domenica 11 aprile 2010

Open Water

Open Water è un film tratto dalla storia vera di due sommozzatori dimenticati nel mare aperto per uno sbaglio di conteggio, un ragazzo e una ragazza che avevano deciso di fare un break con la loro vita e si ritrovano in preda a squali, meduse in mare aperto senza che nessuno  li soccorrerà, un altro esempio di reality cinema, girato in digitale, con una troupe ridotta  all'osso il cui compito è terrorizzare lo spettatore, con momenti di alta tensione, che in certi momenti fanno accapponare la pelle.
Non sono una estimatrice del reality cinema già riesco a concepire a malappena l'idea del reality in tv pur non guardandolo, ma questo film fa impressione, fa impressione perchè i due protagonisti sono in balia della natura, a loro può capitare di tutto, durante la visione avevo il timore che ci fossero scene piuttosto forti, ma le uniche scene forti sono le sensazioni che la pellicola è stata in grado di suscitare.



Perchè ci sono solo emozioni, sono le sensazioni forti a tenere lo spettatore sulle spine, si prova veramente di tutto, il film di per se sembra girato da una telecamera amatoriale, accentua di più nello spettatore il senso di smarrimento dei protagonisti, che sembrano essere entrati in una situazione più grande di loro, sono inermi, indifesi, vittime di qualcosa di invisibile che li minaccia, e man mano che passa il tempo questa minaccia sembra avanzare inesorabile, come se volesse inghiottirli dentro una voragine, sensazione resa abbastanza grande anche all'uso della fotografia prima chiara, poi offuscata, poi ancora cromata e infine rosso sangue, molto bravi i protagonisti, e soprattutto anche spiazzante il finale, in cui vorresti che almeno uno di loro si salvasse.

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