domenica 12 aprile 2009

Da Morire

Una storia di lucida follia...una parodia o c'è dell'altro?
Gus Van Sant con Da Morire (in originale To Die For) traduce per lo schermo il romanzo scritto da Joyce Maynard (che tra l'altro compare in un cameo nel ruolo dell'avvocato di Suzanne) e scritto dalla penna acuta di Buck Henry, racconta la storia di Suzanne Stone, una bionda avvenente e un po' svampita ragazza di provincia che è spietatamente determinata a diventare un famoso volto televisivo.
Una volta in una recensione ho letto che la tv genera mostri, e Suzanne sembra uno di quei mostri che dietro l'apparenza di delicata statuina (così la definisce Larry ormai invaghito di lei) ma dentro di se possiede la determinazione a seguire il suo sogno, non importa se a lasciarci le penne sia il dolce maritino, (che nel frattempo le aveva proposto di lavorare per lui nel ristorante di famiglia) l'importante è seguire il proprio motto non sei nessuno in america se non appari in tv, è in tv che sappiamo chi realmente siamo, e se appari in tv diventi una persona migliore, un gioco di apparenze, un doppio gioco che in realtà maschera diverse sfaccettature, il motto scritto poco fa è agghiacciante...perchè chi lo dice che se appari in tv diventi una persona migliore? E' questa la genialità di Gus Van Sant che con questa magistrale commedia nera firma uno dei capolavori degli anni novanta, la ciliegina sulla torta la da una magistrale Nicole Kidman (qui forse in una delle sue migliori performance) che è così naturale e così vera che di Nicole non c'è nulla, noi vediamo Suzanne, i suoi vezzi, i suoi capricci, notiamo il suo modo di vestire e di pettinarsi, (all'inizio ha i capelli lunghi poi passa a un "professionale" taglio da donna in carriera) e la sua determinazione a seguire il suo sogno...come dice la locandina - avrebbe fatto di tutto per diventare qualcuno - e qualcuno lo diventa, ci sono diverse scene che mi hanno colpita, una dopo la cena in cui le due famiglie sono riunite e la sorella di Larry dice che farà un musical al teatro, Suzanne ovviamente dopo il "falso allarme" di cui la suocera crede in una gravidanza annuncia il suo lavoro in televisione, da notare come inarca il sopracciglio...un altra, la sera in cui muore larry, lei non versa una lacrima e al suono dell'inno nazionale attraversa l'ingresso di casa per essere intervistata con in braccio il cane Walter - veramente agghiacciante.
Gus Van Sant poi in questo film è davvero magistrale, firma una commedia nera che vira nel Thriller, ma che analizza la psicologia di chi per diventare qualcuno ha bisogno di essere qualcosa di importante, di apparire e di tralasciare la realtà che li circonda, anzi la si rifiuta totalmente, occhio a Joaquin Phoenix nel ruolo del pollo che perde totalmente se stesso preso dalle false promesse di chi lo sta solo usando per i suoi scopi personali, alcuni di voi lo dipingeranno come un babbeo, io non sono d'accordo, si sa che l'elemento più debole in certe situazioni è proprio l'uomo, ma la cosa che fa riflettere è che per "risolvere" una certa situazione lei abbia usato ragazzi a cui nessuno avrebbe creduto se avessero parlato di questa storia...come imparai guardando altri film l'apparenza inganna, Suzanne con il suo viso angelico, con i suoi vestitini color confetto, con il suo magico sorriso è più spietata di quanto appare, rifiuta totalmente una realtà che crede non le appartenga, vive riflessa nella sua immagine e non esiste nulla attorno a lei...forse perchè lei è e rimane solo un immagine dipinta nel piccolo schermo della tv.



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