sabato 20 agosto 2011

Non Lasciarmi

Un film lacerante, di quelli che ti spezzano il cuore in due, ecco cosa si prova dopo la visione di Non Lasciarmi.
La pellicola diretta da Mark Romanek e tratto da un romanzo di Kazuo Hishiguro, racconta di tre ragazzi, cresciuti in un colleggio che sono stati costruiti come cloni per la donazione di organi per i trapianti, le loro vite pur avendo le ore contate, cercano una normalità che non avranno mai, cercano una vita come tutti gli altri esseri umani, ma loro che sono stati allevati come polli da laboratorio vedono e vivono la vita in modo diverso dagli altri, soprattutto perchè nel loro mondo, nella loro società sono soltanto oggetti da ricambio come macchine per salvare vite altrui, il film mette in risalto la mancanza di rispetto verso la vita umana, ma soprattutto verso i sentimenti, e verso quella scintilla che tutti  gli esseri umani inseguono e agognano, l'amore.
La scienza non guarda in faccia nessuno, e per il progresso, e per poter dire di salvare vite altrui toglie la vita a dei cloni, degli esseri programmati che sono visti solo come pezzi da ricambio e nient'altro, e attraverso il triangolo sentimentale che i nostri protagonisti si illudono di poter vivere una vita loro, eppure loro che sono legati al doppio filo dell'amore e dell'amicizia, ma anche al doppio filo della morte, non esiste nessuna possibilità di una vita loro per loro tre, non c'è possibilità di un futuro come persone normali, devono solamente svolgere il loro compito di donatori di organi e rinunciare alla loro vita, ma a quale essere umano si può chiedere tanto? Ma a quale essere umano può venire in mente un tale abominio? E con le urla laceranti di Tommy colpiscono come un pugno allo stomaco, quando si accorge che non c'è possibilità di un rinvio, e che il suo destino è segnato come tutti gli altri.
Bravissimi la Knightley  (Ruth)- finalmente un ruolo maturo . Andrew Garfield (Tommy) e soprattutto Carey Mulligan (Kathy) già vista in An Education, l'ultima scena del film fa impressione ma non per la paura ma per la rassegnazione che per Kathy.
Mark Romanek torna dopo lo sconvolgente One Hour Photo con Robin Williams, e dirige un film complesso e inquietante che è capace di far riflettere sui limiti tra la vita e il volere della scienza, tra i sentimenti come odio, amore gelosia, rassegnazione, e capace di rimanere impresso nella mente e nel cuore.

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Ciao, ho tolto la moderazione ai commenti, di pure la tua, ma con garbo ed educazione se non vuoi che lo cancello xD

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