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Lorna

                                                        Speciale Exploitation
Questa settimana, doppio appuntamento col cinema d'exploitation, ecco un altro sottogenere di cui mi occuperò spesso per la vostra gioia, la sexploitation, e non potevo non omaggiare proprio colui che ne è stato il re di questo sottogenere cinematografico, il grande Russ Meyer.

Questo film è meno eccessivo di altri film diretti da Meyer, ma alrettanto pungente e interessante, ispirato dal suo autore, così ha detto lui alla pellicola italiana Riso Amaro di Giuseppe De Santis, e fa parte del cosidetto periodo del bianco e nero gotico che ha caratterizzato il suo cinema con altre pellicole girate tra il 1964 e il 1966 ispirate ai racconti di Erskine Caldwell e John Steinbeck, ambientati nel profondo sud statunitense.
Il film racconta la storia di Lorna, una donna sposata il cui marito è piuttosto freddo con lei ma gentile, quando fanno sesso non riesce ad appagare la moglie, un giorno un evaso la aggredisce violentandola, ma a lei piace, e per la prima volta riesce a raggiungere l'orgasmo, ma il destino ha in serbo per lei una fine ben diversa dal classico happy end.
Un film che mi ha sorpreso, mi aspettavo decisamente qualcosa di molto pruriginoso, e invece ho trovato questo film molto sofisticato, sia nelle riprese che seguono Lorna facendone quasi un feticcio soprattutto quando è nuda, e qui i maschietti sgraneranno gli occhi, ma a parte questo sono le riprese ad essere decisamente suggestive.
E pensare che è un piccolissimo film a basso costo diretto, fotografato, prodotto e montato da Russ Meyer, che ha avuto il completo controllo sul film in questione, cosa che accadrà anche ad altre pellicole da lui dirette.
Mi è piaciuto e anche molto, sia per come è stato girato, sia per la storia, originale e diversa dai film cartooneschi, pop ed esagerati che girerà negli anni a venire, mi sa che Russ Meyer sarà molto presente alla fabbrica quest'anno.
 Qualche chicca dal film 
 Voto: 7
Russ Meyer a proposito del film from Wikipedia
 «C'era una scena che mi colpì molto, cioè quella in cui si vede Silvana Mangano con i pantaloncini succinti in un campo di riso. Ho pensato di raccontare una storia simile, arricchendola con una morale di stampo biblico» dichiarò il regista, che in un'altra intervista aggiunse: «L'unica ragione per cui ho girato in bianco e nero è che mancavano i soldi per girare a colori».[1]


Il budget del film fu di 60.000 dollari. Il film fu girato con una troupe ristretta, sotto il completo controllo di Meyer, che oltre alla regia si occupò anche della fotografia, del montaggio, della produzione e della distribuzione. Negli anni successivi il regista manterrà questo completo controllo in quasi tutte le sue opere.

Riprese

Il film fu girato in California, in soli 10 giorni, nel settembre 1963.

Cast

Lorna è interpretata da Lorna Maitland, all'epoca ventenne. Fu una delle 132 donne che si presentarono al provino, dopo aver letto un annuncio sul Daily Variety.


La Maitland era incinta di tre mesi. Meyer la scelse durante il provino, rimanendo colpito dai suoi seni prosperosi. «Quando ho visto che non rispondevano alla forza di gravità e rimanevano su, immediatamente ho pensato: "Incassi!"» disse il regista.[1]
Il predicatore presente nel prologo del film è James Griffith, che scrisse il film in quattro giorni.





  

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