giovedì 15 novembre 2012

To Rome With love

Eh no Woody, stavolta non ci siamo. Mi sa che ambientare il film in italia, e più precisamente a Roma non ha giovato all'ispirazione del grande regista Newyorkese. Abbandonati i fasti delle sue tre città del cuore, al quale si è aggiunta da un bel po' di anni anche Londra, Woody Allen sbarca in italia, con un film che sembra un mix tra la commedia romantica americana, e la copia mal riuscita o quasi del trittico manuale d'amore. Qui siamo proprio alla lontana, e tanto per aggiungere la ciliegina sulla torta quale attore italiano migliore scegliere? Ma Roberto Benigni; che per l'occasione debutta proprio per la prima volta in un film Alleniano, però c'è qualcosa che non va: ci sono troppe cose. Come dice un vecchio proverbio il troppo storpia, e lo si nota da una trama piuttosto confusa e inconcludente; da personaggi che vengono presentati senza mordente; da una regia che invece di aggregare il tutto è priva di ispirazione ed è incapace di raccontare al meglio la storia.
Per una volta, mi sembra logico dire che Woody Allen avrebbe fatto meglio a mettersi in pausa e scrivere un film più ispirato, piuttosto che dirigere questo filmetto che messo a confronto con cinepanettoni non è che si vede tanto la differenza. Stavolta Allen ha fatto un film all'italiana, ricchissimo di stereotipi e clichè, che non ci fanno fare una buona figura a noi italiani, lo devo dire.  Gli attori? Forse la migliore è Penelope Cruz, che offre al pubblico un ruolo colorito e spumeggiante, Benigni che in altri film è stato bravissimo e in alcuni anche fenomenale, in questo è una catastrofe assoluta, la sua parte non si capisce del tutto e non viene descritta come dovrebbe, perchè viene inseguito dalla tv? Cosa gli è successo? Non si spiega nulla, per questo film Allen è come uno stalliere pazzo, che guida un cavallo senza dirigerlo a dovere, per la prima volta non riesce ad amalgamare personaggi e trama per fare un film degno del suo nome, gli è successo diverse volte dove è stato brillante, si nota un titolo come La Dea dell'amore, o il film che ha preceduto questo  Midnight in Paris, dove ci ha regalato una trama parallela e originale.
La parte migliore è senza dubbio quella di Allen, nel ruolo del padre che scopre il tenore che canta bene solo sotto la doccia, il resto è solo noia.
Per questo film c'è un pollice verso, mi dispiace, lo so Allen è uno dei miei registi del cuore, ma quando si toppa si toppa, non è che posso dire il contrario...speriamo in una ripresa con un film migliore e magari più ispirato.
DA EVITARE.



4 commenti:

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...