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Horror Stories Summer Edition - DellaMorte DellAmore

Con un giorno di ritardo recensisco il primo film del ciclo estivo della rubrica Horror Stories, e ho scelto per voi DellaMorteDellAmore di Michele Soavi, una pellicola che non è soltanto horror, ma anche surreale come non ti aspetti, ne parlerò tra poco, la prossima settimana sempre di martedì questa volta ci sarà Cabal film di Clive Barker.

Una nuova visione della creatura Zombie è possibile?
E' questa la domanda che il regista Michele Soavi si pone dopo che un grandissimo regista come Romero ha praticamente creato questa figura leggendaria per riempire i nostri incubi.
La pellicola di Soavi si sposta verso territori che in un normale film horror non sono frequentemente toccati, ovvero il surrealismo.
Credete che tutto quello che vedete non sia frutto di un incubo?
Come un incubo infatti il film si presenta e come tale va preso, poi ovviamente spetta alle persone che lo guardano dare una precisa interpretazione dei fatti.
Non è certamente un opera costruita come un puzzle da reimpostare per capirlo, ma come ho detto prima è un incubo, anche kafkiano, e certamente per il periodo in cui è uscito, quando come dice Lucia Patrizi, il nostro cinema di genere era praticamente morto, fare un horror per di più con uno stile surrealistico era quanto mai una sfida, sfida che stilisticamente e in quanto a contenuti Soavi vince alla grande, evitando ovviamente la derivatura che ne avrebbe compromesso la qualità ed ora non starei certamente a parlare di questo film.
E sono 24 anni portati benissimo direi, anche se il film non tocca i vertici del capolavoro, c'è da dire che Soavi ha fatto un ottimo lavoro di regia e anche di sceneggiatura.
La storia è tratta da un romanzo di Tiziano Sclavi, e ha sfruttato il successo del fumetto tanto in voga in quel momento come Dylan Dog, che con il film non centra niente, pur avendo tantissime cose in comune.
Per me è una pellicola sorprendente capace di incollarti alla poltrona e questo basta e avanza per farne un cult.
Rupert Everett nel ruolo di protagonista è molto bravo, compreso anche il suo aiutante che per tutto il film fino al finale non parla mai, ed è proprio nel finale che fa uscire la sua unica parola, si notano parecchie ispirazioni riguardo al cinema di Lucio Fulci, autore per altro che apprezzo tantissimo, ma Soavi dimostra di sapere il fatto suo ed è certamente un titolo che ogni horrorofilo e cinefilo, deve avere nella sua collezione, io ve lo consiglio.


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