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L'avversario - di Nicole Garcia

L'avversario
Fin dalle prime inquadrature, capisci che non stai assistendo al classico Thriller con risvolti paurosi, La regista Nicole Garcia sceglie la strada dell'inquietudine sottile per raccontare la storia di un uomo, che con freddezza uccide la sua famiglia, i suoi genitori e provoca la morte del suocero per cosa? Presto detto, in tutti gli anni della sua vita si è costruito una falsa identità, le persone attorno a lui non fanno che chiedere soldi, credendo che sia medico, l'inizio è folgorante, vediamo un uomo seduto su una sedia, freddo, distante e distaccato, un sociopatico che per tutta la vita non ha fatto altro che indossare una maschera, vede constantemente un video/confessione in cui racconta la sua storia, il film è inframmetizzato da flashback della sua vita con la famiglia e gli amici, delle continue menzogne e inganni che deve inventare per trattenere quella maschera che come un demone finirà per inghiottire le persone che lo amano, Nicole Garcia usa la sua maschera come metafora, una metafora di un fallimento inaccettabile e che agli occhi degli altri deve rimanere intatta, Grandioso Daniel Auteuil, nel ruolo del protagonista Jean Marc, un uomo timido, riservato, forse anche troppo perfetto per essere vero, un antieroe se possiamo chiamarlo così, indossa quella maschera per celare una vita che non possiede, una professione che non esercita, si è inventato di sana pianta per nascondere il piccolo borghese mediocre che è in realtà, vaga per gli alberghi, inizia anche una relazione con una delle amiche della moglie, spende una montagna di soldi e mostra al mondo un uomo che non esiste, ma la paura che qualcuno tolga via quella maschera gli farà perdere la ragione e con estrema freddezza cinque vite innocenti pagheranno con la propria vita purchè quella maschera resti intatta.

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