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The Reader - A voce alta

The Reader - A Voce alta è tratto dal romanzo di Bernhard Shlink, narra la storia del giovane Michael, che viene aiutato da una donna misteriosa molto più grande di lui con cui intreccia una relazione amorosa.
La relazione è alquanto insolita perchè Hanna (interpretata da una bravissima Kate Winslet, fresca vincitrice di un oscar) ama che Michael legga per lei, l'eros si mescola con la parola letta e parlata, diventando una voce che parla e anche che esprime sentimenti e pulsioni, Michael non sospetta che in realtà Hanna sia analfabeta finchè un giorno lei scompare per poi trovarla imputata in un processo sulle vittime dell'olocausto in cui lei era una sorvegliante, lei potrebbe salvarsi e dire che non sa leggere, ma si vergogna a dirlo, così passerà trent'anni in carcere, finchè arriva il giorno in cui nella bellissima scena dell'ascolto dei nastri inviatale da Michael imparerà a leggere e a scrivere...
Stephen Daldry traduce per lo schermo il romanzo di Shlink, e orchestra magnificamente i suoi attori,
Non ho letto il romanzo di Shlink, e spero di farlo perchè sicuramente sarà ancora più coinvolgente del film, però una cosa la dico, che finora in tutte le uscite di questo inizio 2009 questo mi sembra il film più riuscito e anche il più coinvolgente.
The Reader è senza dubbio l'opera più matura di Daldry, che qui esprime al meglio la passione, il senso di colpa, la vergogna, il sentirsi inadeguati e tenere segreto il più possibile cio' che non sappiamo fare, Kate qui è molto brava anche se io l'oscar glielo avrei dato per Revolutionary Road dove è straordinaria, e ne sarei stata più contenta se l'avessero nominata per quel film.
Da non sottovalutare la bravura di attori come Ralph Fiennes, Michael ormai adulto, che cerca di stabilire un rapporto con la figlia visto che ha divorziato dalla moglie, e di Lena Olin che si vede in un cameo alla fine.




Commenti

  1. Questo film è uno di quelli che più mi ha fatto piangere dopo la fine e lo dico senza vergogna.
    Meravigliosa Kate Winslet che faceva intuire le cose coi gesti e gli sguardi tipo quando guarda il foglio per la firma oppure quando guarda il menù. Non c'è bisogno di dire altro così come su questo film. Solo una cosa però: finalmente un film in cui c'è il facile perdono. E' una cosa che non ho mai sopportato.

    P.S.: Questo film mi ha ricordato molto "La banalità del male" di Hannah Arendt. E' un libro che dovrebbe essere studiato nelle scuole e letto da tutti.

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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