sorriso in faccia a 32 denti e ti fa adorare il personaggio di Frances, no ragazzi davvero, ora esagero un po' tanto per fare la pomposetta - bleeeeeeeeeeaah, eh si le arie me le voglio prendere pure io hihihi - per tutta la durata del film IO ERO FRANCES, mi sono sentita tale e quale a lei, durante la visione, soprattutto per la sua passione del ballo, cos'altro dire, un film delizioso e intrigante, capace di fare divertire e coinvolgere - cosa rara di questi tempi - grazie alla capacità di tradurre sullo schermo uno script favoloso coaudiuvandolo con una colonna sonora strepitosa e fantastica, cos'altro dire?
Ah si, il film esce il 4 settembre da noi - finalmente - io l'ho visto in streaming per questo ne sto parlando qui.
Correte a vederlo, ma vi avviso non prendetevela con me se ad un tratto per strada vi viene voglia di ballare sulle note di modern love di David Bowie Okay? xD
Voto: 8








martedì 26 agosto 2014

La Fabbrica dei sogni compie 6 anni, dal 28 Agosto festeggiate con me

Ok, l'ho scritto nel blog F.I.C.A ma forse è passato inosservato, lo ribadisco anche qui, quest'anno la fabbrica compie sei anni, e mi piacerebbe festeggiare con tutti gli amici blogger che si sono avventati tra le pagine di questo blog, capisco che non si può fare in una giornata sola, perchè ognuno di voi ha la sua vita, quello che intendo è condividere un pensiero, un augurio per festeggiare il sesto compleanno di questo mitico blog, ormai diventato un diario di viaggio per la sottoscritta e non solo alla scoperta del cinema a 360°, se ci siete il 28 agosto alzate pure la zampa e partecipate ai festeggiamenti, altrimenti va bene qualsiasi altro giorno non importa...
Come festeggiare la fabbrica dei sogni?
Solo gli auguri - grazie mille smack smack smack, con complimenti,  e consigli,
Gli auguri più una classifica dei sei film usciti dopo il 28 agosto 2008, fino al 2013
Gli auguri più la recensione di un film uscito dopo il 28 Agosto 2008 fino al 2013
Scegliete voi, vi do tempo fino alla fine di settembre, in modo tale che più o meno possono partecipare un po' tutti e non ci sono problemi okappa?
Grazie mille.
Arwen <3 p="">

Gli auguri ^_^

Non c'è Paragone Il primo è proprio non c'è paragone che ringrazio, un bacione :D

X-Men - Giorni di un futuro Passato

Secondo capitolo della nuova trilogia di X-Men, che vede come protagonisti i nostri eroi alle prese con un futuro apocalittico, in cui i mutanti sono stati sterminati da delle sentinelle gestiti dagli umani.
Il film comincia durante la guerra, che vede i nostri eroi alle prese con una decisione importante: fare andare nel passato Wolverine per evitare l'omicidio di uno scienziato da parte di Mystica e sventare in questo modo il conflitto; ma la verità riserva infinite sorprese.

Bryan Singer torna con gli X-Men e questa volta lo spettacolo è molto più affascinante e coinvolgente.
Dimenticatevi il primo capitolo di questa nuova trilogia, che seppur intrigante e spettacolare era pur sempre una ghiotta avventura; in questo film, che è decisamente più maturo e drammatico, il regista ha voluto puntare molto su degli elementi tipici dei film d'azione e fumettistici per spingerli fino all'estremo, riuscendo nella difficile impresa di non perdere il filo del discorso, tenendo sempre presente l'alchimia tra lo spettatore e il suo coinvolgimento nella storia.
Non è certamente cosa facile, soprattutto perchè film di qusesto genere se non sono nelle mani giuste possono essere riempiti di effetti speciali a go go, e risultare vuoti e pacchiani, questo non è vuoto anzi; lo spettacolo è garantito, c'è il divertimento, l'intrattenimento e pure il coinvolgimento, come se lo stesso Singer invitasse il pubblico a provare i sentimenti dei suoi protagonisti.
Non è certo un capolavoro ma un buon film lo è sicuramente, soprattutto grazie a uno script folgorante e un limitato uso di effetti speciali, che per un blockbuster sono quasi una regola vitale, ma questo sottolinea anche la capacità di Singer di saper raccontare storie, e a differenza di tanti registi hollywoodiani, questa è più un utopia che una capacità.
La regola principale per un blockbuster è saper avvicinare il pubblico, non sono molti i cosidetti giocattoloni che ci riescono - Michael Bay ne è un esempio allucinante - questo film pur essendo un blockbuster o giocattolone, riesce a dare l'idea di superare il suo essere giocattolone, e fare il suo onesto lavoro di intrattenimento divertendo il pubblico ma allo stesso tempo incollarlo alla poltrona.
Questo signori miei è una cosa più unica che rara ai nostri giorni.
Mi è piaciuto.
Voto: 7



lunedì 25 agosto 2014

Liberaci dal Male - Deliver us From Evil

Come avevo detto nell'anteprima della rubrichetta sui titoli settimanali usciti al cinema? Ah si, horror, andiamoci cauti, ebbene gli ho dato una chance, e la consapevolezza di aver preso una cantonata non mi lascia da quando ho terminato di vederlo.
Il film è stato una delusione cocente, uno degli ultimi fondi di magazzino delle case di distribuzione, fatti al solo scopo di racimolare soldi, ma diciamocelo se ne sentiva la mancanza? Assolutamente no.
Un horror che annoia, punto.
Non ci sono altre scuse per descrivere questo sconclusionato film di Scott Derrickson, che ogni volta che avviene quella scena volta a farlo decollare si sgonfia come una bolla di sapone, non bastano qualche rumore e il buio per ottenere paura, le atmosfere ci sono ma manca una organizzazione e maggiore ordine per quanto riguarda la trama.
Il regista non sa che pesci pigliare, il plot fa acqua da tutte le parti e lo si nota scena dopo scena, i protagonisti non ce li vedo in un film di paura, ma in un film d'azione o poliziesco ci starebbero bene.
Eric Bana e Edgar Ramirez sono due belloni, anzi bonazzi, me lo spiegate perchè un prete deve essere coi capelli lunghi e strafigo da paura? E' questo che non riesco a capire, apparte la regia assente, e articoli in cui ho letto che era un bel film - fatto che mi ha spinto a vederlo, quanto vorrei prendere a bastonate colui che ha scritto sta cavolata - il film è di una noia mortale, per tutta la durata c'è un buio assoluto, in cui si vedono i protagonisti cercare di decifrare una scritta che invoca un demone, e cercare soprattutto di capire cosa ha spinto diverse persone a commettere atti come gettare il proprio figlio nella fossa dei leoni, o picchiare a sangue la moglie...il tutto è spiegato sin dall'inizio del film, anche se si capisce poco, quindi cosa c'è da spiegare nelle quasi due ore di durata del film?
Il regista poi non riesce a raccontare la storia, e la infarcisce di scene senza senso gettate così, in cui si capisce benissimo che non era un progetto personale ma su commissione, durante la visione vorresti fare altro perchè non ti coinvolge, resti come un ebete perchè non si capisce un accidenti, non c'è empatia, nulla, nada de nada.
Cosa rimane di questo film? La delusione di aver sprecato il mio tempo dietro a un film - che ho visto ieri - che nonostante le mie aspettative ed erano alte soprattutto dopo che ho letto la trama non è in grado di soddisfare neanche una minima parte di quello che promette e non mantiene.
Se volete vedere un horror demoniaco da paura, rispolverate L'esorcista di William Friedkin e soprattutto Angel Heart - Ascensore per l'inferno, che oltre a spaventare inquieta.
Voto: 3


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