Passa ai contenuti principali

An Education


Scritto da Nick Hornby, e diretto dalla regista danese, Lone Scherfig, è la storia di Jenny, una studentessa che incontra per caso David, un uomo sui trentanni che la attira per i suoi modi e per i suoi interessi, Jenny però ha quasi 17 anni, e sogna di vivere ma soprattutto di crescere con gente che ha più o meno i suoi stessi interessi, l'incontro con David sarà per lei la soluzione adatta per uscire dal grigiore della sua vita, e della rigida scuola, così con David e due suoi amici, frequenta locali, va a delle aste, partecipa a delle feste, insomma fa la vita che ha sempre sognato, con buona pace dei genitori con cui David è entrato in sintonia, ma ci sono cose nella vita di David che Jenny non sa, e il risveglio dalla realtà e dai suoi sogni la porterà a rientrare verso il college e alla vita che si era prefissata di seguire...

Un film interessante, dal punto di vista sociologico (è ambientato nella londra del 1961), si vede questa giovane, l'attrice protagonista è bravissima, che incontra una persona più grande di lei, con cui può parlare e confrontarsi su tutto, si innamora di lui, ci fa l'amore per la prima volta, tutto sembra andare per il meglio, fa le esperienze che ha sempre sognato di fare, i viaggi che ha sempre voluto fare, ma tutto questo porta delle conseguenze, Nick Hornby si ispira alle memorie della giornalista inglese Lynn Barber, per portare sullo schermo un piccolo racconto di vita che è un piccolo grande film, dalla parte delle ragazze, c'è la vita in questo film, la vita e anche i suoi imprevisti, entrambi i protagonisti, lei con il suo entusiasmo e la fretta di cominciare la sua vita, lui con i suoi abiti eleganti e il suo aspetto da giovanottone sono entrambi fuori tempo, il messaggio del film è proprio quello non di vivere la vita come si presenta, ma imparare che a tutto c'è un tempo stabilito, da antologia la scena in cui Jenny entusiasta della richiesta di matrimonio di David lascia la scuola, ma la scena migliore è quando la professoressa le dice di non lasciare gli studi, perchè le spezzerebbe il cuore, nel volto dell'attrice c'è il dolore della perdita di Jenny segno che lei ci teneva veramente ai suoi studi. Da vedere assolutamente.

Commenti

  1. un bel film. mi è sembrato che gli mancasse qualcosa per renderlo un grande film, ma magari da un punto di vista femminile è più facile cogliere maggiormente alcune sfumature della storia. splendida l'atmosfera 60s

    ne ho scritto anch'io qui
    http://pensiericannibali.blogspot.com/2010/02/we-dont-need-education.html

    RispondiElimina
  2. si è vero, oltretutto ho notato quando lei si innamora di lui, è capace anche a rinunciare allo studio, la malinconia nel volto della professoressa è una delle cose che mi è rimasta più impressa :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

Post popolari in questo blog

Tutti i Soldi del Mondo

Sinceramente,
La volete sapere una cosa? L'unico motivo per cui ho dato una chance a questo film, sono le indagini di Scotland Yard su Kevin Spacey.
Perché avevo deciso di chiudere con Ridley Scott e il suo cinema, non guardare Tutti i soldi del mondo, e scrivere un bel VAFFANCULO gigante perché secondo il mio parere, l'esclusione di Kevin Spacey, è stata ingiusta, in quanto fino a gennaio ho letto che le accuse dei suoi accusatori le hanno fatte o sui social network, o sui media.
Fermo restando che, le indagini della polizia non escludono il fatto che Spacey potrebbe e sottolineo potrebbe essere innocente dalle accuse di molestie sessuali, ma potrebbe rivelarsi anche colpevole, e allora?
Allora io penso che se un regista come Polanski, che nonostante si sia scopato una tredicenne lavora ancora, perché non dovrebbe farlo Spacey?
Bene concentriamoci sul film.
Tutti i Soldi Del Mondo, nonostante gli sforzi che ha fatto Ridley Scott, per salvare il film dallo scandalo, si rivela …

Netflix Week - Bright

Fino a qualche anno fa, ho sempre sostenuto che Will Smith fosse un bravo attore, mi stava simpatico e aumentava il mio buonumore, e per chi negli anni novanta ha visto anche i due Man in Black sa certamente di cosa sto parlando.
Col tempo invece l'ho perso di vista, avendo fatto percorsi diversi non credo di averlo seguito maggiormente negli ultimi anni, l'ultima volta che ho visto un suo film è stato in occasione della penultima pellicola di Shiamalan, da me criticatissima, e ho messo un po' da parte questo attore.

Le Avventure del Barone di Munchausen

E' il film più pazzo di Terry Gilliam, l'unico che ancora non avevo visto...
Risultato? Un viaggio nell'avventura e nella fantasia più incredibili, ma, è dico ma, è un film imperfetto, usato come esempio di come può andare storto, quando subentra la produzione nel maneggiamento di un opera cinematografica, se il regista non riesce a concludere un film.
Resta comunque l'opera imperfetta di un genio, che senza dubbio vale la pena di guardare.