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Batman Returns

                                                               Riguarda & Recensisci
Ci troviamo di fronte alla seconda puntata delle avventure dell'uomo pipistrello dirette, dal grande, dal mitico Tim Burton e ripescata oggi per voi grazie a Riguarda & Recensisci.
Episodio per molti dark e anche molto più gotico del precedente capitolo, che per molto è senza dubbio il migliore del dittico su Batman diretto dal regista di Burbank.

Come sono i cinefumettoni oggi? Strapieni di effetti speciali, senza il minimo di tensione o coinvolgimento emotivo vero?
Suona difficile oggi capire che nel lontano 1992, un regista come Tim Burton ha fatto il secondo capitolo di Batman con uno stile narrativo, capace di coinvolgere lo spettatore grazie a una cosa fondamentale, che oggi nel cinema si è quasi dimenticata: L'empatia.
Si c'è empatia tra i personaggi creati dall'ingegno di Bob Kane e portati sullo schermo da Tim Burton, quando ancora aveva come partner delle produzioni Denise DiNovi, che per l'appunto hanno messo in scena film sorprendenti, e questo Batman Returns non è da meno.
Questo era Tim Burton prima che si istituzionalizzasse, e si riducesse ad essere non il grande regista che dirige film degni del suo nome, ma film non all'altezza, prodotti per il grande pubblico che nulla hanno a che fare con la sua poetica, il suo stile, che una produttrice con le palle come Denise DiNovi, ha portato alla massima espressione, rispettandone in tutto e per tutto le capacità e la libertà creativa di un regista, che diciamolo pure, è un genio, o meglio è stato geniale per una manciata di anni.
E il risultato di questa genialità è proprio Batman Returns dove l'espressione artistica delle tematiche di Burton è alla massima potenza, Batman non è soltanto un supereroe senza macchia e senza paura, ma è un uomo anche capace di capire i suoi simili, le figure negative del Pinguino e Catwoman, non solo solo semplici cattivi, ma sono esseri che potremmo benissimo definire outsiders, che cattivi lo sono diventati perchè la vita è stata crudele con loro, in particolare Catwoman, che diventa psicotica, non appena Max Shrek la uccide buttandola dal palazzo, ma la figura del pinguino, per quanto crudele, è quella che senza dubbio lascia il segno nello spettatore.
Ad impersonarlo è quel grandissimo di Danny De Vito, che offre una figura di cattivo ancora migliore del Joker impersonato da Jack Nicholson, sia per il fatto che è un cosidetto "diverso", tema affrontato moltissime volte nel cinema di Burton, che con il secondo capitolo delle avventure dell'uomo pipistrello, assume una connotazione più umana, in cui persino Batman stesso deve confrontarsi, sia per sconfiggerlo che per riuscire a capirlo.
Al giorno d'oggi chi ha il coraggio e le palle di fare un film del genere? Sarebbe per lo più un progetto scartato ai più perchè non ha mordente, e soprattutto non ha il grande richiamo del box office capace di attirare i ragazzini al cinema.
Un film come Batman Returns è unico nel suo genere proprio per questo, sia per le tematiche che affronta, inusuali oggi inserirle in un cinefumetto, sia per la profondità di contenuti incarnati da personaggi che riescono ad esprimersi in una maniera tale da lasciare il segno, e senza dubbio non si dimenticano facilmente.
Sembra strano, ma il vero cattivo, che già esprime cattiveria sin dalla sua apparizione è proprio Max Shrek, lui non è cattivo perchè lo è diventato dalle esperienze vissute, come ad esempio Catwoman e il pinguino, è cattivo perchè è un bastardo, e Tim Burton ce lo fa capire ad ogni sua apparizione, anche quando usa il pinguino per i suoi scopi.
Shrek è un personaggio che si allontana dai cattivi designati, facendo fuoriuscire una crudeltà inaudita, segnata soprattutto dall'avidità e dalla corruzione, e non dalle esperienze della vita.
In conclusione, assolutamente da vedere, sia per conoscere Tim Burton al suo meglio, sia per avere un altro sguardo sui cattivi di batman, originale e differente rispetto ai cinefumetti di oggi.
Voto: 8

  



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