Passa ai contenuti principali

Le Onde del Destino - di Lars Von Trier

Le onde del destino è un film crudo, realistico, sin dalla fotografia cromata e oscura ne tratteggia questo aspetto, quasi come fosse il documentario di una storia d'amore.
In scena una donna Bess, psicologicamente fragile e segnata dalla morte del fratello, si innamora e sposa Jan ed è talmente legata a lui che non riesce a stargli lontano, quasi come se ella avesse trovato una casa in quell'uomo, le scene erotiche non sono gratuite nè vogliono esserlo, sono naturali pure, limpide, non ci sono controfigure, lo si può notare sui corpi completamente nudi dei due protagonisti che piano piano si scoprono accarezzandosi prima le braccia poi il petto poi i loro sessi, non si vedono film così naturali al giorno d'oggi e Von Trier con il suo dogma95 qui è ai suoi livelli più alti.
Bess non sopporta la mancanza forzata del marito, e ancora meglio non sopporta la solitudine e la piccola comunità in cui vive comunità conservatrice.
Bess trova la felicità quando è tra le braccia di suo marito Jan, e quando è sola la vediamo sempre dentro una chiesa a parlare con Dio e a pregarlo di portarle il suo Jan, sia la famiglia che le persone a lei vicino non comprendono il grande amore che prova per il marito, amore che la porterà fino alla morte.
Non ci sono limiti all'amore di Bess per Jan, quando lui per un incidente rimane paralizzato, lui comunque le dice di trovarsi un altro uomo e lei comincia a cercare l'amore che aveva per suo marito nelle altre persone, fino a prostituirsi, fino a perdere la sua dignità di essere umano, ben presto Bess viene allontanata dalla piccola comunità in cui vive e persino i rapporti con la madre sono soffocati, molto intensa la scena in cui Bess viene presa a colpi di pietre da dei ragazzini, non c'è scampo per questa anima tanto fragile, e al tempo stesso tanto pura, straordinaria Emily Watson vera protagonista del film, la regia di Von Trier non è dolce nè vuole esserlo al contrario è disturbante ma efficace, il film è diretto come uno sguardo documentaristico della vita di coppia, il riuscire a fare esplodere sentimenti e renderli reali e vividi, lasciando da parte i sentimentalismi che ne avrebbero fatto un polpettone, Le onde del destino invece è un opera che spiazza, che rende lo spettatore incapace di non provare sentimenti benevoli per Bess nonostante le sue scelte discutibili quando vivi la sua storia perchè quando guardi il film la vivi sulla tua pelle, Bess segue l'amore ed è assolutamente incapace di sviare sulla via della ragione e questo è straziante.
Le persone che vivono vicino a lei sono incapaci di andare oltre, di vivere la vita e perciò bandiscono Bess dalla loro comunità conservatrice, mentre il marito e la cognata non seguono le loro regole ferree se vogliamo chiamarle così.
L'aspetto fondamentale del film è che Bess nonostante tutto non cede, nonostante la comunità perbenista l'abbia bandita lei continua a fare quello che ha scelto di fare e racconta al marito le suse storie quasi come se a distanza facesse l'amore sempre con lui, ed è proprio questo che spiazza, l'assoluta fedeltà dei sentimenti di Bess, del suo amore per Jan che per lei è come una casa e un rifugio fino a perderne la vita.
La spietatezza del mondo in cui vive non le lascia scampo, in quel piccolo mondo se esci fuori dal coro, fino a dove si puà arrivare per l'amore di un uomo? Quanto amore ci vuole per continuare a vivere dopo una tragedia simile?
CAPOLAVORO



Commenti

  1. molto bella anche la scena in cui entra in Chiesa e dice ai sacerdoti che è "solo amando un'altra persona si può raggiungere la completezza"

    RispondiElimina
  2. si in effetti le onde del destino è un film "estremo" in tutto, Von Trier narra la storia di questa "puttana santa" piena d'amore fino alla cima dei capelli, il suo amore è così grande che la porterà alle estreme conseguenze...per questo muore...

    RispondiElimina

Posta un commento

Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

Post popolari in questo blog

Tutti i Soldi del Mondo

Sinceramente,
La volete sapere una cosa? L'unico motivo per cui ho dato una chance a questo film, sono le indagini di Scotland Yard su Kevin Spacey.
Perché avevo deciso di chiudere con Ridley Scott e il suo cinema, non guardare Tutti i soldi del mondo, e scrivere un bel VAFFANCULO gigante perché secondo il mio parere, l'esclusione di Kevin Spacey, è stata ingiusta, in quanto fino a gennaio ho letto che le accuse dei suoi accusatori le hanno fatte o sui social network, o sui media.
Fermo restando che, le indagini della polizia non escludono il fatto che Spacey potrebbe e sottolineo potrebbe essere innocente dalle accuse di molestie sessuali, ma potrebbe rivelarsi anche colpevole, e allora?
Allora io penso che se un regista come Polanski, che nonostante si sia scopato una tredicenne lavora ancora, perché non dovrebbe farlo Spacey?
Bene concentriamoci sul film.
Tutti i Soldi Del Mondo, nonostante gli sforzi che ha fatto Ridley Scott, per salvare il film dallo scandalo, si rivela …

Netflix Week - Bright

Fino a qualche anno fa, ho sempre sostenuto che Will Smith fosse un bravo attore, mi stava simpatico e aumentava il mio buonumore, e per chi negli anni novanta ha visto anche i due Man in Black sa certamente di cosa sto parlando.
Col tempo invece l'ho perso di vista, avendo fatto percorsi diversi non credo di averlo seguito maggiormente negli ultimi anni, l'ultima volta che ho visto un suo film è stato in occasione della penultima pellicola di Shiamalan, da me criticatissima, e ho messo un po' da parte questo attore.

Le Avventure del Barone di Munchausen

E' il film più pazzo di Terry Gilliam, l'unico che ancora non avevo visto...
Risultato? Un viaggio nell'avventura e nella fantasia più incredibili, ma, è dico ma, è un film imperfetto, usato come esempio di come può andare storto, quando subentra la produzione nel maneggiamento di un opera cinematografica, se il regista non riesce a concludere un film.
Resta comunque l'opera imperfetta di un genio, che senza dubbio vale la pena di guardare.