venerdì 7 agosto 2009

Teorema

Uscito in piena rivoluzione sessantottina Teorema è un film arrabbiato, anzi direi incazzato nei confronti della borghesia, possiamo chiamarlo provocatorio? Non direi, Possiamo chiamarlo acido? Neanche, di certo è un film che non lascia indifferente lo spettatore, soprattutto per certi particolari che mettono in risalto la demolizione della borghesia fine a se stessa, e soprattutto l'ambiente in cui vive, un ambiente asettico, vuoto, incentrato tutto sull'apparire, come nel bellissimo inizio, dove si vedono i capannoni di un azienda e l'intervista al padrone, dopo l'intervista l'attenzione si sposta sulla famiglia proprietaria dell'azienda, la lussuosa dimora è circondata da gente che chiacchiera del più e del meno, all'improvviso un postino invia un messaggio, e con questo messaggio arriva anche un misterioso ospite che senza apparente motivo alcuno attrae tutti i membri della famiglia che hanno rapporti sessuali con lui, la prima è la serva, che viene salvata dopo un tentativo di suicidio e poi la possiede, la sua presenza in quella casa è strana, quest'ospite non parla mai, ma si comporta all'opposto di tutti i membri della famiglia, è un ragazzo schivo, e passa la maggior parte del suo tempo a leggere l'opera omnia di Rimbaud, ma come è arrivato, così senza un apparente motivo richiamato dallo stesso postino il giorno dopo se ne va, se la serva fa penitenza e chiede perdono a Dio per aver fatto l'amore con l'ospite, i membri della famiglia borghese prendono la strada opposta, cercando un senso del proprio io, odetta la figlia, si chiude in un isterico autismo ed entra in manicomio, il figlio si improvvisa pittore di quadri assurdi e ce l'ha con il mondo intero e il vuoto che lo circonda, la madre prima era monogama ora fa sesso con chiunque, il padre, si spoglia alla stazione completamente rinunciando alla sua azienda a tutto quanto, e come san francesco vaga fino ad arrivare in un deserto (che compare diverse volte durante il film) dove urla senza un perchè, impotente, solo, nudo, vuoto.
Pasolini disegna una borghesia che vive riflessa nei suoi riti, incapace di continuare a vivere quando qualcuno li inserisce fuori dagli schemi sociali e individuali, la loro vita non sarà più quella di prima, infatti come un angelo sterminatore ha distrutto il precario equilibrio di vite vuote, incentrate sul benessere e sul consumismo, un grandissimo film, un esempio di grande cinema come i registi arrabbiati sanno fare, e che ahimè non ce ne sono più, film ingiustamente ha creato scandalo definendolo reazionario, non comprendendo che pasolini non deride la borghesia, con questo film la demolisce letteralmente, raffigurando la perdita dell'identità di una classe non appena si scontra con l'altro, cioè con qualcuno di estraneo e diverso da loro.
Magistrale.

2 commenti:

  1. Questo film mi interessa molto, ma penso che prima debba conoscere meglio Pasolini. Un giorno prenderò la briga di farlo.
    Tra l'altro dalla trama ci sono alcune assonanze con Visitor Q di Miike, e non credo sia un caso.

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  2. Interessante, allora lo cercherò e lo vedrò ^^

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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