giovedì 7 maggio 2009

Veronika Voss

Ammetto che è il primissimo film che vedo per intero diretto da Fassbinder, devo dire che mi ha sorpresa sotto diversi punti di vista, in primis racchiude il fascino di pellicole della grande hollywood, curatissimo nei particolari come le scenografie e i costumi e naturalmente l'ambientazione.
Veronika Voss è un attrice che negli anni della seconda guerra mondiale era una diva, finita la guerra è finito anche il successo e ora si ritrova vittima di una psichiatra che la tiene rinchiusa in ospedale con una cura a base di morfina e psicofarmaci.
Fassbinder ci dona il suo personale viale del tramonto tedesco, se nel capolavoro di Wilder l'attrice dimenticata passava dal muto al sonoro Veronika passa tra il cinema classico al cinema moderno, (non si contano gli omaggi alla nouvelle vague) il film è come una lunga ballata di morte che non concede redenzione, già sin dai titoli di testa lo spettatore assiste alla proiezione di un film con protagonista Veronika dopo un po' esce in preda a una crisi di nervi, sulla strada incontra un giornalista che si innamora di lei, proprio con questo incontro, nasce un rapporto di continue bugie e illusioni di un futuro contratto per girare un film che non arriverà mai.
Il film uscì nei primissimi anni ottanta ma gli omaggi alle atmosfere melò e soprattutto al grande cinema ne fanno un opera interessante e coinvolgente, inoltre il film fa parte di una tetralogia di cui è l'ultimo capitolo mi sembra dedicata a delle figure femminili, cercherò di recuperare gli altri film della serie e magari raccontandoveli in diretta, grandissima l'attrice protagonista Rosel Zech, che sa essere naturale in un ruolo complesso.
La colonna sonora mescola classicità e canzonette americane dei primi anni cinquanta.
La fotografia passa dal bianco e nero notturno alla luce accecante dell'ospedale psichiatrico dove è rinchiusa la nostra protagonista, quasi come se il film attraversa diversi mondi e diverse situazioni.
Il montaggio alternato con la lunga carrellata iniziale è da antologia.
In conclusione, un affascinante viaggio nel cinema al cinema, che attraversa il lato oscuro dell'anima e di un sogno di illusione ormai lontano.




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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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