sabato 19 aprile 2014

Io Vi Troverò

Ok, ora è giunto il momento di un po' di adrenalina, ogni tanto ci vuole.
Oggi ho scelto Io Vi Troverò, un buon action che all'apparenza sembra il classico film da popcorn da intrattenimento, e in parte lo è, ma ha la capacità di assorbirti nella storia; e di questi tempi è cosa più unica che rara.
Nonostante i presupposti voi direte, ma dai un film action come può piacerti? Beh dai un padre che salva sua figlia e fa uscire gli attributi è molto differente da tanti action tutti muscoli e niente cervello non vi pare?
Fermo restando che non ho nulla contro quei film dato che ho cominciato a vederli io, salvo rari casi la maggioranza che escono al cinema si possono buttare fuori dalla finestra.
Qui abbiamo come protagonista un ex agente segreto, un padre di famiglia che si vede costretto a riprendere le armi quando sua figlia viene rapita da una banda di papponi che vuole farla prostituire.
E chi ci mettono come protagonista? Liam Neeson, attore insolito per queste parti, che nonostante ciò riesce ad essere credibile quando c'è il rischio di fare figuracce.
L'eroe è proprio Liam, che nonostante non abbia i muscoli, dimostra di avere le palle quadrate e di saper maneggiare le armi quandi si tratta di passare dalle parole ai fatti.
Perchè ho apprezzato questo film? Innanzitutto l'intreccio ben calibrato, poi il regista riesce a coinvolgere lo spettatore tenendo alta la tensione e la sua attenzione, e non perde mai di vista la storia e le scelte dei protagonisti - cosa rara ai giorni nostri - tutto è dosato attentamente e il regista si diverte a giocare al gatto col topo con lo spettatore, riuscendo nell'impresa di non anticipare mai nulla di quello che avverrà, anzi, si diverte persino a giocare con lui.
Il cast è veramente bravo, la regia è studiata e attenta, la sceneggiatura appetitosa, e non ci sono mai colpi di scena stupidi e insensati, anzi, sono esattamente come il regista vuole che siano, e lo spettatore che davanti al film cera possibili soluzioni, non può fare altro che posare per un attimo i suoi popcorn e studiarsi una possibile soluzione....ci riuscirete? Io credo di si.
Un buon film che supera abbondantemente la sufficienza, e questa volta me lo dovete concedere.
Voto: 7




venerdì 18 aprile 2014

Il Ricatto

Ok, ecco che dico la mia su questo film: Il ricatto è una vera porcata paraculata, soprattutto verso il finale del film, fin dall'inizio ha delle potenzialità pazzesche, abbiamo due attori straordinari come protagonisti: Elijah Wood come protagonista nel ruolo di Tom Selznick, giovane promessa della musica classica che torna sulle scene su insistenza della moglie.
Abbiamo anche uno psicopatico che lo mette sotto tiro per tutta la durata del concerto, se sbaglia una nota MUORE! E chi lo interpreta lo psicopatico? John Cusack che dopo Il Cacciatore di Donne ha preso gusto a interpretare ruoli negativi.

Il film scorre che è un piacere, e ti inchioda alla poltrona. Man mano che il tempo passa capisci di stare assistendo a un opera che vale la pena vedere, ma che sul più bello, quando deve esserci una risoluzione del caso, si sgonfia come un sufflè uscito dal forno troppo in fretta.
Si, avete capito bene, questo film che è un ottimo thriller che ricorda alla lontana il cinema di hitchcock, ha delle potenzialità pazzesche che non riesce a sviluppare in pieno.
Ma che paura ha il regista, vai avanti con la storia, trova una soluzione accattivante, alla fine non sa davvero che direzione prendere e tocca la banalità più profonda e insensata, ma perchè?
Rovinare un così bel film è sinonimo di dilettanti, nelle mani di un De Palma, questo film sarebbe stato azzeccatissimo e intrigante, Mira invece tenta la strada più banale ma non è credibile, è come se lui avesse giocato una grande partita a scacchi, ma al momento di fare scacco matto sbaglia mossa e si perde davvero in un bicchiere d'acqua.
Tutto fumo e niente arrosto quindi, per un film che poteva essere un grandissimo film ma che sprofonda nella banalità invece di decollare con un astuto finale che lasciava sbalorditi gli spettatori.
Peccato, nonostante i buoni propositi e le interpretazioni eccellenti degli attori, stilisticamente è davvero intrigante, ma bisogna badare sia alla forma del soggetto che ai contenuti...
con questo il film risulta senza infamia e senza lode, ma poteva essere di più...molto di più.
Voto: 6 e 1/2


giovedì 17 aprile 2014

Storia d'Inverno

Storia d'inverno, ci siamo...ecco che quando la fantasia si immischia con l'amore escono fuori dei film capaci di incatenarti alla poltrona, è il caso di Storia d'inverno esordio cinematografico del regista Akiva Goldsman, che vede tra i protagonisti Colin Farrell, Russell Crowe, Jessica Brown Findley e Jennifer Connelly.
Siamo dalle parti del mito, del racconto che supera il tempo e lo spazio con al centro un grande amore e una missione speciale da compiere.
Il nostro eroe non è certo un tipo venuto sulla terra come gli altri, lui ha una missione da compiere, pur essendo un ladro ed è sempre in contrasto con il cattivo Perly che rappresenta il male da cui deve scappare, e quando si innamora di Beverly ragazza malta a un passo dalla morte deve fare di tutto per salvarla dalle grinfie del suo nemico, e come fa? Grazie a un cavallo alato che è arrivato per guidarlo nella sua missione...ma la vita gli riserverà un mare di sorprese.

Eh si, è il caso di dirlo, è un film davvero bello, mi è piaciuto soprattutto perchè non si limita ad essere senza infamia e senza lode, ma ti avvince e ti cattura dalla prima all'ultima scena. Poi vogliamo mettere anche la bravura di Colin Farrell? Hehehe, quest'attore ho iniziato ad apprezzarlo non appena la febbre da cinema che mi ha preso quest'anno è cominciata.
Davvero bello lo scontro tra bene e male nell'eterna lotta, tra Peter e il suo antagonista, che non gli da tregua finchè non lo sconfigge, Russell Crowe in questo è davvero molto bravo, il suo ruolo di cattivo spicca e intriga per tutto il film, ma Colin Farrell gli fa davvero il culo con il suo ruolo positivo.
Bellissima l'impostazione fiabesca/Fantasy su cui si basa il soggetto, che riesce ad incantare fino alla fine senza mai stancare o annoiare lo spettatore, la regia sa bene dove deve andare a puntare, e non sbava mai pur sapendo perfettamente che il film non è un capolavoro, ma riesce a conquistare scena dopo scena, in poche parole, è impossibile che questo film non vi piaccia, a meno che non apprezziate il genere, e questo è tutto un altro discorso.
Il segreto del cavallo che lo guida lo scoprirà attraverso lo spazio e il tempo, infatti lui non è certo un umano come tutti gli altri...ha una missione da compiere, che ovviamente non dico per non rovinarvi la sorpresa...
Un film davvero fatto bene, coinvolgente al massimo, capace di farti divertire e commuovere, e stavolta io gli do un bel voto: se lo merita.
Voto: 7 e 1/2



Cineumorismo "Lei" ma chi Samantha? No no, Arwen Lynch...

Theodore: Samantha? Ma dove sei?
Samanthaaaa?
E intanto il tempo passa aspettando l'os che non arriva mai...ma dopo tre ore che lui sta al pc senza alcuna risposta arriva lei...ma chi finalmente è arrivata?


Arwen: Ciaaaooo, te voi fa na chattata?
Theodore: Ma chi sei?
Arwen: So Arwen, sostituisco Samantha pecchè m'ha detto che vole soddisfare i suoi affidati, e so tanti sai, ma io dico come ca**hio fa?
Bah, intanto come stai, come te la passi?
Theodore: Come è andata via? Ma perchè la stai rimpiazzando?
Arwen: Pecchè non ce so più Os, e li stanno sostituendo con le persone vere, tra cui io senti se voi ce possiamo fa quattro risate tanto pe passare tempo no? Lo so che co samantha ci pomiciavi, ma so brava pure io se voglio.

Theodore è in crisi provonda, non c'è Samantha, la sua Os, e allora comincia la sua tristezza...


Theodore: IO VOGLIO SAMANTHA!!! Sai se per caso è andato in tilt il circuito del programma?
Arwen: E che nne so io, so qui, poi se vogliono metterci gente vera può darsi che il programmatore se sarà stufato dato che glie arrivano infinite richieste per quella là...
Theodore: Parli di Samantha?
Arwen: SI!!! E' mezz'ora che t'ho dico...
Allora te voi fa quattro risate O  NO?
Theodore comincia a piangere, perchè era davvero innamorato di Samantha, e Arwen cerca di consolarlo.
Arwen: Ok, capisco che c'eri affezionato e ti ingrippava, ma lo posso fa pur io se voi...
Theodore: Ma allora è finita l'era degli Os.
Arwen: Pare de si...Daje non ce pensà senti te metto na canzoncina che te piace così non ce pensi, te la mando via emale okappa?

Appena Arwen gli manda la canzoncina lui comincia a sorridere...finalmente una persona vera gli ha ridato il sorriso e la gioia...



Arwen: Non te piace parlà co na persona vera?
Theodore: Si certo, mi piace kiss, e tu sai baciare bene?
Arwen: Ooooh si, non immagini quanto hehehe...
Theodore: Con la lingua in bocca?
Arwen: Te piace il bacio alla francese vedo...
Theodore: (ride) ne sai una pù del diavolo tu...Ma senti ti andrebbe di conoscerci?
Arwen: Io sostituisco Samantha, ma pe conoscerci non crede che faccio quello che faccio al pc...possiamo parlà poi se da cosa nasce cosa...
Theodore: Ok, certo capisco...
Arwen: Sarà il tempo a dillo...però deve rimanè segreto altrimenti perdo il posto.

Ma succede un altro corto circuito, il programma si è impallato, una scintilla, forse due eeeeeeeeh la voce che era al pc si materializza davanti a lui....ma come? USCENDO DALLA PORTA!!!

Theodore: Oddio che succede?
Arwen: Ciaooo, ecco vedi, hai capito che si nasconde nei programmi al pc...

Theodore la guarda confuso...non capendo cosa succede le si avvicina...
Arwen: Samantha ero io, e il programma è stato sintetizzato da un virus che ha cancellato gli os...e così so apparsa io...me dispiace....
Theodore: Davvero?
Arwen: Si, pe questo la compagnia pe non perde i soldi ha chiamato le persone vere, e ora stanno in causa...me dispiace...
Theodore: Ma che stronzi!!!
Arwen: Ora accendo la tivvù e te faccio vedè come so messi...
Theodore: Ora perderai il lavoro?
Arwen: Me sa di si, ma non importa, tanto semo in america terra delle opportunità, mica in italia che se perdi il lavoro non lo trovi più hahaha...

Ma all'improvviso, la voce di Samantha torna a farsi sentire...e lui sta per strozzare Arwen...che gli dice...
Arwen: No, hay banda, no hay banda, E' tutto registrato, tutto registrato non c'è niente de vero l'ho fatto iooooooooooo!!!!
prende il registratore e gli fa sentire la registrazione....
Theodore: Che figli di P*****a!!!!

mercoledì 16 aprile 2014

Nymphomaniac Vol 2

Ecco ci siamo, arrivati a questo punto credo che non servano mille parole o stratagemmi per continuare la recensione di Nymphomaniac o Nymph()maniac come è scritto nella locandina, potrei concludere dicendo ok, se volete vedere la più bassa ricerca per il piacere sessuale guardate anche il seguito della storia...stop! Ma non voglio farlo.
Per chi mi conosce bene sa quanto io vada a fondo nelle cose, e Lars Von Trier sa perfettamente che deve dare un senso compiuto alla storia.
E così fa...nella seconda parte si sottolinea la mancanza di umanità della protagonista, che nonostante abbia generato un figlio - non l'ha fatto certo per senso materno, ma per cercare di sistemare la sensibilità alla vagina - non riesce a provare amore neanche per quel pargoletto che ha messo al mondo.
Sinteticamente parlando Joe è una persona anaffettiva, quello che prova lo prova attraverso la sua vagina, è lì che c'è il centro del suo universo.
Nonostante si divaghi spesso su presunti orgasmi che vengono da soli, durante la visione di figure mistiche - ma Von Trier dove vuole andare a parare? - e ricerca di qualcosa che spieghi  la sua ninfomania, che parli di religione - addirittura - e musica come se fosse veramente una cosa normalissima, ok, la voglia di scopare ce l'ho pure io, ma non chiedo semplicemente a Dio perchè mi viene voglia di scopare, lo faccio stop... è un impulso normale e ce l'abbiamo tutti; quello che manca al film? L'empatia, non riesce a creare identificazione con la storia e il personaggio.


Von Trier qui cazzeggia di brutto, che sia arrapato l'abbiamo capito tutti, ma dovrebbe smetterla di promettere la provocazione e poi davanti al film fare aspettare lo spettatore, e non dare ciò che il film promette, e poi perchè puntare sempre sulla depressione? Come se il sesso fosse la cosa più brutta di questo mondo...ok lo sappiamo che noi donne siamo esseri umani, sappiamo che abbiamo i nostri impulsi e li sfoghiamo, ma voglio immedesimarmi in Joe, capirla, respirarla, non voglio soltanto ricercare con lei i motivi della sua ninfomania, voglio potermi identificare con lei, voglio anche conoscerla.
Perchè non accade questo?
Semplicemente perchè e questa è una mia supposizione Von Trier, ha voluto esprimere il degrado che esiste quando una donna ha una voglia irrefrenabile di fare sesso - fare l'amore è un altra cosa - e quando non si è capaci di provare più nulla - soprattutto quando ti sei fatta un sacco di persone - cercare altri stimoli, altre pratiche - come il masochismo - dove si bagna moltissimo.
E se nel primo capitolo lei si bagna persino davanti al padre morto, e non riuscendo a esprimere dolore si fa pure gli infermieri, qui invece cerca una soluzione al problema, arrivando persino ad andare a una seduta per curare la ninfomania, seduta che poi lascerà perchè ormai la sua strada non può essere cambiata.
Il personaggio di Seligman è fasullo, sembra che la capisca, ma in realtà si rivela per quello che è...prima dice di essere vergine, alla suonata età di settant'anni - vabè solo un cretino ci crederebbe - per poi nel finale rivelarsi un po' come tutti gli uomini che ha avuto, e quello sparo nel buio che lascia mille interrogativi, fanno si che il film resti un opera incompiuta, lasciando mille domande allo spettatore.
Persino quando fa le riscossioni e si "prende cura" una ragazza dalle orecchie deformi, ha un suo perchè, ma allo stesso tempo quando ormai Jerome l'ha praticamente diseredata e ha portato il bambino in affidamento presso un altra famiglia, scopre una tresca tra loro due, ed è per questo che Seligman l'ha trovata esamine all'inizio.
In questo secondo capitolo non si chiude il cerchio, come mi aspettavo, ma si apre un altro spiraglio, a questo punto ci vuole un Nymphomaniac vol 3 non trovate?
In conclusione, Nymphomaniac resta un film imperfetto, che segna la fine di una trilogia, ed è molto lontano dai grandi capolavori dove veramente Lars Von Trier ha fatto sentire il dolore, la depressione, e l'empatia con lo spettatore, se ripenso alla Selma o a Bess, il mio cuore si riempe di commozione, a differenza di Joe se ricordate la gara per i cioccolattini capirete di cosa sto parlando.
Voto al film completo che riguarda anche il Vol 1: 6 e 1/2 per il volume 2 e 7 per il volume 1
Perchè? Perchè Nymph()maniac un opera incompiuta che avrebbe potuto dare molto di più avendo tutte le potenzialità e considerando i precedenti lavori di Trier.



Quattro Matrimoni e un Funerale

E' la commedia romantica per eccellenza degli anni novanta, e ha fatto rivelare l'attore Hugh Grant che interpreta il ruolo di Charles che è single, e crede che ormai non riuscirà a trovare l'anima gemella. Timido e impacciato e spesso causa delle gaffes...quello che non si aspetta è che al primo matrimonio di alcuni amici, incontra Carrie; lei è americana e accetta subito la corte di Charles credendo sia l'avventura di una notte.
Quello che non si aspetta è che i due si ritroveranno anche al secondo matrimonio, in cui approfondiscono quello che è nato al primo, ma...lei gli presenta il suo fidanzato Hamish.
Il terzo matrimonio è proprio quello di Carrie, e durante le nozze muore l'amico omosessuale Garreth, e qui c'è il funerale...
E il quarto matrimonio? E' quello di Charles che sposa Henrietta che gli amici chiamano faccia da chiulo...ma un imprevisto forse farà cambiare idea al nostro amico...

Una commedia deliziosa, con un ritmo particolarmente serrato ed efficace, il regista sa dove deve andare a puntare, e fa di tutto per rendere gradevole la storia e i personaggi, quasi come se lui stesso ci rende partecipi di quei matrimoni, come se lo spettatore fosse uno dei protagonisti del film.
Non capita tutti i giorni di vedere un film del genere, soprattutto quando i protagonisti siano allo stesso tempo simpatici e accattivanti.
Non manca nulla in Quattro Matrimoni e un Funerale, gli ingredienti sono ben dosati e risulta molto facile immedesimarsi nella storia e riconoscersi nei personaggi.
Nonostante sia una commedia romantica non è affatto sdolcinato, in molte commedie del genere c'è questo rischio e qui fortunatamente non succede.
C'è ironia, molta ironia, e il fatto che sia inglesissimo e perspicace punta dritto al suo obiettivo in maniera precisa e non fa per niente giri di parole o si perde in assurdi preambuli.
E questo signori miei è più un pregio che un difetto.
Ma di difetti ce ne sono?
Forse, non è certo un capolavoro, ma si fa vedere bene perchè è molto divertente. Con un genere come la commedia romantica, aspettarsi un capolavoro è una parola grossa, è senz'altro un buon film; fate attenzione alla piccola parte di Rowan Atkinson che è la più divertente del film.
In conclusione: un piccolo grande film sull'amore, una commedia dallo humor british che diverte e allo stesso tempo conquista, grazie ad un tocco fresco e frizzante.
Cosa volere di più da una commedia romantica?
Voto: 7



martedì 15 aprile 2014

Nymphomaniac Vol 1

Ok come si dice?
Battiamo il ferro finchè è caldo.
Dunque anche io sto recensendo l'ultima fatica di Lars Von Trier che diciamolo subito, non è certo il suo film migliore, è un ottimo film e mi ha colpita perchè l'ho apprezzato molto, ora, ci sono coloro che non l'hanno apprezzato: capisco anche il motivo.
Dunque, fermo restando che, questa è la prima parte del film - io le ho viste tutte e due e spero domani di recensire anche la seconda parte per un più esauriente parere. - la recensione vera e propria arriverà domani in cui esplifico con parole semplici ciò che  il film mi ha dato.

Terzo e ultimo capitolo della trilogia sulla depressione - oh finalmente - cominciata con Antichrist e proseguita con Melancholia, non è neanche la versione ardita del film, quella in cui si vedono scene esplicite...sinceramente non so se apprezzerei quella versione, anche se la vedrò una volta uscita in dvd.
Allora, andiamo a noi? Eccocci qui.
Per questa prima parte Von Trier che presenta come personaggio un antieroina, una persona che fa scelte immorali - è classico del suo cinema - ma qui non è come le altre sue pellicole, qui noi dobbiamo ascoltare le sue ragioni e capire i suoi perchè e i per come...non c'è identificazione, non c'è compassione NULLA!!! Forse anche per questo il film pecca un po' di manierismo, si comprende che Von Trier vuole sbatterti in faccia Joe e tu, da spettatore la devi ascoltare.
Il personaggio di Seligman è un furbone, che sembra all'inizio l'unico che possa ascoltarla, ma poi per il finale scioccante che non ti aspetti getta la sua  maschera, rivelando la sua vera natura.
Charlotte Gainsbourg è bravissima come sempre, l'attrice che interpreta Joe da ragazzina un po' meno, ma nel film ci sta bene.


Ma, e dico ma, in questo film si fanno troppi sermoni, non doveva essere una pellicola scandalosa? Si rischia davvero di dormire con tutti quei discorsi, parole parole parole e niente fatti? Ok i fatti ci sono pure, ma, sembra di assistere a una seduta psicanalitica - astenersi per chi ne ha le palle piene di psicologi - fatta da uno che non è uno psicologo sottolineiamo, ricordiamo come Seligman accoglie Joe?
Alla fine cosa resta di Nymphomaniac? Specialmente di questo primo volume? O primo tempo come vogliate chiamarlo? Una rivalsa di Von Trier a coloro che lo accusavano di misoginia. Può essere, e comunque sia questa è una introduzione alla vera e propria recensione, quindi domani mi scateno per bene analizzando sia il primo che il secondo capitolo.
La cosa che stupisce è come viene trattato l'universo maschile, dalla prima volta di Joe squallida, con Jerome che affonda tre volte in vagina e 5 nel deretano, io l'ho trovata fastidiosa, non era sesso, ma neanche amore, era prendersi una femmina e basta...non c'era sentimento nulla...bah se per Von Trier la perdita della verginità è così allora diciamo che stiamo messi male.
E va bene che anche per una donna il sesso è una cosa normale, ormai si capisce fin troppo bene, ma forse Von Trier avrebbe dovuto affrontare l'argomento per quello che è, non creando scandalo, ma cercando di fare avvicinare il pubblico a Joe per quanto immorale sia, ma forse a lui interessava solo creare l'atmosfera scioccante da quel provocatore che è...fatto sta che c'è riuscito, infatti il pubblico si è diviso, tra quelli che hanno apprezzato - come la sottoscritta ma in parte - e quelli che l'hanno massacrato.
La parte migliore? I momenti con il padre, l'unico uomo in grado di capire Joe e forse l'unico uomo che l'ha voluta davvero bene, per il resto il film è infarcito di pipponi musicali, religiosi alla continua ricerca di un perchè della ninfomania di Joe.
Ah dimenticavo, la comparsata di Uma Thurman è da antologia e salva il film dalla noia, ruolo da incorniciare, quello della moglie tradita ed è stato quello che mi ha divertita di più e risvegliata maggiormente.
Nessun voto per ora, a domani con la recensione vera e propria.






Venere in Pelliccia

Torna Polanski, ancora con un testo teatrale dopo la precedente esperienza di Carnage, ma questa volta i protagonisti sono due: Thomas un regista teatrale che sta allestendo i provini per la Venere In Pelliccia e Vanda, che arriva a teatro a provini conclusi.
Dopo un iniziale fastidio per il ritardo della donna, Thomas si convince a visionare la sua prova, quello che non sa che non sarà un semplice provino, ma una lotta tra sessi senza esclusione di colpi, capace di rimescolare i ruoli e immergersi maggiormente nei personaggi.

Lo dico subito, non è un film facile, a tratti può sembrare deludente ma vi assicuro che non lo è.
Se fate bene attenzione alla storia che si svolge a teatro, dove i ruoli possono essere rimescolati e dove la battaglia tra uomo e donna tocca un culmine entusiastico in cui si capisce che sin dall'inizio Vanda ha il controllo di tutto.
Che l'uomo in realtà sia una pedina debole lo si capisce dal momento in cui il regista si cala totalmente nella parte, persino quando ci sono i battibecchi riguardo alla storia che lui vuole trasportare a teatro.
Sembra di assistere al duello tra Polanski incarnato nella figura di Mathieu Amalric qui per altro bravissimo, e sua moglie Emanuelle Seigner - davvero straordinaria, sembra che questo ruolo le sia cucito addosso come un marchio.
E poi ne vogliamo parlare? Due soli personaggi chiusi in un teatro, per un provino, all'inizio lui è restìo ad ascoltarla, dopo aver visionato provini per tutti sfido chiunque a rimanere a teatro a visionare l'ultima candidata, che per altro non è nemmeno nella lista delle attrici che dovrebbero presentarsi per il ruolo.
Eppure, è lei perfetta per il ruolo: ma c'è di più.
Sarà anche colei che metterà in esame il suo ruolo di uomo, che lo renderà donna facendolo vestire i suoi panni, e lui assorbirà questo ruolo mettendo alla luce tutta la sua debolezza. Perchè si, l'uomo è forte finchè ha ben stretti i suoi pantaloni, quando una donna gli fa provare cosa si prova ad essere donna entra in crisi, come succede a Thomas, il regista della Pièce.
Cosa penso di questo film? Un passo avanti rispetto alla pellicola precedente senza dubbio, qui si diverte a giocare con sua moglie, unendo l'eterno conflitto tra uomo e donna, con incomprensioni, momenti esilaranti, e anche drammatici, battute di sarcasmo fino allo sconvolgente e comicissimo finale...che non vi dico perchè è tutto un programma...quello che vi chiedo è...secondo voi chi vince lui o LEI?
Voto: 8

lunedì 14 aprile 2014

The Lego Movie

Lego Movie? Ok, basta la parola.
Ehy ehy ehy, che avete capito, no non finisce qui la recensione, diciamo che è appena cominciata.
Allooooora, la storia è quella di un operaio Emmet, che fa normalmente il suo lavoro ed è completamente ignaro di cosa succede nella città, finchè un giorno non cade nella voragine e rimane attaccato a un pezzo luminoso...ma che succede intorno a lui? Il mondo sembra essere cambiato senza che lui se ne fosse accorto...infatti con l'arrivo di un altra pupazzetta lego in cui accade questo incidente, diventa avventuriero per la salvezza della sua città da una dittatura feroce che mina la tranquilla vita degli abitanti...

E così Emmet, un timido operaio si trasforma in super eroe per la salvezza dell'umanità. Riuscendo pure  a smacherare una setta che lo crede il prescelto, riuscirà forse a detronare anche il cattivo dittatore della città?
In un susseguirsi di colpi di scena, scene esilaranti, e la nascita timida dell'amore tra Emmet e la sua legolina, che conosce batman, supereroe vero che darà una mano al nostro piccolo amico, anche se scatenerà la sua gelosia per la conquista della legolina.
In complesso un film divertente e spensierato, come non si vedevano da tempo, se siete stati bambini negli anni 80/90 conoscerete la lego con i suoi mattoncini e pupazzetti, perchè ci abbiamo giocato tutti noi, ragazzi della vecchia generazione.
Così ecco un film che ricorda la grande marca di giocattoli, mettendo ingredienti speciali, quali l'avventura, l'amore, il fantastico, e via dicendo in un miscuglio di suspance divertimento, umorismo e più ne ha, più ne metta.
Cosa chiedere di più da un film d'animazione che ti fa anche sorridere?
Nonostante sia appetitoso, dobbiamo però dire che la parte migliore si ha quando sono in scena le animazioni. Quando arriva il live action il film ci perde un po' calando la tensione, e quindi ciò che poteva essere un ottimo film si sgonfia come un sufflè uscito troppo presto dal forno. Peccato.
Se fai un film d'animazione deve essere d'animazione tutto quanto, se ci metti pure gli attori finisce la magia.
Senza infamia e senza lode con il guizzo di essere appetitoso.
Voto: 6 e 1/2


domenica 13 aprile 2014

Ken Park

Ok, sarò di poche parole, perchè certi film secondo me non meritano lunghissime recensioni, non perchè sono brutti, ma perchè qualsiasi parola non sarebbe all'altezza per descriverli meglio; ecco il mio consiglio: LASCIATE PERDERE, NON GUARDATE QUESTO FILM!!!
Oh mamma, allora è brutto? No, non è brutto, semplicemente è il film che mi ha messo la pelle d'oca, non siamo ai livelli di Von trier che con Antichrist mi ha più volte fatto incazzare di brutto tanto che avrei  voluto picchiarlo, non guardatelo nel senso che il film è un vero e proprio pugno nello stomaco, e descrive una società dove quasi non c'è più religione per dirla con parole spicce.
Alla sceneggiatura abbiamo quel matto di Harmony Korine, che segna la sua ultima collaborazione con il regista Larry Clark.
Al centro della storia un gruppo di Skater, che hanno una sola cosa in testa: il sesso.
Si tratta di sesso, e si tratta anche di ossessioni, come quella del padre che fa vestire la figlia come sua moglie e la tratta come fosse lei. Quando la trova a copulare con il fidanzatino le fa indossare l'abito da sposa, come se fosse sua, poi c'è un ragazzino che si fa mamma e figliola, sotto gli occhi ignari di un padre che non sospetta nulla - allucinata la scena del connilungus alla mammina dopo che lei sistema i vestiti puliti - e che vive con un paraocchi mentre il mondo intorno a lui va a sfracelli.
Un altro ragazzino progetta di uccidere i nonni per ereditarne le sostanze, e al culmine dopo che ha compiuto il suo progetto si fa una sega in bella vista - roba mai vista in un film cosidetto normale - con un cappio al collo "eccitato" dal mugolare delle tenniste in tv.
Insomma avete capito, non è un film per palati fini, una vera e propria apocalisse, raccontata senza peli sulla lingua e facili sentimentalismi da filmetti per famiglie, NO, qui c'è un inizio da fare venire i brividi, un ragazzino va in una pista di skeightboard e si uccide sparandosi in testa, e poi comincia l'apocalisse, il racconto dei suoi amici, e le persone che fino ad allora lo hanno circondato...ooops mi sono dilungata, avevo detto di usare poche parole, e guardate cosa è uscito fuori?
In conclusione, una spietata denuncia a una società malata, dove non esiste la pietà e la comprensione verso il prossimo, un vero pugno nello stomaco, stop.
Voto: 8





American Graffiti

Un gruppo di amici si ritrovano per l'ultima notte prima di partire per il vietnam e per il college, un ultima notte di follia che segna la fine dell'adolescenza e l'inizio dell'età adulta, dove quella notte e per una sola notte, si vive con la spensieratezza in cui tutto viene dimenticato, persino il loro futuro incerto, e alla radio, è Lupo Solitario a musicare la loro ultima festa.
Prima di Guerre Stellari, che lo avrebbe portato nell'olimpo dei più grandi registi di tutti i tempi, George Lucas firma questo piccolo film.
Un film nostalgico e spensierato, su un gruppo di amici che passano un ultima notte prima di partire per il fronte, una sola notte in cui tutto succede e tutto accadrà esattamente come se lo aspettano. Non si penserà alla guerra che andranno a combattere, si penserà solo a spassarsela per un ultima notte di spensieratezza che fa dimenticare l'orrore a cui andranno incontro.
Per una volta, Lucas, fa un film sui giovani in cui nell'arco di una breve notte ci sarà una festa indimenticabile tra le strade d'america; in pratica è questo American Graffiti, un affresco in cui tutti noi ci ritroviamo in quei drive in, alla radio di Lupo Solitario nelle corse in automobile e via dicendo.
Nel film ci sono 4 amici Curt e Steve, che dopo quella notte dovranno partire per il college, mentre gli altri due forse vanno al fronte.
E così tra scorribande, gare automobilistiche, inseguimenti di misteriose bionde e via dicendo, passeranno la notte più indimenticabile della loro vita, per dare l'addio all'adolescenza, e cominciare l'età adulta.
Un rito di passaggio in cui ognuno di noi ci siamo ritrovati, forse i nostri amici vogliono solo avere la certezza che nulla finirà dopo quella notte: anche se la sicurezza è l'ultima cosa a cui pensare.
Tutto in una notte, per stare con gli amici più cari, per stare aggrappati alle cose che ti stanno più a cuore e capire che forse un giorno tutto questo finirà. Quante volte vi siete trovati in una situazione simile? Vorresti che non finisse mai, poi ti accorgi che stai comunque cambiando, e quei momenti faranno parte dei tuoi ricordi, pagine ingiallite di memoria che rimarranno per sempre nel tuo cuore.
Immenso.
Il cast di attori è perfetto per la parte, tra cui spicca un giovanissimo Ron Howard che diventerà famoso prima in tv con Happy Days, e poi come regista.
George Lucas dirige un film fresco, vintage, ma capace di non temere il passare del tempo diventando una pellicola cult da possedere.
Che altro dire? Guardatelo.
Voto: 8



sabato 12 aprile 2014

Club Silencio - Stagione 1 Puntata 3 - 8 e 1/2

Club Silencio...
Special settimanale della fabbrica dei sogni curato da Arwen Lynch, questa settimana si parla di 8 e 1/2 capolavoro di Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Anouk Aimee e Sandra Milo.

Eccoci arrivati all'appuntamento con Fellini, per me è e resta il più grande regista italiano di tutti i tempi, per Club Silencio ho scelto il suo film più surreale, e anche il più personale.
Qui Fellini racconta se stesso, il suo passato, il suo futuro e soprattutto il suo presente, potremo definirlo la summa del suo cinema, dove all'inizio trovi il protagonista dentro un sogno ingabbiato in una galleria con dei pullman fermi, per poi vederti librare in aria con una corda sulla gamba, e al risveglio c'è lui, Guido Anselmi regista in crisi creativa ma anche personale, ci sono la moglie, l'amante, la madre, il padre e via dicendo.
Un intero universo generato da un genio assoluto della settima arte, che racconta se stesso attraverso l'attore feticcio Marcello Mastroianni, vero e proprio alter ego personale che incarna le paure, la vita attraverso i sogni, gli incubi e tutto ciò che lo ha segnato nella vita, persino l'influenza della chiesa cattolica che ha in un certo senso tramortito la sua vita sessuale.
Il tutto raccontato con sguardo disincantato, in un film che è una esplicita dichiarazione d'amore verso il cinema ma soprattutto verso la vita. Un film capace di influenzare tantissimi registi, con risultati più o meno riusciti, anche se sinceramente risultano essere alcuni ombre di un capolavoro che messe a confronto cadono miseramente (si veda il musical Nine di Rob Marshall), altri ispirati ma personalizzati in  maniera unica senza toccare il lavoro di fellini (come All That Jazz di Fosse), altri ispirati alla letteratura erotica come (8 donne e mezzo di Greenaway).

Qui Troverete un filmato che parla del film in maniera esplicativa.

 Cosa fa di un artista un genio? Cosa può accompagnarlo nel grande disegno divino che gli ha dato un grande talento? Ovviamente un viaggio dentro se stesso e il suo mondo, il viaggio di Guido Anselmi è un viaggio che prima o poi ognuno di noi deve percorrere, e sono le cose che amiamo di più a darci l'ispirazione giusta, il guardare dentro noi stessi e scoprire che la strada che dobbiamo prendere è proprio lì davanti a noi, ma forse eravamo troppo ciechi per percorrerla, o forse non eravamo abbastanza preparati, o concentrati.
Ma che succede?
Il regista decide che il film non si fa più, si arrende getta la spugna, ma è proprio qui che succede quello che non si aspetta...



ma questo vuol dire rinunciare ai propri sogni, alla propria vita, e quando capirà che il grande circo del suo mondo arriva per riportarlo sulla retta via, cambia idea. E menomale direi...
Dopo molto tempo a sognare, e a rimanere attaccati a un illusione, finalmente rimette i piedi per terra per poter fare il film, fa pace con il suo passato, con i suoi fantasmi e trova la strada da intraprendere...





Fellini ci ha regalato un grandissimo film, imprescindibile se amate il cinema o se volete entrare in quel grande calderone della fabbrica dei sogni per diventare registi.
Un opera che ha accompagnato generazioni e generazioni di spettatori, cinefili, semplici appassionati e registi, che ha cambiato il modo di fare e soprattutto di vedere il cinema, lì dentro quel film, ci sono tutti i generi cinematografici esistenti, il fantastico il surreale, il drammatico e via dicendo, un opera maiuscola di questa portata soltanto un grandissimo regista quale era fellini è riuscito a fare uscire fuori, gli altri - pur avendo fatto alcuni opere maiuscole che lo omaggiano - hanno solo preso ispirazione da questo grandissimo film.
E con questo è tutto, noi ci rivediamo dopo pasqua, il 26 aprile, con un film stavolta diverso dal solito che presento per questi specials, si tratta di Le Onde Del Destino di  Lars Von Trier, se volete partecipare non dovete fare altro che spedirmi il vostro scritto qui lafabricadeisogni@gmail.com.
A presto :)

Club Silencio...Intro

Club Silencio...
Special settimanale curato da Arwen lynch. Questa settimana si parla di 8 e 1/2 Capolavoro di Federico Fellini, tanto per cominciare gustatevi questa intro, con questo filmato.




venerdì 11 aprile 2014

The Devil You Know

Questo film ancora non è uscito in italia.
Posso capire le motivazioni, anche se sinceramente non è così scabroso, ma forse sono i contenuti a non convincere fino in fondo i distributori a metterlo in circolo.
Vabè non è che sia tutta questa grande storia, che di originale ha ben poco, peccato che hanno sprecato una grandissima attrice come Lena Olin qui assolutamente fuori parte, e anche la brava Rosamunde Pike che sembra una macchietta senza sostanza e nè carattere, che interpreta una figlia incapace di sostenere confronti, basta non dico nulla, quello che dico è che c'è molto meglio in giro, non sprecate tempo con questi filmetti, apparte il fatto che sia la Olin che la Pike, hanno fatto meglio, molto meglio, quindi suggerirei di cercare titoli migliori invece di questa prevedibile - i colpi di scena sono fasulli, studiati a tavolino per confondere le acque, poi quando si scopre tutto si ha la sensazione di esclamare beh e allora? - segno che il regista invece di ispirarsi a un maestro come Hitchcock, che lui SI era grande, e sapeva  calibrare perfettamente il tutto, fa di testa sua, e i risultati si vedono.
Il Thriller ha le sue regole che non devono essere violate, chi le viola di solito fa dei pasticci che potrebbero essere evitati.
Un brutto capitombolo per queste due attrici, che se il plot sarebbe stato diverso avrebbero fatto faville insieme.
La regia è praticamente inesistente, e il film è supportato per la maggior parte dalle due attrici gli altri protagonisti sono soltanto delle ombre messe lì a supportare il tutto e soprattutto a rimescolare le acque per confondere lo spettatore...bah, il film è evitabile, in giro c'è di meglio, c'è MOLTO meglio.
Voto: 3


Before Midnight

Terzo capitolo della storia d'amore tra Jessie e Celine che segue il capitolo precedente, ora lui è divorziato e vive insieme a Celine, all'inizio lo vediamo accompagnare il figlio a casa dalla madre, poi sorpresa lo vediamo accanto alla sua bella con cui ha formato una nuova famiglia.
E qui si chiude il cerchio, anche se ancora le parole escono fuori come un fiume in piena, ora però sono una coppia, hanno una vita insieme e le prime difficoltà cominciano a farsi sentire così anche gli scontri, non prima di aver fatto una tenera scampagnata con alcuni amici.

E finalmente ritroviamo i nostri due eroi, dentro la loro vita insieme, durante una festa, una mangiata a casa di amici con le bambine che giocano intorno, e poi si confrontano ancora dopo delle effusioni con alcune scelte importanti, e qui si sussegue un litigio che fa sbriciolare la loro storia, lo risolveranno?
Eccocci qui, ora abbiamo Jessie e Celine nella loro vita insieme non sono più ragazzi, o due persone che hanno deciso di stare insieme e cominciare una vita, farsi una famiglia, qui sono adulti e vaccinati, hanno vissuto le tre fasi più importanti di un rapporto, e si trovano a decidere qualcosa che rivoluzionerà le loro vite, tra Celine che non vuole lasciare il suo lavoro di artista, e Jessie che vuole stare più accanto a suo figlio, scoppia un dramma compreso con un litigio davvero forte, nonostante Celine decida di non rinunciare al suo lavoro e di lasciare libero il marito di andare da suo figlio quando vuole.
Questo è il capitolo conclusivo, e ci pone una storia d'amore già navigata, vissuta non solo sognata o agognata, troviamo una coppia con due bambine, una coppia che vive insieme, fa l'amore, hanno una storia in comune, dividono il loro mondo, e sanno che senza l'altro uno di loro non può vivere, si conoscono, parlano, si incazzano e chi più ne ha più ne metta, ma alla fine è sempre l'amore che mette le cose a posto, soprattutto quello vero.
Il capitolo più maturo della saga, quello in cui è protagonista una coppia adulta, non ragazzini o giovani che hanno deciso di stare insieme.
Nonostante tutto devo dire che Linklater qui si è superato, ha davvero descritto una storia d'amore vera, non colorata dal romanticismo, la coppia protagonista è realistica, non si nasconde dietro le ombre del romanticismo, dei baci e delle carezzine, ma è fottutamente sincera, anzi fin troppo, e lo si percepisce sin dal primo episodio della saga.
Se penso a una canzone che ci starebbe bene per descrivere questa love story, mi viene in mente serenata rap di Jovanotti, quando lui canta "mettiti con me non sono un figlio di puttana, non ci credere alle cose che dicono di me, sono tutti un po' invidiosi. Chissà perchè. Io non ti prometto una storia di romanzi e di una canzone, io ti offro verità corpo anima e cervello, amore amore solo amore e solo quello."  beh questa canzone gli calza a pennello non credete?
Voto: 7 e 1/2


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