Passa ai contenuti principali

La voce della luna


Fellini, nella sua opera di congedo, ci dona forse il suo film ricco di suggestioni fiabesche e lunatiche, in scena due personaggi un maestro di scuola interpretato da uno straordinario Benigni (una delle sue migliori interpretazioni dopo quella de la vita è bella) con un altrettanto bravo Paolo Villaggio che qui si allontana dal famoso personaggio che gli ha dato la notorietà Fantozzi.
Il film onirico e surreale ricorda moltissimo i primi film con il quale Fellini è diventato famoso, ho apprezzato soprattutto la magia di questo film che reputo il migliore tra gli ultimi diretti dal grande maestro di Rimini, la cosa che mi sconcerta è che ricordo alla sua uscita non ebbe buone recensioni, ieri sera vedendolo ne rimasi incantata, quasi come se questo film fosse il testamento spirituale di un autore che ha saputo donare capolavori immortali come La Dolce vita e otto e mezzo, questo film si differenzia da quelli diretti da Fellini in diverse cose, la malinconia, la speranza e soprattutto l'innocenza, grandissima la colonna sonora di Piovani, che spero di trovare perchè è molto commovente, Fellini stesso disse dopo aver diretto questo film "Ho ancora molto da dire" peccato che non ci è riuscito in tempo.
Il maestro di scuola crede di vedere il futuro nel pozzo e di ascoltare la voce della luna, mentre il prefetto Gonnella vede complotti dappertutto, il film mostra una serie di situazioni grottesche e paradossali in cui diversi personaggi come Marisa che diventa una locomotiva quando fa l'amore e Gonnella che balla il valzer con la ducessa fermando una massa di giovani che balla sulle note di The way you make me feel di Michael Jackson sono da antologia, comiche, esilaranti in una parola grottesche, ma che fungono benissimo alla storia.
Poi naturalmente c'è l'italia degli anni ottanta Berlusconizzata, di cui Fellini ha fatto sempre una aspra critica soprattutto nelle sue ultime pellicole, un italia boccaccesca, che vuole apparire, che vuole essere qualcuno anche a costo di fare la figura dell'imbranato pur di apparire in tv, la tv, l'esoterismo, la magia, l'occulto, il reale, il sogno si fondono in un film che colpisce al cuore ma soprattutto ti da la malinconia di vecchi film anni cinquanta di un italia che ormai non esiste più.
CAPOLAVORO.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tutti i Soldi del Mondo

Sinceramente,
La volete sapere una cosa? L'unico motivo per cui ho dato una chance a questo film, sono le indagini di Scotland Yard su Kevin Spacey.
Perché avevo deciso di chiudere con Ridley Scott e il suo cinema, non guardare Tutti i soldi del mondo, e scrivere un bel VAFFANCULO gigante perché secondo il mio parere, l'esclusione di Kevin Spacey, è stata ingiusta, in quanto fino a gennaio ho letto che le accuse dei suoi accusatori le hanno fatte o sui social network, o sui media.
Fermo restando che, le indagini della polizia non escludono il fatto che Spacey potrebbe e sottolineo potrebbe essere innocente dalle accuse di molestie sessuali, ma potrebbe rivelarsi anche colpevole, e allora?
Allora io penso che se un regista come Polanski, che nonostante si sia scopato una tredicenne lavora ancora, perché non dovrebbe farlo Spacey?
Bene concentriamoci sul film.
Tutti i Soldi Del Mondo, nonostante gli sforzi che ha fatto Ridley Scott, per salvare il film dallo scandalo, si rivela …

Netflix Week - Bright

Fino a qualche anno fa, ho sempre sostenuto che Will Smith fosse un bravo attore, mi stava simpatico e aumentava il mio buonumore, e per chi negli anni novanta ha visto anche i due Man in Black sa certamente di cosa sto parlando.
Col tempo invece l'ho perso di vista, avendo fatto percorsi diversi non credo di averlo seguito maggiormente negli ultimi anni, l'ultima volta che ho visto un suo film è stato in occasione della penultima pellicola di Shiamalan, da me criticatissima, e ho messo un po' da parte questo attore.

Le Avventure del Barone di Munchausen

E' il film più pazzo di Terry Gilliam, l'unico che ancora non avevo visto...
Risultato? Un viaggio nell'avventura e nella fantasia più incredibili, ma, è dico ma, è un film imperfetto, usato come esempio di come può andare storto, quando subentra la produzione nel maneggiamento di un opera cinematografica, se il regista non riesce a concludere un film.
Resta comunque l'opera imperfetta di un genio, che senza dubbio vale la pena di guardare.